venerdì 25 novembre 2011

Internauti

Io, mio papà e mia mamma tutti e tre davanti al computer.

papà: "ehi, mi è arrivato un invito da #vecchioAmicod'Infanzia per unirmi a facebook!"
io: "ma dai. Peccato tu non sia su facebook."
mamma: "oddiopercarità!"
"si riesce comunque a vedere la sua mail, così gli scrivo?"
"boh, entro con le mie credenziali e vediamo se l'ha messa, ma non credo"
[digito le password]
"questa ormai è roba vecchia, ti devi aggiornare."
"?"
"..."
"è roba proletaria, feisbuck"
"...ma che stai dice..."
"ormai chi è avanti non usa più feisbuck, ma tuister"
"..."
"...twitter, vorrai dire."
"sì, tuìtter. Tu non ce l'hai?"
"no"
"AHAHAHAH sei indietro da Dio."

Dopodichè esce per andare al museo.
(Non è una battuta, è vero.)

Ancora non capisco chi le insegni certe parole.

4 commenti:

  1. Magari frequenta i mezzi pubblici in orari di entrata/uscita dei ragazzi da scuola?

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  2. No, infatti non capisco. Ma in fondo credo siano sempre i due di Caterpillar, che io peraltro sopporto molto poco.
    :-)

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  3. Comunque tua madre ha perfettamente ragione: qua a Kragujevac chi vuole tentare di cuccare, la sera non sta su Fess-buk (quello i serbi lo fanno durante le giornate lavorative... :D ), ma va nell'unico locale-ritrovo della città: un pub-discoteca-piano bar-eccetera che, guarda caso, si chiama proprio Twister... :D

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  4. All'inizio non avevo capito come arrivassero le richieste d'amicizia su Facebook. Ho collezionato diverse figure di merda grazie a 'sti sadici che mi mandavano le mail di gente che NON avevo nei contatti e MANCO VOLEVO nei contatti, ma era comunque gente che conoscevo e quindi ma mi stai sul cazzo da tipo la prima volta che t'ho vista però strano che me chiedi l'amicizia vabbè allora t'aggiungo va che se no pare brutto e quindi ho aggiunto gente che mi stava sulle palle convinta che invece l'avessero fatto loro.

    Se ci penso mi sale il veleno. Bastardi.

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