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lunedì 2 gennaio 2012

L'ltm vlt

Dato che non ho sonno prendo spunto dallo scoto Valeren e vi racconto la mia vacanza demenziale in Irlanda del 2006.

Uno dei viaggi più assurdi mai vissuti - sì, più delle caffeinomani stronze, della deficiente isterica, del tour operator che non sa leggere le cartine e del film di Mel Brooks di quest'anno.


giugno

Dopo mesi di consultazioni inutili appuriamo che gli unici che si vogliono sparare una vacanza senza mare, umida e culturale siamo io e l'amico Sabo.

Gli altri non pervenuti.

Dato che pare brutto andare in 2, così, senza secondi fini, faccio la mia cazzata storica, ovvero penso a qualcuno che conosco da portare con noi.

La scelta cade inevitabilmente su Killer (poi vi spiego), uomo, bianco, giovane, faccia da bravo ragazzo, moro, occhiali, sugoso e adorabile accento modenese, iscritto a musicologia, il mio tipo insomma, che incontro in treno ogni santo giorno per andare in università.

Tutto prelude bene: io Sabo e Killer usciamo un po' di volte affinchè i due si conoscano; ridiamo fino alle 2,30 di notte scrivendo mail ai bed & breakfast in dubbio inglese, giochiamo a fare gli itinerari con le cartine negli irish pubs che neanche harry potter e gli altri due, e Killer dimostra di amare le isole britanniche anche più di noi.

Sono felice.

agosto, giorno -1

Dato che partiamo da Orio al Serio penso bene di ospitare Sabo e Killer per una notte nella mia casa di montagna gota nelle valli gote.

Nel tragitto per venire in terra gota Killer, alla guida, sboccia l'auto contro un palo.
Comunque i due riescono a raggiungere casa mia.

Dopo che mia nonna ha raccontato loro ogni singolo dettaglio della dinastia #cognomestranissimo giochiamo a Casa dei fantasmi e andiamo a letto.

notte 1, ore 2.56

Sabo dorme nel matrimoniale con Killer.

"oddio."
"..."
"oddio!"
"... gh..."
"chiudete. chiudete. chiudete! chiudeteee! CHIUDEEETE!"
"ma cos..."
"vi preeego, chiudete! Oddio, nnoooo!"
"ma che cavolo... Killer! Svegliati!"
"chiudet... Ah. Oh. Un incubo."
"eh, sì! Ma stai bene?"
"sì sì, tutto bene. Scusa. Notte. Ciao."
"...ciao."

giorno 1

Partiamo.
Sull'aereo io e Sabo siamo vicini ad una milanese bionda.
(Non capisco perchè nelle mie vacanze c'entrino sempre milanesi bionde.)

Mentre un nugolo di bambini urla come maiali sgozzati ad ogni fottuta vibrazione della carlinga io e Sabo come sempre indugiamo su certi discorsi.

"piove, con tuoni. Lampi. Vento. Piccioni. Eliche. Morte. Fulmini. Faraday."
"moriremo"
"sì. Se no, questa è l'ultima volta che salgo su un aereo, ok? L'ultima volta, c****!"
"moriremo"
"hai sentito?"
"moriremo"
"Sabo, hai sentito? Credo che ci sia qualcosa nel reattore di de..."
"moriremo"
"cazzo, l'ultima volta, ok?"
"passami il tavor"
"moriremo?"
"sì."
"avete finito?"
"non proprio"
"allora passami focus."

Arriviamo a Shannon e noleggiamo l'auto.
Guardiamo con sufficienza il noleggiatore che ci raccomanda di non graffiare nemmeno un millimetro della carrozzeria ("cosa vuoi che succeda...!").
Tuttavia Killer fa l'unica cosa intelligente della vacanza, ovvero le fotografie alla macchina.

notte 1

L'ultima notte felice.
Ci addormentiamo alle 5 dopo esserci raccontati in dettaglio tutte le nostre esperienze / fantasie / perversioni sessuali (io solo le prime 2, opero differenti ripartizioni di categoria).

Ridendo come facoceri e beccandoci anche le bussate alla porta degli altri avventori dell'hotel.

Tre imbecilli.

giorno 2

Quando ci svegliamo ci ritroviamo praticamente a Motta Baluffi in novembre.
Se non conoscete Motta Baluffi guardate la cartina e datevi una risposta.

Colazione. A me e a Sabo basta sentire il suono di avvio di windows xp da una postazione internet per percepire l'aria di casa.
Ma io e Sabo siamo malati.

Andiamo alle Cliffs of Moher e sul sentiero di ritorno Sabo si innamora ripetutamente di almeno 4 arpiste che suonano e cantano in abito verde e capelli rossi come tante piccole Loreene McKennitt.
Io essendo etero non potevo.

giorno 3

Giriamo nel Connemara.
C'è qualcosa di strano; io e Sabo, le persone più diplomatiche e accomodanti dell'emisfero, conserviamo intatto il nostro cinismo demenziale, mentre diviene sempre più evidente che Killer parla più con gli autoctoni che con noi.

In uno slancio di fiducia dopo il palo dell'andata Sabo fa guidare Killer.
Mi viene la nausea.
Killer striscia la fiancata contro un muretto.
Killer sbatte uno specchietto contro un muro.
Ho la nausea.

giorno 4

Bed & breakfast de-li-zio-so, padrona di casa uguale a Kathy Bates in "Insieme per caso".

Colazione irlandese, Killer per spirito di contraddizione fa l'esterofilo magnificando le virtù del sanguinaccio mentre io e Sabo imploriamo the, ma il mattino dopo mi risulta che fosse lui quello che non riusciva più a uscire dal bagno.

Comunque, la cosa importante è che più o meno a questo punto Killer ha smesso di parlare.

Non sto scherzando, non ci rivolge proprio più la parola.

Mai capito perchè, dal 2006 a oggi.
Vabbè che il cinismo demenziale mio e di Sabo dopo un po' snerva, ma vi assicuro che non è normale. Non con noi.

notte 4

"oh."
"..."
"..."
"oo-ooh!"
"..."
"...gh"
"un'ape, mioddio! Un'ape, vai via vai via vai viaaaaah"
"ma cosa..."
"ma che ca..."
"APEEE! Vai viaaaa! Vi prego, apriteapriteapriteapri..."
"Killer, svegliati! E' un incubo!"
"un'ap... Eh? Uh. Oh. Scusate. Notte. Ciao."
"...notte"
"...ciao"
"..."
"..."

giorno 6

Attraversiamo l'isola verso est per andare a Dublino.

Da qualche parte a sud di Clonmacnoise nel sentire alla radio "I don't feel like dancin'" Killer pronuncia le *uniche* parole della giornata.

Scissor sisters.

Poi niente, basta.

Scissor sisters.

Galway-Dublino, 208,4 km.

Scissor sisters.

Comunque, dopo aver doppiato il cd degli ABBA e tentato senza alcun frutto di instaurare una primitiva conversazione con Killer arriviamo a Dublino, sotto una pioggia battente.
E in effetti mi sono sbagliata, perchè Killer qualche parola per noi ancora ce l'ha.

"dove siamo?"
"ma qui non usano i cartelli, cazzo?"
"e adesso dove vado? Destra o sinistra?"
"a naso sinistra. Killer, tu che dici?"
"..."
"ti spiace aiutarci, scusa?"
"...nls"
"eh?"
"nn l s"
"eh??"
"non-lo-so."
"ah. Nemmeno io. Vabbè, prova a sinistra"
"ok. ... No, forse abbiamo sbagliato"
"...già. Scusa"
"non preoccuparti Trantor, neanche io lo sape..."
"era di là"
"SI'. grazie per averlo fatto notare."
"prg"
"... vabbè, e ora? Prima o seconda uscita?"
"boh, forse prima?"
"vai, al limite torniamo indietro. Killer?"
"..."
"Killer??"
"nls"
"guarda che al bed & breakfast ci dobbiamo arrivare tutti e 3, mica solo io e Sabo"
"..."
"[v@&£$%/o.] prendi la prima uscita cazzo"
"ok"
"..."
"no, forse no"
"abbiam sbaglia..."
"era la seconda"
"senti, ma v%&$@&çu..."
"Trantor non preoccuparti, la prossima volta guida Killer e noi stiamo dietro con i ferrero rocher, ok?"
"..."

Dopo aver chiesto indicazioni ad un autoctono con un enorme brufolo sul naso arriviamo al B&B, immerso in un capo da golf.

L'unico momento di risveglio del Killer è di fronte al dispenser nella doccia ("ehi ma qui sì che sono dei grandi, mitico, il dispenser!").

giorno 7

Killer si alza alle 7 smanettando con 10 sacchetti di plastica del cazzo facendo alle 7 un fottuto rumore, alle 7.
Io e Sabo rimaniamo a letto immobili finchè questo mentecatto non va giù a fare colazione da solo.

In compenso il gestore del B&B continua a chiederci se vogliamo giocare a golf, anche se il prato somiglia più ad un letto di aghe sporche (ma noi non gliel'abbiamo mica detto).

ore 10.00
"bene, andiamo in centro a Dublino?"
"yeah!"
"..."
"Killer, tu vieni con noi?"
"n"
"ok. Alle 18 in hotel?"
"s"
"ok."
"ok."

giorno 8

Visitiamo gli ipogei.
Sabo ha una telecamera e non troviamo niente di meglio da fare se non scenette idiote con dialoghi surreali in cui (come se ce ne fosse bisogno) imitiamo Alberto Angela.
I filmati sono tuttora nella casa in centro storico di Sabo, e nessuno ha mai avuto il coraggio di rivederli.

notte 8

"..."
"..."
"..."
"...ma cosa..."
"mm"
"..."
"...ma che stai face... Levami subito le mani dal collo!"
"...eh? uh. oh. ah. Scusa. Era un incubo"
"eh cazzo ho visto!"
"ma che sta succedendo?"
"mi metteva le mani addosso!"
"incb"
"ok, adesso però dormiamo, ok?
"ok."
"k."

giorno 9

Kildare.
Cercando di mangiare in un posto decente ci infiliamo al Rinuccini's restaurant, certi di essere moolto furbi.

Scopriamo quasi subito che l'acqua costa 4 euro a bottiglietta e il piatto che costa meno è un antipasto del cazzo composto da 6 olive. Rapporto qualità prezzo imbarazzante.

La clausola è che è obbligatorio ordinare primo, secondo e contorno.

Tre deficienti.

Killer ordina giulivo l'arrosto, io e Sabo contiamo i soldi nel portafoglio e invecchiamo di 5 anni.

Dato che non veniamo già abbastanza guardati male dalla clientela chic, all'arrivo dei coltelli per la carne Killer tira fuori la macchina fotografica e si mette a fotografarli.
Col flash.
Esclamando continuamente "ah ma questo è meraviglioso!", e rallegrandosi della cosa col cameriere.

Da qui il nomignolo, ovviamente.

giorno 10

Kilkenny.
Ci imboschiamo in una festa paesana, dove Sabo come è ovvio perde gli occhiali da vista (e si innamora della 43esima irlandese).

giorno 11

Nella Rocca di Cashel ho la seconda sindrome di Stendhal della vacanza (indovinate qual era la prima), e la milionesima della mia vita.
Forse c'entrava il fatto che quello era il secondo giorno di sole.

giorno 12

Ritorno.
Esattamente quello che serviva a me e Sabo, ossia l'attentato dei liquidi esplosivi sul volo di Londra.
Dopo che al metal detector mi trovano e requisiscono un coltellino svizzero a me ignoto sepolto nelle pieghe dello zaino dal '92 (complimenti a Orio al Serio, veramente), peraltro guardandomi con una tale espressione di compatimento da farmi desiderare di tornare a casa in canoa, riusciamo a salire sull'aereo.

"Sabo, ci mettiamo qui?"
"sì, vicino alle ali, è più sicuro in caso di..."
"NO!"
"eh?"
"ancora voi!"
"ma chi..."
"nnoo, vi prego, non ricominciate!"
"ehi ma è la signora bionda dell'andata! Salve signora, come st..."
"NON RICOMINCIATE!"
"ehm, ok"

Dopo 35 minuti siamo ancora lì fermi sulla pista.
Killer si è seduto nella stiva pur di non stare con noi, comunque ad un certo punto ci voltiamo e vediamo tutti i bagagli del nostro e di altri 2 aerei sparsi sulla pista, con gli addetti che giocano a shangai.
Bello vedere tutti i passeggeri che si buttano sul fianco della cabina urlando dai finestrini di prendere la valigia verde e lasciare giù quella rossa.
Ovviamente in italiano.

lunedì 11 maggio 2009

Sarebbe stato più immediato passare dal Kansas, ma se lo dice laCernia...

Cronaca fedele della vacanza Grecia 2007

Come tutte le vacanze assurde che Trantor condivide abitualmente con Sabo, Pipes e altri, anche quella a Skiathos del 2007 merita di essere raccontata.
Come al solito, il limite della normalità e della decenza viene ampiamente valicato.

180 giorni prima
I nostri, dopo una attenta riflessione di durata mesi 2, dopo aver preso in considerazione i pro e contro di una vacanza in paesi temperati, mediterranei, arabi, ex sovietici, privi di pub, privi di spiagge, popolati da koala, popolati da zanzare, popolati da francesi e il più possibile "non di tendenza", raggiungono un accordo sulla meta del viaggio, ovvero la ridente Skiathos, nelle ridenti isole Sporadi.

179 giorni prima
Skiathos è già diventato per tutti Skiantos e le Sporadi ve lo immaginate da voi.

I nostri sono costituiti da Trantor, Pipes, Sabo, Patty e la già nota al grande pubblico Panzer (impiegate alla Maxmara), Cinzia (un'amica di Trantor), Maddy e Simo (due amiche di Panzer), e il moroso di Panzer (già tristemente noto sotto la dicitura "moroso-ameba").

132 giorni prima
Ci si affida incautamente ad una agenzia di viaggi, la Touring, gestita da un certo Benedetto insieme alla Cernia, una simpatica aiutante dalla prontezza intellettuale di un termosifone.

Dopo 7 ore di attesa, per raggiungere Skiantos tal Benedetto propone ai nostri un agile percorso turistico, così composto:

- viaggio in auto Reggio Emilia - Malpensa
- volo Malpensa - Atene
- pernottamento ad Atene in (pare) hotel a 4 stelle in centro (o-oooooh)
- trasferimento di durata ore 6 per il porto di non-mi-ricordo tramite comodo pullman greco
- allegro viaggio in traghetto di durata ore 4 per quel di Skiantos
- arrivo.

Obiettiamo che però mancano il tour sulla torre Eiffel e un saluto a tua zia in Sudamerica, ma a quanto pare non ci sono più posti in aereo diretti all'aeroporto di Skiantos né modi più veloci di raggiungere l'isola.

4 giorni prima di partire
Dopo misteriose resistenze, Benedetto consegna ai nostri i biglietti aerei.
Per caso, per ridere, mentre si è tutti insieme a cena Trantor apre i biglietti.
Gaudio e simpatia nel constatare che Benedetto mi ha prenotato il biglietto usando a caso un nome assurdo (tipo "Renata Marsichetti" al posto di quello vero che, per esempio, potrebbe essere "Silvia Marsichetti").
Dopo una litigata furiosa, l'unica cosa che otteniamo da benedictus è "avrete sicuramente sbagliato voi a dirmi il nome (!), la penale ve la anticipo ma poi voi dovete ridarmela".


Sì sì.

giorno 1
In ogni caso, partiamo.
I primi segni di squilibrio li manifestano ovviamente Sabo e Trantor sull'aereo, sviscerando il consueto argomento "morti schifose a bordo di strutture aeromobili nonostante l'avessimo detto che non avremmo più volato che c**** è quel rumore aaaaaaaaa!!!"

Arriviamo ad Atene incolumi. Ci aspetta l'hotel “la mirage”, che si rivela una ciofeca indecorosa con le finestre rivolte su questo e questo.

giorno 2


Colazione in hotel.


Nel tavolo accanto ai nostri un tizio grasso e schifoso mangia a bocca aperta e beve biascicando che neanche un grosso formichiere col muso impiastricciato di miele.

Lo so che non mangiano miele, comunque durante il viaggio in pullman di durata ore 6 in mezzo al nulla desertico ci viene quasi il dubbio che benedictus possa essere un idiota, ma l’argomento non viene approfondito.


Dopo il viaggio in traghetto, il cui unico evento saliente consiste nell’incontro con questo, arriviamo a Skiantos.


La casa che abbiamo prenotato ha – anzi non ha - tutta una serie di optional che non corrispondono affatto a quelli proclamati da benedictus (e per i quali quindi avremmo teoricamente già pagato), ma la cosa passa in secondo piano di fronte al proprietario della casa, un greco uguale a Danny de Vito che si ostina a fornire compulsivamente a chiunque le indicazioni navali per Skopelos, in un inglese pari a quello che usavamo noi a 3 anni.



Notte 2


La densità di zanzare è pari alla densità di italiani sull’isola.


Alle 3 di notte, dopo attente riflessioni e varie esclamazioni di carattere epistemologico, Sabo e Pipes risolvono di tenere la camera da letto chiusa, preservando all’interno 43 gradi celsius e una densità di Off e altri pesticidi pari al numero di italiani presenti in Irlanda in agosto.


Giorno 3


ore 9.00


Veniamo fregati dal noleggiatore di jeep.



ore 18.30


“excuse me Sir, is it possible to have the air conditioni...”


“exta mani, exta mani!!”


“yes, but we have already paid for the air conditioning, as you see from this e-mail...”


“exta, exta, exta maniiiii! No eir condiscionin uidaut mani!!”


“yes, BUT...”


“no no no no no no no, extaaaa maniii!”


“sì vabbè, ho capit...”


“do iu uont tu go tu Skopelos? Uel, if iu uant to go to Skopelos teik de fist uey den raigt den left den de second striit, den iu teik the boat and d...”


“no no thanks, we don't go to Skopelos, we just want the air cond...”


“yes bat if iu uont to go to Skopelos iu mast teik the boat end den de...”


“ABBIAM CAPITO, NO ENNE O, GRAZIE”





Giorno 4


La pratica di sfidarsi ossessivamente a “sarabanda” con gli ipod causa i primi caratteristici sintomi da stato comatoso.




Giorno 5


A parte il fatto che Panzer urla al posto di emettere suoni civili, si verificano le prime tensioni nel gruppo, come ormai è nostra prerogativa.


Cinzia e Pipes raggiungono l'apice della tensione buttandosi addosso rispettivamente, in una escalation di violenza, una patatina, un po' d'acqua spricciata con le dita, un bicchiere d'acqua. I due vengono divisi mentre cercano di rovesciarsi addosso una bottiglia da un litro.




Sera 6


Mentre rincasiamo, nella veranda di casa nostra c'è un uomo seduto tranquillamente su di una sedia che si gode la frescura.


L'uomo è completamente nudo.




Giorno 7


Ci imboschiamo in una festa tradizionale ortodossa, in uno dei monasteri dell'isola.


Trantor perde 35 minuti della sua vita nel tentativo di fotografare un pavone.


Ci si accalora in una discussione accademica sulla storia dell'impero bizantino.


Effettivamente, questo non era mai successo.




Giorno 8


Nel cercare parcheggio selvaggio nella pineta Panzer inveisce come un'ossessa contro un povero cristo che ha messo il motorino un po' male, salvo poi scoprire che il tizio era italiano.


Ci vergogniamo.




Sera 9


Veniamo fregati da un ristorante che ci fa aspettare un'ora e mezza per mangiare gli antipasti e poi comunque il pesce fa schifo.




Cinzia incontra un'amica appena arrivata a Skiantos:




“Hai fatto buon viaggio?”


“Sì, sono partita da Bologna e col volo diretto in 2 ore e mezza ero qui” (!)


“Ma scusa, come hai fatto a trovare posto? Era tutto occupato da mesi! Non hai fatto volo per Atene, hotel, pullman, nave...?”


“Veramente era pieno di posti liberi”




Giorno 10


Un idiota col quad fa una figura di ….. davanti a tutta la spiaggia e si impasta in una salita di sabbia con 45 gradi di pendenza.


L'aneddoto, particolarmente buffo, verrà rispolverato da Sabo e Pipes con una frequenza di 13 racconti al giorno.




Giorno 11


Riaffrontiamo con estrema gioia il viaggio di ritorno, e soprattutto l'hotel “la mirage”, mentre divampano vari incendi.


Benedictus viene ormai considerato definitivamente un idiota.


Sera 11


Veniamo fregati da un tassista di Atene.

giovedì 21 agosto 2008

Sei una bestia di rara perfidiaaaah!

Ovvero: oggi non mi sento troppo bene.


Cronistoria della vacanza Sicilia 2008


AGGIORNATO



Trantor è appena tornata dalla vacanza in Sicilia passata con 10 amici.

Oltre a Trantor il gruppo è formato da due medici (Mary e Franca), un libero professionista della comunicazione (Sabo), un ingegnere aerospaziale (Ceres), due impiegate alla MaxMara (Patty e Panzer), un prossimo avvocato (Giulia), un'insegnante (Lions), e teoricamente un colorito tizio  soprannominato fabrifibra, dall'occupazione non meglio precisata.



Due mesi prima - Quando si dice che il buongiorno si vede dal mattino.

Fabrifibra, responsabile della prenotazione di uno dei 2 B&B che ci faranno da base durante il viaggio, inizia a destare sospetti fra i Nostri quando rifiuta di fornirci fotografie, indirizzo, numero di telefono, mail, fotocopia del versamento della caparra, e nome esatto del gestore del B&B (tal "Cesarino di Natale" o "Natalino di Cesare" a seconda delle fasi lunari).


Si scoprirà poi che il versamento è stato fatto ad un numero di conto inesistente, che "Cesarino di Natale-Natalino di Cesare" dovrebbe rispondere al telefono fisso del comune di Canicattì, e che l'astuto fabrifibra in realtà si è guardato bene dal prenotarsi il volo per partire con noi.


Dopo varie minacce legali e un'epatite al fegato di Sabo, i Nostri riescono a recuperare i soldi affidatigli per la caparra, a prenotare un altro B&B e a sostituire fabrifibra con il moroso di Panzer.



Giorno 1

L’aereo è alle 7.30 di mattina. Quindi si deve partire dalla #città senza fiume alle 4.


Proprio quella notte si scatena una gigantesca alluvione che allaga mezza città. Comunque raggiungiamo incolumi l’aeroporto, colmi di speranza.


Sull’aereo Sabo e Trantor sviscerano l’argomento “incidenti e disastri a bordo di aeromobili”.


Arrivati a Catania, Sabo Trantor Panzer e Patty vanno per ritirare l’auto prenotata. Logicamente vengono informati sul posto di poter pagare solo con una carta di credito che non hanno, e di conseguenza devono cercare un’altra auto, in mezzo a 56745 turisti che stanno rapidamente esaurendo tutte le auto disponibili.

Dopo una seconda epatite al fegato di Trantor, trovano in corner un’altra auto e partono alla volta di Noto.

Panzer dormirà nel letto matrimoniale con Trantor.

Nella stanza del B&B c’è un ventilatore sul soffitto, che viene lasciato acceso anche di notte.


Pomeriggio

L'appartamento del B&B è abitato anche da 4 francesi ventenni, di cui una discretamente gnocca della quale si invaghisce subito Sabo.


Giovanni, il gestore del B&B, tipico uomo siculo, caldeggia con Sabo la possibilità di infrattarsi con le svanzighe francesi, le quali riescono nella difficile impresa di far saltare la luce a tutto l'appartamento asciugandosi i capelli in 4.
Astutamente, cercano di tirare su la leva del salvavita seminude, con i capelli e le mani bagnate e schiacciando a caso tutti i pulsanti disponibili cinguettando "ici? ici? ici? ici? ici? ici?".
Sabo ci prova enumerando random 4 frasi francesi intercambiabili ("le jeux sont fait", "rien ne va plus",
"le nouveau parfum de le jeux sont fait", "je suis catherine deneuve").




Giorno 2

La Patty ha mal di gola a causa delle pale del ventilatore.

Panzer, un donnone rissoso con la voce a 583 decibel e un’inquietante ossessione per il dominio delle grucce nell’armadio, dimostra i primi segni di squilibrio invadendo durante la notte la piazza di Trantor e mettendole i piedi freddi nell’incavo delle ginocchia.



Giorno 3

Patty ha la tosse.

Dopo 135 spostamenti, 2 contusioni e 5 madonne si trova una sistemazione dei letti in modo tale che:

- Patty senta le pale ma non troppo perché ha mal di gola
- Trantor senta le pale ma non troppo perché non vuole avere mal di gola
- Sabo senta le pale anche a costo di avere mal di gola
- Panzer senta o non senta le pale chissenefrega del mal di gola.

 

Pomeriggio

Arriva il secondo gruppo dei nostri, con Franca Mary Ceres Lions e Giulia.

Panzer li accoglie con una scenata isterica e si chiude in camera piangendo furiosamente perché “il mio asciugamano è bagnato, chi l’ha usatooo??!”.

Sabo e Trantor si guardano negli occhi e si chiedono cos’hanno fatto di male.



Sera

Il gestore Giovanni, non appena scopre il mancato successo della spedizione punitiva di Sabo con le volpi francesi (tanto gioviali che in confronto carla bruni è simpatica), non esita a chiamarlo "schiappa" davanti a tutti e intercala preoccupanti frasi  in siciliano del tenore di "Sabo, mi hai fatto fare una figura di m****!!!".




Giorno 4

Trantor ha un’afta.

Sabo ha mal di gola.

Patty ha mal di gola e mal di stomaco.

Conversazione a Noto.

Uno dei nostri: “scusi, sa per caso gli orari delle messe qui a Noto?”
Passante: “sì”
U. d. n.: “…”
Passante: “…”
U. d. n.: “…e può dirmi quando sono?”
Passante: “vada a chiedere in duomo”

Si visita Noto. Entrati in duomo i Nostri vengono sequestrati da una guida turistica (…) del posto che li intrattiene per 46 minuti con perle del calibro di:

“… il romanticismo del ‘500”, “queste colonne stile ionico-dorico-corinzio”, “la chiesa è del periodo un po’ fra cinque-sei-sette-otto-novecento”, “fuori vedrete le statue dei putti aperti alla conoscenza” (?!), “il toppe dei toppe delle mestranze”, “voi che avete le scarpe ginniche”, “bisogna sempre avere dell’autodidattica”, “sapete, il periodo dell’illuminamento del ‘700”, “l’uomo è chiuso ma si apre” e così via.


Ovviamente non manca di “chiedere” ai nostri un fiore, ovvero una munifica offerta, e conclude con un geniale “ah, tra le pizzerie migliori di Noto vi consiglio quella di mio figlio”




Sera

Trantor e Sabo, approfittando della presenza dei due medici Franca e Mary, possono finalmente dare sfogo alla propria devastante ipocondria.

Si fanno controllare i nei, le afte, i linfonodi, la gola, si confrontano bugiardini e soprattutto si parla ossessivamente di funzioni intestinali.



Giorno 5

Trantor ha una seconda afta e un linfonodo ingrossato.

 
Si cerca la 136esima posizione dei letti in camera, in modo tale che:

- Ceres senta le pale ma non troppo perché è meglio non avere mal di gola
- Patty non senta le pale perché ha mal di gola ma in fondo senta le pale perché ha anche caldo
- Sabo senta le pale ma non troppo perché ha mal di gola
- Trantor senta le pale ma non troppo perché non vuole avere mal di gola ma in fondo è uguale
- Panzer senta o non senta le pale chissenefrega del mal di gola.

Da qui il detto “che due pale”.

I Nostri vanno a messa a Noto e si beccano una funzione di 2 ore in onore dei “portatori di san Corrado”, una specie di gilda massonica il cui unico scopo è portare san Corrado e vantarsene durante le messe fin dall’età di 2 anni.

Trantor nel frattempo è andata in giro per Noto ed è riuscita a farsi regalare un ricordino da un piccione.



Pomeriggio

I Nostri si perdono a Modica e la percorrono per circa 6 volte prima di uscire, pur avendo il navigatore di Trantor.

Le tensioni con Panzer crescono, poiché ella identifica nel navigatore uno strumento di scontro verso di lei (?).

Sabo e Trantor si guardano negli occhi e si chiedono cos’hanno fatto di male.


Giorno 6

Sabo ha un’afta.

Trantor ha mal di testa.

Panzer ha mal di pancia.

L’argomento dell’intestino bloccato in vacanza diventa quello più gettonato e supera perfino le tematiche sessuali.

Sabo diventa dipendente di uno sciroppo lassativo dai magnifici poteri.

I Nostri visitano Cavagrande, una gola profonda 300 metri in cui scorre un delizioso fiumiciattolo balneabile, che crea incantevoli piscine naturali.

Siccome la giornata sembra troppo bella, la Patty cade di faccia sulla roccia scivolosa, si spacca un dente, si ferisce il labbro e per lo spavento non riesce più a tornare su per il sentiero fra le rocce (1 h di cammino).

Si chiama l’elicottero; per fortuna ci sono i medici Mary e Franca. Il giorno dopo siamo sul Giornale di Sicilia, con un trafiletto dedicato a “P. M., ragazza avolese (!) che si è fratturata un piede nelle gole di Cavagrande” (viva il giornalismo obiettivo).

Sabo e Trantor si guardano negli occhi e si chiedono cos’hanno fatto di male.



Sera

Dopo 6 giorni in cui il parcheggio sotto il nostro B&B è sempre stato libero, compare un misterioso parcheggiatore abusivo grasso e discretamente rissoso.

Al momento dell’“offerta” i Nostri rifiutano schifati, poi pensano ai 700 euro di franchigia sulle macchine ed alla possibile vendetta sottoforma di graffi sulle portiere, e tornano indietro a pagare il pizzo.

Giorno 7

Patty ha comprensibilmente male dappertutto, Trantor non ha digerito e Sabo continua a imprecare contro l’afta.

Si visita Siracusa; Trantor deve quasi litigare con la biglietteria del teatro greco per convincerli che Musicologia è sotto la classe di Beni Culturali, nonostante non ci sia scritto sul tesserino di Cremona (vabbè lì in segreteria in effetti non ce la possono fare).


Evidentemente i bigliettai di Siracusa pensano che Musicologia appartenga alla classe di Fisica, che comunque è sempre meglio di chi mi dice “ah, studi musicologia? Allora dirigi l’orchestra!”.

Nell’orecchio di Dionisio i Nostri danno spettacolo cantando a canone Fra’ Martino campanaro. Riescono a coinvolgere un flautista apparentemente bravissimo ma che dimostra di non saper suonare Fra’ Martino campanaro senza spartito, nonostante i 7 anni di conservatorio (o forse proprio per quelli), e non capisce quando Trantor gli dà l’attacco.

In ogni caso dopo la terza ripetizione di Fra’ Martino campanaro la fidanzata del flautista vorrebbe ufficialmente dare fuoco a tutti quanti.

Sera

Panzer chiude ufficialmente i contatti con i Nostri mandandoli tutti a qual paese perché non viene vista molto di buon occhio l’idea di alzarsi tutti alle 6 invece che alle 9 per andare a prendere il SUO moroso a Catania solo per evitargli l’attesa di due ore al bar, quando lui ha deciso 4 ore prima di cambiare volo e arrivare con 12 ore d’anticipo. Per di più, tutto questo la mattina in cui bisogna lasciare il B&B e pulire tutta la casa.

Seguono pianti isterici di Panzer in camera e conseguente clima da cortina di ferro.

Sabo e Trantor di guardano negli occhi e si chiedono cos’hanno fatto di male.
 Giorno 8


La Patty dice di avere la febbre e non riesce a mangiare niente.

Sabo ha la tosse.

Panzer va da sola in corriera a prendere il suo moroso, detto moroso-ameba, alzandosi alle 6 e svegliando simpaticamente tutta la casa. Dopo aver dormito nella piazza di Trantor.

Seguono giorni di assoluto mutismo di Panzer e moroso-ameba nei confronti degli altri 8, da cui la frase must della vacanza “weekend con il morto”.

 Giorno 9


La Patty si prova la febbre, ha mal di gola e mal di stomaco ma ordina patatine fritte e panini alla salsiccia.

Si va sull’Etna, ove sui sentieri c’è gente in infradito nonché un tizio in giacca e cravatta.



Giorno 10 – Sei una bestia di rara perfidiaaaah!!

La tensione fra i Nostri 8 ed i 2 weekend con il morto sfocia in una clamorosa litigata pubblica di durata ore una di fronte al duomo di Taormina.
I passanti escono apposta dai negozi e si siedono vicini a godersi lo spettacolo.

Panzer urla a Sabo la frase top della vacanza “sei una bestia di rara perfidiaaaaaah!”.

Tra le altre cose, Panzer inveisce contro il navigatore di Trantor, per motivi non meglio precisati, si suppone solo perché è di Trantor.

Luisa Corna passa di fianco ai nostri ma nessuno se ne accorge.


 
Giorno 11 – Il mostro ecologico

Acitrezza.

Patty non si sente molto bene.

Il moroso di Panzer riesce ad avere mal di mare sul pedalò.

I Nostri si imbucano in una struttura fashion per farsi la doccia; credendo di vedere una parvenza di fognatura, Trantor e Sabo inquinano senza volere la costa ionica usando lo shampoo e lo scoprono sentendosi in colpa come ladri.



Sera

Catania. I nostri finiscono in mezzo alla festa di S. Agata.

La Patty non sta bene, ma ordina gli spaghetti alle cozze.

I camerieri servono nell’ordine secondi, primi e antipasti, dopo che i Nostri sono riusciti ad ordinare sistematicamente tutte le pietanze che si scoprono poi essere esaurite.

Ad ogni modo Trantor mangia una superba zuppa di cozze grande quanto una Punto pagandola 6 euro.

Giorno 12

Si torna.


Sull’aereo Trantor decide di applicare la strategia del canarino in miniera: dato che Ceres è ingegnere aerospaziale, finché lui è tranquillo si fa finta che vada tutto bene.

Sul treno al ritorno i Nostri incontrano l’unico controllore che fa obliterare a loro i biglietti perché non c’ha voglia.

Ci si lascia con un corale “ora avrei bisogno di una vacanza!”.


venerdì 18 luglio 2008

Ti addebito 10 minuti della mia vacanzaaaah!!!

La vacanza di Trantor in Sardegna del 2005 ha dell'incredibile. Merita di essere raccontata.

Ricordo a tutti in via preliminare che Trantor non ha il dono della sintesi, ma non si inventa niente.

Un mese prima, in gelateria
Trantor andrà in vacanza con 8 persone delle quali conosce solo il compagnodibancodelliceo Dave.
Si esce quindi in gelateria per fare conoscenza; tra i volti nuovi per Trantor ci sono Sabo, Pipes e iWally.
Gli altri componenti della brigata sono Pisi, amico di Pipes e iWally, e due ragazze in contumacia che si uniranno poi all'ultimo, una slava e una brasiliana.
La prima immagine che Trantor ha di Pipes consiste in uno che tira giù il finestrino del macchinone firmato Stihl e canta "gelatino sì sì sì".

2 settimane prima, in pub
Fantasie erotiche della comitiva maschile sulla slava e la brasiliana.
Pipes e iWally interrogano spietatamente Trantor sulla sua conoscenza della popular music.
Estrema delusione allorchè Trantor mostra di non conoscere i Toto.

giorno 1
La slava e la brasiliana si rivelano inferiori alle aspettative erotiche della comitiva maschile.
Entrambe parlano perfettamente l'italiano, ciononostante la ragazza slava non pronuncia la R la S e la L.
La cosa non avrebbe alcuna rilevanza, se le due non avessero disgraziatamente un carattere del cazzo.

notte 1
Si parte col traghetto sardinia ferries. I nostri passeranno la notte in viaggio, sulle poltrone libere a random access.

ore 0.00
Disgraziatamente, la poltrona di Trantor viene circondata da una comitiva di ragazzi toscani in piena crisi ormonal-vernacoliera.
La nottata passa tra urla sconcerie sputi rutti risate barzellette cretine che in confronto benny hill è uno studioso di canto fratto.

ore 5.00. Fantasie erotiche della comitiva maschile sulla voce-hostess di sardinia ferries, con relativo comandante porco.

giorno 2
All'alba i nostri si apprestano ad uscire in auto dal traghetto.
Peccato che l'auto davanti alle loro appartenga ad un genio (una lei, per la precisione) che si è scordato a letto in cabina.
Dopo 10 minuti il genio arriva e si scusa, mentre un puttan*** milanese sul suv del marito industrialotto brianzolo urla dal finestrino "str****aaaaa, ti addebito 10 minuti della mia vacanza!!!!", adottata all'istante dai nostri come motto della vacanza.

ore 15.00
Arrivati sulla prima spiaggia della vacanza, Trantor schiaccia un pisolino per rinfrancarsi dopo i bagordi brufolosi di follonica.
Peccato che non riesca a svegliarsi neanche dopo dieci minuti di richiami, scrollii e urla, gettando gli altri nel panico.

giorno 3
Grazie al loro ridente carattere, la slava e la brasiliana (che ci crediate o no non mi ricordo più i loro nomi) vengono prontamente soprannominate Zafira e Tigra.
Quest'ultima in particolare si rivela un barilotto rissoso dedita prevalentemente all'arte di dare scappellotti alla compagna e di cucinarsi 7 caffè al giorno.

ore 16.00
In spiaggia; la Zafira si contorce e urla a squarciagola "ucèttoe, ucèttoe, ucèttoe!!!".
Si rinviene poi nelle lucertole il motivo di cotanta ansia.

giorno 4
Pipes: "Tigra, per favore mi passi l'accendino?"
Tigra: "oh cazzo te lo puoi anche prendere da solo"

Da allora la linea del politicamente corretto viene definitivamente abbandonata.

ore 16.00
I nostri apprendono dell'esistenza del diapason, che Trantor porta sempre nella borsa. L'ora seguente viene impiegata per battersi a vicenda il diapason in testa, ascoltare con stupore il la che ne esce, chiedere a Trantor di farsi classificare in bassi, baritoni e tenori ed eseguire l'accordo di settima di Twist and Shout.

giorno 5
In una spiaggia molto fesssshion, al bar.
Tigra: "oh, allora tu che c**** prendi?"
Zafira: "cpp d nn"
Tigra: "eeh? che fott*to c**** hai detto?"
Zafira: "copp d nn"
barista: "eeeeehhh? Uè bella parla più forte"
Tigra: [scappellotto]
Zafira: "coppa... coppa... coppa di nonno!"

Da quel momento il tormentone "coppa di nonno" non ci lascerà più.
(Dura ancora adesso.)

notte 5
Le astute Zafira e Tigra dimostrano notevole acume lasciando su di una sdraio un bicchiere di plastica pieno di acqueccia-ex-caffè in cui hanno spento le sigarette.
Dave, normalmente politicamente corretto, diplomatico e sir inglese, inavvertitamente ci si siede sopra.
In 5 anni di liceo non ho mai visto Dave così incazzato.

giorno 6
Zafira: "Taaanto, mi patti i %$&£@"
Trantor: "ehm sì, cosa? Non ho capito"
Zafira: "%$&£@"
Trantor: "Scusa ma non ho capito..."
Zafira: "%$&£@!... T@e!! ... Taaa@@e!!"
Trantor: "aaah, il sale!"

alba 6
La Tigra, che dorme in camera con Trantor, Dave e la Zafira, nel sonno si dimena e dà un pugno sul naso a Trantor.
I nostri vengono poi tutti svegliati alle 5.36 da una moka di caffè che sfrigola.

giorno 7
Con un sole fotonico e la prospettiva di andare in una spiaggia caraibica, per poi andare a porto rotondo a prendere in giro i nomi delle barche e dare i voti alle tipe, Zafira e Tigra scelgono di rimanere in casa da sole a guardare "teghe".
Quando i nostri tornano le due vengono rinvenute sul divano a guardare "Cleopatra" con liz taylor, mentre la quindicesima moka di caffè sfrigola sul fuoco.

sera 7
In un locale fessshion.
Fantasie erotiche della comitiva maschile sulle accompagnatrici toscane pagate dal locale per far sbavare le comitive maschili.

giorno 8
A colazione si raggiungono vette inarrivabili di trash culinario.
Pane carasau ricoperto di nutella per Trantor e ringo fai-da-te composti da pandistelle - nutella - pandistelle per iWally.
Pipes, detto "uomo del pentolino", non abbandona invece il fido pentolino da the e riesce a convincere tutti ad andare apposta all'auchan per comprare i suoi amati rigoli.

ore 17.00
La pratica di sfidarsi a sarabanda con l'ipod di iWally rasenta ormai l'ossessione.

ore 21.00, al ristorante.
cameriere: "lei cosa prende?"
Zafira: "isotto aaa peccatoa"
cameriere: "eh?"
Zafira: "peccatoa!"
Sabo: "peccatore?"
Zafira: "nooo, peccatoaa!!!"
cameriere: "ah..."

cameriere: "lei cosa prende?"
Tigra: "pizza con cipolla acciughe salamino piccante salsiccia tonno e cipolla"
[giuro]

giorno 9
Nella fintissima piazzetta di porto cervo.
Alla diciannovesima riproposizione della scenetta del conte gaVdini da parte di Sabo e Pipes, la Zafira e la Tigra mostrano segni di insofferenza.
Gli altri inspiegabilmente la trovano ancora divertente (la cosa continua ancora oggi).

sera 9
Pisi: "Zafira, tu da dove vieni?"
Zafira: "Sarajevo"
Pisi: "STI CAZZI!"