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martedì 12 gennaio 2016

Circoletti, Kurt Russell, fila, lega

E' il 23 dicembre, ultimo concerto della stagione, 24° concerto del 2015 con i miei cori.
E' stato un anno pesante e felice.

Sono le 21.08, il concerto è programmato alle 21, il pubblico gente con seri problemi di socialità è già in chiesa dalle 20.40.

In sagrestia al solito regna il delirio totale: frotte di sparaventose frugano alla ricerca di parti mancanti nel mio trolley pieno di fotocopie in disordine, in 7 stanno cercando di sistemarsi il foularino natalizio rosso sull'abito da concerto con risultati che fanno molto ridere altri coristi a cui il foularino cade e loop, in 5 scartano caramelle sull'altare (indovinate chi alla fine raccoglierà le carte), uno si prova le tonache da chierichetto e posta selfie su instagram mentre la curia ci fa causa, 3 ripassano la parte del tenore di un pezzo di Mendelssohn bestemmiano e i soliti 2 (già noti alle forze dell'ordine) distribuiscono tavor.

Qualcuno urla IL BUCATOREEE e mentre mi slaccio la camicia e metto i tacchi alti gli lancio prontamente la #reliquia, ossia Il Sacro Foratore a 4 Buchi (SFAQ-bu) il quale, puntuale come la gag di s. gennaro, rilascia milioni di circoletti bianchi in tutta la sagrestia e dentro le mie scarpe (il modo migliore per tracciare i miei spostamenti è seguire le piste di circoletti bianchi nel mondo).


Sono le 21.09 e ripenso a quando ero corista nello #storico #coro di X, a come ero diligente nel mettere a posto le parti il giorno prima del concerto, così giovane e già catalogatrice fottuta, e a come inorridivo sorridendo nel vedere l'amato direttore #KurtRussell che alle 21.13 si doveva ancora cambiare e sardonico, in boxer, dopo aver rinunciato del tutto a mettere in ordine i pezzi era più propenso a discutere il menu del ristorante in cui andare dopo, mentre in sagrestia puntualmente regnava il delirio più totale caramelle cartacce reggiseni tresche gente che non sa mettere un farfallino e CIRCOLETTI BIANCHI, ma io sotto sotto ammiravo moltissimo il suo cinismo sornione da musicista consumato ("ma come fa?" "LFDL.").

Poi ho iniziato a dirigere cori a mia volta, e per un po' di anni sono stata brava come allora: sistemavo le parti per tempo, bucavo i fogli il giorno prima, controllavo che la cartella fosse in ordine e toglievo i pezzi che non mi sarebbero serviti, come quando avevo il colletto della camicia in pizzo che mi metteva mia madre alle medie mentre le altre potevano già vestirsi da troie.


Invece ora è il 23 dicembre 2015, sono le 21.11, ci sono 5 gradi sopra lo zero, qualcuno ha iniziato a presentare senza chiedermi un cazzo e ho ancora addosso il vestito da concerto mezzo slacciato.
Alcuni circoletti bianchi sono finiti nella scollatura, ma ormai non li tiro più neanche via, ce li lascio perché mi affeziono, tengono caldo.

Mi tiro su i collant mentre una corista mi allaccia il corsetto e sotto la dettatura di un tenore agitatissimo tento di mettere in ordine le mie stesse parti usurate come la chiglia di un peschereccio, indicando nel contempo dove si trovano le parti doppie di Jesus bleibet, rovistando in borsa per trovare il diapason e istruendo i coristi sull'entrata in fila indiana, anche al Cern farebbero fatica ("ma in fila indiana in che senso?" "ma in fila per uno o per due?" "ma perché in fila?" "allora per due, yea" "ma fila in che senso?" "ma per uno?" "ma per mano?" "ma in che senso fila?" "hai del rossetto sui denti" "col mio coro di Sciaffusa non entravamo mai in fila e francamente credo che blablablabla" "ho tempo di andare in bagno?" "ma perché nonFOTTETEVI TUTTI.).


Nel frattempo sono le 21.16, il sindaco sta finendo di parlare, mi riavvio i capelli a caso mentre qualcuno dice di far entrare i coristi perché siamo già in clamoroso ritardo e metà del pubblico è in cancrena, l'altra vota lega.

Mentre sfilano davanti a me con la loro bella cartellina a destra e la definitiva prova della teoria della relatività (concetto di /abito nero/) e del principio di indeterminazione (/abito lungo/) un contralto sorprendentemente lucido mi sistema lo spallino del reggiseno e nasconde l'etichetta della giacca.
Ho del rossetto sui denti e il forte dubbio di avere le parti nell'ordine del cazzo.
Qualcuno mi fa notare che ho anche le occhiaie di Vincent Schiavelli.
Alcuni circoletti muoiono nell'ottemperanza del proprio dovere.

Epilogo
Nel presentare mi infilo in un paio di subordinate del cazzo da cui nemmeno Cicerone riuscirebbe a uscire, nel #solitomottetto di Palestrina io e metà del coro ci commuoviamo come adolescneti davanti a Casper, non dimenticheremo facilmente la spalla cotta calda e la mostarda del rinfresco, e penso che ho imparato proprio tutto da #KurtRussel, e che probabilmente lui non lo saprà mai.

Insieme a lui abbraccio anche voi, che la forza della lucidità sia con voi.
Baci.

lunedì 6 luglio 2015

Pac-man dentro Tron (mirabilia #3)

Odio un sacco di gente ma non ho abbastanza tempo per odiarla scrivendo, nel frattempo però segnalo ai più un prezioso mirabilia ecclesiastico, sempre appartenente al pregiato filone dei deliziosi arredi sacri comprati con i nostri 8x1000.
Si accettano prenotazioni per visite guidate.

In sostanza veniamo chiamati col coro dei pazzi sparaventose a tenere un concerto nella ridente chiesa in oggetto, che per brevità chiameremo Tron, e che già da google maps si presenta malissimo.

La facciata, per quanto semi-antica, consta infatti di un rettangolo + triangolo disegnati all'asilo da un bambino sinistrorso costretto a usare la destra che in realtà voleva disegnare la casa dello stegosauro Gnappy, probabilmente gli hanno rubato il foglio e poi l'hanno passato a quelli dell'ufficio tecnico, non so:

 

("vabbé oh, che ci vuole, fai un rettangolo, il tetto una finestra a cazzo e boh, a posto così, progetto fatto chiesa fatta e tutti a casa mia che ho delle costine in frigo e poi giochiamo a Monkey Island").

Comunque, sopravviviamo ai 2 mesi di ironia sulla facciata precedenti il concerto, arte in cui i miei coristi modestamente eccellono, l'ironia dico, e arriva il giorno fatidico.

Alle 20.01 entro e scopro che i coristi sono già lì, in preda a convulsioni.
Ne trovo 5 per terra con la sindrome di Stendhal, 17 che fotografano ossessivamente le pareti, 8 al telefono che ridono come pazzi urlando "ti dico che è tutto vero!!!" con gli occhi iniettati di sangue e soprattutto 4, quelli laureati in filosofia, che cercano di riabilitare il fenomeno dal punto di vista delle anticipazioni sixties dell'estetica pixel art.

Alle 20.02 facebook è saturo di foto in cui mille coristi si taggano a vicenda in post dal testo "DENTRO TRON!!", "ci mangerà pac-man", "stasera Trantor dirige in un videogioco anni '90", "rivoglio il mio commodore 64 aaaaaaahhh", "EHI C'E' PAC-MAN!!!!!", "solo Trantor ci può portare a cantare in una chiesa 8-bit", "se non mi vedete sono in sagrestia a cercare Super-Mario", eccetera.

Il tutto viene arricchito da un corista che durante le prove rovescia per terra le candele piene di olio untuoso dell'altare (come è logico sceglie di farlo contestualmente all'ingresso del parroco in chiesa), viene aiutato dai più e appena dopo aver pulito ne rovescia un'altra, col risultato che per tutto il concerto in 16 cantano annusandosi le mani e sulle parti rimarrà per sempre odore di nafta.

Comunque per venire al punto la chiesa si presentava completamente tappezzata di questo:




 








Fino alle 23 del giorno dopo la chat del coro su whatsapp è un ininterrotto chiacchiericcio eccitato sulla storia del parroco che negli anni '60 pare abbia perso la testa per Bisanzio e abbia quindi voluto ricrearne i fasti da noi mettendo al lavoro dei giovani scout completamente traviati, implorandomi di organizzare a tutti i costi un concerto anche nell'altra chiesa ridotta così in cui il suddetto parroco pare abbia operato.

Tutto questo ovviamente dopo che 6 coristi sono scivolati su grumi di tessere che gli scout traviati avevano molto probabilmente incollato con lo sputo, e dopo che i coristi rimasti sani si sono messi a giocarci divertendosi a comporre figure nuove (sempre con lo sputo), amabile gioco cui ho posto fine immediatamente.

E anche dopo che in 3 si sono accapigliati sul significato del mosaico con D'Artagnan a cavallo cercando contemporaneamente di riaccendere la croce fatta di lampadine, ma sempre dopo che uno di questi 3 ha cercato il bagno e si è messo a fotografare il water.

Sospetto anche che qualcuno si sia portato a casa tessere blu e rosse per ricordo, ma forse non lo sapremo mai.

Venendo a noi ripeto, si prenotano visite guidate dai 4 coristi laureati in filosofia.
Il dettaglio chic? Al tramonto la luce far brillare tutto (nel senso di tutto) d'oro.
TOP.

lunedì 8 giugno 2015

I Mapenfat

Il corista Ma Perché Non Facciamo #Tutto!

Di coristi Ma Perché Non Facciamo #Tutto! (MaPeN-FaT) ce n'è uno in ogni coro.
A volte anche più di uno, soprattutto se siete così poco accorti da dirigerne due.

Come riconoscerli?
Sotto la soglia di non ritorno si tratta solo di ACECPINNeC (Adorabili Coristi Entusiasti Che Portano Idee Nuove Nel Coro), caratterizzati dalla tipica livrea a chiazze in estate e dal piumaggio scarlatto in inverno; sanno quando è ora di andare in letargo e possiedono l'autoironia necessaria per regalarvi CD di #grandepezzo e aspettare n mesi dove n > 8 prima di chiudervi in auto con loro legarvi al sedile e riascoltare il CD di #grandepezzo tre volte in sacrale silenzio mentre voi state prendendo una multa e morendo d'inedia.

Ma oltre la soglia fatidica essi diventano Mapenfat, la specie più temuta.

"Trantor"
"dimmi, Mapenfat."
"l'anno prossimo facciamo Traviata?"
"siamo un coro di musica antica a cappella. Perché mai dovremmo..."
"sì, ma la facciamo?"
"..."
"perché, non ti piace??"
"certo che mi piace, ma..."
"allora facciamola"
"stai scherzando"
"la facciamo?"
"che cazzo c'entra"
"è VERDI e VERDI E' BEL..."
"no"
"allora #grandeopera di Monteverdi. La facciamo?"
"ti sembra facile?"
"è musica antica, non ti piace??!"
"sì che mi piace, m..."
"allora la facciamo. Che problema c'è."
"e con che cazzo di sold..."
"il #coro di #Abbiategrasso la fa."
"chissenefrega."
"se la fanno loro la possiamo fare anche noi, quindi la facciamo?"
"tu mi ascolti quando parlo?"
"allora ti faccio scrivere da quelli di #Abbiategrasso."
"perché?"
"così la facciamo"
"i soldi li trovi tu?"
"sììììchefigatacercosubitounosponsorrr!!!"
"ok, quando ce l'hai chiamami."
"sìììììììì!!!!"
"possiamo andare avanti adesso?"
"sìììì!!!"
"bene"
"sììììì!"
"..."

10 mesi dopo.

"dai ragazzi, facciamo da battuta novantaqua..."
"Trantor."
"eh."
"il #coro di #Llanfairpwllgwyngyllgogerychwyrndrobwllllantysiliogogogoch in maggio fa #grande opera, quest'anno."
"e allora?"
"la facciamo?"
"tu nel frattempo hai trovato i 25000 euro?"
"n..."
"allora via, battuta novantaquat"
"LA FAREMO?"
"... ma l'hai capito che dal 2010 stai cantando un coro principalmente a cappella anche perché non vediamo un cazzo di rimborso serio dal 2008?"
"sì però potremmo #fare, #brigare"
"tutto molto bello. Battuta 94"
"no, ma dico #fare e #brigare, fare #cose #come #fanno a #Vimercate e organizzare qui e là e fondare #orchestra per fare #musichecompletamentefuorirange e blablabla..."
"non è in agenda"
"come quando ero a #Varsavia"
"la tua agenda dell'epoca non è per me di alcun interesse"
"ma la faremo? Io credo che blablabla"
"non è in agenda e nel 2009 ti ho già dato ampie #GentiliApprofonditeSpiegazioni (GAS) al riguardo"
"invece io nonostante non abbia mai diretto un coro nemmeno per un minuto e di lavoro faccia tutt'altro credo proprio di essere nel giusto dicendo che tu dovresti blablabla"
"non è in agenda"
"lablabla e non credo ci voglia molto ad organizzare tutto ciò perché ad esempio uno zio del cugino del panettiere della zia dello spazzino di #postoinMolise fratto 2 potrebbe aiutarci conblablabla"
"hai problemi di udito?"
"la facciamo?"
"non è in agenda porca puttana"
"... ah."
"battuta 94."
"comunque a #Rho la fanno."
"appassionante. Hai finito?"
"...bl..."
"sì, hai finito. Battuta 94 e-no-nonèinagenda, porco *."
"ok"
"ok."
"ok"
"..."



(Esistono anche al di fuori dei cori: ad esempio, sono quelli che continuano a chiedere ai gruppi rock "ma perché non fate i #negramaro" [i #negramaro sono una metafora]. Ma qui il bassista Zicchi è molto più bravo di me a non sopportarli.)

mercoledì 15 aprile 2015

La Cicipìda (Fenomenologia della Corista col porto d'armi #2)

So che se il karma si è abbattuto a fondo su di me è stato solo per un motivo: non vi avevo ancora raccontato di questa idiota.

La Corista col Porto d'Armi. 

Un esemplare pernicioso, dai capelli bianchi, nessuno ha ancora capito se zitella o vedova o - se sposata - comunque più in odore di suora laica anzi che no.

La prima puntata, fondamentale per tenere in piedi il mondo così come lo conosciamo, è qua.


Situazione #1 - La prova del coro

La disamina, come detto, è già avvenuta qui. 

Sono didascalica, ma capite bene che se una dichiara "porto al poligono il mio nipotino Timmy perché tanto lui spara anche nei videogiochi" è il minimo che possiamo fare, andare per ordine, almeno noi.
Piero Angela sarebbe orgoglioso di noi, almeno lui.


Situazione #2 - Prova d’acustica prima del concerto

Il coro del direttore Puffetta, in cui la CcPA o CcPd’A (Cicipìda) canta di solito e in cui io canto saltuariamente, per aiutare, sta provando freneticamente i pezzi prima del concerto.

Come riconoscere la Cicipìda? Semplice, è quella che si tira dietro un cane nel cestino.

Il coro di Puffetta è agitato, come è normale prima dei concerti, per cui non è che ci sia tutto questo bisogno di una deficiente idiota che come lavoro principale crea scatole di entropia.

Tuttavia appena arrivate la Cicipìda vi saluta clamorosamente, interrompendo la prova di #delicatissimo Pezzo e costringendo tutti a riprendere da capo solo perché lei, per qualche motivo insondabile (vuole venire a cantare nel vostro coro), vi adora.

Mentre Puffetta sospira stremata la Cicipìda, nell’ordine, scartabella rumorosamente per trovare #delicatissimo Pezzo nel raccoglitore, informa tutti che “ah ma io non ho mica messo in ordine i pezzi eheheh ihihihi” pensando che la cosa susciti un’immediata sororale comprensione fra i soprani (la gente vomita pensando a quando durante il concerto scartabellerà avanti e indietro immortalando per sempre l’imbarazzante momento nella filmina girata da Ferrari Velio, antico zio della corista bionda), accarezza il cane, parla col cane, racconta una barzelletta, emette piccoli urletti perché lei alle prove stava tra Ida e Sandra mica tra Jessica e Samantha anche se una volta si era trovata molto bene con Bruna, corre in bagno interrompendo #difficile Pezzo perché le scappa come all’asilo, riceve 3 telefonate diverse di parenti che invece di guardarsi dov’è la chiesa su internet sono finiti in un padiglione dell’expo senza benzina, parla col cane.

Puffetta la trafigge col pensiero, voi maledite il giorno in vi siete dichiarati pacifisti (o whatever).

Il cane è al sicuro nel cestino.


Situazione #3 - Concerto

E' ovvio.
Se non si sono messi in ordine i pezzi poi va a finire che mentre si sta per attaccare si scartabella rumorosamente peggio che alla recita delle elementari dell'amichetto Andreino.

E' chiaro.

E' anche d'obbligo commentare "abbiamo fatto schifo ahahaha" ad alta voce verso di me mentre il pubblico ascolta in silenzio, fra un pezzo e l'altro, fermando per sempre il siparietto nella storia delle filmine parentali di mezzo coro.

E' anche molto logico vestirsi di grigio scuro invece del nero richiesto, o sbracciarsi verso un punto indefinito a 50 metri in fondo alla basilica (forse un affresco del Correggio) salutando freneticamente con la manina e sussurrando "Veliooooh Veliohhh Veliooooo!!" finché uno sconosciuto in giubbino da pescatore non fa accidentalmente un cenno col gomito guardandosi indietro e chiedendo col labiale un colpevole "chi, io?", dimostrando così una bizzarra conoscenza di principi fisici quali distanza, frequenza, prospettiva, coerenza, decenza ed età adulta.

Il cane è al sicuro nel cestino, in sagrestia.


Situazione #4 - Überraschung

Credete ormai di non dover più sopportare certe cose cazzo, quando ecco che incauti accettate l'invito di Puffetta a tenere un concerto di Natale col vostro coro preceduto dalla messa presso la di lei basilica.

E' tutto molto semplice, dovete solo andare lì e cantare di fronte al coro di Puffetta che vi ospita, Puffetta la quale nel frattempo con abile mossa ha estromesso la Cicipìda con una violenta riunione in cui pur di buttarla fuori ha creato un coro diverso con statuto diverso nome diverso e sede diversa, segreta.

(True story).

Insomma in pratica venite accolti in #basilica, vi cambiate, provate col coro e alla fine, tutti carichi, vi apprestate a cantare all'importante messa natalizia che prelude al concerto.

Attaccate Adeste fideles; arrivate indenni a battuta 5; ed è allora che accade.

Una capigliatura bianca con questo sorriso si incunea fra gli ignari #coristaVigileF e #coristaDina, spintonando tutti e causando un imbarazzante effetto domino, notato fin dai poppanti in braccio alle rezdore dell'ultima fila.

L'idiota inizia quindi a salmodiare con voce stenca e ammuffita Adeste fideles, guardata male da tutti mentre Puffetta diventa del colore del sangue e #coristaVigileF rimpiange amaramente di aver lasciato a casa fondina e arma d'ordinanza.

A pezzo finito, con le palle per terra e la mandibola in Cambogia, chiedete conto della cosa e la Cicipìda, solare, spiega che "è una messa è la mia parrocchia e chi canta prega due volteeeeeheheheehe ehehehe eh", giuliva come un batterio di tetano alle 10.

"sì ma canta solo le pastorali famose", intimate.
"buon Natale carissima!!!", dice lei.

Il cane - qualora ve lo steste chiedendo - è al sicuro nel cestino.
Almeno lui.

giovedì 24 luglio 2014

30

E' un fatto.
A parte questi mesi di problemi di salute, non gravi ma che hanno prosciugato tutte le mie energie mentali residue fino a farmi sembrare scema, è un fatto che non io riesca più a fare certe cose.

Una di queste è girare in città con un gruppo di conoscenti fra cui amici e amici di amici e sconosciuti e amici di sconosciuti amici di sconosciuti, e tutti ridono carichi smart e fighissimi parlando del più e del meno con sconosciuti amici di sconosciuti appena conosciuti con sempre qualcosa da dire e qualcosa di cui ridere davvero tantissimo, ma io no.

Prendiamone atto.

Non sono certo asociale ma o sono i 30 anni, o è proprio che sono individualista.
Forse entrambe, chissà in quale ordine.

Gente che ancora prende in giro la mia laurea, gente che mi presenta agli amici di amici di sconosciuti amici di amici come quella che si occupa di inutili anticaglie del cazzo (musicologia, in un posto come l'Italia), neanche chiedessi il sussidio di disoccupazione pesando su tutti questi ingegneri, bancari, avvocati, segretari, geometri infermieri meccanici e promotori finanziari, loro sì che si guadagnano da vivere con cose utili eh.

No, ho un indeterminato vinto grazie alla mia inutile laurea di anticaglie dimenticabili ma suvvia, non vorrai mica paragonarti ad un medico che cura il cancro o a chi sa di che colore sono i soldi, brutta cattiva!

 
Nel frattempo, oltre a mancarmi tanto (voi, dico, e anche la me che c'era prima), in biblioteca una utonta ticinese dopo aver fatto adeguatamente pesare l'accento ticinese ci ha chiesto 6 volte se la carta bianca su cui aveva stampato un biglietto aereo fosse veramente bianca.

E sì, era bianca.
True story.
(ah strano, non era musicologa; credo appartenesse all'insieme di ingegneri venditori professionisti avvocati elettricisti promotori finanziari e notai che fanno muovere la nazione, ma vi prometto che un giorno ce ne faremo una ragione, miei cari, abbiate fiducia).

 
Poi con il mio coro di pazzi, quello degli sparaventose, siamo andati in trasferta nel Sud profondo per un concerto importante ospiti in un covo di fanatici religiosi, cose che noi umani proprio anche no, credetemi.

Là sono ancora convinti che noi emiliani andiamo al mare sull'Adriatico, che non siamo programmati per mangiare piccante e che adorare la reliquia di una trota serva a qualcosa.

Ad un certo punto in centro storico di #città di fanatici religiosi abbiamo visto un water, così, lasciato lì, per strada, gratis.
 
Poi #coristaGionni ha pestato un topo morto.
In quest'ordine.

Ma soprattutto #coristaMax è tornato dall'Australia.

Al primo concerto col coro ha distrutto parte di un crocefisso ottocentesco con una sbarra di 2 metri e mezzo presa dal portone di ingresso della chiesa.
So che sembra non avere senso, invece ce l'aveva eccome.

Il raggio divino in legno dorato crollato dall'aureola del cristo è stato furtivamente riallocato da coristi che ridevano come personaggi di Helzapoppin ("tanto faceva schifo comunque, è tutto marcio"). Fra questi l'immancabile #coristaVigileF, che ve lo dico a fare.
 
Comunque è stato un incidente, o forse Freud.
Nessuno ne ha più saputo niente.


Eccellente, direbbe il signor Burns.

sabato 18 gennaio 2014

Flash mob

Innanzitutto e ancora buon anno.

Note to self: la prossima volta che si va in uno stato estero smettere di prendere in giro i profili idrografici del territorio che occupano 8642385 pagine della guida touring e leggerli.

Comunque.

L'altra sera ho ripreso le prove con il coro di sparaventose, quello di pazzi di città.

Sapete, di solito proviamo in una deliziosa piccola chiesa del centro storico, chiesa consacrata ma in cui viene celebrata la messa solo 2-3 volte l'anno, e popolata principalmente da vecchiette al rosario quotidiano.

Il che significa *pochissime rotture di maroni*.

Ora, da un paio d'anni a questa parte la chiesa è stata invasa da una specie perniciosa e infestante, perfetto riflesso dell'incuria e del degrado in cui versano i beni culturali italiani: Quelli della Messa in Latino.

Vediamo nel dettaglio.

Quelli della messa in latino (Qu-MeL) sono un gruppetto sparuto di 10, 12 persone su 180'000 che non si sanno vestire, apparentemente dimessi, di solito avvocati del centro storico, gente insomma che non ha mai preso un treno in vita sua o che non ha mai lavorato a più di un quarto d'ora di tempo da casa, solitamente ricca di famiglia.
Essi sono anche fanatici religiosi, e perciò pericolosissimi.


fase 1. Prodromi

In un primo stadio dell'infezione da Qu-MeL (il picco influenzale è a maggio) l'unico effetto collaterale consiste nel dover aspettare la fine del rosario in latino prima della prova del coro, ossia fino a circa le 21.20, con il capo Qu-MeL che periodicamente esce sul sagrato a chiedere tutto scocciato ai coristi intenti in chiacchiere "beh potreste anche venire dentro a pregare con noi", ovviamente senza nemmeno supporre che nella #cittàsenzafiume del 2013 metà coro è ateo e il direttore agnostico, tipo.


fase 2. Diffusione del morbo

Poi, tipicamente, appaiono oscuri e misteriosi cartelli con i quali venite accusati di crimini contro l'umanità (dare troppe mandate alla porta blindata):




Molto amata anche l'altra accusa, avete spostato le sedie.

Ora, lo so che metà dei miei coristi è coltissimo ed erudito e perciò quando vede un arredo sacro tutto solo a marcire in un angolo di una chiesa di solito lo ruba lo salva lo ruba e tempo 2 giorni lo ritrovate sulla sua mensola del caminetto tutto restaurato in perfetto stile coevo: tuttavia, non siamo dei bambini. Le sedie abbiamo cominciato nel 2008 a rimetterle esattamente dov'erano, e le mandate alla porta sono sempre rigorosamente 2 da altrettanti anni.


E tuttavia eccoci alla fase 3., Morte.

Ultimo stadio, verificatosi molto elegantemente l'altra sera, IL CAMBIO DELLA SERRATURA.

E' stato bellissimo arrivare davanti alla chiesa con il clima di gennaio e scoprire che ci avevano senza tante storie lasciato fuori, tipo l'ex morosa che vi caccia di casa e per sicurezza cambia tutte le serrature della porta blindata.

Telefoniamo e il capo Qu-MeL si scusa per "non aver pensato ad avvisarvi che sbidiguda si è rotta la chiave nella cazzola", guarda te giusto ieri.

Molto probabilmente era anche vero, ma ovviamente nessuno pare abbia pensato di avvisare me o uno sparaventose qualunque, ma guarda che sbidicazzola.


fase 4. Espianto degli organi

ore 21.35

Visto che non voglio rimandare tutti a casa e perdere la prova nonostante le risate per la cosa stiano raggiungendo livelli da disturbo alla quiete pubblica, ci ingegniamo per trovare un'altra chiesa disponibile.

Una serie di indimenticabili opzioni vengono vagliate ("andiamo tutti in #altra città" "torniamo a casa" "ehi geniale andiamo nella sala convegni di #grandehotelraffinatissimo che il concierge è un nostro ex coristaaaa" "ora telefono al segretario del vescovo e se dorme chissene" "figatatuttiacasamiaaaah!" "c'è freddo" "torniamo a casa") finché non risolvo la cosa chiamando l'ex moroso organista e facendomi aprire #chiesadimenticatadadio, enorme, barocca, gelida, in disarmo, data in pasto agli ortodossi.

ore 21.52

Il tragitto per compiere i 360 metri di centro storico che ci dividono da #chiesadimenticatadadio viene coperto con fatica.

Dopo 5 minuti metà coro si è sguinzagliato da solo in vicoli a caso e l'altra metà chiacchiera amabilmente a braccetto come si fa a piedi nudi nel parco in giugno con frotte di scoiattoli tra i piedi, mentre piccoli gruppi di papere sparaventose subiscono a turno il terribile fascino dei saldi, rimanendo indietro come in gita alle medie e finendo per venire abbandonati al loro destino.

L'euforia regna sovrana, tipo alle corse campestri e al grido di "ehi, è come un flash mob!".
Come portar in gita la II B, uguale, solo che questi si perdono davanti alle vetrine di Roberto Cavalli.

ore 21.58

Entriamo in immensa #chiesadimenticatadadio.
La temperatura è prossima allo zero, il fiato esce come vapore e subito dopo condensa.

Scopriamo subito che gli ortodossi hanno trasformato il dedalo di locali e corridoi di ingresso in una perfetta riproduzione della Berlino est del '79 stile diorama di un museo di storia novecentesca.
Faccio fatica a tenere a freno l'entusiasmo dei coristi al riguardo.


"fighissimo, è tutto così hipster!"


"EHIMITICOSUBITOUNCAFFEEEE"


"cooool"


"uuh, ma quanto è sordido?! Fiico"


"a-do-ro questa cosa del degrado, fa così underground culture in una TAZ rave"

Non chiedetemi come ma ovviamente alle 22.02 qualcuno fa scattare il mega allarme della chiesa.

Alle 22.16 siamo pronti per provare, nonostante n. 3 coristi siano attualmente ancora dispersi nelle cantorie e n. 2 siano stati chiusi, assiderati, nello stipo del badalone.

Alle 22.17 siamo già su facebook, in circa 56 fotografie per corista in cui io faccio una bellissima figura vestita così.

L'entusiasmo è alle stelle, anche perché una chiesa immensa ha, se ci si canta in tanti, un'acustica della madonna.

Ne siamo usciti vivi.
Spero solo che non abbiano rubato le statuine del presepe.

giovedì 19 dicembre 2013

Fenomenologia della Corista col Porto d'Armi #1

E' un mondo che non conosco, 'sta cosa dei tiri al poligono e del porto d'armi.

Lascio a voi le disamine terminologiche, dato che per me se una dice "porto mio nipotino al poligono così spariamo tutti e due tanto lo fa già nei videogiochi ed è uguale" è grave a prescindere.

Comunque, come annunciato ha avuto luogo il famoso concerto-rassegna del mio coro di sparaventose insieme ai due cori delle direttrici Puffetta e Ape Maia (qui e qui il prequel).

Come sapete nel coro di Puffetta c'è una corista di capelli bianchi, vestita da #città-bene, perennemente incagnenta con alcuni momenti di fanatico entusiasmo per cose del tutto irrilevanti, appartenente alla specie peggiore (il corista sapientino), che ha tranquillamente dichiarato di andare a sparare al poligono e di farlo col nipotino perché tanto lui eccetera.

E' la Corista col Porto d'Armi (CcPA).

Dato che oltre a dirigere gli sparaventose in questo concerto canto anche nel coro di Puffetta per dare una mano fra i soprani, giovedì scorso vado da loro per le prove, con una certa angoscia.

Alle ore 21 e zero zero entro nella sala prove e indovinate chi mi saluta sbracciando e mi branca per farmi cantare vicino a lei.

CcPA: "Trantoooor bravissima! Che bello vedertiii vieni a cantare qui vicino a meeeee!!!!!"
"ah! mm, h. ok."

Mi metto mogia vicino alla CcPA, con la morte del cuore.


Alle 21.03 la CcPA ha già stracciato il cazzo eseguendo ripetutamente e in ordine sparso le seguenti attività:

1) scartabellare avanti e indietro nel raccoglitore delle partiture perché ha inserito male le pagine 2) parlare ad alta voce perché non trova la battuta giusta mentre gli altri stanno già cantando 3) criticare Puffetta, il direttore 4) pronunciare White Christmas di Berlin uoaaaaaic krrstkchrrismasssss e altre amenità, soprattutto in corrispondenza del semplice passo E'en so here below, below, let steeple bells be swungen 5) indicarmi tutta pedagogica col ditino dove si sta cantando ("ecco, siam qua, battuta 56, vedi vedi vedi vedi vediii") quando io sto cantando a prima vista, dirigo due cori e comunque siamo a battuta 30 6) criticare Puffetta, il direttore 7) mandare salutini e "ma sgnauuuzz pataciuuuffolooo!" al cane in un angolo che lei stessa ha portato in sala prove facendo andare giù di testa Puffetta e motivando la cosa con un logico "se no si sente solo" 8) criticare Puffetta, il direttore 9) attaccare "Deck the hall" quando tutti attaccano "Magnificat" 10) criticare Puffetta, il direttore 11) messaggiare su whatsapp con qualcuno di indefinito, ma molto stupido.


Alle 21.17 Puffetta ripete casualmente l'intercalare "ma... ma..." e la CcPA ritiene logico girarsi verso di me di colpo e iniziare a ballare sul posto dimenandosi "ma ma maaa, ma ma, ma maa maa ma ma maa, ma ma, ma maa maa ma ma maa" eccetera, ma sì dai che avete capito qual è, è quella, su.

Il tutto guardandomi negli occhi aspettandosi qualcosa come io che mi metto a ballare con lei come tipo si potrebbe fare in prima media con l'amichetta del banco per fare le sceme, così, solo che ricordiamo sempre che io ho una laurea specialistica e lei al martedì tira al poligono col nipotino.


Alle 22.03 la CcPA critica Puffetta, il direttore, perché "qui nessuno sa le parole inglesi!", e indovinate chi proprio dice minchiate al posto di God rest you merry gentlemen, tipo.


Alle 23.01 usciamo dalle prove.

Io pregustavo un giro da sola per le vetrine di #città mentre torno alla macchina, e invece la CcPA, un genio del male, mi prende sotto braccio e mi trascina in piazza duomo all'urlo di "ma cos'è questa musicaaaaaaah".

Insomma pare ci sia 'sta musica che esce da qualche parte, anche tipo chissenefrega invece la CcPA la deve proprio sapere 'sta cosa, per cui mi trascina fin davanti ad una banca e scopriamo che in quel mentre dentro c'è un concerto.

Un concerto lì, davanti agli sportelli, mentre la banca è comunque aperta.

Un piccolo capannello di persone ascolta il coro dalle poltroncine del promotore finanziario, fra una felce finta e Doris che disegna un fagiolo.
Mai vista una roba simile, comunque carino, dai.

Sto dicendo "adesso vado a ca" che ovviamente la CcPA vuole entrare a sentire, per cui entriamo in questa * banca usando le normali porte girevoli con altoparlante che, mentre il coro da dentro esegue un delicatissimo White Christmas a cappella, mi intimano di tornare indietro e depositare la bomba nucleare nell'apposito armadietto.

Alle ore 23.19 sono ancora lì in questa cazzo di banca ad ascoltare pezzi stranoti di fianco ad una pazza che spara al poligono ma non lascia a casa il cane per due ore da solo e se lo tiene in una sacca sporca sotto braccio, quindi decido che adesso vado a casa e basta.

Non ho visto nessuna vetrina, ho freddo e la CcPA mi saluta animatamente, sbracciandosi.

"domenica cantiamo vicine veroooooo?!?!"
"eh hh, m. sì, sì. Se Puffetta dice che va be..."
"YAIIIIIIII"
"..."

Torno a casa, con la morte nel cuore.

Il peggio non è questo, comunque.
[segue.]

lunedì 9 dicembre 2013

Coristi armati

L'altra sera, a cena con altre due direttrici di coro (le famose due che adorano inviarsi filmini di matrimonio quando tecnicamente staremmo organizzando un concerto insieme).

(In realtà la direttrice Puffetta è adorabile, mentre la direttrice Ape Maia sembra è una beghina di parrocchia vestita con un pile color fungo trifolato che si è subito esibita nella gustosa gag "e tu e Zicchi [lì presente con me] come mai non siete ancora sposati?!", ovviamente seria. Insomma, un carro di cazzi tuoi e di "non tutti sono cattolici"?).

Dopo un altro gustoso siparietto di deliziosa illogicità ("e tu Zicchi cosa fai, oltre a #lavoro?" "suono il basso in un gruppo rock" "ma... E quindi Trantor tu come l'hai trovato?!?!" "... ... come, come l'ho trovato? Lo sono andato sentire perché il gruppo è di amici comuni e lì l'ho conosciuto" "[fa due occhi tanti] ma ma ma, quindi ascolti musica rock?!!" "ma wtf ma che c'è di strano, scusa?" "...!" "e comunque sì, ascolto rock pop et similia da anni, quanto e forse più della musica classica" "...! Ma e allora come vi intersecate?!?" "scusa?" "io con la direttrice io mi interseco benissimo") ci scambiamo le rispettive esperienze corali.

"Trantor, sono disperata. Una corista l'altra sera mi ha offesa davanti a tutti dicendo che non so fare il mio lavoro, non so la musica, non so dirigere, non so scegliere i pezzi, che odia cantare ai concerti e che lei canterebbe solo alle messe, che sono una scema ad accettare i concerti quando ci chiamano!"
"sì, ma questa deficiente chi è?"
"una tizia in pensione che non legge la musica"
"ah ecco. Un classico. Dille che esistono altri cori al mondo, oltre a circoli di cucito per lobotomizzati"
"e invece ieri sera alle prove mi ha portato un regalo. Dice che si scusa e che devo dimenticare tutto, così, che ho interpretato male le sue critiche costruttive"
"ma che str***a"
"infatti. Non ho accettato il regalo."
"hai fatto bene."
"solo che dopo ha raccontato a tutti che ha preso il porto d'armi."
"eh?!"
"ma cosa..."
"ma chi, la corista?"
"sì. Dice che va al poligono tutti i martedì e che ci porta pure il nipotino così impara, tanto dice che lo fa anche nei videogiochi e che quindi non è molto diverso"
"ma cosa cazzo..."
"dice che ha ottenuto il porto d'armi da poco"
"..."
"..."
"..."
"Dio santo. Ma l'ho vista, io?"
"sì, c'era anche in quel concerto che abbiamo fatto io e te insieme. E' questa."

Guardo la foto della tipa.
Avrà 60 anni, i capelli bianchi, la faccia incagnenta di chi è acido fin nel midollo.

"cazzo, quando dirigevi tu ci cantavo di fianco!"
"sembrava innocua, ma quando ha fatto quella sfuriata..."
"Puffetta, ascoltami. Ascoltami, ok? Martedì prossimo tu prendi il regalo. Prendilo e dille che la perdoni, che è tutto dimenticato. Ok? Chiaro fin qui?"
"sì"
"poi accantona tutto, fai il concerto con me e Ape Maia, fai quelli di Natale, poi sospendi le prove"
"ok"
"lascia un mese libero ai coristi, con l'elaboratissima motivazione che così fanno vacanza"
"ok"
"ok?"
"ok."
"bene. Poi chiudi il coro. Creane un altro, di stessa gente ma con nome diverso. Di' che è specifico per i concerti e non per le messe. Chiama gli stessi coristi senza l'idiota col porto d'armi. Poi istituisci tassativamente l'audizione per entrare, e cambia nome."
"ok, farò così."
"ok, ottimo"
"ottimo"
"ottimo."

E così sarà, giuro.

Bisogna pur difendersi, eh.

Ah, per la cronaca: quelli che si stupiscono perché sto con un musicista che non fa musica classica hanno rotto il cazzo (e non sono pochi, ve l'assicuro).

mercoledì 9 ottobre 2013

Devi guardare la madre

Chat su facebook fra tre direttrici di coro.

Io, Puffetta e Ape Maia.

"carissime Trantor e Ape Maia, vorrei organizzare un concerto-rassegna con i nostri tre cori il giorno X. Ci sareste?"
"certo!"
"yeah!"
"bene. Mi darete poi l'elenco dei pezzi. Dobbiamo pensare al minutaggio totale. Inoltre dovremo decidere l'ordine. Poi serviranno locandina e programma di sala, ma ci pensiamo. Ah, poi mettiamo l'evento su facebook e scriviamo ai giornali. Servirà il comunicato stampa, ma c'è tempo. Mi direte anche se vi serve il pianista e quanto pagarlo. Ci vestiamo tutti uguali? Vabbé, ne parleremo. Ah, ma chi registra? Comunque mancano due mesi. Nel frattempo, organizziamo il rinfresco?"
"sìììì"
"sono sicura che i miei coristi non avranno problemi a preparare tor..."
"sìììì!"
"sìììì"
"sìììì!"
"sìììì"

[ad libitum]
[intervallo temporale di circa 36 ore] 

"ciao a tutte, scusatemi, ma in sostanza chi fa la locandina?"

[nessuna risposta]
[intervallo temporale di circa 3 giorni]

"rieccomiii. Ho prenotato il pullman, e tutti sanno del rinfresco!"
"yea!"
"yea!"
"yea!"
"yea!"
"yea. Però ecco, se decidessimo tipo la scaletta."
"..."
"..."
"nel senso, noi faremmo 5 pezzi, X Y Z W e J"

[nessuna risposta]
[intervallo temporale di 53 ore]

"vi mando foto di mia figlia a 2 mesi, è trooooppo bellaaaaa"
"ma cosa f*ttuto cazzo sì, bella."
"uuu che amore!!! Cucciolaaaaaah"
"guarda quest'altra foto! Con la cuffietta azzurrina sul litoralino del laghetto di Como!!"
"cucciolaaaaah!"
"e guarda questa mentre sbauscia sul passeggino sul vialetto della casetta delle fatine!"
"nuuu cucciolaaaaah!"
"e guarda que"
"scusate se interrompo, ma il pianista c'è o no?"
"noi porteremo del salame milanese!"
"ho già contattato i miei contralti, avremo delle torte salate"
"sì, ma dovrei saperlo perché a me serve il pianista se non tutti i pezzi sono a cappella"
"beh meglio portare anche torte dolci, se no c'è solo salato"
"OVVIO"
"anche piccoli panini"
"dolci"
"dolci e salati"
"ottimo, ottimo."
"sì, ma il pianista."
"vabbé al massimo suona mio marito"
"figo, tuo marito!!!"
";) ;) ;) ;)"
"uuu ma hai anche il filmino del matrimonio??"
"sìììì!"
"sìììì!"
"sìììì!"
"adoro i filmini dei matrimoniii!"
"sìììì!"
"..."

Non lo so, ho come il sospetto che anni di direzione di coro alla lunga non facciano bene.


(chi indovina chi dei tre direttori sarà l'autore di locandina comunicato stampa programma di sala scaletta fotocopie mail ai giornalisti registrazione audio ed evento su facebook vince un kindle)

sabato 28 settembre 2013

Cantantibus organis & SAQ (un giorno alle prove #2)

E' un po' che non capitavano assurdità tali, per cui nel caso non lo ricordiate oltre a lavorare in due biblioteche io dirigo anche due cori, uno adorabile di paese e l'altro di gente pazza (di città).

Chi ha avuto la ventura di vedere dal vero i miei coristi pazzi sa che è tutto esattamente così (se possibile più così - segnatamente, i lupi sono i coristi).


alle prove, ore 22.03

Stiamo provando da un'ora un pezzo intitolato Cantantibus organis, un pio mottetto dedicato a S. Cecilia scelto fondamentalmente perché ho una corista che si chiama Cecilia.

Dopo circa 20 minuti di tolleranza ardua rottura di maroni nei confronti di risatine soffocate nel reparto tenori pongo fine a questa sofferenza con l'ormai Classica Domanda (TC-CC).

"tenori, cazzo. Che c'è?"
"mpfff!"
"ihihih"
"uhuhuh!"
"pffff."
"eh eh!"
"ohohoho"
"mpfffffuahauah!"
"basta. Ditemi immediatame "
"mpfffuauahaha no no no è che è buffissimo!"
"AHAHAHAH"
"rotolo"
"muoio!"
"insomma BASTA, cosa ca..."
"no dico, sai il titolo del mottetto? Cantantibus organis?"
"eh. Che c'è che vi fa ridere"
"no niente. AH-AH! Ecco. Niente, ci stavamo immaginando di cantare tutti vestiti da organi."
"..."
"MUAHAUAHAHA!"
"tipo io la milza."
"io il polmone!"
"t'immagini? E la Cecilia vestita da santa come la Marchesini!"
"io posso fare il pancreas? Sì?!"
"e il cazzo? Chi fa il cazzo?"
"io!"
"io!"
"io!"
"io!"
"io!"
"io voglio fare il ca..."
"lavoriamo."


ore 00.12, in birreria 

Dopo aver appreso che #solareCoristaInsegnante si è addirittura fatta cambiare l'orario a scuola per entrare un'ora dopo il giorno dopo le prove con l'esplicito fine di andare a bere con i coristi il martedì, #coristaVigileF e #coristaFrauD rispolverano l'ormai solita annosa questione (SAQ) che viene periodicamente tirata fuori con fervore da prima crociata (aka ogni martedì sera).

"insomma, ti dico che quell'aspetto è marginale!"
"non credo. Sono più per una visione concreta della cosa"
"sì, ma tu non stai tenendo presenti i fattori B, C e D"
"secondo me semplicemente non hai conosciuto mio cugino"
"sì ma ho ragione io!"
"no, io perché mi baso sul metodo scientifico"
"insomma."
"guarda che io una volta ho prova..."
"INSOMMA! Tutti sanno che la donna con la sola penetrazio..."

Silenzio
Tutti gli altri tavoli del locale si voltano

Silenzio

Silenzio.

"e blablabla non bastano le dimensioni per far venire una donna! eblablabla"
"ma che c* dici"
"di cosa stiamo parlando!"
"diciamolo!"
"ma di cosa stiamo parlando!"
"ti dico di sì"
"ti dico di no"
"ti dico di sì"
"ti dico di no"
"ma sì!"
"ma no"
"ma insomma, sì" 
"ragazzi."
"mia personale esperienza!"
"mia personale esperienza!"
"A, B, C e D!"
"ma tu che ne sai delle do..."
"ragazzi."
"BLABLABLABLA"
"ragazzi"
"blaaaaa"
"ragazzi, ci stanno guardando."
[urla] "a me se è grosso non intere--"
"..."

Non lo so, dopo poco il locale si è svuotato e siamo rimasti solo noi, boh.

Alle ore 01.35 invece ci alziamo per andare a casa.

La scena relativa comprende #coristaVigileF e #FrauD che ancora dibattono della solita annosa questione mentre pagano un conto di tipo 5 birre a testa, n. 3 cartellette di parti dimenticate come bambini sui tavoli della birreria che io come con i bambini devo raccogliere e portare a casa stile mamma oca che porta a casa col becco i paperottoli in fila, n. 2 vasetti di marmellata fatta in casa donatami da #coristaDucale, n. 1 piatto di mirtilli di montagna donatimi dal figlio di #coristaDucale, n. 4 coristi ubriachi e n>13 resti di boccali di birra, Zicchi sconvolto e #collegaV che si rolla una paglia mentre seduce la cameriera.

Questo è quanto.
Non oso pensare a quando festeggeremo il mio trentesimo compleanno (fra poco, eh).

venerdì 19 aprile 2013

Herbie Hancock

L'altro giorno, l'xy di marzo, avevo in programma un concerto con l'Altro Coro unito ad altri 4 cori della provincia nel teatro di #ridenteCittadina, accompagnati al pianoforte dal vostro amato #pianistaPugliese (chi è - cosa fa - è tutto assurdo) (sì, quello riccio e figo che dal '92 non si ricorda neanche come si chiama ma che suona come Herbie Hancock, ed è il motivo per cui tutti lo perdonano).

(sì, 115 coristi con familiari a carico, non vi dico quanto tempo è durato il rinfresco.)

Non serve che dica che al momento della fondamentale prova generale/di assestamento a mezz'ora dal concerto c'erano 115 persone sul palco e il direttore in piedi sul podio in attesa da 25 minuti di un pianista che insieme al pianoforte elettronico, l'amplificatore un set di microfoni e due miei incolpevoli coristi vagava perso nella campagna a 10 km dal teatro senza navigatore con un cane libero nell'abitacolo, no, conviene che non lo dica.

Non conviene nemmeno dire che già nel '73 ritenni altresì doveroso inviare una mail a #pianistaPugliese contenente insopportabili e dettagliate indicazioni per il teatro di #ridenteCittadina, vieppiù raccomandandomi con particolare calore di ottemperare almeno ad una delle seguenti azioni le quali si possono dunque elencare in a) essere puntuale b) munirsi di navigatore c) caricare di soldi quel cazzo di smartphone onde disporre di uno straccio di connessione dati in caso di perdita temporanea dell'orientamento topo-geo-cronografico d) seguire il corista #bassoGiulio particolarmente sgamato e) chiamare il corista #bassoGiulio particolarmente sgamato f) salire in auto con il corista #bassoGiulio particolarmente sgamato g) chiamare me o il corista #bassoGiulio particolarmente sgamato alla prima percezione di Murphy che tenta di sabotare la leva del cambio h) diventare adulto.

Tralasciando il fatto che scoprimmo solo dopo che non avevo affatto dato a #pugliese il numero di corista #bassoGiulio particolarmente sgamato bensì quello di qualcuno di completamente diverso, la scena seguente comprendeva, alle 20.36, 115 persone sul palco esasperate fra cui due coristi ottantenni già morti, il direttore incazzato nel profondo e io che cercavo di spiegare al telefono la topografia di #ridenteCittadina ad un pugliese di Bari che fino a 5 anni fa non aveva mai neanche visto la neve.

L'esito è scontato.


yz marzo, giorno dopo il concerto, ore 11.56

"hhhh. yawn, hgf. fgh. prontho Tranthor"
"uella, #pugliese! Buongiorno e grazie ancora per ieri sera! Che bel concerto, è stato davvero tutto così meraviglio…"
"ho dimenticato i pantaloni in teatro."
"ah. Capisco."
"non quelli da concerto, parlo dei jeans. Non è che tu…"
"scrivo subito agli organizzatori. Ti servono a breve?"
"non me li mettevo dalle medie"
"pensa, anche io ho vestiti che mi vanno ancora bene da quando avevo 14 an…"
"non mi si chiudevano."
"bell'immagine, grazie."
"infatti. Non te n'eri accorta?"
"sai, non è che guardo il pacco al pianista mentre dirigo"
"no?"
"c'è davanti il pianoforte"
"SONO INGRASSATO CAZZO!"
"li rivuoi o no?"
"certo"
"ok."
"yawn."


yz marzo, giorno dopo il concerto, ore 15.06

La cittadina del concerto è a 45 km da casa mia.


1 aprile, ore 08.34

La cittadina del concerto è a 45 km da casa mia.


4 aprile, ore 14.20

No, non si è avvicinata.


6 aprile, ore 16.07

Gli organizzatori mi comunicano che un fagotto avvolto in un curioso sacchetto grigio è stato rinvenuto in teatro, consegnato al fonico del concerto, portato da casa del fonico alla sede del coro locale, aperto, ispezionato, valutato, confrontato con mia preventiva descrizione fornita via mail, portato nella locale biblioteca, consegnato #bibliotecaria 1 con il preciso ordine di farlo recapitare in un cartoccio anonimo alla mia #collegaG la quale, per un paradosso spaziotemporale sorto al largo di Alpha Centauri negli attimi immediatamente successivi al Big Bang e comunemente conosciuto sotto il nome di culo il venerdì lavora a #ridenteCittadina e gli altri giorni con me nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, salvandomi così da quei cazzo di 90 km che io, essendo idiota, avrei senz'altro trovato il modo di fare.


15 aprile, ore 15.00

"pronto?"
"ueila, #pianistaPugliese! Ho i tuoi pantaloni!"
"ehi grande!"
"stasera vengo a quella jam session dove suoni con #pianistaCalabro, te li porto"
"ok. Nel frattempo..."
"nel frattempo?"
"non annusarli."




(no, il cane non c'era; mi piaceva dirlo.)
(era l'unico dettaglio perfettamente logico e invece era l'unico falso, pensa te)

mercoledì 20 marzo 2013

No ordinary what the fuck! choir (aka Il Budino In Pigiama)

Ehi, benritrovati a Le ultime fantastiche uscite dei miei coristi!

Le altre puntate di  Le ultime fantastiche uscite dei miei coristi!, quelle in cui mi fanno scherzi del cazzo, li corrompo, sono feticisti delle scarpe.


All'Altro Coro (quello di paese), ore 23.14, alla fine della prova

"Trantor, ti accompagno al parcheggio?"
"sì grazie #coristaAdorabile e Gnocca, mi fa piacere se facciamo la strada insieme"
"certo :) ..."
"..."
"..."
"..."
"sai, sotto in realtà ho il pigiama."
"... scusa?"
"sotto il vestito. Ho un pigiama."
"..."
"cioè, si potrebbe anche definire tuta."
"..."
"no, no. Ripensandoci è proprio un pigiama."
"..."


Al coro di sparaventose (quello di città), ore 22.59

"ok ragazzi, abbiamo lavorato abbastanza, per stasera basta cos..."
#coristaDina: "ehi ma non è #coristaProf?"
#coristaVigileF: "ehi ciao prof!"
"ciao!"
"ciao!"
"ciao prof!"
#coristaProf: "ehi ciao a tu..."
"scusa, ma ti sembra l'ora di arrivare?"
"perché, che ore sono?"
"le 22 e 59"
"sì, lo so, siamo a fine prova"
"per usare un eufemismo"
"Prof, SEI UN IDOL..."
"basta. Ma cosa dia..."
"no è che, cioè, ecco. Dovevo portare la ricetta del budino. A #coristaO, capisci. Il budino."
"...il budino. Certo, capisco perfettamente."
"no, seriamente. La ricetta è importante"
" la ricetta è importante, la ricetta non è la torta e la carta non è il territorio, ma tu comunque non potevi venire alle 21, [W!T!F!]?"
"no. Comunque non mettermi sugli dei, per questo"
"no, figurati"
"non come #coristaDina, ti prego"
"vai tra"
"non sugli dei, ok?"
"no, tranquilla."

martedì 26 febbraio 2013

Confesso che han vissuto. Ad Avignone

Modellati falli con le tovagliette sacre dell'altare - fatto

Scritto "messa per Procopio ore 15" a caso sull'incustodita agenda del parroco nello sgomento generale - fatto

Valutata l'ipotesi di far prendere la polvere a squisiti candelabri settecenteschi nel salotto di casa propria invece di fare prendere la polvere a squisiti candelabri settecenteschi nella sagrestia della chiesa di X - fatto

Provate le tonache da chierichetto 8 minuti prima del concerto facendosi beccare dal prete - fatto

Ricevute avances gay dal sagrestano ("ti prego fammi toccare il tuo pacco") - fatto

Scritto "matrimonio Bartezzaghi-Sperindio domenica 7 luglio ore 11" sempre a caso sull'agenda del prete poco prima del concerto - fatto

Affondate le mani nel ricettacolo dell'incenso grezzo urlando "è zucchero di cannaah!" - fatto

Ritrovati casualmente antichi messali nel salotto di casa propria e sistemati gli stessi in bella vista nella libreria di casa propria pretendendo di averli "salvati da morte certa nella chiesa di X" - fatto

Provata la tonaca del vescovo 2 minuti prima della messa ridendo come scemi facendosi fotografare e lasciando apposta il caldino corporeo sulla stoffa - fatto

Postate le relative foto su facebook durante l'Elevazione - fatto.


A conti fatti i miei coristi sono gente che, se il papato si trasferisse ad Avignone, non saprebbe proprio come impiegare il tempo.


Bonus.

giovedì 21 febbraio 2013

Le fantastiche ultime uscite dei miei coristi!

aka Domani Sposto il Coro Alle Falkland (DSCAF)

In diretta dalle prove di ieri e l'altro ieri sera ecco le fantastiche ultime uscite dei miei coristi!

Chi è interessato ad altre e più perfette fantastiche ultime uscite dei miei coristi! può recarsi qui o qui.

(a seguito dei due post citati i coristi hanno successivamente passato 3 settimane a dividersi i categorie. Scrivendomi per mail ogni volta che si erano riconosciuti. Più volte. Al giorno.)


Corista #Sono Una Signora (SUS) (aka E Io Gli Ho Creduto)

io: "corista #SUS, ciao, ben arrivata in ritardo alla prova."
"oh grazie Trantor! Grazie! Che bello essere qui e rivedervi tutti! Che bello, che gioia, che be..."
"sì. E quindi tipo all'ultima prova dov'eri, che non sei venuta e ovviamente ti sei ben guardata dall'avvisarmi, darling?"
[vocetta angelica] "che prova?"
"tipo l'ultima."
"oh quella! Ah, già, che sbadata."
"..."
"..."
"e quindi?"
"uh guarda, io volevo scriverti solo che poi mio marito mi ha detto: se non vai alla prova e Trantor non ti vede è ovvio che tu non sei lì, giusto?, perché se sei qui non puoi essere lì e se potessi essere lì saresti lì ma non ci sei perché sei qui e allora beh, io gli ho creduto, perché suonava giusto. Oh ma che bello essere di nuovo q..."
"suonava giusto."
"sì."
"e tu gli hai creduto."
"certo, è mio marito."
"..."


Sì e no, due qui due là, trentuno

io: "allora, proviamo questo pezzo, da battuta 31, un, due, tre, vi..."
#coristaO: "ah ma io questa parte mica me la ricordo!"
"ma se è dal 7 gennaio che ci siamo sopra, santo cazzo"
"ah no, mai vista. Saranno sì e no due prove."
"due prove un cazzo"
"due prove, massimo tre. Mai vista."
"mai vista massimo tre un cazzo. Ci siamo sopra dal 7 gennaio, io le prove le ho fatte tutte, non abbiamo studiato altri pezzi e quindi *non dire* che l'hai visto due volte con la faccia della contadinella che scopre come nascono i bambini tutto in una volta perché forse sei tu sei mancata alle prove, chiaro? E' chiaro?!"
"ma io verame..."
"è chiaro?"
"..."
"è chiaro?"
"sì."
"oh. E adesso battuta 31."
"31?"
"31."
"non 32?"
"31."
"31"
"31."
"probabilmente ha a che fare col fatto che sono stata in Cambogia tre settima..."
"TRENTUNO"
"okokok."


I fashion-victim

"...e dunque a battuta 64 voglio che facciate un forte crescendo in corrispondenza della parola sicu..."
"blablablabla"
"pstpstpstpspspsstt"
"bla!"
"crescendo a 64, ho detto, scrivete"
"pstpstpspspsssssssss"
"ma bla!"
"#coristaDina, di grazia. Ti spiacerebbe smetterla di chiacchierare con #coristaMedico?"
"se mi spiacerebbe? Uh no. E' che le stavo raccontando dell'ernia dello zio del compagno di banco di mio ma..."
"piantala."
"ok."
"ripetimi cosa stavo dicendo"
"..."
"..."
"EHI POSSO FOTOGRAFARTI LE SCARPE?"
"scusa?"
"[clic]"
"uh è vero Trantor sono a-do-ra-bi-liiii!"
"dimmi dove le hai prese!"
"ma le hai prese da Mango?"
"no forse da Zara!"
"adoro quel cinturino!"
"tacco 10? 12? 8? 9? 6? 11? 14? 13? 1..."
"ti prego fammele provare"
"[clic]"
"sexy... Le scarpe alte mi eccitano..."
"dove le hai prese dove le hai prese dove le hai preseeeee"
"facciamo un acquisto congiunto!"
"[CLIC]"
"piantatela. Ora."
"ok"
"ok"
"ok"
"ok"
"ok"
"ok"
"ok"
"ok"
"ok"
"[clic]"
"riprendiamo la prova. Scrivete quel cazzo di crescendo e riprendiamo. 64."
"[clic]"
"...tacco 10, direi."
"basta."
"ok."
"le ho prese da HM, comunque"
"uauuuu lo sape..."
"basta."


Il Tenore Emigrante (TE)

"pronto?"
"Trantor?"
"ciao #tenoreOne!"
"ciao. Ehm. Devo dirti una cosa. A-hm."
"ok, spara."
"no, prima siediti."
"... ok. Ho già capito. Aspetta, mi siedo. Ecco. Ah fammi prendere il valium. Fatto. Anche il lexotan, via, me lo tengo vicino. Ok. Sono sedata. Adesso dimmi."
"sai che adoro questo coro"
"vai avanti"
"beh, non verrò più"
"£$%&*°#ç%&$@zzo. Ti ha offeso #coristaVigileF con i falli di tovagliolo? #farmaCorista ti ha negato una ricetta? Hai sostenuto la superiorità del grana sul Parmigiano e i soprani ti hanno tagliato le gomme della macchina?"
"no. Ho vinto un dottorato un musicologia, come #collegaV. Solo che è a New York"
"..."
"..."
"..."
"Trantor? Ci sei?"
"ma la piantate di emigrare tutti nel Commonwealth? Da quando dirigo questo coro il primo tenore è fuggito in Australia per un'esperienza di vita, il terzo ha vinto un dottorato per 3 anni nel college migliore di Cambridge e tu, tu, tu!, il quinto tenore cazzo, tu, adesso te ne vai a New York dai 4 ai 6 anni"
"già."
"sono io? Sono le mie scarpe? E' per come urlo durante le prove? E' per quella volta che avevo promesso le chiacchiere nel dopo prova e poi non le ho portate? E' per quello?"
"non sei tu, è New York"
"domani sposto il coro alle Falkland, facciamo prima."
"ok."
"ok."
"ciao."
"bye."

venerdì 25 gennaio 2013

Sugli Dei

Mentre elaboro la mia fotografia in qipao per voi, mentre scrivo il resoconto della visita a Mamikazen, mentre scrivo il resoconto del capodanno più assurdo che abbia mai vissuto, mentre un corista è già la terza volta che mi propone di accompagnarlo in un'orgia stile Eyes Wide Shut in una villa veneta nei mesi prossimi (indovinate quale corista è e no, non sto scherzando), mentre avrò mai tempo per me cazzo?, mentre tutto questo ecco due utonti recenti.

(anzi, un'utonta e una utente corista, per esser precisi. La corista l'adoro.)


Utonta Skywalker (o Milagros)

US o UM: "salve. Vorrei iscrivermi al servizio internet wifi"
"certo. Mi servono un documento e il codice fiscale"
"...ecco. Avrei fretta. Le detto io i dati, così facciamo prima?"
"se vuole, certo"
"allora nome Utonta cognome Skywalker"
"nata il?"
"#bla"
"nata a?"
"Venezia"
"eccetera eccetera?"
"#eccetera #eccetera"
"bene. Ora il codice fisca... Un attimo, il sistema mi genera un codice completamente diverso"
"... non può essere"
"invece sì"
"non può essere!"
"le dico di sì"
"no."
"è evidente che c'è un dato sbaglia..."
[piccata] "io le ho dettato tutto correttamente, guardi"
"mi faccia controllare. Scusi, ma lei non è nata a Venezia"
"..."
"lei è nata A PORTOGRUARO."
"..."
"è sul documento. Ma scusi, non lo sapeva?!"
"io..."
"..."
"..."
"..."

[occhi sgranati]
[bocca aperta]
[risata di Lord Casco da fuori]


Utente che è anche Mia Corista (UMC)

UMC: "ehi ciao, #MiaCorista!"
"ciao, Trantor."
"tutto bene? Come st..."
"a-hem. Bene. Ecco, coff, restituisco questo libro. Coff."
"ok. Faccio su..."
"non mettermi sugli dei!"
"... eh?"
"non mettermi sugli dei."
"ma cosa."
"non mettermi sugli dei non mettermi sugli dei non mettermi sugli dei!"
"senti, guarda che l'ho visto che il prestito era scaduto da 23 giorni, ma solo per questo non..."
"non mettermi fra gli utonti! Non sugli dei, nonsuglideinonsuglideiiiii"
"..."
"non mettermi."
"..."
"no-blog."
"..."
"non voglio finire sugli dei!"
"..."
"ti pregoooo"
"..."
"nientedeinientedeinientedeinientedeinientedeinientedeinietnede..."
"BASTA."
"non sono utonta!"
"questo lo so"
"adesso vado. Comunque non mettermi sugli dei. No no no no no. No. Ti prego, no. Ok? No. Vuoi un caffè? Niente dei. Domaniserapromettochevengoalleprovedelcoro ma non mettermi sugli de..."
"niente dei, d'accordo."
"niente dei?"
"niente dei."
"allora niente dei, me lo segno."
"niente dei."
"niente proprio"
"tranquilla, niente. Però vieni alle prove, eh?"
"uh. ah. Ok. Cià."
"..."

[ho successivamente composto il numero di John Landis, poi - mentre lui prenotava il volo per venire qui e io pensavo a quanto tempo è che non rivedo Spie come noi - ho valutato l'ipotesi di passare le ferie a Portogruaro.]