lunedì 26 settembre 2016

wwwww.ilGiornalista.it (Ma così? Così come? Ma a voce? Ma quindi? E perché?)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, entra Il Giornalista.


"ehi ciao, sai chi sono?"
"... no"
"sono Il Giornalista, figlio di tuo #excorista."
"ah ma dai! Piacere, salutami tanto #excorista"
"piacere mio"

Mi dà una mano completamente bagnata.

"vorrei ascoltare questi cd"
"benissimo, te li prendo"
"ma come funziona?"
"tu mi hai dato i titoli, io ho trovato la collocazione, ora vado a prenderli nelle cassettiere e te li porto"
"ah."

Mi asciugo la mano da qualche parte.
Ha i capelli lunghi e ricci, i baffetti da sparviero medievale, ma non è bello.
1 minuto dopo torno con i cd.

[sospettoso] "ma scusa, ma così, senza fare richieste?"
"ma se me l'hai chiesto tu ora"
"sì, ma nessuna richiesta scritta?"
"perché?"
[sarò scema?] "perché questa è una bibliotecaaa"
"ed è una biblioteca in cui funziona come ti ho detto prima, che io vado a prendere i cd nei cassetti e te li porto"
"ma tutto a voce? Così?"
"sì, così, ma perché?"
[scocciato] "ma senza schede, senza richieste scritte, senza consegna di documenti??"
"ti ho detto di no, è più sem..."
"ma perché non fate come #GrandeBiblioteca?!"
"perché facciamo quel cazzo che ci pare perché quella è una biblioteca storica, perché questa è a scaffale aperto e perché io non capisco dove sia il problema"
"ah"
"eh"
"..."
"i tuoi cd. Non li vuoi più?"
"no no, ok, li prendo"
"bene"
"..."

Il Giornalista ha stracciato il cazzo.
C'è sempre un motivo se i coristi diventano ex.

lunedì 19 settembre 2016

Mr. Roger Monk

Mr. Roger Monk, d'ora in poi abbreviato in "Mr. Roger Monk", è una recente acquisizione al parco delle mie sempre più selezionate amicizie.

(Molto buffo, da quando alla soglia dei 29 anni ho iniziato a selezionare davvero le persone a me vicine non ho mai conosciuto così tanta gente interessante nel giro di poco tempo.
Come il basilico, non ci credi mai veramente che gli devi togliere le foglie per rinfoltirlo e farlo più bello, e invece sì).

Utente della biblioteca dei pazzi di conservatorio in cui lavoro, è emerso solo pochi mesi fa che Mr. Roger Monk è venuto ininterrottamente a prendere in prestito libri dal 2009 e che io a malapena mi ricordavo di lui come qualcosa di più di una sagoma con felpa anni '90 e un codice a barre.

Poi è bastato un prestito corredato da una volante citazione dei Monty Python e fu così che nei 5 minuti seguenti, alle macchinette, ebbi con lui una conversazione più vera e profonda parlando di amici comuni nel giro delle orchestre di liscio di quelle che ho con gente che conosco da 32 anni.

Mr. Roger Monk è un eccellente polistrumentista jazz, ma si annoia e quindi è anche fonico, editore, arrangiatore, compositore, produttore, insegnante, informatico.
Non l'ho mai visto senza qualcosa di meno di un sorriso addosso (a parte la felpa).

I suoi allievi lo disegnano con un sacco di ricci che lui puntualmente si taglia.
Minimizza la faccenda degli allievi che lo ricoprono di disegni, ma è chiaro che è riccio.

Suona ogni sera in un posto diverso (sono abbastanza certa che chi di voi segue il folk l'ha sentito su di un palco almeno una volta) e ha questa cosa degli occhi che ridono.

Il suo strumento principale è #strumento, e come tale rispetta molti tratti indicati dal Manuale di #strumentisti di #strumento (magro, sornione, sgamato, spiccio, inquietante tendenza a chiamarsi Marco o Roger, basso profilo quando non suona, camicia quando suona).

È fottutamente preciso e ha la stoffa del direttore di coro, anche se forse ancora non lo sa.

Risolve indovinelli logici inviandomi, al posto della risposta, un codice informatico di 20 righe e 200 buffe parentesi, che continua successivamente a rimandarmi modificato e scorciato finché non è contento ("aspetta, così è più efficiente" "grazie, Monk" "aspetta, così è ancora meglio"ok" "aspetta, così è al top della sintesi" "ok ma io" "aspetta così è..." "BASTA" "ok.").
Anche alle superiori comunque si annoiava, e infatti craccava e riprogrammava le chiavette della dorando con scene tipo questa.
Poi qualcuno ha notato un lungo cavo che univa un trabiccolo ticchettante al distributore delle merendine e lui si è dovuto reinventare.


"ehi Roger, andiamo a mangiare qualcosa prima delle rispettive prove?"
"sì dai, che ne dici di #postofamosoperlabirra?"
"ok, a parte il dettaglio che non bevo birra"
"perfetto prenoto lì alle 20."
"..."

A #postofamosoperlabirra troviamo ad attenderci il maxischermo che trasmette Italia-Spagna, 17 avventori tutti uomini e le luci del locale completamente spente per non disturbare i pixel.
Provo un po' quello che si prova nell'entrare con la minigonna in un bar del 1956 a Portopalo di Capo Passero (o Capopassero di Porto Palo) (o Capopalo di Porto Passero) (o Portocapo di Palo Passero, e potrei andare avanti all'infinito) in bassa stagione alle 14.20 di un giorno accecante.

Ci sediamo.
Lui ordina una birra alta come uno dei miei stivali, io una mezza d'acqua frizzante.
"è abbastanza chiaro chi dei due sia l'orchestrale e chi il direttore", dice mentre l'Italia segna e 130 decibel mi sfregiano la guancia.

Ordiniamo straccetti di pollo, e lui è già la terza volta che mi racconta di un prestito scaduto per il quale tempo addietro lo sollecitammo violentemente quando ancora lo consideravo alla stregua di una felpa con numero.

"non devi prendertela per i solleciti sai, se il libro lo tieni 3 mesi invece di uno avremmo sgridato chiunque"
"sì ma non finivate più di mandare mail e telefonare"
"chissà che roba eh"
"mi sentivo perseguitato"
"è il nostro lavoro"
"avevo la polmonite, porca puttana"
"potevi mandare qualcuno"
"e continuavate a telefonare come delle sadiche"
"ogni tanto può capitare che la cosa ci esalti da un punto di vista squisitamente astratto"
"avevo la polmonite"
"ho afferrato, Monk"
"come fottute sadiche"
"andiamo avanti per favore?"
"non mi piace prendere cicchetti."
"me lo segno. Senti, passami il sa..."
"volevate che vi contagiassi?"
"porca puttana OK"
"non è stato bello"
"ti chiedo formalmente scusa a nome del sistema bibliotecario nazionale, se mi passi il sale"
"... ok"
"ok?"
"ok"
"ok."
"sale"
"scusa"
"...kfh."


Usciamo finalmente da questo appassionante enpasse (un po' come quando ti trovi nelle prime 100 pagine del Nome della Rosa e dopo 15 minuti ti viene il sospetto di star rileggendo continuamente lo stesso paragrafo), solo per constatare che gli straccetti di pollo sono stati sostituiti con manzo, abilmente mascherato dal buio.
Si fa strada il sospetto che il cuoco abbia la mente impegnata in tutt'altra attività (oppure che l'abbiano sostituito con un labrador molto abile).

Nel conversare emergono teorie sullo status economico dei supereroi mascherati, teorie sul destino del mondo, teorie sull'importanza di Carducci nelle scuole, teorie su quando si va con la morosa a 16 anni, teorie sulla teoria musicale, teorie su Tarantino e soprattutto sgridate (lì zero sorrisi) perché non ho visto Kill Bill.

Emerge anche un promemoria che si era messo sul cellulare mesi prima con l'avviso "compra caffè per la biblioteca!!!!" perché ogni tanto, da quando ci parliamo, viene a trovarci e io e #collegaT, quella sadica dei solleciti, gli offriamo il caffè della nostra moka.

"ricordati sempre, Monk, che come uno è in biblioteca è nella vita"
"in che senso?"
"ciò che ho detto. Chi ha il senso del dovere, chi si sente in colpa per un prestito scaduto, chi fa una piazzata perché non vuole darci la tessera perché non sappiamo chi è lui (di solito è Estiqatsi), chi dona libri, chi rovina i libri, chi non saluta, chi è puntuale, chi è in ritardo, chi ci regala il caffè per ricambiare l'ospitalità, così è anche nella vita"
"io non ho riportato quello scaduto perché avevo la polmonite"
"ok, questo punto l'abbiamo chiarito"
"sadiche"
"ok, anche questo punto l'abbiamo chiarito"
"..."
"."


I miei coristi mi aspettano, e so già che li sgriderò (mai stata bionda a dirigere, come amava dire di sé colui da cui ho imparato tutto, soprattutto in prova generale); ci alziamo e andiamo a pagare.

Non so se il barista che ci offre un nocino, io che dico "meglio di no", lui che "ok certo" e mi versa un bicchierino raso, Mr. Roger Monk che butta giù il suo d'un fiato con il perfetto stile di un orchestrale di Strauss a Vienna e io che ne bevo metà perché no, non bevo birra ma la china martini e affini sì perché sono dolci, insomma non so se tutto questo aiuterà me o aiuterà più i coristi.
Forse i coristi.

In tutto questo, la prova generale andò bene (nel senso che li sgridai, ma poi il concerto fu incantevole), spiccio è un complimento e spero che la faccenda di 'bionda' non influenzi il vostro voto (cit.).

bonus.

lunedì 12 settembre 2016

Sentirsi sottovalutati vol. 1

Al lavoro nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, sto catalogando dei noiosissimi fascicoli tutti uguali.

io: "#capa, allora questi 78 fascicoli vanno siglati tutti, giusto?"
"giusto"
"inizio da 0001/a, 0001/b e quando arrivo alla z ricomincio da 0001/aa, giusto?"
"esatto. È un po' noioso, ma qualcuno deve pur farlo"
"ahah certo, figurati, lo faccio volentieri. [battuta] Il rischio in questi casi è più che altro quello di sbagliarsi con l'alfabeto! [/battuta]"
"... ahah. Beh, oddio, a me non capita."
"..."
"sai perché a me non capita mai?"
"..."
"perché da piccola avevo un libro con l'alfabeto, e tutte le lettere erano disegnate con degli animaletti intorno che vi si abbarbicavano."
"..."
"ho imparato così l'alfabeto. E l'ho imparato bene. Sapevo anche dove stavano le W e le J, lo sapevo già allora. Era un libro fatto molto bene. Gli animaletti erano buffissimi! Per cui adesso non mi sbaglio mai."
"però..."
"sì però capisco che chi non ha avuto quel libro faccia fatica. Era uno splendido metodo per allenare la memoria visiva. Non tutti hanno avuto la fortuna di averlo. Me lo comprarono i miei genitori, e trovo che fosse uno splendido strumento educativo."
"..."
"sono stata fortunata ad averlo, no tutti l'hanno avuto purtroppo. Per cui capisco che si faccia fatica."
"..."
"ce lo dovrei avere ancora in canti..."
"era una battuta"
"..."
"non è che mi sbaglio davvero"
"... aaaah eh, kf."
"..."
"..."
"."

esce
rumore di ventilatori nell'altra sala
facepalm (e napalm, anche)


bonus.

bonus 2 per riprendersi dal primo.

lunedì 5 settembre 2016

Stefy & Amica di Stefy

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"pront..."
"prontooooo"
"pronto, buongiorno, mi dica."
"sei tu Stefy??"
"no sono Trantor, Stefy oggi non è in tu..."
"Stefy Stefy Stefy ti devo assolutamente dire una cosa!!!"
"sì ma io..."
"è nata! È nata! È nata!"
"ok, però io..."
"è natamianipotesonodiventatanonnaaaa"
"estiqatsi, solo che io..."
"è nata con due mesi di anticipo Stefy pazzesco pensa che la volevano blablablabla poi allora blablablabla invece blablablabla però Stefy devi assolutamente venirla a vedere perché blablablabla"
"mm, a-ha"
"...lablablablattro chili e nove di blablablabl..."
"a-ha"
"...lablablablepiduraleblablabl"
"a-ha. Ma dai. A-ha."
"Stefy guarda è un angelo"
"no beh, che altro?"
"un angioletto che assomiglia tanto a blablabl"
"straordinario"
"mia figlia è al settimo cielo, Stefy."
"il mio cuore scoppia"
"...eh?"
"tantissime congratulazioni"
"grazie Stefyyy ti voglio bene"
"a-ha"
"venerdì vengo in biblioteca a portarti delle foto da vedereeeee"
"e io farò certamente in modo di essere in turno"
"perfettissimo ciaooooohh"
"cia..."
clic.


Prendiamola così: grazie a Stefy & #amica di Stefy ora sappiamo che esiste una band che si chiama Stefy che fa canzoni di plastica (l'entusiasmo causato da ciò nel mio ipotalamo è appena superiore a quello provato per "Stefy guarda è un angelo", perché amo molto dire "canzoni di plastica"), io nel frattempo ho avuto tempo sufficiente per battere a scacchi il computer, prenotare un tavolo per uno nel migliore ristorante di Induno Olona e soprattutto abbiamo finalmente un alibi per googlare "a-ha" e raggiungere indisturbati questo o questo.

Il trash anni '80 salva sempre.


PS a Induno Olona andateci. Andate a vedere lo stabilimento della Poretti, e successivamente andate a mangiare nel ristorante migliore dei vostri ultimi 4 anni, quello con la V (chissà che ne direbbe Freud).

Se poi ci andate venerdì, I'll be there.

giovedì 14 luglio 2016

24 gamberoni alla griglia alla fermata del

"pronto?"
"ehi."
"pianistapugliese2?"
"ehi."
"ehi. Sai quella cosa"
"tipo andare a mangiare il sushi ora?"
"aspetta. Quella cosa che volevo prendere"
"ah sì. L'hai presa?"
"no."
"che aspetti?"
"è che..."
"che cazzo aspetti?"
"è che..."
"cosa minchia di cosa aspetti"
"sì ma costa un sa..."
"da morta non ti serve"
"..."
"da morta non la usi. Allora andiamo a mangiare il sushi?"
"non lo so, sono incerta"
"sul sushi?!"
"ma no cazzo su quella cosa"
"ah porca puttana mi spaventavi. Passami a prendere alle 20."
"se vai avanti così mi ritrovo una larva di anisakis al posto di un pianista"
"quindi?"
"le larve di anisakis non suonano bene"
"tu passami a prendere alle 20."
"ok"
"e compra quella cosa"
"ok."
"cià."
"cià."
clic.

Lui, ricordiamo, è #pianistapugliese2, lo sapete, l'unico pianista del quadrante alfa che ad un concerto dedicato ai caduti di #guerra viene a suonare con una camicia mimetica a pixel.

Lui è un amico, un bravo cuoco, oltre che un ottimo pianista.
Precisissimo, puntuale, duro con se stesso, umorale, sornione, pazzo.
A me i pazzi piacciono, nonostante questa cosa delle camicie a pixel.

Mi racconta che dopo 2 anni di qualsivoglia relazione amorosa "gli si spegne il cuore" chiunque ella sia, mi chiede quali siano le mie paure più profonde con la stessa naturalezza con cui conosce a memoria il menu del #sushiwok di #cittàcolfiume, mi versa il vino, litighiamo su qualcosa a caso, poi di norma si scopre che non ci eravamo capiti, poi litighiamo ancora, ridiamo, dimentichiamo tutto, litighiamo, poi quando io sono al caffè ordina 24 gamberoni alla griglia e 5 vassoi di nigiri amaebi.
Nel senso che li ha ordinati per me, senza ritenere fondamentale mettermi al corrente della faccenda.

Tipo i gatti, quando ti portano un cadavere.

Gli voglio molto bene, a parte questa storia della camicia coi pixel militari che francamente a 6 mesi di distanza ancora mi lascia perplessa in modo violento.

Non litighiamo in fondo poi così tanto, credo che passiamo molto più tempo a ridere.

Poi di solito litighiamo su chi è più turista e chi più viaggiatore, nel senso che lui prende in giro me perché secondo lui non sono abbastanza viaggiatrice ("come puoi viaggiare se prenoti l'hotel e cose del cazzo così, per viaggiare davvero devi buttarti a Calcutta da sola senza prenotare un cazzo da sola con uno zaino da sola e poi tipo andare avanti così girando a caso").
Io ribatto "almeno una guida dell'India l'hai comprata, cazzo?" e lui "... guida?" [elettroencefalogramma piatto].
[elettroencefalogramma mio, ovviamente, morta sul nigiri con il cervello in frantic].
10 secondi dopo emerge che non ha idea di cosa sia e dove si trovi Istanbul.
Non rimane che litigare.

Comunque sì, attualmente lui è in India da solo a Calcutta con uno zaino in giro senza una guida.
Esatto. Ok.

Una sera, tornando da una di queste cene approfitta della presenza in auto di #cuginaLurkerLucy per dirmi ex abrupto, en passant, de visu ma a latere che a settembre andrà via davvero, per sempre.*

"..."
"..."
"..."
"..."
"..."
"..."
"..."

Mi si stringe il cuore, nel senso vero. La solita ruga verticale che ho fra le sopracciglia si aggrava.
Questa volta non c'è nessuno che me la massaggi, faccio da sola.

"fottuto bastardo, quando pensavi di dirmelo?"
"lo sapevi che sarei partito prima o poi"
"l'anno scorso eri rimasto"
"quest'anno vado via davvero"
"in realtà lo sapevo, solo che..."
"lo so."
"comunque fai bene. Farei come te se potessi o lo volessi abbastanza. Ma non ti lascerò andar via senza guida del Touring"
"...tu provaci."

Litighiamo un po' per la storia della guida, poi improvvisamente riconosce tutto entusiasta una canzone melensa di Shakira che passa per radio.
A tutt'oggi non so dire quale delle due cose mi perplima di più.

Poi inizia ad elencare una immensa lista delle cose da fare prima di partire.
Una di queste è mangiare da #migliorristorantedelmondo, e tenete a mente questo particolare per il futuro, vi prego.

Come al solito i saluti sono veloci, abbiamo tutti e due modi spicci.
Gli dico che prima di uscire ho comprato #quellacosa, giusto perché da morta non mi serve, gli occhi gli si illuminano e mi fa il sorriso che solo un pazzo sincero potrebbe fare.

(gasdotto amico sincero, verrebbe quasi da dire).

Immaginiamocelo ora a Calcutta, un pianista jazz pazzo con camicia mimetica a pixel che attacca discorso con tutti a caso e mi manda deliranti messaggi vocali.

Però no, senza guida.

bonus.



________________
* per motivi di runtime error dell'universo si sconsiglia di prestare fiducia a qualsivoglia locuzione di #pianistapugliese2 che termini con la parola "sempre"

venerdì 24 giugno 2016

La FOTTUTA SINDROME DELL'ATTEGGIAMENTO DA TELETUBBY

Il Nerd Rockettaro Pulitino (NRP) è ormai un ospite fisso della biblioteca dei pazzi di conservatorio in cui lavoro, diciamo da 17 giorni a questa parte.

Maschio, bianco, 38 anni, grado di pericolosità 3/10, grado di insofferenza delle bibliotecarie (GIB) 10/10, barbetta e capelli alla Nino d'Angelo, intenso odore di borotalco che copre sudore vecchio che si sparge immediatamente nella sala in cui da tempo, ormai, si accomoda col suo #belportatile alle 9 per uscirne alle 18.30.

Attenzione: l'alto GIB dell'NRP non è dovuto ai 35 dvd che ogni giorno ci fa tirare fuori dalle cassettiere per masterizzarseli in silenzio mascherando la faccenda da #cosaseria ("mi sto occupando di arie d'opera, sa", un po' come dire "sto studiando il terriccio eurasiatico" se sei geologo), no.

Non è neanche dovuto al tanfo da abiti non completamente insozzati dal sudore ma nemmeno puliti che probabilmente riutilizza per mesi prima di buttarli in lavatrice (senza detersivo), no.

Non è dovuto allo splendido siparietto in cui, mentre in biblioteca sono (letteralmente) percepiti 43 gradi, il vento solare entra dalle vetrate senza speranza e il sudore ti si appiccica addosso lui ha fatto una scena greca perché nell'altra sala a 15 metri di distanza uno scalcagnato ventilatore di plasticone sposta faticosamente aria calda ("signorina può spegnerlo per favoreee?").

Non è dovuto ai frizzanti dialoghi di altissima dialettica logica (ad esempio "salve, posso aiutarla?" "sì, cercavo materiale su #compositoreignoto" "ok ... mm, purtroppo non abbiamo nulla, mi spiace." "h." "vediamo, #compositore ignoto è un contemporaneo?" "vede, io lo studio perché mi interessa." "..." "..." "..." "..." "ok, ma nel senso. E' contemporaneo?" "eh?" "insomma, è morto?" "beh, nell'800 credo" "MA COSA CAZZO..." "eh?" "niente." "h."), no.

Ma nemmeno al prosieguo del dialogo, per dire ("ma quindi non lo conosceva??" "no, confesso la mia ignoranza" "aaaahh!!! Ma quindi, lei non si intende di musica?!" "guardi che sono laureata in musicologia, ma non posso conoscere tutti i #compositoriignoti del mondo, specie se mi sono laureata sul Rinascimento" "hhhhhh interessante..." "..." "[guarda in alto e finge di richiamare qualcosa alla memoria] ri-na-sci-men-to." "..." "ma, Rinascimento in che senso?" "MA COSA CAZZO..." "eh?" "niente." "h.").

E non è nemmeno dovuto ai capelli alla Nino d'Angelo, anche se so che la cosa potrà destabilizzare i più impressionabili.

No, l'altissimo GIB del NRP è dovuto alla FOTTUTA SINDROME DELL'ATTEGGIAMENTO DA TELETUBBY porca puttana, una cosa che se possibile ha il potere di scatenare i più bassi istinti miei e di #collegaG ben oltre il viso di bruno vespa, vaffanc*lo!

Comunque, andiamo con ordine.

La FOTTUTA SINDROME DELL'ATTEGGIAMENTO DA TELETUBBY è qualcosa di malvagio, oscuro. Probabilmente non è di questo mondo, come il polpo Paul; la sindrome si manifesta con un DEFICIENTE che, credendosi simpatico ed essendo probabilmente caduto nel paiolo da piccolo ha bisogno di riempire i vuoti nelle conversazioni con gli atteggiamenti tipici di chi fa le vocine stupide ai bambini nel tentativo di farli crescere scemi, un comportamento peraltro ben diffuso se si escludono le persone che frequento, voi (naturalmente) e alcuni protozoi verdi dei paraggi di Rho.

Esempio: siamo davanti alle vetrine dei dvd e deve sceglierne 16 da consultare masterizzare col suo #belportatile? Ecco che l'NRP inizia a ondeggiare la testa canticchiando prima "lallallà, lallallà, lallallà" e "zan-zan-zan, zan-zan-zan, zan-zan-zan" poi, picchiettandosi teatralmente la tempia come a dire "su su su pensa pensa pensaaa" e infine toccandosi la barba alla Sherlock Holmes fischiettando come se stesse davvero deducendo qualcosa, nell'irresistibile tentativo di mimare, porca puttana, il fatto che sta scegliendo dei fottuti dvd.

La cosa prosegue per all'incirca 125 secondi (125 anni, secondo il vostro #tempodiBergson, lasso di tempo nel quale l'Inghilterra ha frattanto votato per uscire dall'isola e l'isola ha votato per uscire dall'Inghilterra, così che la famiglia reale si è ridotta a vivere su di un frangiflutti al largo delle Falkland), quando finalmente sceglie questi cazzo di dvd.

Ma non lo fa normalmente, no: la FOTTUTA SINDROME DELL'ATTEGGIAMENTO DA TELETUBBY gli impone di emettere un simpatico suono ogni volta che prende un dvd dallo scaffale (ZAC!) (OPPALALA'!) (ECCOTI QUA!) (FLUPP!) (SHCKLOCK! [schiocco con la lingua]) (FLÜSSSSS [rumore del risucchio di spaghetto]) ([gesto con cui si mima il furto con destrezza di qualcosa con conseguente risatina complice verso di voi]) e altre amenità moltiplicate per 16 18 (perché cambia pure idea), finché voi, stremati, finalmente non chiudete la maledetta vetrina.
E' allora che vi segue (ZANZANZAN, ZANZANZAN) per fare il prestito di tutto ciò (SHCKLOCK!), e francamente è meglio se sorvoliamo (FLÜSSSSSSSSS).

Ma perché nerd, perché rockettaro, direte voi?

Molto semplice: nel fornirvi la tessera il primo giorno avete subito notato che l'NRP possiede, come ovvio, un nome assurdamente ridicolo (Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio).
I passi successivi sono quindi stati: 1) googlarlo immediatamente insieme a #collegaG 2) scoprire che l'NRP suona in un gruppo rock carichissimo, tipo la coverband dei Kiss.

Epilogo:
Dopo aver faticosamente sopportato lo scollamento fra l'immagine reale dell'NRP e quello che ricordate voi dei Kiss, la soluzione appare semplice: è metaforicamente un nerd (suona come i Kiss - magari un gradino sotto, eh - ma riesce a comunicare in modo proprio e acconcio solo mentre fa quello) (per non parlare della faccenda del ventilatore), e SHCKLOCK!.



*.

sabato 28 maggio 2016

Scuole di suore, ville venete, chiasso, acciughe, unghie di Fendi. Necessariamente in quest'ordine

Ogni tanto commetto degli errori. Ad esempio, andare a sentire un concerto, fare le foto e alla fine infilarmi al ristorante con i musicisti.
Pessima idea, a volte.

Siamo io, Flautista e i suoi genitori veneti, Organista, Percussionista, Violoncellista #2, la Dama Fiamminga e una tizia che stava sui coglioni già a mio nonno nel ’37. 

La Flautista si lamenta del moroso, da poco divenuto fidanzato. Dà la colpa tutta seria all’Organista, che per un caso tempo prima li ha fatti incontrare. 
Non dice che solo 3 mesi fa veniva a sfogarsi da noi in biblioteca perché non lo amava più, lui la tradiva e disprezzava pure il suo essere musicista, pretendendo che stesse a casa a stirare. 
Non dice che a marzo aveva platealmente annunciato di averlo lasciato, che si stava guardando intorno scopando intorno gente e che per circa 2 ore ha fornito a me e #collega sufficiente documentazione per la tesi di dottorato dal titolo "La sindrome che porta gli utenti a vomitarti addosso piangendo disgrazie amorose perché tanto sei al front-office di una biblioteca e per le prossime 8 ore non puoi andare in un cazzo di nessuna parte". 
No, non lo diciamo, quello.

I suoi genitori, più veneti di una villa veneta, le danno ragione, “tutta colpa di Organista, che disastro, e ora si dovranno pure sposare, povera cara”.
Per qualche minuto accarezzo l’idea di accartocciarle la Napoli in faccia, solo che poi è la pizza migliore della città e pare brutto nei confronti delle acciughe.

Il padre, più veneto di un comizio di Zaia, cambia discorso. Non perde occasione per “ah io se viene ad un colloquio un ragazzo con il piercing o un tatuaggio non gli rivolgo neanche la parola, così impara”, lui e la sua camicina azzurra residenti a Belluno.

La madre, immaginate voi quale bijou possa essere, si schiera dalla parte delle scuole di suore.
Anche la Dama Fiamminga, dall’alto del suo perfetto chignon biondo, delle grinze lampadate a 42 anni e soprattutto della sua borsetta di Fendi è orgogliosa di aver mandato la figlioletta dalle suore. Lei, che è divorziata da un stalker violento e che attualmente si fa tradire dall’attuale compagno che si pare si spazzoli le allieve.

Poi le unghie. 
Eh, dalle suore sì che sanno tenere la disciplina, "niente smalto sulle unghie delle ragazzine", dice la borsetta di Fendi con il suo secco clac mentre 10 dita smaltate di rosso la chiudono nervosamente.

Il Violoncellista #2 invece è bello, racconta aneddoti, finge un basso profilo, finge di ignorarmi e vuole tantissimo le mie foto. 
La moglie, quella che stava sul cazzo a mio nonno già nei tempi antichi, ci tiene molto a far sapere che risiede nei pressi di Bellinzona, e nel frattempo mi odia. 
L’Organista, che è quasi un fratello per me, se la ride e ordina un’altra pizza.
Percussionista mi strizza l’occhio, anche lui capisce, ma che ci vuoi fare, d'altra parte è il compagno della Dama Fiamminga e così va il mondo, fra un'allieva e l'altra.

Tutto di colpo non so cosa sto facendo lì, che nemmeno ho preso la pizza perché avevo cenato a casa.
Ho un abito troppo elegante, sono passati 65 minuti e qualcuno a capotavola mi odia ancora, dall’alto del piano regolatore di Chiasso.


Non faccio come Flautista, scelgo di andarmene. Ora ho fame e un discreto numero di foto da sistemare.
Almeno le foto si fidanzano raramente, e comunque non a Mendrisio.

domenica 17 aprile 2016

Pagina 46 (piccolo workshop di estetica musicale con Joey Tempest)

Rieccomi, come promesso dopo l'estinzione dei cervi e l'accensione di Giove.

Intanto grazie a tutti per aver risposto al quiz sociologico, in parte avete confermato che avevo ragione io (nel gioco-indovinello Se fosse... è GIUSTO rispondere "razzo spaziale" o "missile Saturn V" per descrivere The final countdown, per ovvi motivi di testo), in parte che aveva ragione Zicchi (a quanto pare del testo di quella canzone non è mai fregato molto a un sacco di gente, per cui alla domanda "se fosse una capigliatura" abbiamo appurato che è AMMESSO rispondere "i capelli di Tina Turner nel video di We don't need another hero", come ha fatto RBone, descrivendo più un gruppo di tamarri durante i tamarri anni '80 che l'argomento del pezzo).

Per chi non lo sapesse di voi, la canzone parla di un viaggio nello spazio verso Venere (Venere) ((Venus (((Venus)))).
Fantascienza, ok?
Quindi capite bene che se al largo di Lisbona hai un moroso che continua a ripetere "NON CAPISCO LA TUTINA DA ASTRONAUTA" o "NON CAPISCO I CAPELLI ALLA MILITARE" o "NON CAPISCO IL COLORE BLU SCURO MISTO A NERO CON SPRAZZI DI VIOLA BRILLANTE E VERDE" poi il cervello ti esplode.
E faceva così dopo avergli spiegato il testo.
In più odia gli Europe, quindi possiamo anche chiuderla qui e dimenticarci di lui.

Siccome però sono sempre stata brava nell'analisi andiamo a vedere cosa avete scritto voi, divisi nelle seguenti categorie:

a) conoscevate già la canzone con relativo testo, come me
b) conoscevate la canzone ma non il testo, come Zicchi
c) avete dovuto ascoltarla su youtube e avete capito il testo
d) avete dovuto ascoltarla su youtube e ve ne siete sbattuti del testo.


Categoria a (COlei, Morbido, Fabio13, LionOtherwiseLamb, Verzasoft?)

Ammetto che il conoscere il testo non sembra aver modificato molto le risposte rispetto a quelle di categoria b, però è anche vero che siete solo 4; nel 50% dei casi (COlei e Verzasoft, ammesso che sia della categoria a) il mezzo di trasporto dimostra la conoscenza letterale del testo e collima con quello che avevo detto io (razzo interstellare), gli altri 2 invece hanno descritto più le proprie sensazioni e, perché no, forse qualcosa di sé.

Categoria b (CollegaG, JaneDoe, Autumn, cuginaLurkerLucy, KidPix, RBone, iWally, Pipes):

Prevale la descrizione dello stile musicale e delle paturnie notturne dello stilista di dei Twisted Sisters.
Molto evidente il trauma soprattutto in chi ha vissuto e operato negli anni '80, costretto a dividere il pianeta con i Thompson Twins, spalline, leggins leopardati, tutù, capelli alla cazzo e soprattutto a intercettare periodicamente questo.
(una delle mie canzoni preferite, nonostante quel maglione a 2.06).

Categoria c: non pervenuta

Categoria b: non pervenuta

In sostanza mi danno ragione (pciù): JaneDoe (mezzo di trasporto: "razzo spaziale (lo so, sono ovvia)", beccati questo Zicchi), COlei (mezzo di trasporto: "Il proiettile del cannone di J.Verne nel 'Dalla Terra alla Luna'", ingoia questo, Zicchi), Verzasoft (mezzo di trasporto: "Un missile saturn V o simili", così impari, Zicchi), iWally (mezzo di trasporto "Un missile a forma di tav" e colore "blu oltremare", ma porca puttana, Zicchi).

Loci communes: il colore blu o azzurro, i capelli ipercotonati / riccioli alla cazzo, lo stato d'animo eccitato (io avevo risposto voglia di scoprire l'ignoto, fiducia, entusiasmo spasmodico e una lieve apprensione - probabilmente lo stato d'animo di molti astronauti quando le cose stanno funzionando, ma qualcuno continuava a blaterare NON HA SENSO e così abbiamo perso l'autobus per Sagres), e i mezzi di trasporto d'antan, a metà fra Indiana Jones, Duel e i Jefferson Airplane che fumano su un T2 ("una jeep Renegade (quella vecchia) scoperta" di Fabio13, "Il pulmino wolkswagen" di CuginaLurkerLucy che per poco non ci fa un incidente, "Deltaplano old line, rattoppato" di Morbido, "un camion americano di quelli cha attraversano il Texas in un giorno, con aerografato sulla motrice una scena di Braveheart" di RBone, "volo cargo dirottato e sparito in una giungla durante una notte buia e tempestosa" di LionOtherwiseLamb e "Un Bus Greyhound Americano stile anni 70, tutto metallo lucido" di Pipes)

Gettano la spugna: Alan, KidPix, l'Anonimo delle 10:40

Polemici per il gusto di farlo: Zicchi

Premio della critica: PianistaPugliese2 (l'anonimo delle 21:18) e Autumn per la splendida, adorabile e acuminata satira sociale (mezzo di trasporto: "un trenino di Trenitalia con massimo due vagoni orgoglioso di non essere in ritardo" e "treno")

Premio Isola di Wight: JaneDoe ("sicura di me e pronta ad iniziare una rivoluzione più o meno pacifica contro l'establishment conservatore")

Premio Strega: RBone ("lo stato d'animo di quando bollisco le uova e trovo il giallo ancora liquido: vendetta") e PianistaPugliese2 ("un'acconciatura: sarebbero dei capelli lunghi che cercano di coprire la parte vuota, facendo i conti inesorabilmente con il finale conto alla rovescia").

Per concludere, grazie a tutti, vi voglio bene vestita da astronauta su una Harley Davidson col manubrio particolarmente incurvato, versione custom (cit. CollegaG).

martedì 22 marzo 2016

Australia mimetica a pixel e QUIZ SOCIOLOGICO

Per rispondere a Morbido, mi mancate anche voi.

Ho in bozza da mesi un post sulle gesta del mirabolante #pianistapugliese2, che non riesco mai a finire perché aggiungo particolari ogni giorno (la sua prerogativa è essere assurdo proprio ogni giorno) (credo sia l'unico pianista al mondo che ad un concerto dedicato ai caduti della I guerra mondiale è venuto vestito con una camicia mimetica a pixel) e che ormai ha assunto le proporzioni di Joyce.

Nel frattempo sono sempre più brava a riempirmi di cose da fare, ma più cose si fanno più emozioni e persone si vivono, quindi ok.
Non ho ancora chiarito il ruolo della camicia mimetica a pixel, però mi sono anche iscritta da un corso di fotogiornalismo, sarà bello.

"Dovrebbero pagarci per non lavorare", iniziano a dire i trentenni intorno a me. Io dico solo che la camicia a pixel a settembre va in Australia e non ho parole per invidiarlo almeno un po'. No io non ci vado perché i miei 2 cori sono come famiglie e non riesco a staccarmi (non voglio), ma poi c'è questa faccenda che là mancano i centri storici e chi mi conosce sa che problema sia.

Comunque, in attesa che il post sul pianista più puntuale e assurdo del mondo (#pianistapugliese non era *affatto* puntuale, come sapete) non sia mai finito, veniamo all'argomento del giorno: quando e perché litigo con Zicchi.

Chicazzosenefrega, direte voi, ma invece vi interessa un sacco cazzo perché io e lui litighiamo solo su due cose, vigilanza dell'Efsa sugli alimenti e gruppi degli anni '80, e adesso ci darete una mano a risolvere la questione intervenendo direttamente, porca puttana.

Devo però essere onesta, i gruppi degli anni '80 che Zicchi odia si riducono a 2: Queen (che lui odia) e Europe (che lui odia).
Il tutto nasce (a parte il fatto che i Queen li odia e che continua a considerarli solo come gruppo anni '80 ignorando gli album usciti prima) dal gioco "se fosse" di cui eravamo dipendenti quest'estate in Portogallo: in pratica ad un certo punto tocca a me e io penso la canzone The final countdown. Lui comincia a farmi domande per indovinare ("se fosse un colore?" "se fosse un mezzo di trasporto?" "se fosse un'acconciatura?" "se fosse uno stato d'animo?" "se fosse un capo di abbigliamento?"). Io rispondo. 168 km dopo ancora non ha indovinato nonostante io sappia che conosce la canzone, allora siccome rischiamo di andare fuori strada gli dico il titolo e inizia a blaterare™ che le mie metafore non avevano ALCUN SENSO rispetto alla canzone.

Ora, i 2 di voi che non si sono ancora tagliati le vene morendo nello spleen giallo durante questo appassionante resoconto sono chiamati a esprimersi come per le trivelle: rispondete alle seguenti domande indicando cosa metaforizza (se non esiste scriviamo alla Crusca) The final countdown, una delle più belle canzoni di tutti i tempi:

- se fosse un colore?

- se fosse un mezzo di trasporto?

- se fosse un'acconciatura?

- se fosse un capo di abbigliamento?

- se fosse uno stato d'animo?

Bene. Poi scrivete anche se a) conoscevate già la canzone con relativo testo, b) se conoscevate la canzone ma non il testo, c) se avete dovuto ascoltarla su youtube e avete capito il testo, d) se avete dovuto ascoltarla su youtube e ve ne siete sbattuti del testo.

Vi prego, è molto importante che rispondiate. Ieri sera all'una e 37 stavamo ancora litigando per colpa di questi tizi (fra il Portogallo e adesso ci sono state lunghe pause in cui non abbiamo litigato per gli Europe, ci tengo a tranquillizzare tutti) (per i Queen continuamente) e allora ho deciso che avrei risolto la questione chiedendo a voi.

Poi vabbè, sarete rimasti in 3 a leggermi ma amen, vi amo lo stesso tutti anche chi non viene più qui perché per mesi sono stata rapita dagli alieni.
besos.


_______________

NB
Quanto al gioco "se fosse", vi dico solo che Zicchi ha indovinato al primo colpo 3 film che avevo in mente, e che all'unica domanda postami ("se fosse un colore?") avevo descritto così:

- "verde brillante, non chiaro ma nemmeno scuro, un verdone brillante come appena bagnato dalla pioggia e un tocco di marroncino";

- "ovviamente viola, giallo canarino, arancione, bianco e un tocco di blu cobalto";

- "grigio".

Non per niente fa il mentalista.
Nella prossima puntata (novembre 2025) avrete le risposte.

venerdì 19 febbraio 2016

"Is it a star?" "It "is" a star, very good!"

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, entra #utonta.

"buongiorno, mi dica"
"eee sono venuta per i libri."

Mi guardo intorno.
Siamo in una biblioteca.
Indico con un vasto gesto le sale intorno a noi.

"siamo in una biblioteca, esattamente quali libri intende?"
[basita & scocciata] "eeeh ma come, avevamo parlato per telefonoh!!"
"dunque. Sa se aveva parlato con me?"
"no."
"ecco, infatti siamo in 4 colleghe e turniamo continuamente. Se vuole gentilmente dirmi A QUALI LIBRI si sta riferendo magari ricostruisco la cosa"
"gne."

Vi risparmio il resto.
Buongiorno a tutti dalla biblioteca specializzata in lettura della mente e parapsicologia.
Che fare in questi casi? Come sempre, aprire il tubo e guardare Bill Murray.

lunedì 1 febbraio 2016

Il Tuttologo da Tavolo (TdT)

Habitat

Il Tuttologo da Tavolo (TdT) è un esemplare relativamente diffuso nelle zone temperate del pianeta.

Pericolosissimo (talvolta mortale), può essere sia femmina che maschio.
Convinto/a di conoscere ogni cosa molto più di Sgarbi, predilige una vita solitaria, anche se in periodo di caccia è facile trovarlo infiltrato in piccoli branchi (gli stessi in cui incidentalmente vi trovate voi, ingenui e all'oscuro di tutto come un piccolo di panda ma invitati a cena dall'amico X a casa di Y) e vederlo manifestarsi inopinatamente.

L'habitat prediletto del TdT consiste in cene di 4-8 persone fra amici e conoscenti comuni, questi ultimi dotati di una certa onestà intellettuale e soprattutto di conoscenze che il TdT non possiede, ossia voi, le sue prede preferite.

Non appena commetterete l'errore di farvi notare (esprimere un'opinione su di una materia di vostra competenza) zac, per voi sarà tardi: il TdT vi prenderà di mira contraddicendo rabbiosamente voi, Cartesio e le leggi della termodinamica in un crescendo di insulti e sputi, rovinando per sempre la cena di X & Y e creando i presupposti per una notte (la vostra) all'insegna del Maalox.


Alimentazione

Nessuno è al sicuro dal TdT: con la stagione mite essi escono dalle tane alla ricerca di prede (voi) e, adattando il piumaggio all'insegna del ristorante, sono in grado di assumere qualunque aspetto: dai colleghi di lavoro alle ex del vostro moroso, dai coristi ai commercialisti, dai parenti agli ingegneri.
Chiaramente se poi uscite con degli ingegneri però non è che potete venire qui a lamentarvi.


Comportamento

Una volta che vi siete dunque disgraziatamente fatti notare durante la cena con una frase qualsiasi e dopo che è avvenuta la definitiva muta verso la fase aggressiva sarà molto facile riconoscere il Tuttologo da Tavolo dalla caratteristica livrea (faccia paonazza) e dall'inconfondibile verso (cazzate a caso urlando).

Si presti poi particolare attenzione all'arma principale del TdT che pontifica, gli sputi, saturi di tossine con cui è solito paralizzare la vittima (voi, qualora non l'aveste capito), portandone successivamente il testosterone a livelli critici (stracciamento di coglioni) e provocando così nella preda l'immediata e attesa reazione di contraddittorio (tipo voi che litigate con vi difendete da costanza miriano, o giuliano ferrara, che fa più Sam Raimi).

Voi reagite, dunque, ma il TdT è un professionista: per anni ha appreso le tecniche shaolin dei migliori maestri (pandistelle che credono alle scie chimiche create da Rothschild mangiando limone e bicarbonato al family day), e non gli ci vuole molto ad avere la meglio, nonostante voi vi siate laureati sulla faccenda del drago nel garage e possediate un master sulla storia degli etruschi ("gli etruschi fanno schifo al cazzo" è una delle grandi frasi top a effetto con cui il TdT vi fa infuriare e scatena la mischia).

La vittima (voi), ormai indebolita, priva della vicinanza di Occam che nel frattempo si è ammazzato ed esausta per via della teiera, dopo un violento combattimento che può durare dai 6 ai 13 minuti tipicamente quindi soccombe (scoprite di avere la cirrosi); seguono stordimento (uscite a fumare), coma (non avevate mai fumato) e morte (cancellazione dell'amicizia su fb).


Modus operandi specifico

Ma andiamo ad analizzare in dettaglio il modus operandi dialettico del/la nostro/a; quali sono i topoi con cui il TdT vi provoca, vi coinvolge nella lotta (siete stupidi) e poi vi uccide?
Ecco una top ten:

#1 come siete indietro

voi: "ho preso un mac pro invece dell'air perché per vari motivi mi serve ancora il masterizzato--"
TdT: "oooooo ahahahah ma chi è che usa ancora il masterizzatore, roba da antidiluviani, il futuro è tutto nella musica online, come sei vecchia AHAHAHAHAH ma quand'è che ti aggiorni?!? BLABLABLABLABLUH."

[in realtà: fa l'ingegnere, non ascolta musica, veste solo camicie del pantone 2975C [true true true story], non vi chiede come state da sempre, mitizza gli Stati Uniti ["ah là è tutto diverso, mica come qui"] ma per qualche insondabile motivo è ancora a Lambrate a stracciare il cazzo, negli USA c'è stato una volta in vacanza, quando va via per lavoro parla esclusivamente della qualità degli hotel anche se tutto intorno c'è Parigi, è ingegnere.]


#2 le lauree non servono, per avere un'opinione basta contraddire wikipedia sbuffando

"gli etruschi fanno schifo, non hanno realizzato un cazzo, è per quello che non si studiano, un popolo che poteva anche non esistere, gneee"

[in realtà: non ha fatto l'università, non ha studiato archeologia, non è mai andato/a a Tarquinia, non saprebbe collocare nel tempo Carlo Magno]


#3 tutti siamo artisti, all'asilo facevo cose col didò

"beh la mia augusta opinione, dopo tanto riflettere, è che, come dopo Pollock non è più stato dipinto nulla di nuovo, anche la musica da circa 20 anni sia morta, uhm sì, modestamente penso questo."

[in realtà: di Pollock ha visto il trailer e comunque non sa scrivere il cognome, non è mai andato/a a vedere mostre d'arte fino all'altro ieri, fino a un minuto fa sosteneva che in tempi di crisi è più che giusto tagliare sulla cultura, voi siete musicisti da una vita, lui/lei vende assicurazioni e per hobby più che altro scia]


#4 poveri fotografi

"oggigiorno non si stampano più fotografie, poi tutta questa gente che con lo smartphone fotografa fa concorrenza ai poveri fotografi che così non riescono a lavorare uffi"

[in realtà: non ha mai stampato fotografie, non è fotografo ma il suo migliore amico sì e fa mostre organizzate in proprio stampando foto fatte con l'iphone aggiungendo il filtro del finto bokeh]


#5 cinefila

"Christian De Sica è un coglione e non ha mai fatto film seri"

[in realtà: De Sica sarà anche un coglione molto furbo, ma il TdT di cinema non sa proprio un cazzo*]


#6 tutti siamo attori, che ci vuole, basta essere naturale

"il tale #attore [che siete tutti appena andati a vedere a teatro ed è pure vostro amico] avrebbe dovuto fare #questo e #quello ed è stato coglione a non fare #quello perché io lo sapevo che era giusto, #quello, ah se ci fossi stato/a io a fare #quello"

[in realtà:
ultima volta che il TdT è apparso su di un palco: Natale 1988
età: 7 anni
in cartellone: recita "I re magi a Betlemme"
compagnia: scuola elementare "S. Beretta Molla" di Vimercate di Sopra
ruolo: la mirra]
[ma ancora più in realtà: #attore non l'ha scopata/o]


E così via.
Ma attenzione: il TdT ha un punto debole. L'animale trova infatti completamente intollerabile pronunciare la semplice frase "sono vere entrambe le cose", ad esempio in relazione al fatto che, se è vero che Luttazzi può aver copiato delle battute, è parimenti vero che era molto bravo a dirle. Trovate il modo di fargliela pronunciare e avrete vinto.
Solo che il TdT odia Luttazzi, tutti i TdT lo odiano, per qualche oscuro motivo, per cui verrete invariabilmente sommersi di sputi, offese ("sei una qualunquistah!!!") e dopodiché non rimane che andare a fumare, in coma.

Probabilmente l'unico vero modo per difendersi dal TdT rimane quindi quello di girare con Luttazzi portandolo a cena fuori senza invitare nessuno.


_____________
Post scriptum - Appunti sulla riproduzione del TdT

In quanto specie invasiva il governatore della provincia Verbania-Cusio-Ossola ha recentemente emanato un'ordinanza (58/2014) con cui si tenta di arginare la proliferazione di TdT nei centri abitati tramite abbattimento controllato (è possibile richiedere regolare licenza di caccia qui).
È stato in generale osservato, comunque, che il TdT tende a riprodursi meno velocemente di altri predatori, in quanto particolarmente difficile da corteggiare con successo (è raro che 2 TdT siano presenti nel medesimo luogo, e se ciò avviene di solito tendono ben presto a uccidersi a vicenda nel tentativo di far prevalere "i film di Tarantino sono 5, li ho visti tutti" "no sono 7, li conosco a memoria" ["no sono 12 nel senso di 8", dite voi, solo che voi siete già morti]).

mercoledì 27 gennaio 2016

Pleonasmi che hanno stracciato il cazzo (PCHSIC)

#1

"ciao Trantor"
"ehi ciao!"
"ahahahah mi fai sempre molto ridere con quelli."
"ma cosa... Dici questi?"
"AHAHAHAH SÍ"
"..."
"sei proprio buffa"
"..."
"LOL"
"..."
"mi fanno molto ridere quelli"
"ho intuito"
"ihih."
"..."
"il fatto è che sono buffi."
"non mi dire."
"infatti!!!"
[glieli agito davanti al muso] "ehi non dirai mica questi?"
"AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH sìììì quelli!!!"
"..."
[continuate pure, quando l'uranio finisce l'ultimo chiude la porta]


#2

"ciao Trantor!"
"ciao #insegnantediconservatoriocheseistatalamorosadimiozioneglianni'70"
"ahah beh ma cosa ci fai con quelli?!"
"quelli co..."
"AHAHAHAH"
"secondo te cosa ci faccio?"
"NON LO SOMUAHAHAHsalutamituozioAHAHAHAH"
"."


#3

"ciao Trantor, no ma ti prego dimmi subito dove hai preso quelli!!!"
"ciao e come stai anche a te, io bene grazie, tu? Comunque #quel negoz-"
"no perché sai la mia morosa li vuole ma io non so assolutamente dove prenderli non credevo esistessero sei un idolo a presto ciaooooooooooooo!!!"
"..."


#4

"ciao Tran... AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHA"
"cosa cazzo."
"AHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH-"
[il sole si è spento ed ancora lì che ride]


#5

"ciao Trantor"
"ehi cia-"
"ahahah ma ci senti? CI SENTI?!"
"ma porca puttana, che cazzo! Certo che ci sento maledetto imbecille"
"ahahahah ti adoro!"
"io no"
"eh?"
"niente"
"..."


#6

[sarcastico] "Trantor, ma per caso sei una marziana?!"
"eh?"
"con quei cosi"
"ma vaffanculo anche tu sfigato servo della gleba che non vedi una figa da vicino dal '91"
"eh?"
"niente"
"sembri un'aliena"
"..."
"una marziana"
"sì, ok?"
[trionfante] "ahah ti mancano solo le antenne" [giuro]
"era il mio piano fin dall'inizio"
"... eh? ...ah. Vabbé ciao."
"..."


#7

"ciao Trantor!"
"ciao."
"tutto bene?"
"sì. Beh non ridi?"
"di cosa?"
"di questi"
"questi cosa?"
"questi."
"ah, boh, vabbé, e allora? Neanche li avevo notati"
"no, era per dire. Saresti l'unico."
"sono anche il tuo moroso."
"già."
"..."
"beh allora ok."
"sì"
"ok."
"."


A #cittàsenzafiume i paraorecchi sono come la formaggella camuna negli anni '70, mia madre ha bestemmiato per anni perché qui alla coop non la trovava ma da quando si è diffusa tutti fanno i ganzi senza sapere nemmeno dove stia il lago d'Iseo.

Vorrei segnalare che i miei - i paraorecchi, dico - N*O*N sono a forma di pandaotocione, oloturia, sfigaInghilterra, milfLSD, Le Malvestite (dio quanto mi manca), infanziaviolata, topa o zecca morta.
Se non vi fidate li fotografo, così poi potete ridere anche voi della loro sconcertante, insultante normalità. E sono pure beige.

A voler ben guardare poi non sono molto pronta per una nuova giornata di AHAHAHAHAHA-HAI-I-PARAORECCHI-LOL domani nella pleonastica #cittàsenzafiume, per cui siete pregati di prendere un cazzo di treno e venirmi a trovare con addosso dei paraorecchi, così poi andiamo a prendere un caffè coi paraorecchi in onore dei paraorecchi e almeno ci dividiamo questo peso.
Fra 50 anni qui diventerà di moda e nessuno si ricorderà di noi.
Grazie.

martedì 12 gennaio 2016

Circoletti, Kurt Russell, fila, lega

E' il 23 dicembre, ultimo concerto della stagione, 24° concerto del 2015 con i miei cori.
E' stato un anno pesante e felice.

Sono le 21.08, il concerto è programmato alle 21, il pubblico gente con seri problemi di socialità è già in chiesa dalle 20.40.

In sagrestia al solito regna il delirio totale: frotte di sparaventose frugano alla ricerca di parti mancanti nel mio trolley pieno di fotocopie in disordine, in 7 stanno cercando di sistemarsi il foularino natalizio rosso sull'abito da concerto con risultati che fanno molto ridere altri coristi a cui il foularino cade e loop, in 5 scartano caramelle sull'altare (indovinate chi alla fine raccoglierà le carte), uno si prova le tonache da chierichetto e posta selfie su instagram mentre la curia ci fa causa, 3 ripassano la parte del tenore di un pezzo di Mendelssohn bestemmiano e i soliti 2 (già noti alle forze dell'ordine) distribuiscono tavor.

Qualcuno urla IL BUCATOREEE e mentre mi slaccio la camicia e metto i tacchi alti gli lancio prontamente la #reliquia, ossia Il Sacro Foratore a 4 Buchi (SFAQ-bu) il quale, puntuale come la gag di s. gennaro, rilascia milioni di circoletti bianchi in tutta la sagrestia e dentro le mie scarpe (il modo migliore per tracciare i miei spostamenti è seguire le piste di circoletti bianchi nel mondo).


Sono le 21.09 e ripenso a quando ero corista nello #storico #coro di X, a come ero diligente nel mettere a posto le parti il giorno prima del concerto, così giovane e già catalogatrice fottuta, e a come inorridivo sorridendo nel vedere l'amato direttore #KurtRussell che alle 21.13 si doveva ancora cambiare e sardonico, in boxer, dopo aver rinunciato del tutto a mettere in ordine i pezzi era più propenso a discutere il menu del ristorante in cui andare dopo, mentre in sagrestia puntualmente regnava il delirio più totale caramelle cartacce reggiseni tresche gente che non sa mettere un farfallino e CIRCOLETTI BIANCHI, ma io sotto sotto ammiravo moltissimo il suo cinismo sornione da musicista consumato ("ma come fa?" "LFDL.").

Poi ho iniziato a dirigere cori a mia volta, e per un po' di anni sono stata brava come allora: sistemavo le parti per tempo, bucavo i fogli il giorno prima, controllavo che la cartella fosse in ordine e toglievo i pezzi che non mi sarebbero serviti, come quando avevo il colletto della camicia in pizzo che mi metteva mia madre alle medie mentre le altre potevano già vestirsi da troie.


Invece ora è il 23 dicembre 2015, sono le 21.11, ci sono 5 gradi sopra lo zero, qualcuno ha iniziato a presentare senza chiedermi un cazzo e ho ancora addosso il vestito da concerto mezzo slacciato.
Alcuni circoletti bianchi sono finiti nella scollatura, ma ormai non li tiro più neanche via, ce li lascio perché mi affeziono, tengono caldo.

Mi tiro su i collant mentre una corista mi allaccia il corsetto e sotto la dettatura di un tenore agitatissimo tento di mettere in ordine le mie stesse parti usurate come la chiglia di un peschereccio, indicando nel contempo dove si trovano le parti doppie di Jesus bleibet, rovistando in borsa per trovare il diapason e istruendo i coristi sull'entrata in fila indiana, anche al Cern farebbero fatica ("ma in fila indiana in che senso?" "ma in fila per uno o per due?" "ma perché in fila?" "allora per due, yea" "ma fila in che senso?" "ma per uno?" "ma per mano?" "ma in che senso fila?" "hai del rossetto sui denti" "col mio coro di Sciaffusa non entravamo mai in fila e francamente credo che blablablabla" "ho tempo di andare in bagno?" "ma perché nonFOTTETEVI TUTTI.).


Nel frattempo sono le 21.16, il sindaco sta finendo di parlare, mi riavvio i capelli a caso mentre qualcuno dice di far entrare i coristi perché siamo già in clamoroso ritardo e metà del pubblico è in cancrena, l'altra vota lega.

Mentre sfilano davanti a me con la loro bella cartellina a destra e la definitiva prova della teoria della relatività (concetto di /abito nero/) e del principio di indeterminazione (/abito lungo/) un contralto sorprendentemente lucido mi sistema lo spallino del reggiseno e nasconde l'etichetta della giacca.
Ho del rossetto sui denti e il forte dubbio di avere le parti nell'ordine del cazzo.
Qualcuno mi fa notare che ho anche le occhiaie di Vincent Schiavelli.
Alcuni circoletti muoiono nell'ottemperanza del proprio dovere.

Epilogo
Nel presentare mi infilo in un paio di subordinate del cazzo da cui nemmeno Cicerone riuscirebbe a uscire, nel #solitomottetto di Palestrina io e metà del coro ci commuoviamo come adolescneti davanti a Casper, non dimenticheremo facilmente la spalla cotta calda e la mostarda del rinfresco, e penso che ho imparato proprio tutto da #KurtRussel, e che probabilmente lui non lo saprà mai.

Insieme a lui abbraccio anche voi, che la forza della lucidità sia con voi.
Baci.

venerdì 25 dicembre 2015

47 sfumature di regolah

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

#1

donna, bianca, caucasica, perenne sguardo da pesce lesso, folle chioma di ricci tinti, 29 anni, concertista, insegnante di conservatorio (insegnante-di-conservatorio. Prendete carta e penna e ripetete con me, moltiplica-per-3-il-tuo-stipendio-dividendo-per-3-le-ore-che-lavori).*

"ciao, ti riporto questo libro"
"ok. ... Scusa, ma il libro conteneva anche un fascicolo aggiunto [la parte staccata del violino solista, ndr], qui manca"
"eh ce l'ha #utontaTroppeCertezze"
"sì, ma #utontaTroppeCertezze gira il mondo."
"infatti credo che la parte del violino sia attualmente a Rabat, ahahaha!"
"che ridere. Beh io non posso segnare come rientrato un volume incompleto, quindi non scarico il prestito e me lo riporti quando hai riavuto la parte staccata"
"stai scherzando?"
"ti sembra che stia scherzando?"
"scusa, non è colpa mia se la parte proprio adesso non c'è"
"infatti è colpa tua solo perché l'hai data ad una violinista pazza in perenne tournée smembrando il libro"
"sì no ma #gneeeee #fuffa #piagnistei #teletubbies"
"ssshh guardami, ora cercherò di farti capire come funziona una biblioteca. Il libro l'hai preso in prestito tu?"
"sì."
"e allora la responsabilità sull'integrità del libro è tua. End."
"SI' MA..."
"se la parte del violino viene persa in un postribolo di Marrakech il libro va ricomprato intero, e ce lo ricomprerai tu"
"SI' MA..."
"ma un cazzo, io non posso riprendere in biblioteca un libro incompleto solo perché tu e quell'altra stordita ve lo siete diviso, lo capisci questo, vero?"
[#leinonsachisonoio] "spero tu stia scherzando"
"no, sto solo facendo il mio lavoro"
"umpf"
"."

se ne va sbattendo la porta
buio
sipario


#2

diciassettenne, bianco, già schedato in 5 stati per insubordinazione, barbetta, fa di tutto per vestirsi in modo da sembrare musicista consumato invece non ha nemmeno la patente, percussionista, probabilmente l'unico caso nel Nord d'Italia di percussionista sotto i 48 anni privo di qualsivoglia attrattiva sessuale, sovrappeso.

"ciao, prendo a noleggio questo libro"
"beh se vuoi lasciare qui dei soldi sei gentile, comunque questa è una biblioteca e si dice prestito"
"... ah" [attività neuronale assente, lo stiamo perdendo]
"comunque, ecco fatto. Il prestito dura un mese, come sempre"
"ok. Poi se lo voglio tenere due mesi lo tengo due mesi."
"prego?"
[fa per andarsene con la sufficienza e la sicurezza di un avvocato di Law & Order che non accetta il patteggiamento] "sì, dico che se lo voglio tenere due mesi lo tengo due me..." 
"senti, ma col cazzo!"
"ma co..."
"se ti dico che è un mese tu entro un mese lo riporti, ok?"
"ehi ehi calmati, stavo scherzando eh"
"no che non scherzavi. Questa non è casa tua e ci sono delle regole"
"..."
"ci vediamo entro un mese. E buon Natale."
"... BEH ALLORA CIAO."
[brrr che paura] "ciao"
"umpf."
"."


#3

 utente abituale, bianco, caucasico. Nulla da segnalare, non è nemmeno ricercato dall'Interpol.

"ciao!"
"ciao!"
"ecco, vorrei prendere in prestito #librochenonvaninprestito."
"beh, #librochenonvaninprestito come sai non va in prestito, quindi..."
"ahahah! No è che vedi, domani voi chiudete per le vacanze, no?"
"sì."
"quindi siete chiusi, giusto?"
"sì."
"quindi non lo prenderebbe nessuno, no? Se lo prendo io a nessuno #librochenonvaninprestito mancherà, capisci?"
"capisco. Io non posso farlo perché si creerebbe un #precedentedelcazzo, però se vuoi puoi sentire direttamente da #capo su in ufficio, decide lui"
"ahaha ok grazie!"
"prego"
"vado subito!!"
"."

[va in ufficio da #capo, poi torna]

"allora niente da fare?"
"eh no"
"mi spiace, ma noi non possiamo fare niente, sono le regole"
"no no ma certo, capisco :-) Allora pazienza, prendo questi 5 #librichevannoinprestito"
"ok, solo che come sai il limite dei #librichevannoinprestito è quattro"
"ah, ma dai, ma state per chiudere, no? Sai, se chiudet..."
"sì lo sappiamo che chiudiamo, ma c'è sempre #precedentedelcazzo di prima, ok?"
"ok ok, no ma capisco benissimo, figurati, è il vostro lavoro!"
"già."
"già. Dai ne scelgo 4 allora." [fa un altro giro per le sale poi torna]
"e senti, questo #periodicochenonvaninprestito non lo prestate, giusto?"
"vedi, è un #periodicochenonvaninprestito... Significa che non prestiamo i periodici..."
"ma come, quindi non avete mai fatto eccezioni?"
"sai, per il motivo di cui sopra, il #precedentedelcazzo"
"sì certo. Ma proprio mai?"
"è il senso di tutto"
"quindi mai??"
"ma che differenza fa?"
"non lo so, ma proprio mai? Anche se adesso chiude..."
"NO"
"ah ah ok ok, no ma capisco! Dai allora buon Natale, a tutte voi!"
"anche a te."
"a presto!"
"sì"
"ciao!"
"...sì"
"ciaone!"
"sì, ok, ciao!"
"ciao!"
eccetera.

Io e #collega al termine ci siamo fatte un caffé corretto.
Poi abbiamo chiuso la biblioteca, lasciando la moka al suo destino.

Buon sol invictus, miei cari.
Che la regolah sia con voi.


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* sono contenta che quelli di ruolo prendano tanto, ma cazzo, non assumerei per forza delle oloturie stupide

venerdì 11 dicembre 2015

Lo zen e l'arte di scopare (le more) (mica sempre)

"sai Trantor?"
"dimmi."
"te lo devo dire. Quando ci siamo sentiti al telefono, un mese fa, ho subito sentito una forte energia positiva fra noi."
"wtf ah, ma dai. Woa."
"sì, tantissima."
"Janeway a sala teletrasporto m-mh, bene bene"
"proprio un fluire di energia fra noi"
"..."
"però sai cosa?"
"cosa."
"detto sinceramente. E' stato solo molto strano scoprirti con i capelli così chiari."
"eh?"
"pensavo fossi mora."
"beh, pazienza"
"non mi capacito"
"forse perché mi avevi googlata e nelle foto sembra sempre che io sia più scu..."
"no me li immaginavo così proprio di mio."
"eh. Però no, guarda te."
"già. Me li vedevo mori."
"..."
"che strano!"
"sei sicuro di non avermi googlata, eh?"
"ma certo!" [il naso fora il termosifone e uccide un passante, NdR]
"a-ha"
"... cioè, sì ok ti ho cercata, però ti pensavo proprio più mora"
"forse perché nelle foto sembro più mora."
"no non cre..."
"io invece sì ma però andiamo avanti cazzo"
"DI CHE SEGNO SEI"
"eh? Scorp..."
"a-ah! Lo sapevo, PESCI!"
"cosa cazzo"
"pesci."
"non sono pesci."
"cioè, non sei pesci?"
"no, scorpione."
"ah. Ma che strano."
"cosa è strano"
"no è strano, avrei detto pesci."
"..."
"ma che stranezza, da quando ci eravamo sentiti al telefono io ho sempre creduto che tu fossi un pe-"
"forse perché non funziona"
"beh comunque tranquilla, io vado sempre molto d'accordo con gli scorpioni."
"ma vah."
"no, davvero!"
"O'Brien, dove cazzo sei saperlo mi cambia la vita"
"cioè io lo sapevo fin da quando ti ho sentita al telefono che #antani #energiapositiva #pietre #specchietti #India #sitar #Buddha #RobertoBaggio #[fuffa a caso]."
"yaawn. Ma pensa."
"anche se ti immaginavo mora!"
"sì ma però chissenefrega di questa cosa, eh?"
"però sei pesci!"
"non sono pesci"
"fh. Epperò c'è tanta energia positiva."
"... sì"
"ok."
"ok."
"ok."
"."
"sei bella anche castana."
"uno da portare su"
"eh?"
"niente."

Il Compositore non è il Violoncellista, anche se è convintissimo di essere un suo degno simile.*

Il Manuale dice capelli scarmigliati (è buono qui, è buono lì), brizzolati, sigaretta ogni 15 secondi, mezza età, stivali da gaucho, #indovinoiltuosegno e l'attitudine ad atteggiarsi da Violoncellista con qualsiasi tuba di Falloppio castana presente nel suo raggio d'azione (metri 90).

Compone musica contemporanea ma fa soldi a palate con l'house, magari ci avete anche ballato sopra, who knows.

Conosciuto per caso #progetti concertistici andati a #puttane per colpa di #impresari di #merda, meno male che ci separano all'incirca km 1000, se no di tutta questa energia positiva tipo io grazie ma anche no, e poi di che parliamo a fare, non sono nemmeno pesci.

Poi però mi guarda dirigere gli sparaventose e mi corregge la tecnica senza false gentilezze, anche se non sono così mora, e alla fine abbraccia pure Zicchi in un'ondata di generosità à trois perché "ha gli occhi dolci, è un bravo ragazzo".

Esco dai 90 metri pensando che forse non lo rivedrò più.
Di sicuro non cambierò colore di capelli, ma per voi posso sempre essere pesci.
Quando volete, sapete.

Bonus.

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* l'Autrice intende scopabile, NdT.

mercoledì 2 dicembre 2015

2001 primati laureati in amore platonico

Riemergo.
E' tempo di basta, ho un aneddoto che da troppi mesi giace nel cassetto.

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio un tizio telefona e ci prospetta il dono di una enorme collezione di CD di musica reggae, praticamente l'intera discografia completa dalle origini al 2013, maniacalmente curata dal padre appena morto del tizio.
Io e #colleghe ringraziamo e gioiamo della cosa, anche se in biblioteca abbiamo lo spazio libero che corrisponde più o meno alla capacità del cervello di [leghista a caso].

Poi passiamo il messaggio a #capo.

#capo: "hai detto musica reggae?"
"sì, l'intera discografia comple-"
"eh ma non so se riusciamo ad accettare il dono."
"... che peccato. Però in effetti lo spazio è poco... Magari chiamiamo qualche altra biblioteca e..."
"no no, è che è regghe"
"..."
"..."
"ma è musica anche il reggae, e questa è una biblioteca musicale"
"eh?"
"no, dico che è comunque mu-"
"beh adesso vediamo."
"..."

Dopo questo avvincente siparietto #capo - laureato in filosofia della musica, ndr - passa le successive 56 ore chiusa in ufficio ad ascoltare playlist di reggae, dub e sottogeneri su youtube, fra un saggio di questa roba* e un saggio di quest'altra*, aka [quello che direbbe Sborropippo al riguardo].
Il giorno dopo torna al front office tutta giuliva.

"#capo, come rispondiamo a #tizio per via di quel dono?"
"eh, ho ascoltato un sacco di quella musica."
"... e quindi?"
"ragazze, noi... Cioè. Nel senso. ... Insomma, è che noi discendiamo da Platone!!!"
"..."
"..."
"..."
"..."

Mentre la temperatura della biblioteca scende a livelli prossimi allo zero assoluto, una #collega vomita, il sole si spegne e lo scaffale (peraltro abbastanza fornito) dedicato a studi sulla popular music crolla uccidendo Debby lo scarafaggio-mascotte, #capo continua a fissarci giuliva.

"ma... anche il reggae è mus..."
"no no no no no, non fa parte della nostra cultura. No no no no no no. No no. No no no no. No no no [continua]"

Vi lascio con l'immagine di un'intera stirpe di discografici ska che penzola dagli alberi comprando specchietti colorati e urlando "zi badrone" agli opossum.
Meno male che ci siamo evoluti, noi platonici. Pensa se non lo facevamo.


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* premi f5.
Può causare dipendenza patologica

martedì 3 novembre 2015

Il Mastro di Chiavi (aka Il fratello scemo di Sherlock Holmes)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

Mi servono le chiavi della cancelleria, aka uno sgabuzzino in cantina con n. 3 armadi fatiscenti in cui vengono stipate derrate di biro secche, pile di fogli perforati a modulo continuo compatibili solo con IBM 1401 (amarcord), 80 milioni di etichette per la stampa unione, preziosi e ambìti cancellini per queste, spore, muffe e funghi.

Insomma, devo ravanare nel regno delle nutrie alla ricerca di buste trasparenti e come faccio ormai da anni mi reco nell'ufficio di #collegaContabile, un bradipo antipatico iscritto a cielle abitualmente coadiuvato dall'impareggiabile #GiovaneGaloppinoTonto, per chiedergli la chiave.

"permesso?"
"[nessuna risposta]"
"permesso? Posso?"
"...mpf." [si toglie le cuffie dell'iPhone]
"oh ciao #GiovaneGaloppinoTonto di #collegaContabile, non c'è #collegaContabile?"
"kn."
"eh?"
"no, è uscito."
"fa niente. Mi passi per favore le chiavi della cancelleria?"
"... come?"
"le chiavi della cancelleria."
"..."
"sai, per andare giù a prendere le buste."
"mi spiace, ma non so se posso dartele, non ti conosco."
"ma se lavoriamo qui tutti e due da anni"
"eh."
"sono Trantor della Biblioteca! Mi conosci benissimo!"
"eh ma non c'è #Contabile, mi spiace."
"ma cosa...! Mi servono le buste, so benissimo dov'è la cancelleria, ci vado da anni, mi servono semplicemente le chiavi"
[sospettosissimo] "allora perché ce le chiedi, se è vero che ci vai sempre?"
"perché nel suo cassetto #Contabile ne ha milioni e non so se le riconosco in mezzo alle altre, imbecille"
"A-HA!, ma se dici che ci sei già stata allora dovresti sapere come sono fatte quelle chiavi!"
"so benissimo come sono fatte nel momento in cui me le danno, ma non mi piace ravanare nei cassetti delle scrivanie degli al..."
"eh no mi spiace." [fa per rimettersi le cuffie dell'iPhone]
"ma che cazzo..."

Casualmente mi cade l'occhio su di un ripiano e vedo in bella vista le chiavi della cancelleria.

"sai cosa? Le chiavi sono quelle, adesso me le prendo da sola e vado giù a cercare quelle cazzo di buste che mi servono per lavorare, ok? Ma porca puttana"
"..."

Agguanto le chiavi ed esco prima che possa replicare.
Mentre chiudo la porta sento che ha già riattaccato la musica.
Ma vaffanculo.

Bonus.

venerdì 16 ottobre 2015

Utonta del Cazzo aka Appropriazione indebita di scimmie di giada

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"..."
collegaF: "... mm. a-ha. ... ok. ... capisco. ... comunque è sicura?"
"..."
"a-ah. Benissimo, dottoressa. ... Accidenti, che brutto arrivare a questo. ... m-mh. Certo, certo. ... Non è da noi, ma lo faremo. Grazie, salve, salve."
clic.
"cazzo!"
"eh? Chi era al telefono?"
"era il direttore amministrativo!"
"era per quella pazza che ha in prestito #libropreziosissimodicuiesistono2copieinItaliaeintrovabilesulmercatodell'usato da 259 giorni e ci prende per il culo ogni fottuto giorno dicendo che lo riporta?"
"sì. Possiamo farlo."
"stai scherzando"
"ti dico che ora possiamo farlo!"
"cazzo fighissimoooo"
"potremo farlo!!!"
"è tipo come quando Michael Keaton urla quella cosa in quel film davanti alle rotati-"
"SI'"
"ti rendi conto?"
"potremo dire 'se non riconsegna immediatamente il libro provvederemo a denunciarla in questura per il reato di appropriazione indebita', tooop!!!"
"non vedo l'ora cazzo!!!"
"tooop!"
"e adesso signori, il precedente. Datemi quel telefono e il numero di quella str*!"
"eccellente!"
"Smithers, libera i cani."
"eccellente"
"eccellente!"

Piccole soddisfazioni in biblioteca.
Ah per la cronaca, 12 ore dopo la telefonata l'utonta del cazzo che ama prenderci per il culo tenendo #libropreziosissimodicuiesistono2copieinItaliaeintrovabilesulmercatodell'usato da 259 giorni ha richiamato e, com'è come non è, #librointrovabile ha misteriosamente segnalato la sua presenza in un armadietto della non meglio identificata scuola media di X, circondato da piccoli topi fanatici.

"che sbadata non ricordavo proprio di quell'armadietto della scuola media di X", mi dice la str* tutta flautata.
"ma pensa, guarda te."
"è che non sapevo il titolo del libro che dovevo cercare", con la voce rotta dell'attrice consumata.
"signora, per quel libro del cazzo ha ricevuto 8 solleciti via mail, 72 telefonate, 6 messaggi sulla segreteria telefonica, 2 raccomandate e una minaccia di denuncia in questura, vuole veramente continuare a sostenere questa ridicola posizione del titolo (RPT)?"
"... fgh."
"ecco."
"."

Come probabilmente diventeremo.

domenica 11 ottobre 2015

Come eravamo (aka da dove siete venuti) (e spero siate tornati subito)

Siccome avevo voglia di sentirmi scema e umiliata ho pensato di cercare le chiavi di ricerca con cui alcuni di voi siete arrivati qui.
Scema e umiliata non per le chiavi (a parte "immagini carine di buongiorno con gatti", ma per chi cazzo mi hai preso, i cani sono impareggiabili), bensì per l'abituale intuitività e ovvietà d'uso dei prodotti google, probabilmente sono gli stessi che scrivono il quesito con la Susi o che hanno elaborato il cervello di bondi, non so.
Insomma ho cominciato alle 16.45 e alle 21.38 dopo due trame di Inception sono riuscita a raggiungere le chiavi di ricerca, ma non credo che lo rifarò prima del 2017.
Ma vediamole, queste chiavi.


- matto moglie e di strada bastardi porno
una nuova, appassionante categoria di uporn, "quasi endecasillabi"

- scioglilingua camuni
ti amo, adesso lo rigooglo

- hello spank
ti odio

- pamela anderson oggi
non che non faccia ridere, certo

- porno.sedani
brighello, ma non fai praticamente ridere

Dove è nato tutto, la semplicità di un inizio, l'origine del mondo, dell'uovo e di Colombo:
- fighe

- segnalini monopoli
- fiaschetto monopoli
- come si chiamano i segnalini del monopoli?

- segnaposto monopoli
un grande problema di oggi!

- buongiorno micio
- buon giorno micio
- buongiorno facebook
- buongiorno in francese frasi
- buongiorno buffo
ok abbiamo capito cazzo, buongiorno e magari subito dopo soffocati di palle di pelo

- immagini carine di buongiorno con gatti
fottiti

- sorrisone gatto
cerchiamo le stesse cose, ricordiamo le stesse cose, forse siamo fatti per stare insieme. Mi piace ricordarti così, amore mio

- uda la pena di morte
ma UDA architetti? Seriamente? Però grazie a te scopro che Uda è anche un fiume della Buriazia, un imperatore giapponese del IX secolo, un monte della Sardegna e una classe di piccole petroliere degli anni '60. La Buriazia invece è una di quelle infinite repubbliche russe che nessuno schifa, e che invece a me piacciono tanto, principalmente per i nomi. Grazie, dunque, amico u.d.a., ti amiamo

- +maiusc+n,porn hub
aka scrivere con la mano inversamente proporzionale a quella con cui ti stai segando

- cigola il letto vignetta
non so perché ma mi è venuto in mente subito il genio assoluto che si nasconde (vabbé, mica tanto) dietro la pagina tamar0edemon1a2011.blogspot.repubblicadellebanane, dove ovviamente 0 e 1 vanno modificati con o e i. Andateci perché ne diverrete dipendenti, appena prima di vomitare la milza, subito dopo aver suicidato firefox

- www.çzzyx.porno.
bello il punto finale, ma soprattutto chissà se il sito esiste con quel dominio

- frase per una serata afosa anonima blog
mi rubi il lavoro?

- orsetti lavatori
ti amo tanto

- musica de suipesi
appassionante, soprattutto capire che diamine volevi scrivere

- porno volagratis
nel senso delle hostess o del capitano? Forse nel senso di tenere un porno sullo sfondo mentre prenoti un volo per Cuba, è bello sognare

- ricerca il mio argon pippo strano
sì, leccami tutto il bario legata ad un rame mentre il copernicio mi croma

- temporale d'ottobre aneddoti
appassionante #2, oppure sei Isabelle Adriani (chicazzoè) e stai per pubblicare il tuo primo romanzo con "Il mio libro", ora è chiaro. Sappiate che [true story!] 'sta "secchiona" (cit.) si è pure presentata nel negozio in cui lavora il moroso di un mio corista, un negozio che per capirci è tipo Motivi, facendo la sciantosa-ho-fatto-40-film-e-sto-con-un-conte e cercando una borsetta per un redde-cappett. Il moroso del mio corista candidamente le ha detto "beh io però non ti ho mai vista!" e lei si è esibita in una lunga lista pregevole ("anche fikscion", per esempio). Il fatto che abbia poi pubblicato questo non aiuta ulteriormente (nel leggere il titolo due coriste educatrici e insegnanti di sostegno si sono dissanguate con il filo di una risma di fogli A4)

- vignetta di una donna graffiante come un gatto
chissà perché non attiro amanti dei cani, comunque da un po' di tempo esiste la parola "catwoman"

- violoncellista che si fa scopare
ne so qualcosa

End.