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giovedì 28 ottobre 2021

L'ora migliore

Nascondersi nella luce dell'ora migliore, in una certosa.
Soli, nella luce. Il traffico è intorno, un cane abbaia, siamo soli.
È festa, non c’è nessuno; è il 1825, Beethoven è vivo.

Nascondersi dietro le statue di Sciola, guardarsi fra le corde. Radura, vento.
È ottobre, forse qualcun altro ha sognato noi, o le stesse cose (Stendhal?).

Preferiamo il tramonto all'alba, ci piacciono i muri del Duecento fatti per la luce della bassa. 
Cosa è architettura, cosa non la è?
Ci piace il verde, il cane che abbaia. 
Suoniamo una statua.
Il tempo non esiste, la luce è la stessa da sempre. Cambiare strada.

Ci nascondiamo, anche quando la luce finisce. 

"...ingranaggi"
"...l'invenzione dell'elettricità"

Parliamo di stelle che iniziano a spegnersi, e di ultime domande (una barzelletta, un numero, Turing).
Il lampione si accende. 

Usciamo dal nascondiglio: il prestigio.
È il 1825.

domenica 2 febbraio 2020

Nascondersi

Nascondersi.

Una festa estiva nella bassa mantovana, camminare sul prato dietro la chiesa, le tavolate lunghe con tovaglie di carta, mangiare quello strano risotto asciutto con #collegaV. C'è vento, c'è caldo, non sapere dove si è. Quei posti in cui la provincia è Mantova, la diocesi è Cremona, l'accento è anche un po' il mio, il risotto è asciutto.
Non ho guidato io, non so dove sono.

Nascondersi a Roma, in Santa Maria in Aquiro. Sono stata a Roma almeno 10 volte e ancora non mi oriento. Camminare a caso, i muri sono rossicci ma qualcuno è azzurro (sarà originale?). Entrare in Santa Maria in Aquiro, scomparire definitivamente. La chiesa è buia, illuminata solo da alcuni lumini. Una donna orientale pulisce e sale in piedi sugli altari. Odore di detersivo, il prete legge al buio. Nessuno sa che ci sono, io non so dove sono. L'intonaco delle cappelle è scrostato, c'è anche un Honthorst.
Fuori no, ma dentro è notte. Potrei non uscire più.

Lisbona, piazzetta del teatro S. Carlo. Nascondersi dietro un libro di fantascienza. Aspettare l'aereo, non voler partire. Mangio una banana, finisco il romanzo. Sull'altra panchina operai che scartano il pranzo. Turisti italiani, vento. Resto.

Nascondersi anche in Algarve, in una fabbrica di sardine abbandonata di cui si sente ancora l'odore e avere paura, o alla festa del grano di un paesino che normalmente non esiste, a sentire il liscio senza saper ballare.

Nascondersi.
Essere l'enciclopedia delle scienze del '67 che il #figlioonesto di #utontapazza ha rinvenuto in casa e ci ha riportato ieri, riconoscendo i timbri della biblioteca. Il libro si nascondeva da loro all'incirca dal '92, ma forse da prima. La copertina è avveniristica, mi sta simpatica.
L'abbiamo catalogato, ma ho preferito nasconderlo di nuovo.
Non lo trovate mica a scaffale, se venite.

venerdì 18 gennaio 2019

Poteva essere

L'altra sera, in un ristorantino fighetto del centro di #cittàsenzafiume.

È la cena di parte dello staff del lavoro e siamo io, Boss (direttore di #conservatoryo), Folle Vendicativa (segretaria 1 di #conservatoryo), Opossum (segretario 2 # conservatoryo), Brava Persona (funzionaria di #conservatoryo) e #maestro.

Ordiniamo, Boss sceglie per tutti il vino.
Battute con i camerieri, cazzate da sommelier, senta se va bene, manfrina dell'etichetta, sì va bene anche se #altre cazzate da sommelier, #battute, ce lo versano.

Arriva a me e io, WOA, "per me no, grazie :)".

Silenzio generale.
Il cameriere non dice niente e versa il vino a Opossum, che è seduto a fianco a me.
Finisce il giro, poi torna da me e mi versa mezzo bicchiere.

"ma le ho detto che non lo bevo..."
cameriere: "ah scusi, è che quando Boss porta qui delle signore di solito bevono tutte"
"..."

Opossum decide allora di partecipare al contest "Idiota di Gennaio", attualmente aperto e a cui si sono iscritti già in molti:

"senti, ma non bevi il vino?"
"non stasera, preferisco di no"
[occhiolino] "sicuraaa?"
"[cazzo], sì ..."
"ma però lo bevi."
"sì, ma stasera no"
"ah."
"..."
"..."
"..."
"..."
"..."
"è molto buono sai, credo proprio che dovresti assaggiarlo"
"ho detto che non posso"
"ma come mai?"
"sto prendendo dei farmaci"
"ah. Farmaci quindi..."
"è meglio non bere alc..."
[con fare paternalista] "ah quindi sei sotto psicofarmaci!"
"CAZZO NO HO LA CISTITE E DATO CHE TE LA CERCHI ORA TI RACCONTO ANCHE I DETTAGLI CAZZO"

E glieli ho raccontati, mentre sorseggiava quel cazzo di fottuto vino buonissimo di merda cercando faticosamente di darsi un tono.

Potevano essere antibiotici, potevano essere fermenti, poteva essere che sono astemia, poteva essere gastrite, potevano essere esami del sangue la mattina dopo ziocrysto, poteva essere che devo guidare, potevano essere una valanga di cazzi miei.
No, psicofarmaci.

Io sembrerò pazza, ma lui ha vinto il contest con 13 giorni di anticipo.

martedì 14 marzo 2017

Why don't you do right

Centro storico di #città senza fiume, vecchio palazzo neogotico, è febbraio ma non fa freddo.

Siamo io, i miei, due signori sposati dal Pleonastico che bisticciano ma si tengono per mano, un agente immobiliare grasso che gannisce da tanto è contento (manca solo che si metta a saltare in una tinozza cercando di impossessarsi di una manichetta idrica), 6 dipendenti tutti uguali, un distributore d'acqua come nei film americani, 2 enormi teche di vetro contenenti opere d'arte contemporanea, pareti e pareti di faldoni uguali ai dipendenti, e una scatola di biscotti del 1922.

Siamo tutti attorno a un tavolo.

Mio papà ha in mano il blocchetto degli assegni, io ho un abito nuovo ma occhiaie precedenti, i capelli puliti ma viso slavato.

Mia mamma chatta con i suoi amici del #localecircoloarcheologico - quel circolo dove tutti gli esemplari maschili sono Indiana Jones ma disgraziatamente assomigliano anche a Stephen Tobolowsky -, dimostrando di essere (quasi) più abile di me a whatsapp e senz'altro molto più richiesta.

Siamo sempre tutti intorno al tavolo e io guardo la scatola di biscotti del '22.

Poi eccolo.
Il notaio.

Il notaio, perché con l'aiuto dei miei sto comprando, per me, un appartamento dai signori del Pleonastico.
Il notaio dunque entra e, ma pensa che buffo, Il notaio è pressappoco così.

Ok, bionda e non rossa, vestito nero e non viola, non c'era il trio jazz dietro e soprattutto non portava guanti.
Tuttavia era uguale.

Valuto per un attimo l'ipotesi di cambiare interessi sessuali, in questo aiutata dallo scenario gentilmente offerto in quel momento dall'agente immobiliare, che per brevità chiameremo Foxy, Foxy la volpe che sbava, poi torno in me e mi metto a guardarle le t*tt*.

Il Notaio (da allora ha la maiuscola) è estremamente gentile, ha una voce leggermente roca ma flautata, ed è pazzescamente cortese.
Sembra ingenua, se non fosse che mio papà alla fine del rogito ha un'incertezza nel compilare l'assegno e lei glielo prende di mano, con una dolcezza che neanche le modelle di Mucha cazzo, e se lo compila da sola perché "sa oggi non se ne compilano più", e tutti stiamo lì ammirati a imparare come ci si compila da soli un assegno circolare da 4 volte il mio stipendio.

Poi avviene tutta la pagliacciata pagliacciata della lettura di blablabla, e infine i coniugi del Pleonastico mi consegnano La Scatola del '22, che sto guardando appena un filo meno delle t*tt* di Colei.

La Scatola in realtà è piena di chiavi, talmente tante chiavi divise in mazzi che a casa hanno occupato tutto (tutto) il tavolo della cucina, e con le quali abbiamo giocato a memory per una settimana.

(Un grazie ai costruttori dell'appartamento che hanno creduto necessario disseminare i contatori in 5 vani diversi su 4 piani diversi, e ai coniugi del Pleonastico, i quali hanno probabilmente iniziato a lavorare su questa faccenda del preparami i mazzi di chiavi nel '77, durante la crisi del petrolio).

"non si sposi!", flauta Il Notaio con la voce più bella per cui Wagner abbia mai scritto, "che periodo meraviglioso, una casa da sola!", mi sorride con la sincerità di un bambino e una pettinatura che non saprò mai replicare.

"non faccia figli e comunque se la goda"
"ok"
"non si sposi mi raccomando"
"ok"
"firmi qui. Ah e si diverta, che meraviglia!"
"ok"
"un'altra firmetta... Vedrà che bello. Eh, potessi non essere sposata!"
"ok"
"e poi lei fa musica. Ma che meraviglia!"
"vero"
"non si sposi la prego"
"m..."
"non lo faccia!"
"..."
"e ora l'assegno. Ecco bravissima."
"... grazie"
"stia attenta con i tacchi, dopo una vita di tacco 14 ho la schiena distrutta"
"ok"
"ma soprattutto non si sposi."
"...h."
":)"
"..."
"(:"
"."


Foxy esce (probabilmente va in bagno), i coniugi del Pleonastico si congratulano, mio papà si ferma a parlare con Lei delle opere d'arte contemporanea sotto teca, io mi faccio offrire un caffè da un faldone.
Mia mamma sorride un sacco, ha sempre adorato le scatole di biscotti del '22.

I più abili di voi, se hanno trovato me, troveranno anche Lei.
Mi mancate ma vi penso.
baci.

domenica 17 aprile 2016

Pagina 46 (piccolo workshop di estetica musicale con Joey Tempest)

Rieccomi, come promesso dopo l'estinzione dei cervi e l'accensione di Giove.

Intanto grazie a tutti per aver risposto al quiz sociologico, in parte avete confermato che avevo ragione io (nel gioco-indovinello Se fosse... è GIUSTO rispondere "razzo spaziale" o "missile Saturn V" per descrivere The final countdown, per ovvi motivi di testo), in parte che aveva ragione Zicchi (a quanto pare del testo di quella canzone non è mai fregato molto a un sacco di gente, per cui alla domanda "se fosse una capigliatura" abbiamo appurato che è AMMESSO rispondere "i capelli di Tina Turner nel video di We don't need another hero", come ha fatto RBone, descrivendo più un gruppo di tamarri durante i tamarri anni '80 che l'argomento del pezzo).

Per chi non lo sapesse di voi, la canzone parla di un viaggio nello spazio verso Venere (Venere) ((Venus (((Venus)))).
Fantascienza, ok?
Quindi capite bene che se al largo di Lisbona hai un moroso che continua a ripetere "NON CAPISCO LA TUTINA DA ASTRONAUTA" o "NON CAPISCO I CAPELLI ALLA MILITARE" o "NON CAPISCO IL COLORE BLU SCURO MISTO A NERO CON SPRAZZI DI VIOLA BRILLANTE E VERDE" poi il cervello ti esplode.
E faceva così dopo avergli spiegato il testo.
In più odia gli Europe, quindi possiamo anche chiuderla qui e dimenticarci di lui.

Siccome però sono sempre stata brava nell'analisi andiamo a vedere cosa avete scritto voi, divisi nelle seguenti categorie:

a) conoscevate già la canzone con relativo testo, come me
b) conoscevate la canzone ma non il testo, come Zicchi
c) avete dovuto ascoltarla su youtube e avete capito il testo
d) avete dovuto ascoltarla su youtube e ve ne siete sbattuti del testo.


Categoria a (COlei, Morbido, Fabio13, LionOtherwiseLamb, Verzasoft?)

Ammetto che il conoscere il testo non sembra aver modificato molto le risposte rispetto a quelle di categoria b, però è anche vero che siete solo 4; nel 50% dei casi (COlei e Verzasoft, ammesso che sia della categoria a) il mezzo di trasporto dimostra la conoscenza letterale del testo e collima con quello che avevo detto io (razzo interstellare), gli altri 2 invece hanno descritto più le proprie sensazioni e, perché no, forse qualcosa di sé.

Categoria b (CollegaG, JaneDoe, Autumn, cuginaLurkerLucy, KidPix, RBone, iWally, Pipes):

Prevale la descrizione dello stile musicale e delle paturnie notturne dello stilista di dei Twisted Sisters.
Molto evidente il trauma soprattutto in chi ha vissuto e operato negli anni '80, costretto a dividere il pianeta con i Thompson Twins, spalline, leggins leopardati, tutù, capelli alla cazzo e soprattutto a intercettare periodicamente questo.
(una delle mie canzoni preferite, nonostante quel maglione a 2.06).

Categoria c: non pervenuta

Categoria b: non pervenuta

In sostanza mi danno ragione (pciù): JaneDoe (mezzo di trasporto: "razzo spaziale (lo so, sono ovvia)", beccati questo Zicchi), COlei (mezzo di trasporto: "Il proiettile del cannone di J.Verne nel 'Dalla Terra alla Luna'", ingoia questo, Zicchi), Verzasoft (mezzo di trasporto: "Un missile saturn V o simili", così impari, Zicchi), iWally (mezzo di trasporto "Un missile a forma di tav" e colore "blu oltremare", ma porca puttana, Zicchi).

Loci communes: il colore blu o azzurro, i capelli ipercotonati / riccioli alla cazzo, lo stato d'animo eccitato (io avevo risposto voglia di scoprire l'ignoto, fiducia, entusiasmo spasmodico e una lieve apprensione - probabilmente lo stato d'animo di molti astronauti quando le cose stanno funzionando, ma qualcuno continuava a blaterare NON HA SENSO e così abbiamo perso l'autobus per Sagres), e i mezzi di trasporto d'antan, a metà fra Indiana Jones, Duel e i Jefferson Airplane che fumano su un T2 ("una jeep Renegade (quella vecchia) scoperta" di Fabio13, "Il pulmino wolkswagen" di CuginaLurkerLucy che per poco non ci fa un incidente, "Deltaplano old line, rattoppato" di Morbido, "un camion americano di quelli cha attraversano il Texas in un giorno, con aerografato sulla motrice una scena di Braveheart" di RBone, "volo cargo dirottato e sparito in una giungla durante una notte buia e tempestosa" di LionOtherwiseLamb e "Un Bus Greyhound Americano stile anni 70, tutto metallo lucido" di Pipes)

Gettano la spugna: Alan, KidPix, l'Anonimo delle 10:40

Polemici per il gusto di farlo: Zicchi

Premio della critica: PianistaPugliese2 (l'anonimo delle 21:18) e Autumn per la splendida, adorabile e acuminata satira sociale (mezzo di trasporto: "un trenino di Trenitalia con massimo due vagoni orgoglioso di non essere in ritardo" e "treno")

Premio Isola di Wight: JaneDoe ("sicura di me e pronta ad iniziare una rivoluzione più o meno pacifica contro l'establishment conservatore")

Premio Strega: RBone ("lo stato d'animo di quando bollisco le uova e trovo il giallo ancora liquido: vendetta") e PianistaPugliese2 ("un'acconciatura: sarebbero dei capelli lunghi che cercano di coprire la parte vuota, facendo i conti inesorabilmente con il finale conto alla rovescia").

Per concludere, grazie a tutti, vi voglio bene vestita da astronauta su una Harley Davidson col manubrio particolarmente incurvato, versione custom (cit. CollegaG).

martedì 22 marzo 2016

Australia mimetica a pixel e QUIZ SOCIOLOGICO

Per rispondere a Morbido, mi mancate anche voi.

Ho in bozza da mesi un post sulle gesta del mirabolante #pianistapugliese2, che non riesco mai a finire perché aggiungo particolari ogni giorno (la sua prerogativa è essere assurdo proprio ogni giorno) (credo sia l'unico pianista al mondo che ad un concerto dedicato ai caduti della I guerra mondiale è venuto vestito con una camicia mimetica a pixel) e che ormai ha assunto le proporzioni di Joyce.

Nel frattempo sono sempre più brava a riempirmi di cose da fare, ma più cose si fanno più emozioni e persone si vivono, quindi ok.
Non ho ancora chiarito il ruolo della camicia mimetica a pixel, però mi sono anche iscritta da un corso di fotogiornalismo, sarà bello.

"Dovrebbero pagarci per non lavorare", iniziano a dire i trentenni intorno a me. Io dico solo che la camicia a pixel a settembre va in Australia e non ho parole per invidiarlo almeno un po'. No io non ci vado perché i miei 2 cori sono come famiglie e non riesco a staccarmi (non voglio), ma poi c'è questa faccenda che là mancano i centri storici e chi mi conosce sa che problema sia.

Comunque, in attesa che il post sul pianista più puntuale e assurdo del mondo (#pianistapugliese non era *affatto* puntuale, come sapete) non sia mai finito, veniamo all'argomento del giorno: quando e perché litigo con Zicchi.

Chicazzosenefrega, direte voi, ma invece vi interessa un sacco cazzo perché io e lui litighiamo solo su due cose, vigilanza dell'Efsa sugli alimenti e gruppi degli anni '80, e adesso ci darete una mano a risolvere la questione intervenendo direttamente, porca puttana.

Devo però essere onesta, i gruppi degli anni '80 che Zicchi odia si riducono a 2: Queen (che lui odia) e Europe (che lui odia).
Il tutto nasce (a parte il fatto che i Queen li odia e che continua a considerarli solo come gruppo anni '80 ignorando gli album usciti prima) dal gioco "se fosse" di cui eravamo dipendenti quest'estate in Portogallo: in pratica ad un certo punto tocca a me e io penso la canzone The final countdown. Lui comincia a farmi domande per indovinare ("se fosse un colore?" "se fosse un mezzo di trasporto?" "se fosse un'acconciatura?" "se fosse uno stato d'animo?" "se fosse un capo di abbigliamento?"). Io rispondo. 168 km dopo ancora non ha indovinato nonostante io sappia che conosce la canzone, allora siccome rischiamo di andare fuori strada gli dico il titolo e inizia a blaterare™ che le mie metafore non avevano ALCUN SENSO rispetto alla canzone.

Ora, i 2 di voi che non si sono ancora tagliati le vene morendo nello spleen giallo durante questo appassionante resoconto sono chiamati a esprimersi come per le trivelle: rispondete alle seguenti domande indicando cosa metaforizza (se non esiste scriviamo alla Crusca) The final countdown, una delle più belle canzoni di tutti i tempi:

- se fosse un colore?

- se fosse un mezzo di trasporto?

- se fosse un'acconciatura?

- se fosse un capo di abbigliamento?

- se fosse uno stato d'animo?

Bene. Poi scrivete anche se a) conoscevate già la canzone con relativo testo, b) se conoscevate la canzone ma non il testo, c) se avete dovuto ascoltarla su youtube e avete capito il testo, d) se avete dovuto ascoltarla su youtube e ve ne siete sbattuti del testo.

Vi prego, è molto importante che rispondiate. Ieri sera all'una e 37 stavamo ancora litigando per colpa di questi tizi (fra il Portogallo e adesso ci sono state lunghe pause in cui non abbiamo litigato per gli Europe, ci tengo a tranquillizzare tutti) (per i Queen continuamente) e allora ho deciso che avrei risolto la questione chiedendo a voi.

Poi vabbè, sarete rimasti in 3 a leggermi ma amen, vi amo lo stesso tutti anche chi non viene più qui perché per mesi sono stata rapita dagli alieni.
besos.


_______________

NB
Quanto al gioco "se fosse", vi dico solo che Zicchi ha indovinato al primo colpo 3 film che avevo in mente, e che all'unica domanda postami ("se fosse un colore?") avevo descritto così:

- "verde brillante, non chiaro ma nemmeno scuro, un verdone brillante come appena bagnato dalla pioggia e un tocco di marroncino";

- "ovviamente viola, giallo canarino, arancione, bianco e un tocco di blu cobalto";

- "grigio".

Non per niente fa il mentalista.
Nella prossima puntata (novembre 2025) avrete le risposte.

martedì 12 gennaio 2016

Circoletti, Kurt Russell, fila, lega

E' il 23 dicembre, ultimo concerto della stagione, 24° concerto del 2015 con i miei cori.
E' stato un anno pesante e felice.

Sono le 21.08, il concerto è programmato alle 21, il pubblico gente con seri problemi di socialità è già in chiesa dalle 20.40.

In sagrestia al solito regna il delirio totale: frotte di sparaventose frugano alla ricerca di parti mancanti nel mio trolley pieno di fotocopie in disordine, in 7 stanno cercando di sistemarsi il foularino natalizio rosso sull'abito da concerto con risultati che fanno molto ridere altri coristi a cui il foularino cade e loop, in 5 scartano caramelle sull'altare (indovinate chi alla fine raccoglierà le carte), uno si prova le tonache da chierichetto e posta selfie su instagram mentre la curia ci fa causa, 3 ripassano la parte del tenore di un pezzo di Mendelssohn bestemmiano e i soliti 2 (già noti alle forze dell'ordine) distribuiscono tavor.

Qualcuno urla IL BUCATOREEE e mentre mi slaccio la camicia e metto i tacchi alti gli lancio prontamente la #reliquia, ossia Il Sacro Foratore a 4 Buchi (SFAQ-bu) il quale, puntuale come la gag di s. gennaro, rilascia milioni di circoletti bianchi in tutta la sagrestia e dentro le mie scarpe (il modo migliore per tracciare i miei spostamenti è seguire le piste di circoletti bianchi nel mondo).


Sono le 21.09 e ripenso a quando ero corista nello #storico #coro di X, a come ero diligente nel mettere a posto le parti il giorno prima del concerto, così giovane e già catalogatrice fottuta, e a come inorridivo sorridendo nel vedere l'amato direttore #KurtRussell che alle 21.13 si doveva ancora cambiare e sardonico, in boxer, dopo aver rinunciato del tutto a mettere in ordine i pezzi era più propenso a discutere il menu del ristorante in cui andare dopo, mentre in sagrestia puntualmente regnava il delirio più totale caramelle cartacce reggiseni tresche gente che non sa mettere un farfallino e CIRCOLETTI BIANCHI, ma io sotto sotto ammiravo moltissimo il suo cinismo sornione da musicista consumato ("ma come fa?" "LFDL.").

Poi ho iniziato a dirigere cori a mia volta, e per un po' di anni sono stata brava come allora: sistemavo le parti per tempo, bucavo i fogli il giorno prima, controllavo che la cartella fosse in ordine e toglievo i pezzi che non mi sarebbero serviti, come quando avevo il colletto della camicia in pizzo che mi metteva mia madre alle medie mentre le altre potevano già vestirsi da troie.


Invece ora è il 23 dicembre 2015, sono le 21.11, ci sono 5 gradi sopra lo zero, qualcuno ha iniziato a presentare senza chiedermi un cazzo e ho ancora addosso il vestito da concerto mezzo slacciato.
Alcuni circoletti bianchi sono finiti nella scollatura, ma ormai non li tiro più neanche via, ce li lascio perché mi affeziono, tengono caldo.

Mi tiro su i collant mentre una corista mi allaccia il corsetto e sotto la dettatura di un tenore agitatissimo tento di mettere in ordine le mie stesse parti usurate come la chiglia di un peschereccio, indicando nel contempo dove si trovano le parti doppie di Jesus bleibet, rovistando in borsa per trovare il diapason e istruendo i coristi sull'entrata in fila indiana, anche al Cern farebbero fatica ("ma in fila indiana in che senso?" "ma in fila per uno o per due?" "ma perché in fila?" "allora per due, yea" "ma fila in che senso?" "ma per uno?" "ma per mano?" "ma in che senso fila?" "hai del rossetto sui denti" "col mio coro di Sciaffusa non entravamo mai in fila e francamente credo che blablablabla" "ho tempo di andare in bagno?" "ma perché nonFOTTETEVI TUTTI.).


Nel frattempo sono le 21.16, il sindaco sta finendo di parlare, mi riavvio i capelli a caso mentre qualcuno dice di far entrare i coristi perché siamo già in clamoroso ritardo e metà del pubblico è in cancrena, l'altra vota lega.

Mentre sfilano davanti a me con la loro bella cartellina a destra e la definitiva prova della teoria della relatività (concetto di /abito nero/) e del principio di indeterminazione (/abito lungo/) un contralto sorprendentemente lucido mi sistema lo spallino del reggiseno e nasconde l'etichetta della giacca.
Ho del rossetto sui denti e il forte dubbio di avere le parti nell'ordine del cazzo.
Qualcuno mi fa notare che ho anche le occhiaie di Vincent Schiavelli.
Alcuni circoletti muoiono nell'ottemperanza del proprio dovere.

Epilogo
Nel presentare mi infilo in un paio di subordinate del cazzo da cui nemmeno Cicerone riuscirebbe a uscire, nel #solitomottetto di Palestrina io e metà del coro ci commuoviamo come adolescneti davanti a Casper, non dimenticheremo facilmente la spalla cotta calda e la mostarda del rinfresco, e penso che ho imparato proprio tutto da #KurtRussel, e che probabilmente lui non lo saprà mai.

Insieme a lui abbraccio anche voi, che la forza della lucidità sia con voi.
Baci.

venerdì 11 dicembre 2015

Lo zen e l'arte di scopare (le more) (mica sempre)

"sai Trantor?"
"dimmi."
"te lo devo dire. Quando ci siamo sentiti al telefono, un mese fa, ho subito sentito una forte energia positiva fra noi."
"wtf ah, ma dai. Woa."
"sì, tantissima."
"Janeway a sala teletrasporto m-mh, bene bene"
"proprio un fluire di energia fra noi"
"..."
"però sai cosa?"
"cosa."
"detto sinceramente. E' stato solo molto strano scoprirti con i capelli così chiari."
"eh?"
"pensavo fossi mora."
"beh, pazienza"
"non mi capacito"
"forse perché mi avevi googlata e nelle foto sembra sempre che io sia più scu..."
"no me li immaginavo così proprio di mio."
"eh. Però no, guarda te."
"già. Me li vedevo mori."
"..."
"che strano!"
"sei sicuro di non avermi googlata, eh?"
"ma certo!" [il naso fora il termosifone e uccide un passante, NdR]
"a-ha"
"... cioè, sì ok ti ho cercata, però ti pensavo proprio più mora"
"forse perché nelle foto sembro più mora."
"no non cre..."
"io invece sì ma però andiamo avanti cazzo"
"DI CHE SEGNO SEI"
"eh? Scorp..."
"a-ah! Lo sapevo, PESCI!"
"cosa cazzo"
"pesci."
"non sono pesci."
"cioè, non sei pesci?"
"no, scorpione."
"ah. Ma che strano."
"cosa è strano"
"no è strano, avrei detto pesci."
"..."
"ma che stranezza, da quando ci eravamo sentiti al telefono io ho sempre creduto che tu fossi un pe-"
"forse perché non funziona"
"beh comunque tranquilla, io vado sempre molto d'accordo con gli scorpioni."
"ma vah."
"no, davvero!"
"O'Brien, dove cazzo sei saperlo mi cambia la vita"
"cioè io lo sapevo fin da quando ti ho sentita al telefono che #antani #energiapositiva #pietre #specchietti #India #sitar #Buddha #RobertoBaggio #[fuffa a caso]."
"yaawn. Ma pensa."
"anche se ti immaginavo mora!"
"sì ma però chissenefrega di questa cosa, eh?"
"però sei pesci!"
"non sono pesci"
"fh. Epperò c'è tanta energia positiva."
"... sì"
"ok."
"ok."
"ok."
"."
"sei bella anche castana."
"uno da portare su"
"eh?"
"niente."

Il Compositore non è il Violoncellista, anche se è convintissimo di essere un suo degno simile.*

Il Manuale dice capelli scarmigliati (è buono qui, è buono lì), brizzolati, sigaretta ogni 15 secondi, mezza età, stivali da gaucho, #indovinoiltuosegno e l'attitudine ad atteggiarsi da Violoncellista con qualsiasi tuba di Falloppio castana presente nel suo raggio d'azione (metri 90).

Compone musica contemporanea ma fa soldi a palate con l'house, magari ci avete anche ballato sopra, who knows.

Conosciuto per caso #progetti concertistici andati a #puttane per colpa di #impresari di #merda, meno male che ci separano all'incirca km 1000, se no di tutta questa energia positiva tipo io grazie ma anche no, e poi di che parliamo a fare, non sono nemmeno pesci.

Poi però mi guarda dirigere gli sparaventose e mi corregge la tecnica senza false gentilezze, anche se non sono così mora, e alla fine abbraccia pure Zicchi in un'ondata di generosità à trois perché "ha gli occhi dolci, è un bravo ragazzo".

Esco dai 90 metri pensando che forse non lo rivedrò più.
Di sicuro non cambierò colore di capelli, ma per voi posso sempre essere pesci.
Quando volete, sapete.

Bonus.

______________________________
* l'Autrice intende scopabile, NdT.

giovedì 2 aprile 2015

Ma Che Cazzo di Logica! aka gioco a premi come premio di gioco a rebus

Evviva amici,
ecco la prima puntata del nuovo gioco Ma Che Cazzo di Logica!

Molto bene, perché coincide benissimo con il premio richiesto da Autumn (vincitrice dell'eccellente contest Risolvere Rebus Dell'Ottocento - RRdO), ossia un post qualunque contro anziani in fila dal dottore.


Dunque, proprio l'altro giorno vado dal mio medico di paese, niente di che, bravo eh, vecchio stampo, una volta povero cadde in una piscina vuota, si sbaglia a fare i certificati, mette giù male il telefono il venerdì ore 9 e se ne accorge il martedì ore 16, prescrive antibiotici senza fermenti, se tieni acceso un cellulare in ambulatorio non funziona l'ethernet e non riesce a inviare i certificati all'INPS per cui se li scrive tutti la sera sbagliando le date, insomma tutto normale.

Entro in sala d'attesa, ci sono solo due tizi, un tamarro e una lei.

Lei anziana non è, ma dato che stronza sì mi auguro che Autumn non si offenda e accetti il premio comunque.

Sono le 18.30.

Da signorina per bene chiedo educatamente "chi è l'ultimo delle visite?", perché il dottore riceve visite sempre tranne al minuto 00 di ogni ora, quando chiama le ricette.

Il tizio farfuglia, La Stronza (capelli bianchi, circa 60 anni, fiero portamento à la suora laica) ritiene invece più opportuno un tono didascalico, indicando prima Tizio e poi se stessa scandendo bene le parole "LUI VI-SI-TA, IO RI-CET-TA", ed è subito giungla con Cita che insegna a Jane a pronunciare "BA-NA-NA" senza strozzarsi con una liana, e infatti già qui visto il tono sarebbe da vaffanculo, ma comunque.

Comunque faccio "anche io visita" e mi siedo.

La Stronza è tutta visibilmente appuntita, probabilmente incazzatissima perché entrando non ho riconosciuto subito come logico che lei non potesse che avere una RI-CET-TA e il tamarro invece U-NA-VI-SI-TA.

Passano 10 minuti ed entra Terzo Tizio, un cingalese cordiale.

Terzo Tizio chiede educatamente "chi è l'ultimo?" e La Stronza risponde tutta affettata, come se il cingalese fosse il papa, "gentilissimo, buonasera, salve caro, c'è il #tamarro e poi ci sono io", peraltro parlandomi sopra.


Ora, dato che il turno de La Stronza con  LA-RI-CET-TA viene alle 19 mi sembra ovvio far notare che "beh, le ricette le chiama alle 19, prima ci sono le visite e l'ultima sono i..."
"sì, ma io entro prima.", detto con tono così tagliente, definitivo e incazzato che seriamente, mi ha lasciata senza parole.

La guardo a bocca aperta facendo "ma come", lei incrocia le braccia e guarda di là senza più rivolgermi la parola.
Vaffanculo, ma comunque andiamo avanti.


Sono le 18.42. Il tipo che era dentro da un eone esce ed entra Tamarro.

Alle 18.47 (13 minuti prima de LE RI-CET-TE, ndr) esce anche Tamarro.
La Stronza scatta in piedi e, melliflua, invita con cortesia inaudita Terzo Tizio ad entrare, il quale tutto giulivo sorride cordiale e fa per passarmi davanti:
"scusate, ma anche io ho la visita ed ero prima di lui"

La Stronza, anche lei senza parole per il mio illogico e ingiustificato affronto, mi getta secchiate di uranio impoverito in faccia senza emettere suoni, mentre quel giandlone del mio dottore, intuendo la grandissima #rottura di cazzo che sta per affrontare, pensa bene di tagliare la testa alla giustizia urlando "ECCO ADESSO CHIAMO LE RICETTE".

Alle 18.47.

Con intorno 6milioni di cartelli in cui campeggiano titoli quali "LE RICETTE SONO ALLE 16, 17, 18, 19 SENZA ECCEZIONI", "I PAZIENTI CHE DESIDERANO UNA RICETTA SONO INVITATI A NON PASSARE DAVANTI AGLI ALTRI", "NON SI FANNO ECCEZIONI PER LE RICETTE", "NUOVE REGOLE PER LE RICETTE!!!", "SI PREGA DI LEGGERE LE DISPOSIZIONI RELATIVE ALLE RICETTE", eccetera.


Disarmata, indico la strada col braccio e dico sarcastica "ma prego, si accomodi!"; La Stronza corricchia in ambulatorio trionfante con in mano quella cazzo di RI-CET-TA e con gli stessi scrupoli umanitari di Henry Kissinger, mentre io torno a sedermi paonazza, Terzo Tizio è tornato a fischiettare beato leggendo Famiglia Cristiana, e la giustizia è morta.


Ora, ecco miei cari che viene il gioco!

- Se siete di indole democratico-elettiva o ingegneri o tutte queste cose insieme sistemate in ordine decrescente di probabilità le ipotesi sottostanti, senza dimenticarne nessuna e incolonnandole bene in ordine, grazie.

- Se siete di indole matematico-fisico-filosofica o avete subito anche voi Una Stronza in sala d'attesa o se comunque leggete Asimov fornite altre ipotesi. Logiche, per favore, tranne RBone che va benissimo sempre e comunque.

- Se in questo momento siete in coda in ambulatorio guardatevi intorno, registrate tutto e raccontate al mondo la vostra tragica storia. Qui da me, possibilmente.

- Se siete La Stronza vaffanculo.


IPOTESI

ipotesi 1)
La Stronza si è offesa perché desiderava essere l'unica donna alfa della sala d'attesa

ipotesi 2)
La Stronza si è offesa perché avevo la borsa del portatile, il che nel raffinato e insondabilmente complesso meccanismo neurale della Nostra equivale con certezza univoca a "RAP-PRE-SEN-TAN-TE FAR-MA-CEU-TI-CA DEL CAZ-ZO"

ipotesi 3)
La Stronza si è offesa perché nella stessa stanza con me rischiava il contagio (la mia perniciosa influenza, cazzo!), mentre era ovvio che Tamarro stava benissimo e il Cingalese proprio veramente chissene, bisogna essere gentili con le persone di colore!

ipotesi 4)
La Stronza si è offesa perché affetta dalla sindrome di Asperger nei minuti dispari e da disturbo bipolare in quelli pari

ipotesi 5)
La Stronza si è offesa perché è Henry Kissinger

ipotesi 6)
La Stronza si è offesa perché per il principio di indeterminazione di Heisenberg la sua RI-CET-TA era alle 19 ma nello stesso momento alle 18.47 era anche più importante della mia VI-SI-TA

ipotesi 7)
La Stronza si è offesa perché alle 5 il gatto fufi è stato ucciso da un picchio di nome Schrödi

ipotesi 8)
La Stronza si è offesa perché è stronza

ipotesi 9)
mbuto.

giovedì 24 luglio 2014

30

E' un fatto.
A parte questi mesi di problemi di salute, non gravi ma che hanno prosciugato tutte le mie energie mentali residue fino a farmi sembrare scema, è un fatto che non io riesca più a fare certe cose.

Una di queste è girare in città con un gruppo di conoscenti fra cui amici e amici di amici e sconosciuti e amici di sconosciuti amici di sconosciuti, e tutti ridono carichi smart e fighissimi parlando del più e del meno con sconosciuti amici di sconosciuti appena conosciuti con sempre qualcosa da dire e qualcosa di cui ridere davvero tantissimo, ma io no.

Prendiamone atto.

Non sono certo asociale ma o sono i 30 anni, o è proprio che sono individualista.
Forse entrambe, chissà in quale ordine.

Gente che ancora prende in giro la mia laurea, gente che mi presenta agli amici di amici di sconosciuti amici di amici come quella che si occupa di inutili anticaglie del cazzo (musicologia, in un posto come l'Italia), neanche chiedessi il sussidio di disoccupazione pesando su tutti questi ingegneri, bancari, avvocati, segretari, geometri infermieri meccanici e promotori finanziari, loro sì che si guadagnano da vivere con cose utili eh.

No, ho un indeterminato vinto grazie alla mia inutile laurea di anticaglie dimenticabili ma suvvia, non vorrai mica paragonarti ad un medico che cura il cancro o a chi sa di che colore sono i soldi, brutta cattiva!

 
Nel frattempo, oltre a mancarmi tanto (voi, dico, e anche la me che c'era prima), in biblioteca una utonta ticinese dopo aver fatto adeguatamente pesare l'accento ticinese ci ha chiesto 6 volte se la carta bianca su cui aveva stampato un biglietto aereo fosse veramente bianca.

E sì, era bianca.
True story.
(ah strano, non era musicologa; credo appartenesse all'insieme di ingegneri venditori professionisti avvocati elettricisti promotori finanziari e notai che fanno muovere la nazione, ma vi prometto che un giorno ce ne faremo una ragione, miei cari, abbiate fiducia).

 
Poi con il mio coro di pazzi, quello degli sparaventose, siamo andati in trasferta nel Sud profondo per un concerto importante ospiti in un covo di fanatici religiosi, cose che noi umani proprio anche no, credetemi.

Là sono ancora convinti che noi emiliani andiamo al mare sull'Adriatico, che non siamo programmati per mangiare piccante e che adorare la reliquia di una trota serva a qualcosa.

Ad un certo punto in centro storico di #città di fanatici religiosi abbiamo visto un water, così, lasciato lì, per strada, gratis.
 
Poi #coristaGionni ha pestato un topo morto.
In quest'ordine.

Ma soprattutto #coristaMax è tornato dall'Australia.

Al primo concerto col coro ha distrutto parte di un crocefisso ottocentesco con una sbarra di 2 metri e mezzo presa dal portone di ingresso della chiesa.
So che sembra non avere senso, invece ce l'aveva eccome.

Il raggio divino in legno dorato crollato dall'aureola del cristo è stato furtivamente riallocato da coristi che ridevano come personaggi di Helzapoppin ("tanto faceva schifo comunque, è tutto marcio"). Fra questi l'immancabile #coristaVigileF, che ve lo dico a fare.
 
Comunque è stato un incidente, o forse Freud.
Nessuno ne ha più saputo niente.


Eccellente, direbbe il signor Burns.

lunedì 2 settembre 2013

Non soddisfo le aspettative (le blogger non cambiano)

Andando a scuola, sul tram, circa 1998

"ciao Trantor"
"ciao #conoscente"
"vai a #liceo?"
"sì."
"sai, ti guardavo"
"mm. E?"
"pensavo."
"cosa."
"tu devi essere di destra"
"scusa?"
"di destra. Ti vesti come una di destra"
"veramente sono di sinistra"
"ma non sei sfattona!"
"..."
"insomma, spesso ti vesti di ne..."
"ti dico che sono di sinistra"
"ah ok."
"ok."
"meglio!"
"sì."
"..."
"."


Al lavoro nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, circa 2011

"ecco il suo libro, maestro, il prestito scade fra un mese. Arrivede..."
"Trantor, grazie. Sai però cosa pensavo?"
"mi dica, maestro."
"non capisco."
"cosa, maestro?"
"tu non sei vestita da bibliotecaria!"
"io non..."
"eppure sei bibliotecaria"
"effettivamente."
"le bibliotecarie di solito sono vestite easy, da brave brave brave brave ragazze molto tranqui..."
"sì ma sono brava anch'io, wft"
"vabbé è che non collima visivamente"
"pazienza."
"sì sì, no, ma meglio, eh"
"meglio, sì."
"..."
"."


2013

"ehi Trantor, carino quel vestito lì."
"grazie, Zicchi"
"sai, mi ricordo quando ti ho vista la prima volta, l'anno scorso"
"mm."
"io suonavo e tu eri giù dal palco"
"mm."
"mi ricordo che ho pensato che mi interessavi"
"mm."
"vabbé, a parte che non mi hai guardato un cazzo di secondo, però ecco, ho pensato che fossi cattolica e di destra"
"ah!"
"cioè, ti avrei voluta conoscere comunque. Solo che quando ho scoperto che invece no boh, non capivo la coerenza con gli a..."
"avete rotto il cazzo, tutti quanti"
"eh?"
"questa storia ha seriamente rotto il cazzo, va bene?"
"non so, tutti quei golfini"
"ma smettila!"
"e i tacchi"
"basta."
"comunque mi piace come ti vesti."
"ah sì?"
"sì."
"BENE"
"..."
"."

lunedì 12 agosto 2013

Siamo sempre le ultime a scendere dall'aereo (pat-pat sulla spalla)

"#cugina Lurker Lucy, vedi anche tu quello che vedo io?"

Una cabina d'aereo.
Una cabina d'aereo ormai vuota, la gente che sciama goffamente fuori.

Gente con camicie fiorate, orrendi panama comprati senza l'insindacabile giudizio di una persona onesta e sulla pelle il colore della settimana a Rodi.

In fondo due bionde con lo chignon, divisa surrealista gialla-blu disegnata da un pazzo e sorriso da arancia meccanica che salutano meccanicamente come arance. Arance irlandesi.

(Sì, ho ceduto e ho prenotato di nuovo con i bastardi del coltellino da parmigiano, f*ttuto [quinto emendamento]!)

"vedo, sì."
"non capisco perché va a sempre finire così."
"che c'abbiamo scritto in fronte, 'imbecilli'?"
"a questo punto forse."
"ti rendi conto che siamo sempre le ultime a scendere dall'aereo?"
"ma che cazzo, sempre"
"le ultime a scendere dall'aereo, io mi sarei anche stufata"
"ma cazzo."

L'ultima coppia di bergamaschi ci passa davanti con la caratteristica fretta di chi sta per perdere l'ultimo taxi a Parigi e invece fra due metri si ritrova guarda te ad aspettare per ore la valigia al nastro trasportatore di Malpensa peraltro dietro di me - valigia che nel frattempo si trova a Formentera con un cocktail nella tasca laterale, sia chiaro.

"io mi son rotta di questa cosa"
"dobbiamo smetterla di far passare tutti"
"ma, e come si fa?"
"boh."
"ci deve pur essere un mo..."

Io intanto faccio facepalm e tiriamo giù faticosamente i nostri trolley dalle cappelliere numero 14 e 97, dopo aver occupato per tutto il viaggio i posti 1 e 65.

Poco prima un tipo spagnolo seduto di fianco a me al posto finestrino aveva vinto la palma d'oro a Cannes come miglior attore neorealista, dato che anche se subito dopo l'atterraggio il corridoio si era riempito di gente in piedi che ravanava disperata nelle cappelliere quando l'aereo era tipo ancora sulla pista, lui ha avuto anche il coraggio di farmi pat-pat sulla spalla, farmi alzare e sussurrarmi tutto piccato "schiusmi, ai mast go", "ma ai mast go dove che non si passa e l'aereo non è neanche fottutamente fermo, stramaledetto deficiente mpf."

(non serve sottolineare che né la logica né l'mpf l'hanno fermato, dato che prima mi pesta i piedi, poi si butta nella fila di gente al centro della cabina con il grande risultato di rimanere bloccato lì 25 minuti con un trolley in bilico sulla testa e il gomito nella mia bocca, e meno male che avevo i jeans se no mi inseminava).

"dici che c'è?"
"un modo per smettere di essere sempre così gentili?"
"sì e nel frattempo ecco, si fottano! Siamo le ultime di nuovo, hai visto?! Di nuovo, ma cazzo!"
"porca paletta"
"odio questa cosa!"
"dai scendiamo."
"sì, scendiamo."
"ehi gʊdˈbaɪ g3ːls!"
"sì, goodbye Lenin"
"ciao."
"baaaai!"
"bai tu e il tuo coltellino del parmigia..."
"scendiamo."


Comunque, nella prossima puntata FUF (Fenomenologia dell'Utonto Facebook) avremo i Grandi Filosofi della Vita (GDF), i cit. (sottoinsieme dei precedenti, segnalato da Zicchi Ztardust olim Mike che se avesse ancora un blog magari io anche ti linkerei), la spmamma (segnalata da JaneDoe e odiata circa da tutti oltre che da La Folie, che l'ammazzerebbe con un bastone) e l'insopportabile Metereologo Wannabe (MW, segnalato da Gama).

Gli altri (siete fantastici!) nella prossima prossima puntata.

(Che magari esce prima di questa, non lo so perché dipende se domani trenitalia funziona e da cosa ho voglia di scrivere fra Casalpusterlengo e Melegnano.)

Detto questo, riparto per il paese del formaggio e delle banche in compagnia della solita adorabile #cugina Lurker Lucy.

Perdonate queste continue assenze, ma è stato un anno pesante e le ferie ad un certo punto sono proprio il punto.
VVB e se avete dei vecchi franchi svizzeri da cambiare sappiate che loro non sono come noi, loro li prendono fino al 2020.
Smack.

venerdì 28 giugno 2013

Bruschette.

Siamo a #cittàcolfiume, dopo un concerto del coro di sparaventose.
Più in centro di così si piove.
Non si capisce se piove o non piove, ma non cambia molto.

Gli sto bagnando tutta la camicia da concerto e non mi interessa se i pandistelle ci guardano.
Lui mi tiene indietro i capelli e mi abbraccia.

"non piangere, Trantor"
"..."
"non ti meriti questo"
"ti sto bagnando tutta la camicia"
"non me ne frega niente"
"..."
"sfogati, ma poi smetti di piangere"
"ti sto bagnando la giacca"
"non importa"
"piove?"
"non importa"
"credo che piova"
"non importa, darling."
"..."
"vieni, ti porto in un posto"
"dov'è?"
"boh."

Giriamo a caso in un pugno di vicoli e ritroviamo l'unica enoteca in cui entrambi siamo stati per motivi diversi.

Rido poi piango, poi ci teniamo la mano e rido di nuovo, ordino un dolce al cioccolato del peso atomico del l'ununoctio e vino ("cosa prende?" "un vino rosso" "quale?" "che stia bene col cioccolato" "..." "..." "..." "...tipo." ..." "..." "non me ne frega niente, faccia lei" "ok.").

Rido ancora e ride anche #collegaV, mi rovescio addosso la sua birra e lui decide di finanziare il racket dei venditori abusivi di rose, una cosa che mi sarei aspettata proprio da tutti, compreso Ringo Starr, tranne che da lui.

A sorpresa paga lui.
Ho smesso di piangere, ma le due cose non sono collegate.

"ma figa, in Inghilterra?"
"no."
"come no?"
"sono bipolari"
"..."
"il sabato sera si ubriacano schifosamente vomitano per la strada camminano scalze seminude nei vicoli urlando e il lunedì mattina in biblioteca non ti rivolgono la parola."
"ah bello"
"splendido. E' impossibile scoparne una, per come ci provo io"
"ma tipo, flirt nel college?"
"impossibile. Se lì il loro ruolo è quello di studentesse o fellows non viene loro neanche in mente di fare altro"
"ma che due maroni"
"esatto."
"..."
"sai cos'altro mi manca dell'Italia?"
"no"
"ma tanto"
"dimmi"
"bruschette."
"eh?"
"bruschette"
"cioè, fra tutto ti mancano proprio le brusche..."
"sono un piatto semplice, le bruschette. Adoro le bruschette. Bruschette! Le bruschette sono il paradigma di tutte quelle cose semplici e vere che abbiamo qui, e che in Inghilterra non hanno"
"..."
"non ci sono proprio, sai?"
"bruschette?"
"cose semplici e vere"
"bruschette."
"fottutamente bipolari!"
"sembra un disastro"
"già. Poi oh, per il resto è gardaland"
"ma niente bruschette"
"niente bruschette."
"niente bruschette."
"piove?"
"ti ho bagnato la camicia"
"non importa"
"non dovevi finanziare il racket dei venditori abusivi di rose"
"non importa"
"l'Inghilterra ti ha addolcito"
"non importa"
"sono stupita"
"è che non hanno bruschette."

lunedì 27 maggio 2013

Taggatto

"pronto?"
"Trantor. Sono #violoncellista."
"ehi."
"sei gatto."
"eh?"
"gatto."
"ne sei certo?"
"sei gattissima."
"ero convinta di essere cane"
"no."
"vabbè allora sei gatto anche tu"
"sì. Gattaccio da strada"
"ti azzuffi?"
"sì. E ho letto il tuo blog"
"..."
"morto dalle risate."
"(:"
"ma voglio il mio tag"
"non ti sei offeso perché ho riportato il post sui sacchetti?"
"naaa, ma che scherzi?"
"bene."
"voglio il mio tag, ci tengo."
"ok."
"ma di cose porno non ne scrivi?"
"no."
"..."
"..."
"ma proprio n..."
"no."
"..."
"non su questo blog, non mi viene."
"ah."
"dovresti aprire tu un blog, cazzo, scrivi così bene"
"sai che mi hai fatto venir voglia?"
"dai!"
"comunque voglio il mio tag."
"... sì, l'ho capito."
"gatto."
"cane"
"gatto. Ho un gatto giusto qui con me, nel trasportino"
"oh darling"
"tag. Gatto. Ciao."
"ciao."
"tag."

giovedì 25 aprile 2013

La seconda volta, assenzio

Non fa freddo.
Siamo a pranzo, ad un tavolino.

Lui è in ritardo, mette via la reflex e si accende una sigaretta.

Gli ho raccontato delle cose, lui fuma e guarda la strada. 

"sai che non ho mai provato?"
"cosa"
"quelle."
"non è tutto questo gran che. Canne?"
"nemmeno. Sono noiosa, quando tutti andavano in Erasmus io ero a Cremona a studiare"
"una volta ho provato la cocaina"
"..."
"tipo 15 anni fa, l'ho fatto solo una volta"
"e com'è?"
"ero a Milano, un palazzo di gente ricca, avevo suonato. Era pieno di strisce, ho pensato ora o mai più. Ero lucido"
"si rimane lucidi?"
"lucidissimi, e nessun effetto collaterale. Galattico, capisco perché la gente se la fa"
"poi basta?"
"basta, basta. Solo l'oppio, una volta"
"l'oppio?!"
"buffo. Diventi leggero"
"e l'assenzio?"
"naa."
"una droga antica"
"una droga decadente."

Mi guarda.

"dov'eri, Trantor?"
"...?"
"sarebbero bastati pochi anni"
"ma io non…"
"dov'eri?"
"mentre provavi la coca?"
"mentre ero a Colonia"
"a #cittàSenzaFiume, amico mio"
"sarebbero bastati pochi anni. Non ti avrei lasciata scappare"
"io…"
"pochi anni, Trantor. Ma pazienza, è andata così. Ricorda sempre una cosa, però"
"dimmi"
"le fotografie dei grandi fotografi, quelle eccezionali, quelle delle riviste"
"sì."
"sono tutte fatte con il banco ottico"
"il banco…"
"costa troppo. Tu però prima o poi comprati una full frame, d'accordo?"
"ci provo."
"secondariamente, per quello che ho visto di te, credo che nessuno a questo tavolo riesca a farsi qualcuno se manca attrazione intellettuale"
"..."
"la prima volta si può anche finire a letto per caso, la seconda no"
"..."
"la seconda volta sia io che te ci scopiamo il cervello dell'altro, mica il corpo"
"..."
"la seconda volta io voglio una a cui pensare quando torno a casa, non quando la vedo"
"è così anche per me"
"lo so. Ricordatelo. Infine,"
"infine?"
"quando giochi a biliardo ricorda, mira in basso per avete il rétro, al centro per un colpo naturale, di lato per l'effetto curvo"
"proverò anche questo"
"sai, lo snooker mi piace"
"sì, anche a me."

Sorride. 

E' finita la sigaretta.

martedì 2 aprile 2013

Il blog è lo specchio dell'anima (e non ditemi che da voi non si dice greca)

#Città gota da cui provengo, Pasqua, Pasquetta e martedì a casa di #cugina Lurker Lucy.


domenica, ore 23.39

"Trantor!"
"cugina Lurker Lucy!"
"che bello che sei qui."
"(: ."
"vieni, ti porto a casa mia"
"cosa facciamo di bello in queste 48 ore insieme?"
"sushi? Terme? Lago?"
"cinema? Giro in città? Sirmione?"
"uuu figata! Facciamo un giro nella nuova metropolitana!"
"figata, come a Londra?"
"come a Parigi!"
"voglio sentire il vento delle gallerie"
"voglio far finta di essere a Parigi"
"ci alziamo tardi, cappuccino in quel posto là, poi metro"
"figata. Ho due biglietti omaggio, facciamo tutto il percorso, da Prealpino a Sant'Eufemia, poi torniamo indietro"
"figata"
"domani quando ci svegliamo decidiamo!"
"ma intanto dormiamo"
"intanto dormiamo, sì."
"ok."
"ok."


lunedì, ore 15.23 

"m."
"..."
"mm. ehi. Trantor."
"..."
"Trantor"
"..."
"Tra..."
"mmhche c'è"
"ma secondo te che ore sono?"
"non ho l'orologio. Non capisco una *. ... C'è del chiarore, cazzo. Non dirmi che sono le 5 di mattina, mi butto giù dall'inceneritore"
"yawn. Aspetta. fmhgh. Sono le 15.23"
"le quindici..."
"ci alziamo?"
"no."
"ok, no."
"no."
"..."


lunedì, ore 16.44

"oh, ben alzata!"
"mmfgh."
"e se pranzassimo?"
"ok."
"poi usciamo?"
"..."
"già. E se mettessimo su Harry Potter?"
"mettessimo su Harry Potter."
"magari usciamo per cena"
"...m-m. Sì, magari dopo."
"ok, intanto Harry Potter"
"intanto Harry Potter."
"sì."


lunedì, ore 20.58

"Harry Potter 5 è finito. Potremmo uscire per quel sushi"
"significa che devo togliermi il pigiama?"
"probabilmente"
"..."
"solo che nemmeno io ne un ho * di voglia, obiettivamente"
"pizza d'asporto?"
"facciamo a domicilio"
"facciamo a domicilio. Ehi, come nei film americani!"
"tu è meglio se non ti fai vedere così"
"mm. Muoio sul divano. Stracchino e rucola."
"ok."


lunedì, ore 21.04

"pronto, pizzeria? Salve. Sì, vorrei una verdure e una stracchino e rucola. ... Ah ok, aspetti, ora chiedo. Trantor, mi chiedono se fa lo stesso col brie"
"eh? Il brie con la rucola?! Ma wtf...?!"
"ehm no no, niente brie. ... ok un attimo. E' che non hanno lo stracchino"
"allora greca"
"una greca"
"..."
"non sanno cos'è la greca."
"ma cosa cazzo!, la greca, cazzo, una margherita con le olive nere"
"una margherita con le olive nere"
"non taggiasche"
"non taggiasche, per favore"
"..."
"mi chiedono cosa sono le taggia..."
"dio santo, una margherita con le olive nere"
"...ok. Ha capito? Margherita con le olive nere e verdure. No non è bresciana, è emiliana. Porti pazienza, là dicono greca. Là dicono greca, ok?! Ok. Ok, aspettiamo qui. Salve. Uff."
"intanto muoio sul divano"
"sì."


martedì, ore 01.45

"Harry Potter 7 è finito"
"già. Parliamo ancora di uomini?"
"sì."
"ma tu sei ancora in pigiama!"
"o già in pigiama, vedi. Figata."
"già. Ho smesso di uscire con #uomo, era noiosissimo"
"era un ingegnere?"
"sì, ma noioso"
"a te serve un musicista, Lucy"
"non pensavo fosse così stramaledettamente noioso"
"si vedeva dal suo blog, darling. Il blog è lo specchio dell'anima"
"uuu a propositooo leggiamo il suo ultimo post!"
"figata, così poi muoio fino a domani pomeriggio. Vai."
"eccolo ... AHAHAHAHAH che sfigato!"
"io intanto muoio sul divano"
"ok."
"ok."


martedì, ore 12.37

"'giorno."
"'giorno!"
"quanto ho dormito?"
"fai tu. Sono le 12.37"
"è stato quel cazzo di blog"
"usciamo per il sushi?"
"..."
"..."
"..."
"..."
"..."
"naaa."
"naaa."
"stiamo qui, ci sono tanti splendidi avanzi in frigorifero"
"non è prudente che mi tolga il pigiama allora"
"no, sarebbe avventato. Harry Potter 8?"
"Harry Potter 8"
"Harry Potter 8, via!"
"sai chi mi scoperei subito?"
"il mio ingegnere?"
"AHAHAH. No. Gary Oldman"
"sì, anche io"
"a te serve un musicista"
"lo so"
"io intanto prendo Oldman"
"e le croste della pizza."
"sì. Andremo in metro la prossima volta"
"andremo in metro la prossima volta."
"bacio."
"bacio."


Quando io ho del sonno arretrato #cugina Lurker Lucy, a tratti, è santa.


(lo so che siete nmila ingegneri là fuori, ma io lo so che non siete come il cliché e che gli architetti non vi rendono giustizia, e neanche i fisici. E neanche gli scienziati dei materiali, lo so.
Anni fa me ne piaceva uno civile, ad esempio. Poi adoro quelli nucleari, da lontano.
Insomma, vi adoro tutti.
Insomma, ho dubbi solo sui gestionali.
Cioè, di gestionale conosco solo mio cugino e lui boh, quindi i gestionali boh.)

venerdì 29 marzo 2013

Le violoncelliste sono fighe

In conservatorio, aula 8, passando dei files della biblioteca su chiavetta a #violoncellista (uomo).

"senti, mi spieghi perché le violoncelliste sono tutte fighe?"
"eh?"
"vabbé, non tutte, ma il 90% sì"
"ma cosa…"
"fighe. Le violoncelliste, fighe."
"ma no."
"come no. Sono sempre fighe, le violoncelliste"
"ti sbagli"
"ti assicuro che…"
"no, è un cliché del cazzo"
"mi stai dicendo che è un cliché del cazzo?"
"un cliché del cazzo"
"beh, io non credo sia un cliché del cazzo"
"e invece ti dico che è un cliché del cazzo"
"un cliché del cazzo? Ma veramente?"
"fìdati."
"mh. Ma quin…"
"sono fredde. Molto di loro sono belle, ma di solito solo nei film. Per il resto ce ne sono di carine, ma fredde. Io sono violoncellista, me ne intendo."
"capisco"
"voglio dire che me ne intendo abbastanza."
"ho afferrato."
"tu sei violoncellista?"
"no."
"non sai quanto la cosa mi faccia piacere"
"ma io non…"
"guarda, è molto semplice. Vedi, questa è una Canon full frame"
"una Canon full fra...!? E l'avevi lì, nella bors…"
"una Canon full frame. Mettiti lì, alla finestra. Ti fotografo."
"ma che dia…"
"a casa ho anche l'obiettivo f/1.4, vedrai che spettacolo"
"ma io non…!"
"piantala."
"ma questa è un'au…"
"alla finestra!"
"insomma, Formigo mi ha detto che le Canon sbiancano i colori!"
"non le full frame, Dio santo, non le full frame! Sta' zitta, guarda in alto, attraverso le sopracciglia. Attraverso le sopracciglia ho detto! Non sei abituata a posare, eh? [clic] …ok. Ok, brava. [clic.] Adesso proviamo con la Nikon che, toh! anche tu avevi nella borsa"
"ma io vengo sempre ma…"
"taci. Ma come cazzo si fa a sottoesporre! Intuitiva come un pannello della Nasa, mica come Canon"
"ehi adesso piantala tu, ok?"
"taci e impostami questo cazzo di bianco e nero. Dio quanto mi manca la mia Canon, ora guarda giù, su, giù, uhm, su, mm. Ok. [clic] Chiudi gli occhi. [clic] Tirati giù lo spalli... No scherzavo. [clic] Passami l'1.8, l'1.8! … ok. [clic.] So che ti piace fotografare le cose, ma io preferisco le persone. [clic] beh dai, in fondo gli obiettivi Nikon non sono così male, [clic], ma vedrai il mio 1.4 Canon, sticazzi! [clic]"
"…"
"[clic] ecco fatto. Guardati"
"…"
"si vede che non sei una violoncellista"
"io, beh. Grazie. E' bella. La foto, dico. La foto è molto bella"
"prego. Fa' vedere la foto scattata con la Canon al tuo amico Formigo e ehi ma a propositooo!, e se io e te pubblicassimo figataaah uno studio musicologico sulle sonate per viola da gamba di #Compositore? Dai dai dai dai dai dai dai dai dai dai dai dai dai dai dai!"
"sì"
"perfetto a posto ti mando il progetto il prossimomeseeadessocorroafarlezione ciao."
"…"

In questo conservatorio di persone normali credo ci sia rimasto il gatto.

In tutti i casi io sono convinta che le violoncelliste siano strafighe, per cui non so se offendermi, non ho ancora deciso.

La foto la tengo, comunque.

sabato 2 marzo 2013

1 su 3

Ore 20.13 di lunedì 25 febbraio

Siamo in un non luogo, le luci sono rosse e verdi, circondati da gente con sacchetti di Zara, il nastro con un cibo non nostro ci gira intorno su piattini colorati, entrambi stanchi, entrambi soli, entrambi di sinistra, entrambi soli. 

Io ho un mal di stomaco della madonna, il trucco sciolto, ho dormito poco.
Lui è come al solito, sorride beffardo, è mio corista ed è al quinto sashimi.

Ci guardiamo intorno.

Un cinese con look giapponese e accento emiliano mi suggerisce una coca cola, io invece bevo la seconda zuppa di miso, ho una R sola ma le vocali di Brescia, odio gli stivali da neve ed essere stanca senza essere languida.

Il cellulare acceso sulle proiezioni elettorali. 

Il mio più caro amico è oltre la Manica ed è talmente incazzato da chiedermi di non cercarlo per non vomitarmi addosso la rabbia per qualcosa di fottutamente ingiusto che gli è capitato che solo io posso capire, e che gli è capitato proprio nel giorno in cui qualcosa di fottutamente legale ingiusto è capitato alla solita parte di Italia che è in minoranza dal 1732 - ma avanti Cristo - e non sto parlando di quelli che sanno usare la virgola fra soggetto e verbo, che diavolo!

Io e #tenoreOne siamo a cena e siamo tutti e due musicologi, abbiamo studiato insieme. 

Tutti e due lavoriamo fra biblioteche e università, e siamo umanisti. Lui è gay, io vivo di musica. Lui vive di musica, io sono di sinistra. Lui è di sinistra, io non credo nel matrimonio. Io sono quella che si innamora, lui è musicologo. Io sono musicologa, lui è solo. Lui è umanista, io amo il biliardo. Lui odia i Deep Purple, io vivo di musica. Lui vive di musica, io faccio le domande. Io mi innamoro, lui è al nono sashimi.

Siamo in un non luogo, fa freddo. 

Le sedie in stile non nostro a fianco del nastro non nostro danno sul corridoio spoglio di un centro commerciale sovrastato da un cinema americano affiancato allo stadio di un gioco non nostro nel quartiere delle fiere vicino al casello a fianco della ferrovia parallela al fiume per metà nostro nella regione in cui si vive meglio d'Italia.

Mal di stomaco, il cellulare acceso sulle proiezioni, soli, il migliore amico lontano.

"guardati intorno"
"li vedi?"
"sì"
"gli altri, 1 su 3"
"1 su 3"
"sì, 1 su 3"
"1 su 3!"
"1 su 3."
"1 su 3 di quelli che mangiano il sashimi che per un attimo potevi prendere tu butterebbe nel cesso chi siamo e cosa facciamo, senza pensarci"
"1 su 3, senza pensarci"
"io e te viviamo di musica, biblioteche, arte. Tu sei gay, io agnostica e ai bambini faremmo studiare Catullo, Michele Serra e canto corale"
"cosa stiamo facendo qui?"
"1 su 3 di chi ci sta intorno, li vedi?"
"1 su 3, anche se non lo ammetterà mai"
"1 su 3"
"1 su 3 capirebbe, di noi, solo la scelta degli stivali da neve"
"per il resto ci butterebbe nel cesso"
"senza pensarci"
"senza pensarci"
"e molto contento del prossimo futuro condono"
"fischiettando la sigla di mediaset"
"felice per il 2-0 al Barcellona"
"1 su 3 ci butterebbe nel pattume, e senza differenziata"
"anzi, pensa che l'ha già fatto."

Io rimarrò qui, lui a settembre va negli Stati Uniti, il paese in cui i bibliotecari hanno persino ruoli nei film; il paese in cui Texas o non Texas hanno la decenza di avere un'alternanza.

Ma vien voglia di andarsene.



[Corollari]

[1]

[ore 00.01, rientro a casa dopo la prova del coro.
Mio padre invece dei risultati sta guardando il biliardo.
Passiamo 136 secondi a commentare laconicamente le imbucate di Selby.
Va a letto senza nemmeno dare un'altra occhiata ai risultati.
"domani ci sarà il crollo della borsa"
"io avrei giocato la gialla, mica la verde."
Decisamente abbiamo perso. Tutti.]

[2]

[il giorno dopo a colazione.
Mia mamma: "beh, non mangi i cinquestelle?"
"scusa?"
"i cinqueste..."
"vuoi dire i pandistelle"
"ahahah."
"non li digerisco"
"pensavo ti piacessero"
"ho smesso."]

lunedì 18 febbraio 2013

Un buon non capodanno (a te, a me, a Marty Feldman)

E niente, all'alba del 18 febbraio è giunto il momento di raccontarvi di quando sono stata a Firenze, a trovare #cugina Folle e Bellissima (FB).

Sono rimasta da lei qualche giorno, e anche il 31 dicembre.

Per l'ultimo dell'anno ho quindi declinato l'invito dell'amico Formigo, il quale mi proponeva cibo biologico, salotto decontaminato da wifi decontaminato da microonde decontaminato da aspartame e sesso a tre.

Ho declinato l'invito di Valeren, il quale mi proponeva tavolate di cibo, tavolate di blogger, il ruolo di maestro di cerimonie nel suo imminente impero assolutista e due buffe cocorite con accento milanese le amiche di Mika Ela due buffe cocorite con accento milanese.

Ho declinato l'invito di #manipolo di coristi, i quali mi proponevano tavolate di cibo biodinamico, gossip biodinamico porcate biodinamiche e vino biodinamico dai possedimenti biodinamici di #coristaDucale (significa 4 portate a base di ceci e farro carotine broccoli e niente carne, in pratica il negativo di Valeren).

Ho declinato l'invito degli amici Pipes e iWally, i quali mi proponevano una festa in costume contadino in una palestra affittata apposta con altre 6485322966317698213 persone di cui note 3 normali una e tutte capitanate da un tizio noto come "il piovra".


La verità è che ero troppo stanca per festeggiare alcunché, per cui il 31 è stata praticamente l'unica sera del 2012 in cui sono andata a dormire prima dell'una e mezza (e se non è stata l'unica è stata una delle 4), ossia alle 01.23, quando la cugina Folle e Bellissima dormiva già da un'ora e 20.

Durante l'anno festeggio già abbastanza, fra pub dopo le prove, cene, viaggi, concerti e orari del cazzo.

Insomma, alle 21 del 31 dicembre FB - che, lo ricordiamo, è pazza - ha iniziato a sbadigliare e io pure, visto che negli ultimi giorni avevo preso i suoi ritmi.

L'idea geniale è stata tenersi sveglie a vicenda provando, sempre a vicenda, tutti i suoi abiti da concerto di chiffon e taffeta fotografandoci forsennatamente, sempre a vicenda.

(non so se vi posto una foto, boh.)

Le ho poi acquistato un vestito rosso lungo da concerto stile biancaneve (ma meglio) perché "sai io non ho mica occasioni per metterlo!", e ricordiamo che lei canta in tutti i teatri del mondo, e sottolineo del mondo, e perché semmai "magari lo do alla Caritas".

Il vestito lungo da concerto, certo.

Alla Caritas un vestito di taffeta rosso lungo, certo.


Ecco il resto delle assurdità, stile solita commedia di Beckett.
(non ho ancora deciso se poi vi posto una foto).


ore 21.02

"dovresti meditare. Sai, niente accade per caso. Le coincidenze non esistono. Tutto ha un senso. C'è un disegno superiore. Le malattie te le causi tu. Le guarisci tu. Guarda me, io guarisco da sola. Le medicine non servono a nie..."
"ecco per esempio, io sono miope. Tu hai fatto l'operazione col laser, giusto?"
"sì."
"potrei farla anche io"
"no. Se sei miope è perché non vuoi vedere"
"..."
"..."
"però con te il laser ha funzionato"
"..."
"se bastasse la mente non avresti dovuto fare l'operazio..."
"se sei miope è perché non vuoi vedere."
"io non credo"
"se sei miope è perché non vuoi vedere."
"... sai, non funziona così."
"se sei miope è perché non vuoi vedere."


ore 22.46

"l'hai visto Alta tensione di Mel Brooks?"
"sì bellissimo!"
"ed è bello anche Frankenstein Junior"
"uuuh sì con quell'attore sexyssimo!"
"..."
"..."
"ma chi, Gene Wilder?"
"ma no, ma no, quell'altro"
"...forse intendi Il mistero delle 12 sedie, con Frank Langella, grandissimo figo"
"ma no, ma no!"
"allora Robin Hood un uomo in calzama..."
"ma no, ti dico che è in Frankenstein Junior!"
"un-figo-in-Frankenstein-Junior."
"sì"
"ed è sexyssimo."
"sì."
"sexyssimo con la y."
"sì."
"..."
"ah ecco, Marty Feldman. Aigor. Lui. Sexyssimo!"
"io..."
"strafigo."
"..."


ore 23.24

"ecco, ora che l'esperienza è conclusa hai imparato qualcosa di nuovo, vero?"
"innegabile"
"ora sai come funzionano queste cose"
"m-mm"
"ma lo rifarai, ci scommetto"
"..."
"ti verrà voglia di rifarlo e lo rifarai"
"..."
"e tuttavia, prima o poi ti capiterà di pensare di non esserne più in grado"
"..."
"ci saranno volte in cui sarà un disastro, e ti verrà da piangere"
"..."
"volte in cui ti scioglierai i capelli con rabbia, ti guarderai allo specchio e ti odierai"
"..."
"ti sembrerà di non essere più capace"
"..."
"ti verrà voglia di lasciar perdere tutto, e fregartene"
"..."
"forse piangerai!"
"io..."
"questo lo devi sempre tenere a mente, voglio che tu lo sappia."
"..."
"devi essere preparata"
"..."
"non voglio averti sulla coscienza."
"..."
"sai, lo chignon non viene bene tutti i giorni."


Per cui sì, Valeren direbbe che dopo la mela cotta la minestrina e una visita al cantiere di fronte mi sono addormentata beatamente dall'alto dei miei 187 anni, quelli che non ho da fuori ma che al 31 dicembre 2012 mi sentivo dentro.

Alle 00.03 in sostanza abbiamo chiuso l'armadio e, come per caso, ci siamo fatte gli auguri di buon anno, bacetto (è mia cugina, che diavolo!), poi lei è drammaticamente crollata sul copriletto.

Quindi no, non ho affatto festeggiato nei modi canonici e anzi, l'ho fatto con una donna è questo è senz'altro un fatto senza precedenti (oltre che senza seguito).

Ma sapete, non me ne frega niente.