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venerdì 19 aprile 2019

L'Incredulo

Ci sono dei rischi a lavorare nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, e uno di questi è rappresentato da L'Incredulo, un utonto che disgraziatamente coincide anche con Il Melomane.

L'Incredulo si presenta quotidianamente proprio travestito nei panni de Il Melomane: egli è pensionato la moglie lo scopa fuori di casa, ma dato che lui disprezza i cantieri (è Melomane, mica cazzi bassi come tubi e fognature) il suo appuntamento fisso siamo noi per cui viene in biblioteca tutti i giorni alle ore 14.00 GMT Oslo-Roma-Parigi per ascoltare dischi della triade Scotto-Tebaldi-Di Stefano.

Alle 14.00 mette la bisaccia negli armadietti, alle 14.01 chiede la solita cuffia ("signorina mica la numero 4 che ha degli squilibri nei bassi della cuffia destra gne - mai nessuno in 10 anni di lavoro in conservatorio l'ha notato, ndr - lo sa che io voglio la numero 5 gne"), alle 14.02 è alle postazioni audio in celeste compagnia di Scotto-Tebaldi-Di Stefano.

Alle 18.15 se ne va, non prima di aver riconsegnato la cuffia numero 5 - se non gli abbiamo prestato la 5 perché impegnata, invariabilmente seguono 15 secondi di recriminazioni sulla qualità audio della cuffia-non-numero-cinque, in cui la mente di noi bibliotecarie di solito vola selvaggia a rimembrare quanto si stava bene quando si portava da casa le cazzo di cuffie sue, prima che scoprisse quanto si sente bene dalla cuffia numero 5.

Ma esiste una variante hegeliana a tutto ciò: quando il CD ("ah, erano molto meglio i vinili gne") salta, e allora seguono 125 secondi di "signorina segni però che le tracce 5, 9 e 10 saltano, non si riescono ad ascoltare, insomma fate qualcosa perché non è possibile che Cavalleria rusticana blablabla e poi qui c'è José Carreras che blablablabla, gne".

Così, ogni santo giorno da ormai 10 anni. 
Eppure, come nei migliori fumetti della Marvel, c'è un momento dell'anno in cui il superpotere del Nostro si risveglia ed egli diviene >>>>> L'Incredulo!

È sufficiente che ci si approssimi ad un periodo di chiusura vacanziera che zac, ecco la telefonata de L'Incredulo!

"pronto, biblioteca dei pazzi di conservatorio, sono Trantor mi dica"
"pronto signorina, sono Il Melomane travestito da L'Incredulo"
"buongiorno, mi dica"
"senta, ma volevo sapere. Domani, che è sabato santo, sarete aperti?!"
"sì, come abbiamo scritto ovunque mandato mail tappezzato di cartelli la biblioteca avvisato a voce messo sul sito ricordato anche a te de visu l'altro ieri sì, siamo chiusi solo da Pasquetta a X, quindi sabato santo siamo ape..."
"no perché sa, ho letto la mail arrivata ieri ma pensavo aveste sba... eh, no, di aver letto io male"
"non è un errore, se abbiamo mandato la mail e così c'era scritto, vuol dire che domani saremo aperti"
"ah, ma come mai?"
"... perché il direttore ha deciso così"
"ma è sabato santo."
"lo sappiamo anche noi."
"ma perché tenete aperto??"
"perché così è stato deciso"
 "ma verrà qualcuno?"
"senta non lo so, anche noi vorremmo stare a casa qualcuno (certamente lei) verrà di certo"
"...ah. Che strano."
"eh."
"... ma insomma la biblioteca comunale però chiu...."
"LO SAPPIAMO"
"ok, allora domani vengo"
"sì, l'aspettiamo"
"bene"
"bene"
"gne."


Ora sono le 14.37, e questo significa una cosa sola: alle 14.00, puntuale come la scenetta finale della Marvel, è venuto. Nell'interstizio fra gli armadietti e la cuffia numero 5 prego ripetere da capo il copione, identico ma con ancora maggiore incredulità e, a latere, la fintamente cortese e acidissima aggiunta "beh io mi metto di là, sempre se non disturbo eh, gne".

Al 31 luglio dunque per una nuova avventura de L'Incredulo!, il supereroe anziano che con una grossa I sulla maglietta gira per le biblioteche a controllare l'esattezza degli orari di apertura comunicati online!!!

venerdì 24 giugno 2016

La FOTTUTA SINDROME DELL'ATTEGGIAMENTO DA TELETUBBY

Il Nerd Rockettaro Pulitino (NRP) è ormai un ospite fisso della biblioteca dei pazzi di conservatorio in cui lavoro, diciamo da 17 giorni a questa parte.

Maschio, bianco, 38 anni, grado di pericolosità 3/10, grado di insofferenza delle bibliotecarie (GIB) 10/10, barbetta e capelli alla Nino d'Angelo, intenso odore di borotalco che copre sudore vecchio che si sparge immediatamente nella sala in cui da tempo, ormai, si accomoda col suo #belportatile alle 9 per uscirne alle 18.30.

Attenzione: l'alto GIB dell'NRP non è dovuto ai 35 dvd che ogni giorno ci fa tirare fuori dalle cassettiere per masterizzarseli in silenzio mascherando la faccenda da #cosaseria ("mi sto occupando di arie d'opera, sa", un po' come dire "sto studiando il terriccio eurasiatico" se sei geologo), no.

Non è neanche dovuto al tanfo da abiti non completamente insozzati dal sudore ma nemmeno puliti che probabilmente riutilizza per mesi prima di buttarli in lavatrice (senza detersivo), no.

Non è dovuto allo splendido siparietto in cui, mentre in biblioteca sono (letteralmente) percepiti 43 gradi, il vento solare entra dalle vetrate senza speranza e il sudore ti si appiccica addosso lui ha fatto una scena greca perché nell'altra sala a 15 metri di distanza uno scalcagnato ventilatore di plasticone sposta faticosamente aria calda ("signorina può spegnerlo per favoreee?").

Non è dovuto ai frizzanti dialoghi di altissima dialettica logica (ad esempio "salve, posso aiutarla?" "sì, cercavo materiale su #compositoreignoto" "ok ... mm, purtroppo non abbiamo nulla, mi spiace." "h." "vediamo, #compositore ignoto è un contemporaneo?" "vede, io lo studio perché mi interessa." "..." "..." "..." "..." "ok, ma nel senso. E' contemporaneo?" "eh?" "insomma, è morto?" "beh, nell'800 credo" "MA COSA CAZZO..." "eh?" "niente." "h."), no.

Ma nemmeno al prosieguo del dialogo, per dire ("ma quindi non lo conosceva??" "no, confesso la mia ignoranza" "aaaahh!!! Ma quindi, lei non si intende di musica?!" "guardi che sono laureata in musicologia, ma non posso conoscere tutti i #compositoriignoti del mondo, specie se mi sono laureata sul Rinascimento" "hhhhhh interessante..." "..." "[guarda in alto e finge di richiamare qualcosa alla memoria] ri-na-sci-men-to." "..." "ma, Rinascimento in che senso?" "MA COSA CAZZO..." "eh?" "niente." "h.").

E non è nemmeno dovuto ai capelli alla Nino d'Angelo, anche se so che la cosa potrà destabilizzare i più impressionabili.

No, l'altissimo GIB del NRP è dovuto alla FOTTUTA SINDROME DELL'ATTEGGIAMENTO DA TELETUBBY porca puttana, una cosa che se possibile ha il potere di scatenare i più bassi istinti miei e di #collegaG ben oltre il viso di bruno vespa, vaffanc*lo!

Comunque, andiamo con ordine.

La FOTTUTA SINDROME DELL'ATTEGGIAMENTO DA TELETUBBY è qualcosa di malvagio, oscuro. Probabilmente non è di questo mondo, come il polpo Paul; la sindrome si manifesta con un DEFICIENTE che, credendosi simpatico ed essendo probabilmente caduto nel paiolo da piccolo ha bisogno di riempire i vuoti nelle conversazioni con gli atteggiamenti tipici di chi fa le vocine stupide ai bambini nel tentativo di farli crescere scemi, un comportamento peraltro ben diffuso se si escludono le persone che frequento, voi (naturalmente) e alcuni protozoi verdi dei paraggi di Rho.

Esempio: siamo davanti alle vetrine dei dvd e deve sceglierne 16 da consultare masterizzare col suo #belportatile? Ecco che l'NRP inizia a ondeggiare la testa canticchiando prima "lallallà, lallallà, lallallà" e "zan-zan-zan, zan-zan-zan, zan-zan-zan" poi, picchiettandosi teatralmente la tempia come a dire "su su su pensa pensa pensaaa" e infine toccandosi la barba alla Sherlock Holmes fischiettando come se stesse davvero deducendo qualcosa, nell'irresistibile tentativo di mimare, porca puttana, il fatto che sta scegliendo dei fottuti dvd.

La cosa prosegue per all'incirca 125 secondi (125 anni, secondo il vostro #tempodiBergson, lasso di tempo nel quale l'Inghilterra ha frattanto votato per uscire dall'isola e l'isola ha votato per uscire dall'Inghilterra, così che la famiglia reale si è ridotta a vivere su di un frangiflutti al largo delle Falkland), quando finalmente sceglie questi cazzo di dvd.

Ma non lo fa normalmente, no: la FOTTUTA SINDROME DELL'ATTEGGIAMENTO DA TELETUBBY gli impone di emettere un simpatico suono ogni volta che prende un dvd dallo scaffale (ZAC!) (OPPALALA'!) (ECCOTI QUA!) (FLUPP!) (SHCKLOCK! [schiocco con la lingua]) (FLÜSSSSS [rumore del risucchio di spaghetto]) ([gesto con cui si mima il furto con destrezza di qualcosa con conseguente risatina complice verso di voi]) e altre amenità moltiplicate per 16 18 (perché cambia pure idea), finché voi, stremati, finalmente non chiudete la maledetta vetrina.
E' allora che vi segue (ZANZANZAN, ZANZANZAN) per fare il prestito di tutto ciò (SHCKLOCK!), e francamente è meglio se sorvoliamo (FLÜSSSSSSSSS).

Ma perché nerd, perché rockettaro, direte voi?

Molto semplice: nel fornirvi la tessera il primo giorno avete subito notato che l'NRP possiede, come ovvio, un nome assurdamente ridicolo (Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio).
I passi successivi sono quindi stati: 1) googlarlo immediatamente insieme a #collegaG 2) scoprire che l'NRP suona in un gruppo rock carichissimo, tipo la coverband dei Kiss.

Epilogo:
Dopo aver faticosamente sopportato lo scollamento fra l'immagine reale dell'NRP e quello che ricordate voi dei Kiss, la soluzione appare semplice: è metaforicamente un nerd (suona come i Kiss - magari un gradino sotto, eh - ma riesce a comunicare in modo proprio e acconcio solo mentre fa quello) (per non parlare della faccenda del ventilatore), e SHCKLOCK!.



*.

venerdì 25 dicembre 2015

47 sfumature di regolah

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

#1

donna, bianca, caucasica, perenne sguardo da pesce lesso, folle chioma di ricci tinti, 29 anni, concertista, insegnante di conservatorio (insegnante-di-conservatorio. Prendete carta e penna e ripetete con me, moltiplica-per-3-il-tuo-stipendio-dividendo-per-3-le-ore-che-lavori).*

"ciao, ti riporto questo libro"
"ok. ... Scusa, ma il libro conteneva anche un fascicolo aggiunto [la parte staccata del violino solista, ndr], qui manca"
"eh ce l'ha #utontaTroppeCertezze"
"sì, ma #utontaTroppeCertezze gira il mondo."
"infatti credo che la parte del violino sia attualmente a Rabat, ahahaha!"
"che ridere. Beh io non posso segnare come rientrato un volume incompleto, quindi non scarico il prestito e me lo riporti quando hai riavuto la parte staccata"
"stai scherzando?"
"ti sembra che stia scherzando?"
"scusa, non è colpa mia se la parte proprio adesso non c'è"
"infatti è colpa tua solo perché l'hai data ad una violinista pazza in perenne tournée smembrando il libro"
"sì no ma #gneeeee #fuffa #piagnistei #teletubbies"
"ssshh guardami, ora cercherò di farti capire come funziona una biblioteca. Il libro l'hai preso in prestito tu?"
"sì."
"e allora la responsabilità sull'integrità del libro è tua. End."
"SI' MA..."
"se la parte del violino viene persa in un postribolo di Marrakech il libro va ricomprato intero, e ce lo ricomprerai tu"
"SI' MA..."
"ma un cazzo, io non posso riprendere in biblioteca un libro incompleto solo perché tu e quell'altra stordita ve lo siete diviso, lo capisci questo, vero?"
[#leinonsachisonoio] "spero tu stia scherzando"
"no, sto solo facendo il mio lavoro"
"umpf"
"."

se ne va sbattendo la porta
buio
sipario


#2

diciassettenne, bianco, già schedato in 5 stati per insubordinazione, barbetta, fa di tutto per vestirsi in modo da sembrare musicista consumato invece non ha nemmeno la patente, percussionista, probabilmente l'unico caso nel Nord d'Italia di percussionista sotto i 48 anni privo di qualsivoglia attrattiva sessuale, sovrappeso.

"ciao, prendo a noleggio questo libro"
"beh se vuoi lasciare qui dei soldi sei gentile, comunque questa è una biblioteca e si dice prestito"
"... ah" [attività neuronale assente, lo stiamo perdendo]
"comunque, ecco fatto. Il prestito dura un mese, come sempre"
"ok. Poi se lo voglio tenere due mesi lo tengo due mesi."
"prego?"
[fa per andarsene con la sufficienza e la sicurezza di un avvocato di Law & Order che non accetta il patteggiamento] "sì, dico che se lo voglio tenere due mesi lo tengo due me..." 
"senti, ma col cazzo!"
"ma co..."
"se ti dico che è un mese tu entro un mese lo riporti, ok?"
"ehi ehi calmati, stavo scherzando eh"
"no che non scherzavi. Questa non è casa tua e ci sono delle regole"
"..."
"ci vediamo entro un mese. E buon Natale."
"... BEH ALLORA CIAO."
[brrr che paura] "ciao"
"umpf."
"."


#3

 utente abituale, bianco, caucasico. Nulla da segnalare, non è nemmeno ricercato dall'Interpol.

"ciao!"
"ciao!"
"ecco, vorrei prendere in prestito #librochenonvaninprestito."
"beh, #librochenonvaninprestito come sai non va in prestito, quindi..."
"ahahah! No è che vedi, domani voi chiudete per le vacanze, no?"
"sì."
"quindi siete chiusi, giusto?"
"sì."
"quindi non lo prenderebbe nessuno, no? Se lo prendo io a nessuno #librochenonvaninprestito mancherà, capisci?"
"capisco. Io non posso farlo perché si creerebbe un #precedentedelcazzo, però se vuoi puoi sentire direttamente da #capo su in ufficio, decide lui"
"ahaha ok grazie!"
"prego"
"vado subito!!"
"."

[va in ufficio da #capo, poi torna]

"allora niente da fare?"
"eh no"
"mi spiace, ma noi non possiamo fare niente, sono le regole"
"no no ma certo, capisco :-) Allora pazienza, prendo questi 5 #librichevannoinprestito"
"ok, solo che come sai il limite dei #librichevannoinprestito è quattro"
"ah, ma dai, ma state per chiudere, no? Sai, se chiudet..."
"sì lo sappiamo che chiudiamo, ma c'è sempre #precedentedelcazzo di prima, ok?"
"ok ok, no ma capisco benissimo, figurati, è il vostro lavoro!"
"già."
"già. Dai ne scelgo 4 allora." [fa un altro giro per le sale poi torna]
"e senti, questo #periodicochenonvaninprestito non lo prestate, giusto?"
"vedi, è un #periodicochenonvaninprestito... Significa che non prestiamo i periodici..."
"ma come, quindi non avete mai fatto eccezioni?"
"sai, per il motivo di cui sopra, il #precedentedelcazzo"
"sì certo. Ma proprio mai?"
"è il senso di tutto"
"quindi mai??"
"ma che differenza fa?"
"non lo so, ma proprio mai? Anche se adesso chiude..."
"NO"
"ah ah ok ok, no ma capisco! Dai allora buon Natale, a tutte voi!"
"anche a te."
"a presto!"
"sì"
"ciao!"
"...sì"
"ciaone!"
"sì, ok, ciao!"
"ciao!"
eccetera.

Io e #collega al termine ci siamo fatte un caffé corretto.
Poi abbiamo chiuso la biblioteca, lasciando la moka al suo destino.

Buon sol invictus, miei cari.
Che la regolah sia con voi.


________________________
* sono contenta che quelli di ruolo prendano tanto, ma cazzo, non assumerei per forza delle oloturie stupide

mercoledì 16 settembre 2015

Strapparsi le pellicine a morsi nuda

Volevo scrivere un post con i risultati del contest precedente e relativa classifica, ma a parte che i miei conti di ieri notte non collimano con Morbido (grazie per l'aiuto Morbido :) ) perché io ho tipo ammesso in classifica dei voti inclassificabili (aka Zicchi), a parte che per come sono ridotta faccio veramente queste cose di notte e ormai non dormo mai prima dell'una e 28, sì proprio 28, credo sia un complotto, a parte tutto questo dico è appena capitata una perla che degna di essere raccontata in diretta.

Siamo nella Biblioteca dei pazzi di conservatorio, 5 minuti 5 fa, entra il vincitore annuale per la categoria IMM (Insopportabile Melomane Misogino), il buon (...) vecchio utonto M-SCUD-CS.

[per una trattazione definitiva relativa all'utonto M-SCUD-CS cfr. qui]


"buooongiorno"
"buongiorno a lei, #Melomane Sospettoso Come Un Dingo Che Sputa"
"bfff."
[va di là nell'emeroteca]
"prendo questo fascicolo di rivista"

Me lo sfarfalla davanti alla faccia come si fa con la busta di ciappi davanti al muso di un cane nel tentativo di nascondermi il più possibile il titolo, poi bello (...) come il sole fa per uscire.

"eh no un attimo, devo registrare il prestito!"
[accomodante] "oh ma no, ma fa lo stesso, non si preoccupi, non serve" [fa per uscire]
"no, ma io devo registrarlo, capisce?"
"boff bum bla buh no ma se esco solo un attimo!"
"senta, ogni cosa che esce dalla biblioteca va registrata, no? Se no non sarebbe una bibl..."
"okokokokok ufffff."

Resisto alla tentazione di tagliargli la faccia con l'angolo della copertina di #rivistadelcazzo, non so come. Nel frattempo lui si sporge sopra la mia scrivania per leggere cosa sto scrivendo su #cosechenonsonofattisuoi.

"[bofonchiamento indistinto]"
"..."
"...ha fatto?"
"un attimo!"
"..."
#collegaG: "Trantor, intanto che fai il prestito vado a prendermi un qualcosa di fresco da bere alle macchinette"
"ok figu..."
[sarcasticissimo] "beh ma non lo prenda fresco, meglio caldo, no?!"
"... beh NO, io lo voglio fresco fottuto idiota, ok?"
"okokokok. Boff buh brrromm bum uff. Ha fatto?" 
"SI'"
"bene. Vado"
"affanculo"
"eh?"
"niente."
"..."

Adesso vado alle macchinette, piuttosto di prendere qualcosa di caldo mi strappo le pellicine della mano sinistra a morsi nuda

lunedì 31 agosto 2015

Del curioso effetto per cui una pallina di fronte a una salita e una discesa scelga di andare spontaneamente in salita violentando Newton

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, 10 minuti fa.

Entra utonta UND (Utonta Nonna Deficiente) con al guinzaglio cinna piccola (età: 5) e cinna grande (età: 9).


"salve, vorrei vedere dei volumi di pianoforte per bambini"
"certo, ecco, lo scaffale è #questo. [le due cinne iniziano subito a tirarne fuori milioni] Guardate con calma. Vi chiedo solo di *non ricollocare* i volumi a scaffale, ma di lasciarli semplicemente sui tavoli"
"ah ok benissimo!"
"...ok. Così poi li sistemiamo noi in ordine. Grazie."
"ci mancherebbe!"

[passano 15 minuti]

"senta e ora vorremmo vedere i volumi di fiabe musicali per bambini."
"certo, ecco, lo scaffale è #questo. [le due cinne iniziano subito a tirarne fuori milioni] Guardate con calma. Vi chiedo come prima di *non ricollocare* i volumi a scaffale, ma di lasciarli semplicemente sui tavoli"
"anche se ne guardiamo tanti?"
"certo, anzi soprattutto se ne guardate tanti"
"ah ok benissimo!"
"...ok. Grazie."

Passano 10 minuti, loro scartabellano, buttano libri per terra e saltellano per tutta la sala, poi il mio sesto senso (sono stata morsa da un ragno in biblioteca) mi fa intuire la tragica verità: STANNO RICOLLOCANDO.

"scusate, ma vi avevo chiesto espressamente due volte di *non ricollocare* e di seguire la strada più fottutamente facile porca puttana."
"ah scusi! ahahah in effetti sa, li stavo ricollocando a caso" [giuro]
"... come a caso?"
"sì, io ho - ahahah! che buffo - problemi con il mettere a posto i libri in ordine. Anche a casa. Eheheheh"
"ehehehe tua sorella"
"come?"
"niente. Ve lo richiedo, per favore NON ricollocate."
"oh certo! ok."
"ok."

Mentre mi guardano tutte giulive come animaletti buffi appesi alle liane vado a scaffale e inizio a sistemare i circa 40 libri che avevano rimesso via stuprando l'ordine alfabetico e buttando nel cesso secoli di calcolo matematico con cifre arabe, Occam e il concetto di cifra decimale.

Poi vogliono registrare il prestito, al che per prima cosa la cinna piccola si mette a piangere perché la UND vuole fare la tessera solo alla cinna grande, la quale a sua volta rompe i coglioni pestando i piedi con paroloni di cui non conosce il significato perché sta dalla parte della cinna piccola ("nonnaaaaaa anche #cinnapiccola deve avere la tessera così si prende le sue responsabilitààààà uffiiii" - età: 9), avanti così per 7 minuti, poi quando hanno finalmente deciso cosa fare - tesserare solo la cinna grande - la cinna piccola passa direttamente alle urla (e a tempestare di colpi la parete che copre la mia scrivania), allora mi eclisso per andare a prendere i circa 67 cd che sono allegati al libri lasciando la UND con la semplice consegna di cercare nel portafoglio i documenti della cinna grande per la tessera, ovviamente torno e lei ops! non ce li ha, per cui violiamo deliberatamente circa 6 procedure interne pur di fare questa cazzo di tessera e levarcele dai coglioni, registro i libri, i 67 cd, una cassetta audio ("senta ma voi fate anche riversamenti per gli utenti delle cassette su cd, vero?" "non so, poi vuole anche una Napoli d'asporto?"), si lamentano perché non hanno preso da casa una borsina, le diamo una borsina dal nostro celebre reparto "Borsine Per Idioti" (BPI) e infine se ne vanno.

Non so voi, io vado a farmi un caffè.

sabato 11 luglio 2015

Buongiorno (manca solo un fantastico cane)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, ore 9.14, entra L'Idiota.

Per la cronaca, L'Idiota (donna, bianca, classe 1978) ha un diploma di conservatorio in canto, è carina, canta in un gruppo pseudo-jazz, ha partecipato alla raccolta di canzoni di questo (peraltro con un pezzo proprio niente male), siamo stati bene finché era a studiare al conservatorio di Madrid, invece tempo fa si è iscritta nella sede staccata del nostro conservatorio per pagare meno tasse ma furba come una faina veniva a far lezione nella sede centrale - solo che poi com'è come non è l'han vista in corridoio ed epic fail -, è hipster a livelli cosmici.

ore 9.14

L'Idiota: "ciao. Vorrei andare su internet"
"ok, lì c'è la postazione. Servono però le credenziali, le hai?"
"eeee ihihihihi eeehhm nooo..."
[fa approssimativamente questa faccia]
"...mm. Ma le avevi?"
"sììì..."
"e quindi? Non le hai scritte da qualche parte?"
"nooo... ihihihi ehmmmm ihihi"
"... ok. Facciamo [l'ennesimo, andiamo avanti così da eoni] recupero password. Ti verrà inviato un sms sul cellulare, ce l'hai?"
"eh? No è che ihihih non me lo ricordo... boh non lo sooo"
"... no, ma dico. Il cellulare. Ce l'hai con te adesso o no?"
"..."
"HAI UN CELLULARE"
"aaaah! sì sì sì scusa!"
"eh. Ok. Allora faccia..."
"no ma un attimo, dici ehm il mio cellulare?"
"secondo te?"
"no ma non ce l'ho"
"non hai il cellulare qui?"
"no."
"ma cosa... vabbé. Allora niente internet, mi spiace."
"[faccia]"


ore 9.18

"mmmm"
"..."
"psssst"
"eh?"
"ehm."
"sì, dimmi."
"cercavo #pezzo"
"ok, cerca pure sul catalogo, no?"
"è che non so se c'è"
"ma finché non cerchi..."
"e se non c'è?"
"ma perché non dovrebbe esserci?"
"beh perché è spagnolo"
"..."


ore 9.19

"ma ehm, per cercarlo?"
"il catalogo è lì [indico il pc]"
"qui? [indica gli schedari cartacei]"
"[facepalm]"
"[imbecille]"
"ma no. Sul pc, no?"
"aaah okkei!"
"uccidimi"
"come?"
"lascia stare"
"ok!!!"
"..."


ore 9.20

"sì, ma come faccio."
"apri il browser di internet"
[guarda il monitor con la scintilla di vivacità tipica dello sguardo di Pizzarotti, nel frattempo sempre faccia, poi schiaccia il ditino al centro del desktop, sullo stemma del conservatorio]
"qui?"
"... ma secondo te? Quello è il desktop"
"ah sì sì scusa scusa scusa."
"apri il browser di internet. Lo so che lo sai, deficiente."
"questo. Mozilla."
"sì. Porca puttana."
"eh?"
"niente."
"..."
"ecco, adesso nel campo titolo metti il titolo, nel campo autore metti autore"
"sì lo so!!"
"ah, pensa te"
"eh?"
"niente."
"..."


ore 9.21

Ritorno alla scrivania, ma mi accorgo ben presto che sta guardando la pagina del catalogo della biblioteca [una cosa come questa] con la verve di un bradipo particolarmente scemo.

"e adesso?"
"clicca su CATALOGHI"
"..."
"..."
"dove?"
"è lì davanti a te..."
"..."
"..."
"dove?"
"santo cielo, LI'. [mi avvicino e le clicco la parola 'cataloghi', che era a un millimetro dalla punta del mouse]. Cataloghi. Era lì, no?"
"aaaaah!"
"..."


9.24

"oddio aiuto dove sono cosa come perché si è impallato tuttooooo!!!"
"è perché hai usato le frecce avanti-indietro del browser"
"MA IO COME FACEVO..."
"lo vedi #enormecartello a fianco del monitor? #enorme cartello? Sì, quello. Bisogna usare le frecce interne al catalogo, non quelle del bro..."
"oddio oddio non lo sapevo"
"sì, ma c'è #enormecartello. Comunque adesso lo sai"
"sìì. Le frecce dici queste??" [indica il combo "cd/lp/partiture/libri" - giuro]
"... ti sembrano frecce?"
"no."
"ma non vedi che quello è un combo dove selezioni il materia..."
"aaaah no, QUESTE frecce!"
"sì, quelle sono frecce"
"HO CAPITO!"
"..."


9.26

"aiuto. Non lo trovo."
"cosa"
"Evocation di Albeniz"
"fammi vedere ... sì ma è con la T."
"e io come l'ho scritto?"
"è lì davanti a te idiota maledetta. Hai scritto Evocacion, con la c. Ma non vedi?"
"ah! ihihihihihi"
"ihihihi un cazzo"
"come dici?"
"niente"
"...ok. Adesso torno indietro e..."
"usa le frecce del catalogo, non quelle del browser, mi raccoma..."
[e mentre fissa lo schermo con #faccia indovinate cosa fa]
"ma che cazzo, se ti ho appena detto di non usarle!"
"ah nonononononono scusa! Oddiocazzo!!!!"
"beh mica scoppia tutto a parte i coglioni, adesso però devi rifare tutta la ricerca perché si è impallato. Te l'avevo appena detto però"
"... m."
"sì, mm."
"m"
"eh, mm."
"okgrazieciao."
"... ciao."

Con "ciao" significa semplicemente che si è voltata verso il catalogo escludendomi dal suo mondo fatato per nuove, entusiasmanti ricerche.
Erano le 9.26.
E' andata via nel pomeriggio.

Potete andare avanti voi, tipo Raymond Quenau, tanto qualsiasi cosa inventiate ci andrete sempre fottutamente vicino.

La volete sentire la canzone di Caterpillar in cui lei canta? Eh?

lunedì 18 maggio 2015

Pronto Raffaella? La cazzata della settimana!

E torna anche la rubrica "Vota la frase della settimanah", che diamine!
Che poi frase è troppo poco, facciamo "cazzata" che va sempre bene.

Torna dunque l'amato contest La cazzata della settimana, nel quale VOI potete dare un voto a ciascuna cazzata e sistemarle in ordine descrescente di assurdità.

Poi era sempre molto carino, come alternativa ai commenti entusiastici sulle tibie, procedere al conteggi sotto la guida di un ingegnere e vedere quale #cazzata riscontrasse maggior consenso fra voi.


#1 filosofica

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"buongiorno ciao, posso aiutarti, #giovane utonta quindicenne hipster (GUQH)?"
"sì"
"bene, dimmi"
"vorrei un libro di saggistica."
"un libro di saggistica? Quale?"
"un libro di saggistica"
"sì, ma quale. Ne abbiamo 30 mila, sai?"
"un libro di saggistica, uffa non so quale"
"... ma per cosa? Di che ambito? Su che argomento?"
"boh."
"..."
"scelga lei"
"..."


#2 io sono io perché io valgo e tu non conti proprio un cazzo gne

A pranzo con #cuginaFolleeBellissima (chi è - è pazza).
Siccome canta abitualmente in tutto il mondo le chiedo di raccontarmi i suoi ultimi viaggi.

"e quindi tornando dal Giappone..."
"tornando da Giappone una paura folle!!! L'aereo ha perso quota e blablabla credevamo tutti di moriblablablabla mi è passata davanti tutta la mia viblablablabl"
"ah ma cazzo"
"terribile!"
"terribile!"
"non hai idea"
"in effetti la prossima volta che volo sarò molto meno tranqui..."
"beh e tu quand'è che prendi aerei scusa?!"
"... scusa?"
"..."
"se per favore ti togli dalla faccia quell'espressione schifata del cazzo veramente viaggio anche io, sai, non sei l'unica a prendere aerei al mondo, anche se io lo faccio più che altro per visitare posti e non sono famosa come te"
"..."
"credi che solo i cantanti prendano aerei?"
"..."
"..."
"... oh no no no certo certo certo. ... Ma, scusa. [sinceramente incuriosita] E quindi dove vai?"
"..."


#3 crusca cruscae busilli busillis (aka tentare di non farsi sospendere dal prestito improvvisando un registro alto aprendo a caso un vocabolario a caso)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.
E' lunedì (oggi. Buongiorno), apriamo l'email della biblioteca e troviamo questo.

"Salve, guardi mi sono accorto di dover ancora riconsegnare una raccolta di spartiti da qualche tempo. Purtroppo nell'ultimo mese l'ho lasciato a casa del mio insegnante di pianoforte il quale adesso è a Roma blabla per #fuffa. Appena ritornerá a casa, mi prodigherò presso la sua abitazione per riappropriarmi della suddetta raccolta e tempestivamente riconsegnarla alla biblioteca. Con le più sentite scuse, a presto.
X"

(X perché è un primate)

(il primate era già stato sollecitato più e più volte per quel fottuto volume, ma X invece è astutissimo e pensa di poterci fregare tramite l'uso di "il quale", una nocciolina, un avverbio e una concordanza a cazzo)


#4 il peggior sordo di questo ramo della galassia

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"pronto biblioteca del conservatorio di #cittàsenzafiumecheperbrevitàchiameremoChiozza, buongiorno, posso aiutarla?"
"è la scuola di musica?"
"no. E' la biblioteca del conservatorio di #Chiozza."
"beh senta mio figlio deve iniziare a studiare violino."
"... quindi gli servono libri? Vuole iscriversi?"
"no, deve iscriversi proprio a scuola"
"allora le passo la segreteria dida..."
"ma no, a scuola a #cittàcompletamentediversacheprebrevitàchiameremoRho!"
"ma qui siamo a #Chiozza"
"beh comunque che corsi ci sono a che età può cominciare quanto costa il propedeutico che cosa devo compra--"
"sì, ma questa è sempre la biblioteca del conservatorio di #Chiozza. Non siamo a #Rho."
"ah"
"..."


#5 weekend nel Medioevo

Parlando con #collega.

"e allora mi dicevi che tuo figlio ha finalmente comprato l'auto?"
#collega: "sì, pensa che però non è riuscito a ritirarla anche se era pronta"
"perché?"
"perché era venerdì."
"e allora?"
"e allora al mio paese il concessionario e il meccanico non danno mai fuori le auto il venerdì."
"..."
"sai, di Venere e di Marte"
"cosa cazzo boia vacca di cosa..."
"non ci si sposa e non si parte"
"stai scherzando?"
"no no"
"ma anche se uno paga e dice che è urgente?"
"certo"
"... MA E' ABERRA..."
"perché, da te non è così?"
"ma cosa cazzo, no!"
"beh da noi sì"
"..."

Via al televoto!

- per uffa scegli tu tanto è uguale  >> numero 1!
- per non capisco perché mi sto abbassando a pranzare con te che neanche sai volare >> numero 2!
- per il primate X Crusca Cruscae >> numero 3!
- per l'appassionante dilemma spazio-temporale Chiozza/Rho >> numero 4!
- per tornare al Medioevo >> numero 5!

Punto moltissimo sul primate X.
Per i paraggi di Rho, qui.

venerdì 20 marzo 2015

Escher (bobine dentro altre bobine)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

Nell'attesa di scrivere il post richiestomi da Autumn in quanto miglior solutrice del rebus del 1897, rinfranchiamo lo spirito (e il pancreas).

Propongo di sostituire il tormentone mmmmbuti con bbbbobine.


#1 dagherrotipi & magnetofoni

"pronto, Biblioteca."
"pronto, pronto, pronto, sì dunque volevo sapere, c'è il volume 3 di #cazzo di metodo per viola? Eh?"
"dunque, buongiorno. Un attimo che cerco. ... mm no purtroppo, abbiamo solo il volume 1"
"eh? Ma dico il volume 3, quello con le bobine"
"le bobine? Ma cosa..."
"ma sì, le bobine, le bobine! Quei nastri, sa...!"
"... le AUDIOCASSETTE"
"sì, eh, ecco, quelle, le bobine. Allora ce l'avete?"
"no. Le ho detto infatti che, in tutti i casi, abbiamo solo l'1"
"ah peccato. Ma è sicura"
"cazzo sì"
"ha capito quale intendo"
"ma sì, il #cazzo di metodo per viola"
"ecco, quindi non l'avete"
"NO"
"ok, ok."
clic.


#2 scheletro della coda di paglia nascosto nell'armadio

Utonto Fresco Di Patente: "xao"
"ciao buongiorno, dimmi, posso aiutarti?"
"sì. Vorrei la Quinta di Beethoven."
"ok. CD, partitura...?"
"CD, CD."
"hai delle preferenze sugli esecutori?"
[mi guarda come se l'avessi beccato a rubare] "nonononono, guardi che mi ha soltanto detto il maestro di prenderla!"
"..."
"..."
"... sì, ok. Ma io con quella frase ti chiedevo se preferivi un CD eseguito da tizio piuttosto che un altro."
"ah, no, no."
"..."
 

#3 protesi di complotto (cit.)

oggi, ore 9.21

"pronto, biblioteca dei pazzi di conservato..."
Rompicazzo Anziano Romano: "biblioteca??"
"beh, sì"
"ah ecco. Che edizioni avete del Requiem di Verdi di Mozart."
"mi perdoni, ma le chiederei la cortesia di richiamare gentilmente fra 10 minuti quando avremo acceso i cataloghi visto che la biblioteca formalmente apre alle 9 e tre--"
[scoglionatissimo] "beh e chi è che arriva alle 9.30?!"
"... nessuno, porca puttana. Ci sono già io, ma devo aspettare che questa merda di pc si accenda e carichi tutte le cartelle"
"mi faccia parlare col direttore!"
"eh? La responsabile della biblioteca, se mai, #dottoressaX, non è in ufficio al mome..."
"HA! [trionfante incazzato] chissà perché quando vi telefono a voi dei conservatori tutti i direttori sono sempre fuori ufficio!!!"
"... senta. Questa è una biblioteca. Le sto solo chiedendo di chiamare fra DIECI MINUTI. Ok?"
clic.


#4 magnetofoni & dagherrotipi

"pronto, biblioteca?"
"ecco sì biblioteca, sì ecco, avevo chiamato qualche giorno fa, si ricorda?"
"... scusi, ma come posso ricordare se non mi dice il no..."
"beh volevo sapere se nel frattempo avete preso quel volume con le bobine."
"..."
"..."
"intende le audiocassette."
"eh, le bobine"
"no, le audiocassette. No, sono passati solo 3 giorni e no, non l'avevamo ordinato e comunque no, non fanno più AUDIOCASSETTE allegate ai volumi, se mai cd. E comunque guardi no, non ce l'abbiamo"
"ah."
"mi spiace."
"ah beh niente"
"eh, se lo può se mai compra..."
"è sicura"
"SI'"
"ok, ok."
"..."


#5 londonoilemburg

oggi, ore 11.45

"pronto, biblioteca, buongio--"
Rompicazzo Anziano Romano: "biblioteca??"
""
"ECCOVI"
"sì, siamo qua, come le dicevo."
"che edizioni avete del Requiem di Verdi di Mozart."
"di Verdi o di Mozart"
"di Mozart!"
"ah, eh, ha detto Verdi. Comunque abbiamo X, Y, Z, W..."
"no ma guardi che a me serve la Oilemburg [Eulenburg, ndr]"
"eh allora se me lo diceva. Comunque sì, ce l'abbiamo, solo in partitura piccola"
"in parti staccate?"
"no, ho detto solo in partitura piccola."
"ho chiamato Londra [oh sì come no!] e mi hanno detto che devo sentire Bärenreiter per avere le parti singole"
"... ecco, allora chiami Bärenreiter"
"eh ma non ho il numero."
"ok, glielo cerco su google, un attimo"
"su che?"
"google. Lo potrebbe comunque fare anche lei"
"io e intennette no, no"
"ah. Beh non c'è l'ufficio italiano, il numero di Bärenreiter tedesca è zero tr--"
"no ma BREITKOPF, BREITKOPF, non Bärenreiter!"
"ma lei ha detto Bärenre..."
"BREITKOPF"
"[googlo] senta, il numero è 044 #numero, ufficio di Londra"
"ho già parlato con Londra."
"sì ma questo è Breitkopf"
"ma ho già parlato con Londra Oilemburg, mi hanno detto [AHAHAHAHAHAHAHAHAH, ndr] di cercare le parti d'orchestra Bärenreiter"
"voglio morire mi spiace ma non possiamo fare altro, questa è una biblioteca"
"ah, occhei."
"arrive---"
clic.

Vaffanculo.

mercoledì 18 febbraio 2015

Non c'è problema (un caffè per stalking)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, oggi.

Entra Utonta Mania Di Persecuzione (UMDP), donna, bianca, 57 anni, frustrata, 2 lauree di cui una in musicologia, bella, ricca.

Scartabella per una buona mezz'ora nella sala consultazione, poi viene al front office già tutta stizzita:

"beh sentite, com'è che non c'è la Quarta di Mahler nell'opera omnia?"
"allora, 1 innanzitutto non lo so a memoria, 2 adesso ci guardiamo, ok?"
"umpf."
"... ... oh porca... effettivamente manca."
"ma se a catalogo c'è"
"eh lo so. No, manca. Mi dispiace guardi, purtroppo deve esserci un bu..."
"%&£$%&(/=@#]çè!"
"..."

Caso ha voluto che, per un affascinante bug del programma di catalogazione, l'ormai fantomatica Quarta di Mahler compaia nel nostro catalogo ma non sia fisicamente qui, e la finisco subito perché se mi mettessi a spiegare il misterioso fatto nei dettagli chi di voi non è bibliotecario probabilmente spegnerebbe il computer direttamente dal pulsante bestemmiando di noia perdendo tutti i dati, quindi niente, diciamo che è così e basta.
(Non che noi ne abbiamo capito il motivo, sia chiaro).

Io e collegaG tentiamo di spiegarlo a UMDP, ma ormai è tardi per salvare il Titanic.

[sarcastica] "uh uh uh ma che strano!: ogni volta quello che cerco io qualcosa in una biblioteca non c'è mai, vado nella biblioteca di #cittàColFiume e sembra che #quella roba ci sia ma non me lo prestano, vado a #cittàSenzaFiume2 e si scopre che proprio io non posso entrablablabla, vengo qui da voi cerco la Quarta di Mahler sembra ci sia e invece no e quindi insomma!, comunque non c'è problema, non c'è problema sapete ad allungare la mia lista di denunce per stalking, NESSUN PROBLEMA!"
"stalking?!"
"ma cosa ca..."
"NON C'E' PROBLEMA!"
"ma cosa!"
"i carabinieri ormai mi offrono il tè quando vado da loro, sapete?" [è seria, ndr]
"ma lo stalking che c'entra, scusi?"
[esasperata] "non è che per me è un problema denunciarvi, ha capito?!"
"sì ma..."
"basta!"
"..."

Tutta infuriata se ne va nella sala di là, ci resta circa 2 ore e poi si volatilizza da sola.

Memorabile.
E' già storia.


(lo so che sparisco, ma lo sapete torno sempre. Grazie per i commenti, vi voglio bene.
Visto che ho il cervello sempre più pieno e furbescamente aggiungo sempre più cose da fare nei ritagli di tempo, accetto volentieri il suggerimento di Morbido per cui mi perdonerete se qualche post sarà telegrafico, vero? Pensavo di far parlare direttammente gli idioti, tipo una collezione di mirabilia tratti dalle bacheche facebook dei miei contatti più scemi e cose così, insomma. Poi se ho tempo espando e scrivo il post sulla corista pazza col porto d'armi, sì. Quello verrà, non temete. Baci.).



venerdì 26 settembre 2014

17.07 - Game over

Game over dell'intera civiltà conosciuta, dico.

Che vengano i procioni infestanti a invadere il nostro mondo, perché come dicono sempre certi miei coristi sono più furbi e carini di noi - e almeno loro fottutamente logici, cazzo!

Quindi beato chi legge e beati coloro che ascoltano le parole di questa profezia, perché il tempo è vicino. Amen.


#1 Appena il primo suonò la tromba, grandine e fuoco mescolati a sangue scrosciarono sulla terra. Un terzo della terra fu arso, un terzo degli alberi andò bruciato e ogni erba verde si seccò

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio siamo in turno io e #collegaT; entra UtontaTicinese.
Forse qualcuno dei prodi più fedeli tra voi ha già ascoltato questa triste storia nei meandri dei commenti passati, ma comprenderete che è d'uopo riesumarla.

ore 10.35
UtontaTicinese si mette alla postazione pc per la navigazione libera su internet.

ore 16.42
UtontaTicinese, che avevamo peraltro completamente rimosso dalla nostra coscienza, stampa autonomamente un foglio da internet con la stampante pubblica.
Già qui ci sarebbero gli estremi per un Nobel, ma sulla scorta di una sana diffidenza decidiamo di soprassedere.

(Soprassediamo perché è dalle 10.35 che fa scratch scratch col mouse e indossa occhiali da sole. Comunque.)

Comunque UtontaTicinese si alza col foglio in mano e raggiunge noi al front office.
Sì, sempre tenendo gli occhiali da sole. In biblioteca.

UT: "senta, le chiedo una cosa"
io: "certo, dica pure"
"ho stampato questo foglio."
"ok, certo"
"..."
"non ci deve nulla, è gratuito fino a 5 fo..."
"no ma dico: la carta è bianca?"
"..."
"..."
"come la carta è bianca"
"sì, nel senso: questa secondo lei è carta bianca?"

Mando giù, mi metto comoda, la mano sul pulsante rosso di avvio fasci di ioni di piombo.

"in che senso?"
"le sto chiedendo se è bianca, secondo lei, questa carta su cui ho stampato questo."

Mi mostra il foglio incriminato, un biglietto del treno delle ferrovie svizzere appena stampato sulle risme di carta riciclata che il conservatorio compra da circa 15 anni.

"signora, certo che è bianca. E' carta."
"bianca?"
"sì."
"è sicura?
"senta, questa è carta bianca ed è BIANCA"
"okokok. Ah."
"..."
"..."
"..."
"no, perché."
"cosa"
"insomma io devo stampare su carta bianca, ma questa non è che sembra proprio completamente bianca!"
"ma che sta dicendo? E' un foglio di carta bia..."
"sì ma deve essere proprio bianco!, l'han scritto qui!"
"ma scritto cosa, chi! Perché!"

Sbuffa tutta scocciata ("ah che fastidio queste scimmie che vivono a Sud del Canton Ticino"), ha ancora gli occhiali da sole ed estrae dalla borsa un cartoccio sgualcito, il quale si rivelerà essere una lista di istruzioni per farsi rimborsare il biglietto del treno.

"vede? Vede? C'è scritto: inviare in busta chiusa a xxx il biglietto, stampato su carta bianca, "su carta bianca", ecco vede? Bia..."
"dunque, innanzitutto questa è una biblioteca di conservatorio. Facciamo stampare 5 fogli gratis al giorno a ciascuno. Non ci sono i soldi per comprare i leggii e la carta igienica. Se questo bianco non le va bene può comprarsi una risma del cazzo del cazzo di bianco che vuole lei, cazzo, e stampare da casa sua del cazzo. OK?"
"m. ok. m."
"ok."


#2 
ore 17.07. Quando l'Agnello aprì il sesto sigillo, vidi che vi fu un violento terremoto. Il sole divenne nero come sacco di crine, la luna diventò tutta simile al sangue, le stelle del cielo si abbatterono sopra la terra, e si fece buio, su tutta la terra

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, oggi.

Entra Utontagitata, una deficiente che fa l'insegnante e deve sempre fare la simpatica-radicale-alternativa-androgina-forse-lesbica-repressa-ma-sposata-con-un'ameba-e-non-mi-trucco-perché-sono-superiore-a-queste-stronzate, ma che in realtà colleziona figure di * da quando la conosciamo.

Specializzata nell'attaccare discorso mentre sei al telefono con un bookseller di Venezia, Utontagitata vive nel suo bellissimo mondo in cui si fa a tutti i costi la differenziata, si insegna alle elementari con tanti bei principi alternativi ma non si riesce a stabilire la connessione logica "se esco di casa mia >> non sono più a casa mia".

Per farvela breve, oggi al termine di un pomeriggio di studio nella sala di là in cui ha fatto collages e borbottato da sola fino alle 17 si rimette lo zaino-da-cittadino-del-mondo-che-va-in-vacanza-in-tenda in spalla e, nell'uscire salutandoci pomposamente, con nonchalance SPEGNE LE LUCI DELLE SALE DI LETTURA.

"ma cosa cazzo..."
"eh no beh ho spento perché ho finito e sono già le cinque e comunque non c'è nessuno quindi risparmi grazie carissima e arrivede..."
"riaccenda. le. luci."
"... ehm, uh?"
"spero che stesse scherzando, questa è una fottuta biblioteca pubblica CHE COMUNQUE chiude alle 19"
"no vabbé ma supercalifragilistichespiralidosparmiare energia e..."
"riaccenda"
"okokok-oche..."

E fu così che saltò la luce.

Appena toccato l'interruttore per riaccendere tutto salta la luce in tutta la biblioteca, i computer, i bagni del piano sotto, il pc dell'ufficio di #capo, scattano la sirena della centralina dell'antincendio, le orrende luci beghelli e si fermano per sempre gli orologi automatici della suola, rimanendo bloccati sulle 17.07 - sì, come la torre dell'orologio di quel film che ve lo sto anche a dire, che l'avete visto tutti 80 volte anche in hindi al contrario! - e bloccando l'innesco delle campanelle di chiusura e fine lezione.

Disperata, si profonde in scuse che non finiscono più.

Inutile dire che ovvio, ti scusi della cosa che non dipende da te (il black out) ma non della cazzata di spegnere orgogliosa le luci di una biblioteca pubblica come se fossi a casa tua solo perché stavi andando via, ma certo, scema io, scemi voi, scemo Zemeckis, scemi tutti cazzo.

Dopo 5 minuti di delirio di quadri elettrici e telefonate concitate tutto viene ripristinato, tranne gli orologi della scuola (servirà del plutonio).

Sulla sua faccia regna uno strano pallore smorto (aka figura di * #3561).

"io... io..."
"quindi esiste un dio"
"eh?"
"niente."
"..."
"."







[comunque non ho niente contro chi va in vacanza in tenda]

sabato 29 marzo 2014

dardenlindenbaum (sciuberth. - Salute!)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, entra Utonta Bovgotavo - questa.

(inoltre sarebbe meglio che i deboli di cuore - o i razionalisti - non aprissero questa foto. Il surrealismo involontario non è per tutti, credetemi.)

UB: "ciao"
"ciao, possiamo aiutarti?"
"sì, cercavo un libro di Sciubert, o Sciuman, non mi ricordo."
"...mm. Ma il titolo?"
"non lo so, tipo danderdenlindenbaum"
"l'avevi già preso, così guardo lo storico prestiti?"
"no."
"..."
"Sciubert o Sciuman, boh."
"è un po' difficile cercare così, comunque ci provo"
"beh, o Sciubert o Sciuman, tipo dandrenlinden, baum, lindenbaum. Dar der lindenbaum. Ecco."
"sì ma non è che..."
"insomma c'è una D, dentro"
"ah. Beh io comunque non trovo nulla di simile; non è che sono i Maerchenbilder?"
"no."
"le Davidsbundlertaenze?"
"no."
"i Frauenliebe und -Leben?"
"no."
"senti, allora io non saprei proprio cosa fa..."
"vado a scaffale, forse lo trovo"
"cercando a caso?"
"cercando a caso"
"uahuahuahuhauhauh beh, accomodati pure"
"ok."
"..."

Sta di là tipo 35 minuti, poi torna trionfante.

"eccolo!!! Ho riconosciuto la copertina!"
"ah, e che cos'era?"
"KLAVIERWERKE"
"vedo che c'è la D, dentro"
"eh? cosa?"
"niente. Ti faccio il prestito?"
"sì."
"danderdenlindenbaum."
"eh?"
"niente, niente."
"ok."
"ok."
"ciao."

martedì 17 dicembre 2013

Le chiamo un taxi

"pronto? Biblioteca"
"[sciabordio confuso]"
"questa è la biblioteca, signora"
"[sciabordio confuso]"
"no, questa è la biblioteca."
"[sciabordio confuso]"
"non chiamiamo i taxi, signora."
"[sciabordio confuso]"
"insomma le ho detto che... Comunque. Mi faccia cercare il numero"
"[sciabordio confuso]"
"le ho detto che lo sto cercando, porca %$£&@ç@"
"[sciabordio confuso]"
"se mi desse il tempo di cercare, cazzo. Ecco, è pronta? Ha la penna? Prontotaxi, #numero. Poi c'è anche Prontotaxi2, #altro numero. Ecco. Ha scritto?"
"[sciabordio confuso]"
"NO NON NE CONOSCO ALTRI DI NUMERI DI TAXI PORCA *"
"[sciabordio animatissimo]"
"LE HO DETTO CHE... Oh insomma se lo cerchi da sola! Buongiorno!"

Ascoltare le telefonate che ricevono i colleghi delle biblioteche civiche paga sempre.



(siamo tutti sopravvissuti alla corista col porto d'armi di cui al post precedente; seguirà resoconto demenziale. Nel frattempo, l'interfaccia windows stile lumia fa veramente schifo. End.)


venerdì 22 novembre 2013

Il Pazzo Della Paglietta (aka Il Grande Equivoco)

Bene, ora che ci conosciamo è giusto che sappiate che nella biblioteca dei pazzi di conservatorio in cui lavoro più o meno due volte all'anno abbiamo in visita Il Pazzo Della Paglietta.

Il decorso è tipo herpes, che ti viene due volte l'anno / una e nel frattempo tu te ne dimentichi, ma quando ce l'hai bestemmi finché non viene già una delle statue di S. Pietro.

Il tutto comincia la sera del famoso folle concerto delle palline (un panettone speciale a chi si ricorda), nell'ormai lontano giugno 2012.


sera del concerto delle palline, ore 23.10

Al termine del concerto delle palline, nel quale ho diretto uno dei miei cori in situazioni improbabili, mentre smonto i leggii e gli ultimi spettatori lasciano la sala (i coristi superstiti sono già al rinfresco a gozzovigliare da 75 anni) mi avvicina un tizio con una paglietta, apparentemente normale, bianco, italiano, tipo 45 anni, un po' timido stile uomo che non ha mai avuto una donna: è il PDP.

PDP: "complimenti, molto bello"
"grazie, molto gentile!"
"che bello, veramente. Lei è bravissima."
"ma grazie!"
"ancora complimenti, davvero."
"...lei è davvero gentilissimo"
"siete voi che siete bravi"
"io, beh. Grazie" [sorrido - PRIMO GROSSO ERRORE]
"che bravi, che brava. Quando cantate ancora?"
"presto, tenga d'occhio il sito internet del coro e..."
"ma non mandate mailing list?"
"mi dimentico a causa della mole di cose da fare purtroppo non riesco mai a..."
"sa che sono regista?"
"ah dai, complimenti, interessa..." [SECONDO GROSSO ERRORE]
"mi piacerebbe molto tornare a sentirvi."
"sì, per questo le dicevo, abbiamo il sito aggiornato e la pagina faceb"
"devo rivedervi."
"sì, sul sito trova tutte le date."
"bisogna assolutamente che io vi riascolti!"
"... sì, ok. Ma il sito. Sul sito ci sono le date, ok?"
"facciamo una cosa. Lei - bravissima! - mi dia il suo cellulare, così io la chiamo quando voglio sapere se fate un concerto."
"come, prego?"
"mi dia il suo numero. Poi sa, se mi dà - mi dai - massì, mi dai - diamoci del tu! ;) - dunque se tu mi dai il tuo numero di cellulare io ti chiamo così puoi venirmi a vedere quando faccio teatro."
"..."

Non mi lascia più la mano (è anche sudaticcio) e io la sfilo via immediatamente.
Non accenna a togliersi dai maroni e mia madre, allarmata, si avvicina.

"non do il mio numero di telefono così, e poi è sufficiente che lei controlli sul nostro sito se vuole risentirci."
"allora dammi il tuo numero di casa"
"cosa?! Ma proprio no, ok?"
"ma allora come fai a sapere quando io faccio uno spetta..."
"MI INFORMO IO, se mai. Grazie e arrivederci."

Mi volto e torno a chiudere i leggii mentre mia madre dice ad alta voce "Trantor ora andiamo", più chiaro di così si muore ma lui no.

Sta ancora lì mezzo minuto incerto sul da farsi a mezzo metro da me, io e mia madre raccogliamo tutto e ce ne andiamo di fretta.
Lui ci segue lentamente a coda bassa.

Raggiungiamo la macchina guardandoci le spalle.


Il giorno dopo, ore 10.31, nella biblioteca dei pazzi di conservatorio

Entra qualcuno, alzo gli o...

PDP: "salve buongiorno!"
"... ...ma cosa..."
"ho chiesto a #maestroBifono [l'organizzatore del concerto] dove lavoravi e lui mi ha detto che lavori qua."

Lo guardo.
Somiglia ad un cane che ha appena riportato il fagiano e aspetta tremolando una pacca sulla testa, mentre io farei volentieri fare la fine del fagiano a #maestroBifono e butterei il PDP nel radon.

"sì, a quanto pare lavoro qua. Posso aiutarla?"

Non sorrido più, se no questo chissà cosa capisce.
Bofonchia due tre nomi di compositori estinti nel Rinascimento moldavo e alla fine si fissa su di una song di Purcell, bellissima eh la song di Purcell solo che ovviamente l'abbiamo solo in vinile e quelli non li prestiamo.

Ora, di solito questa cosa del vinile scoraggia gli utenti: noi diciamo "glielo cerco in cd in un'altra biblioteca" e loro si rassegnano, e nessuno chiede di ascoltare i vinili in biblioteca.

Ovviamente lui sì.

#collegaF vede che lui mi fissa insistentemente e allora lo serve lei, gli accende piastra e impianto, mette su il vinile con questa benedettissima song di Purcell e gli dà delle grosse cuffie lasciandolo al suo destino.

Alle 10.44 il PDP si mette le cuffie SOPRA LA PAGLIETTA.

Non si toglie nemmeno la giacca, non so se mi spiego.
Ogni tanto guarda verso il nostro front office, mentre noi riprendiamo a catalogare con un'occhiata di intesa.

Tempo 3 minuti e l'importantissima song di Purcell è finita, quindi torna da me e si ferma davanti al front office, fissandomi col vinile in mano.

"ha fatto? Tutto a posto?"
"sì. ..." 

Bofonchia qualcosa e inizia a tirare fuori dal borsone un cartoccio tipo Louis Winthorpe III decaduto che tira fuori il salmone dalla giubba sporca.

"..."
"ecco, questo. L'ho preso per voi. Ne volete?"

Tenta di darmi in mano il cartoccio con una vistosa macchia di unto trasudato e sia io che #collegaF ci ritraiamo istintivamente, "è un bombolone" "ma sta scherzando?!" "...no, grazie." "...ah.".

Se ne va mentre diciamo "arrivederci", molto mogio.

Un po' spiace ma santo cielo, questo mica è un bar dove ci provi con la tipa scosciata che beve whisky da sola offrendole la tartina salmonata - che poi vorrei dire a tutti che non succede mai, in Emilia, 'sta cosa del bar americano.


dicembre 2012

Come l'herpes torna, sei mesi dopo.
Entra in biblioteca, mi vede e fa un sorrisone che fa quasi pena, io saluto e mentre sto parl--

"ti ho portato 4 dvd miei in cui faccio le regie!"
"... ah. Ma chissenefrega. Beh, grazie, li controlliamo e se sono conformi al nostro patrimonio o di interesse musicale li inseriamo nel catalogo della biblioteca"
"no, li avevo portati per te. Li guardi e poi mi dici cosa ti sem..."
"mi spiace ma non sono interessata, e poi non ho tempo. Grazie per il dono alla biblioteca dei pazzi di conservatorio, arrivederci."
"nmflh."


giugno 2013

Come l'herpes torna, sei mesi dopo.

Per fortuna io sono in ferie e se lo sciroppano le colleghe per tipo 5 giorni di fila, povere.

giorno 1, entra, non mi vede, chiede quando ci sono e se ho guardato i dvd dell'anno scorso.
giorno 2, chiede quando ci sono.
giorno 3, chiede quando ci sono.
giorno 4, chiede quando ci sono e se le colleghe hanno guardato i dvd dell'anno scorso.
giorno 5, dona altri dvd a me alla biblioteca.
giorno 6, entra ma non chiede niente. Poi non resiste e chiede quando ci sono. Le colleghe mi scrivono allarmate mentre io sono a Rodi. Io dico di buttare i dvd nel vulcano di Mordor. Lui esce, mogio.


nowadays

Fra 8 giorni è dicembre e tornerà, me lo sento.

Ora, diciamolo tutti in coro (Mika, so che mi capisci): voglio che il Grande Equivoco venga finalmente chiarito, che diamine!

Su, tutti in coro! Pronti? Via!

Caro PDP e cari Analoghi di Cui è Pieno il Mondo (Ad-CEPIM), non è che se sono gentile in conseguenza al fatto che voi siete stati gentili, o meglio non è che se io sono di mio civilmente cortese SIGNIFICA CHE VI AUTORIZZO A PROVARCI INSISTENTEMENTE QUANDO ANCHE UN BOTOLO DEL BORNEO CAPIREBBE CHE NON E' NE' IL CASO NE' LA SITUAZIONE NE' VOI PROBABILMENTE MI INTERESSATE, OK?

Tutti in coro, su, da bravi, ancora una volta per scrupolo. Caro PDP eccetera, one more time!
Ecco, bravissimi.

Il Grande Equivoco ha stracciato il cazzo.





(non ero morta, ma ho un concerto importante con gli sparaventose domani e gli impegni si sommano sempre di più. Ma torno, eh. Non andate via!)

mercoledì 2 ottobre 2013

Vorrei una ragazza con gli occhi verdi (aka Grosso guaio a Chinatown)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, Festival della Logica V edizione (oppure Un mondo di idioti, come meglio si intona ai vostri occhi).

Splendido carteggio via mail fresco fresco fra l'utente #Ibrahim Achzem'g'hamal (o quello che è) e le mie colleghe.

mail 1 da Ibrahim:

"Salve un'informazione per entrare alla conferenza del 5 ottobre corrisponde un cifra per entrare oppure basta solo la presenza e la passione"

[proprio così, senza punto interrogativo, come a Roma antica]

risposta da #collegaT:

"Gentile utente,
l'incontro di sabato 5 è a ingresso gratuito.
La aspettiamo. Cordialmente, 
#collegaT."

risposta da Ibrahim:

"Lei sa dirmi come si chiama la bibliotecaria con gli occhi azzurri vicino alla signora mora"

risposta da #collegaF:

"Ma WTF Gentile utente,
non abbiamo tra il nostro personale una collega dagli occhi azzurri. Per sua informazione riguardo ai nominativi del personale può far riferimento alla relativa pagina all'interno del sito della biblioteca.
Cordialmente, #collegaF"

risposta da Ibrahim:

"Mi scusi la curiosità allora non volevo violare nessuna per via del nome e cognome in senso di privacy spero quindi non ne abbiate avuto a male visto il mio ricordo circa una ragazza le pongo le mie scuse e la ringrazio per l'informazione e i requisiti per i consigli da lei proposti nei miei confronti"


Ora, le colleghe sono convintissime che intendesse me (occhi castano sporco-verdi, ma i più chiari di tutti).

Dopo il Pazzo con la Paglietta che continua imperterrito a donare DVD di teatro e ascolta i vinili mettendosi la cuffia sopra il cappello (prossima puntata) li attiro tutti io, mi pare di capire.
Se il 5 non torno entro mezzanotte chiamate il presidente (o Jack Burton - o Bauer - o entrambi, non ho mai deciso bene quale sposare).

sabato 13 luglio 2013

Le mani nei capelli, Linux nello smalto

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

Con l'estate in biblioteca tutto si screma, come con il setaccio della crusca.

Gli utonti normali stanno a casa a bere tamarindo, gli altri escono a frotte come lumacotti arancioni e vengono tutti giulivi qui da noi, boh.


#1 Utonta ALTGR

Donna, bianca, 21 anni esatti (ho guardato l'anagrafica), musicista, doppio mento, studentessa in #grandeConservatorio e contemporaneamente studentessa in erasmus alla Sorbona, sveglia, simpatica, sorriso cordiale.

"ciao, posso aiutarti?"
"ciao! Sì vorrei connettermi a internet dalla postazione pubblica"
"certo, accomodati."
"grazie!"
"prego, grazie a te!"
":-)"

3 minuti e 15 secondi.

"ehm, scusa."
"dimmi."
"c'è un problema."
"dimmi."
"devo inviare questa mail, ma sulla tastiera non c'è la chiocciola."

Silenzio.
Pale di ventilatore sullo sfondo.
Raccolgo le forze.

"devi premere alt gr e poi questo tasto, vedi? Vedi che lì la chiocciola c'è?"
"aaah ma pensa! Grazie! Che gentile! Non lo sapevo!"
"ma figurati :)"
"grazie ancora! E' incredibile!"
"...ok. Mi stai dicendo che studi in #grandeConservatorio, hai una borsa di studio erasmus a Parigi fai la musicista e con tutti i cazzo di curricula che avrai dovuto mandare a destra e a manca e tesi al relatore e richieste borsa di studio all'estero e facebook e tastiere qwerty di ogni tipo a Parigi a Venezia a casa tua a Casablanca e ti ho visto nella borsa un netbook e sti infiniti cazzi e tu stessa comunque hai una. cazzo. di casella. gmail! non avevi mai imparato a fare la chiocchiola? A casa hai un Mac?"
"sì."
"ecco."

Sorvolo sul fatto che anche io al momento ho un Mac ma so come si fa la chiocciola.
Difficile avere scambi col mondo altrimenti, vien da dire, ma voi tutti siete consci ormai che a sapere certe cose siamo rimasti in 15.

Ma ora vi prego, raccogliete le forze voi.


#2 Utonta Nommelodammelo (colei di cui sopra al punto 4)

Donna, 25 anni, gnocca, parlantina sciolta (come avere in biblioteca su un divanetto Woody Allen sbronzo, solo senza battute), tremendi e ripetuti sforzi per sembrare intelligente.

ore 14.03

"ma Trantoooor, tesoro, sai che voglio imparare a suonare strumenti antichiiii??"
"ah, bene, dai. Ma non studiavi canto Quale?"
"non lo sooo! Ma secondo te è più facile l'arpa o il violinoooo??"
"..."
"..."
"non funziona così, ho smesso di fare queste domande all'asilo e se andassimo a controllare probabilmente si scoprirebbe che non le ho nemmeno mai fatte e comunque non sopporto quel fottuto doppio punto interrogativo quando parli, darling sai, ogni strumento è difficile."
"ahahah!"
"ahahah un cazzo."
"ah ok beh niente allora ciao."
"ciao."


ore  16.00

"ciao tesore"
collegaT.: "ciao, Nommelodammelo."
"mi metto qui al picì per aprire questo fail uord!"
"ok."
"ok."
"..."
"..."
"..."
"..."
"non si apreeeee"
"ma sei sicura?"
"ma che estesione ha? Forse è un .docx che openo..."
"ERRETIEFFE"
"...ah. Strano, dovrebbe essere universa..."
"non si apreeeee!"

Silenzio.
CollegaT si alza.
CollegaT guarda il fail.
Doppio clic.
Il fail si apre.
Silenzio.
Facepalm.


ore 16.42

"ragazzeeee sono di nuovo quaaa"
collegaT: "ciao"
"ciao."
"hai bisogno?"
"nonnò. Mi metto qui al picì pubblico per aprire un fail dalla chiavetta, ihihihi!"
"ihihihi un cazzo"
"ok"
"ochei."
"..."
"..."
"..."
"..."
"ma dov'è?"
"dov'è cosa"
"la chiave."
"ma l'hai inserita?"
"sì."
"beh, allora ci dev'e..."
"che è 'sta roba??"
"Linux. Vedi, apro qui. Ecco l'elenco risorse del compu..."
"NON C'E'"
"invece c'è. E' lì."
"ma non c'èèè"
"santo cielo, 'Toshiba 2 gigabyte periferica USB' sembra lei"
"ah ochei"
"ecco"
"ihihihi!"
"no, proprio un cazzo."

[Facepalm.]


ore 18.27

"careee rieccomi!"
collegaT: "oh, ciao"
"ciao."
"hai bisogno?"
"nonnò. Mi metto qui al picì per aprire un altro fail dalla chiavetta che mi serve per BLABLABLABLA graduatoria di BLABLABLABLA e allora lui mi BLABLABLA ma sembro pedofila secondo voi?, no perché BLABLABLABLA lenzuola di mia madre BLA, ihihihi!"
"piantala immediatamente ah ma dai, interessante"
"m-m"
"BLABLABLABLA"
"m-m"
"ammazzami sono sconvolta"
"BLABLABLABLA"
"m-m"
"[facepalm.]"
"BLA. Uh si è fatto tardi, adesso lavoro"
"ah dai, bene. Buon lavoro."
"ocche... Ehi ma non la vede!"
"chi. cosa."
"Linus! La chiavetta!"
"senti, devi aprirla come ho f*ottutamente fatto io pri..."
"non la vedeeeeee"

Silenzio.
CollegaT si alza.
CollegaT guarda le risorse del computer.
CollegaT guarda Nommelodammelo.

"in effetti non c'è."
"ma se la vedeva un'ora fa"
"ma cosa diavolo..."
"che cazzo..."
"AAAH! Forse è perché l'ho lasciata nella mia trousse e si è aperto tutto lo smalto e un sacco di smalto è finito dentro la chiavetta? Può essere? Può essere che sia quello??"
"fai tu."
"[facepalm.]" 

 
Poi ho smesso di segnarle.

mercoledì 10 aprile 2013

La famigliola dei DVD

La Famigliola Dei DVD (FDD) è il nostro appuntamento fisso del venerdì ore 18.48, nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

Ovviamente con questo intendo dire che la biblioteca chiude alle 19, e loro arrivano il venerdì sera alle 18.48.

Ora, la FDD è composta da un padre (un tordo in giacca da pescatore), una madre (in*abile, l'intermezzo è a piacere), e lei, la figlia.

Lei, 9 anni, bianca, bellina ma sopportabile come una fitta continua nell'incisivo, voce di 0.48 (nel senso di proprio la voce di 0.48, ma anche di 0.58 e 1.03-4 e di 2.01), le scene possibili sono due, con lieve preferenza per la #2 - nel senso che la #1 accade con una frequenza del 33,3 periodico %, mentre la #2 accade sempre.

La #1 però ve la scrivo un'altra volta, merita di stare da sola.


#2

"buonasera"
"buonasera!"
"possiamo chiedere?"
"sì, siamo in chiusura ma c'è ancora tempo"
"bene. Vorremmo un dvd di opera lirica, per lei"
"certo. Ce ne sono tante, di opere. Hai già un'idea?"
"ALLEGRA" [il maiuscolo sta per la cazzo di voce]
"...ssì. Guarda, allora sicuramente ti darei Il Flauto Magico, di Mo..."
"GIA' VISTA"
"...ah. Allora L'Elisir d'amore"
"GIA' VISTA"
"Nozze di Figaro"
"LA SO A MEMORIA"
"Barbiere di Sivi..."
"NON FA RIDERE"
"ho capito, ma mica è zelig"
"UNA ALLEGRA"
"La serva padrona"
"NO"
"ma se non l'hai neanche vista! La vedova allegra"
"UN'OPERAAAA, NON UN'OPERETTA"
"L'Italiana in Algeri"
"GIA' VISTAAA"
"Falstaff"
"VERDI NO!"
"senti, prenditi 'sto Barbiere di Siviglia e vai a gioca.."
"HO DETTO CHE NON MI FA RIDERE"
"Carmen"
"SO GIA' CHE LEI MUORE"
"Lo matremmonio annascuso"
"... ... ... I..."
"ahahah t'ho fregata! Via, faccio il prestito, Lo matremmonio annascuso di Leonardo Le..."
"UEEEE! NE VOGLIO UNA FAMOSA UNA FAMOSA UNA FAMOSAAAA"
"signorina, mia figlia ne vuole una famosa. Non un'opera di nicchia."
"ho capito, ma il repertorio e soprattutto i nostri DVD hanno una fine, sa?"
"UN'OPERA FAMOSAAA"
"senti, ti do La serva padrona. Fidati, [santo cazzo], anche perché sono le 18.59 e io ho il treno e stasera una prova da dirigere e devo andare a prendere il pianista che ha 21 anni fa il musicista ma non guida e poi riportarlo a #sua città e poi tornare a casa e infine morire sul divano, cara la mia piccola melomane [DEL CAZZO]"
"... OK."
"ok."
"ok."
"OK."
"bene."


Giuro.

No, non esagero, qualora ve lo siate chiesti almeno una volta.
Chiedete alla collega.