Visualizzazione post con etichetta piaceri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta piaceri. Mostra tutti i post

sabato 9 aprile 2022

l giardino dei sentieri che si biforcano

Lui ha più di 80 anni, una cravatta rossa e un berretto, è gennaio.

C'è la luce di Roma, l'inverno non c'è. Ho i capelli rossi. Gabbiani, il forchettare di una trattoria storica poco lontana. Siamo sulla via Appia, lui mi apre un piccolo appartamento umido che prende la luce della sera, e che usa per salvare cose e storie; ne è orgoglioso, mentre apre le persiane. 

Migliaia di libri, di ogni tipo. Gialli, rosa, riviste, libri che contengono assaggi di liquori e romanzi russi; tappeti caucasici, fantascienza, erbari. Libri d'arte, libretti, dizionari, Maupassant, servizi da té. Libri che salva dal macero, dalle discariche, dai cassonetti; da vedove che per prima cosa desiderano bruciare la libreria del marito: ma dietro ogni libro c'è almeno una persona.

Spartiti nessuno, quelli li tiene per sé. Una piccola pila di libri sui nazisti ferma la porta; scatole di biscotti danesi con dentro altri libri, una pendola. Libri anche in cucina.

Un quadro ritrae una nobile in abito verde dalle mani sottili, lui me ne racconta la storia. C'è sempre una storia, ma bisogna cercarsele, le storie. Mi offre un tappeto caucasico del '600; non posso prenderlo, lo fotografo.

Torniamo nel giardino, chiuso fra piccoli muri di sasso, che saranno lì da prima di Cecilia Metella. Nell'ora migliore io sono rossa, lui è rosso; l'erba è rossa, l'orto è rosso, il cielo è rosso. Cosa cambia, fra oggi e il 22 avanti Cristo? 

I suoi amici sono poco lontano e ridono. Noi stiamo in silenzio, nella luce, nei gabbiani, nell'erba, nel forchettare della trattoria.

Qualcuno degli altri ha preso un libro, io mi stupisco del perché no, ma non cambia; forse preferivo lasciarli lì, ma in realtà non cambia, li ha lui, li ho io; sono stati salvati.

Torniamo verso la città. Camminiamo dove hanno camminato gli altri, e i cavalli.
Se fossero 100 anni fa sarei lì, e avrei i capelli rossi.


 



domenica 2 febbraio 2020

Nascondersi

Nascondersi.

Una festa estiva nella bassa mantovana, camminare sul prato dietro la chiesa, le tavolate lunghe con tovaglie di carta, mangiare quello strano risotto asciutto con #collegaV. C'è vento, c'è caldo, non sapere dove si è. Quei posti in cui la provincia è Mantova, la diocesi è Cremona, l'accento è anche un po' il mio, il risotto è asciutto.
Non ho guidato io, non so dove sono.

Nascondersi a Roma, in Santa Maria in Aquiro. Sono stata a Roma almeno 10 volte e ancora non mi oriento. Camminare a caso, i muri sono rossicci ma qualcuno è azzurro (sarà originale?). Entrare in Santa Maria in Aquiro, scomparire definitivamente. La chiesa è buia, illuminata solo da alcuni lumini. Una donna orientale pulisce e sale in piedi sugli altari. Odore di detersivo, il prete legge al buio. Nessuno sa che ci sono, io non so dove sono. L'intonaco delle cappelle è scrostato, c'è anche un Honthorst.
Fuori no, ma dentro è notte. Potrei non uscire più.

Lisbona, piazzetta del teatro S. Carlo. Nascondersi dietro un libro di fantascienza. Aspettare l'aereo, non voler partire. Mangio una banana, finisco il romanzo. Sull'altra panchina operai che scartano il pranzo. Turisti italiani, vento. Resto.

Nascondersi anche in Algarve, in una fabbrica di sardine abbandonata di cui si sente ancora l'odore e avere paura, o alla festa del grano di un paesino che normalmente non esiste, a sentire il liscio senza saper ballare.

Nascondersi.
Essere l'enciclopedia delle scienze del '67 che il #figlioonesto di #utontapazza ha rinvenuto in casa e ci ha riportato ieri, riconoscendo i timbri della biblioteca. Il libro si nascondeva da loro all'incirca dal '92, ma forse da prima. La copertina è avveniristica, mi sta simpatica.
L'abbiamo catalogato, ma ho preferito nasconderlo di nuovo.
Non lo trovate mica a scaffale, se venite.

venerdì 19 luglio 2019

Custodire camicie

"pronto?"
"ehi bastardaaaa"
"mio dio sei tu, ma quanto te..."
"amicaaa non indovinerai mai!!!"
"... ok dimmi"
"TOP! TOP! TOP!"
"ok, però dimmi"
"FIGATAAAAA"
"dimmi"
"Trantor, stasera rientro da un anno di lavoro in #paeselontanissimo e ho deciso di venire al #tuopaesino!!!!"
"stasera nel senso di fra 35 minuti?"
"siii sto arrivando!!!"
"no ma dimmelo più tardi, comu-"
"SINCRONICITA' JUNGHIANA"
"cazzo e sono anche libera, non ho parole"
"no vabbè GOOOD VIBES!!!!"
"ma sai che ho ancora la tua camicia che all'ultimo concerto avevi dimenticato dentro la custodia del mio pianoforte elettronico?"
"BEH, AMICA."
":)"
"AMICAAA!"
":)"
"NON CI CREDO, LA CAMICIA!!!!"
"ma sì, sai che ti avevo scri..."
"AMICA"
":) ok, allora a do..."
"GOOD VIBES!!! GOOD VIBES!!!"


Lui è ancora (è sempre) quello delle camicie.

È quello delle camicie mimetiche a pixel, quello che parte per l'India da solo senza guida, quello che 25 secondi prima di entrare in concerto col mio #altrocoro gli si rompe la patta dei pantaloni e io e 24 coristi ci troviamo costretti ad assistere alla febbrile costruzione di una maryshelleyana sutura della patta realizzata mediante n. 13 spille da balia recuperate dal fondo della mia borsetta.

Lui è #pianistapugliese2, non lo vedevo da 3 anni.
Ogni tanto messaggi audio deliranti, fiumi di chat come se ci fossimo visti ieri, poi niente, deve tornare in cucina e per mesi non ci scriviamo.
Fa il cuoco ad alto livello, sceglie le vacanze in base alla possibilità di salire su pescherecci, pescare molluschi giganti a mani nude e mangiarli vivi con un coltello, ed è l'unico pugliese nato sulla costa a cui non manca il mare.

Lo raggiungo alla festa dell'Unità del #miopaesino, dove ha deciso di andare per salutare più gente possibile dei vecchi tempi.
Lui è appena rientrato da un ristorante stellato in cui ha lavorato e fra un numero non elevatissimo di ore riparte per Dubai, altro ristorante, altro paese, altro anno, altra storia, altre camicie.

Ci riabbracciamo e, come al solito, in realtà non è mai partito: vive ancora nell'appartamento in affitto con i muri rosa confetto, ogni lunedì sera viene alle prove del coro, andiamo a comprare insieme le macchine fotografiche e mangiamo zangole di sushi parlando male di #fraubluecher.

È accompagnato da un amico sveglio e riccio, un sommelier molto più giovane di noi, lombardo, che viene da un posto che non esiste (Lodi) e che per brevità chiameremo #bambi.
Parliamo, ridiamo, #bambi beve mirto; è tutto uguale, come una volta.

Ad un certo punto si evince che sono arrivati al #paesino completamente a caso, senza auto; loro ridono come pazzi, ma allo stato in cui siamo, molto dopo mezzanotte, qualcuno li deve pur portare a #cittàcolfiume, dove dormiranno a casa di un'amica, un'altra che custodisce camicie.

Saliamo in macchina e molto dignitosamente scelgono di non commentare lo stato in cui versa la mia auto, piena fino all'orlo dei più disparati oggetti e arredi fra cui una cassetta per le offerte, un sacchetto sfrigolante di lucine da leggio, 2 leggii di ghisa, un treppiedi, scarpe, ombrelli, un trolley di partiture doppie, un manifesto e tantissimi scontrini.

In auto #pianistapugliese2 ama ricordarmi la sua teoria preferita, cioè che dopo 2 anni di relazione con una donna "basta, ancora?! Che cazzo!", in pratica gli si spegne il cuore e via con una nuova - possibilmente con lo stesso nome della precedente, è molto abile -, per cui come al solito segue animata disquisizione su questa cosa di stare insieme ad una persona oltre i 24 mesi, una faccenda che proprio #pianistapugliese2 non computa (#bambi invece, parzialmente inglobato dagli ombrelli, è d'accordo con me).

Ma poi siamo già lì, a casa dell'amica. È tardi, io devo tornare.
Lui e #bambi si descrivono sognanti a vicenda la colazione di domani, che andranno a fare nel migliore bar di #cittàcolfiume.

"in Emilia il cibo si condivide, mica come da noi, là, a Lodi"
"beh, infatti Lodi non esis..."
"lasciaci pure qui, andiamo a piedi ora. Grazie, amica."
"ok. Non dimenticare la camicia."
"WOAAAHHHHH GOOD VIBES!!! Non ci posso credere, hai tenuto la mia camicia tutto questo tempoooaaaahahhhhh"
"mettila a Dubai"
"FIGATA PAZZESCA!!"
"lol"
"ok."
"cia..."
"cià"
"cià."


(Se qualcuno di voi passa da Dubai e ha voglia di spendere moltissimi soldi nel ristorante di un hotel a ottanta stelle mangiando i piatti di #pianistapugliese2, che probabilmente è l'unica cosa che conviene seriamente fare a Dubai, passo il nome del ristorante)

domenica 17 aprile 2016

Pagina 46 (piccolo workshop di estetica musicale con Joey Tempest)

Rieccomi, come promesso dopo l'estinzione dei cervi e l'accensione di Giove.

Intanto grazie a tutti per aver risposto al quiz sociologico, in parte avete confermato che avevo ragione io (nel gioco-indovinello Se fosse... è GIUSTO rispondere "razzo spaziale" o "missile Saturn V" per descrivere The final countdown, per ovvi motivi di testo), in parte che aveva ragione Zicchi (a quanto pare del testo di quella canzone non è mai fregato molto a un sacco di gente, per cui alla domanda "se fosse una capigliatura" abbiamo appurato che è AMMESSO rispondere "i capelli di Tina Turner nel video di We don't need another hero", come ha fatto RBone, descrivendo più un gruppo di tamarri durante i tamarri anni '80 che l'argomento del pezzo).

Per chi non lo sapesse di voi, la canzone parla di un viaggio nello spazio verso Venere (Venere) ((Venus (((Venus)))).
Fantascienza, ok?
Quindi capite bene che se al largo di Lisbona hai un moroso che continua a ripetere "NON CAPISCO LA TUTINA DA ASTRONAUTA" o "NON CAPISCO I CAPELLI ALLA MILITARE" o "NON CAPISCO IL COLORE BLU SCURO MISTO A NERO CON SPRAZZI DI VIOLA BRILLANTE E VERDE" poi il cervello ti esplode.
E faceva così dopo avergli spiegato il testo.
In più odia gli Europe, quindi possiamo anche chiuderla qui e dimenticarci di lui.

Siccome però sono sempre stata brava nell'analisi andiamo a vedere cosa avete scritto voi, divisi nelle seguenti categorie:

a) conoscevate già la canzone con relativo testo, come me
b) conoscevate la canzone ma non il testo, come Zicchi
c) avete dovuto ascoltarla su youtube e avete capito il testo
d) avete dovuto ascoltarla su youtube e ve ne siete sbattuti del testo.


Categoria a (COlei, Morbido, Fabio13, LionOtherwiseLamb, Verzasoft?)

Ammetto che il conoscere il testo non sembra aver modificato molto le risposte rispetto a quelle di categoria b, però è anche vero che siete solo 4; nel 50% dei casi (COlei e Verzasoft, ammesso che sia della categoria a) il mezzo di trasporto dimostra la conoscenza letterale del testo e collima con quello che avevo detto io (razzo interstellare), gli altri 2 invece hanno descritto più le proprie sensazioni e, perché no, forse qualcosa di sé.

Categoria b (CollegaG, JaneDoe, Autumn, cuginaLurkerLucy, KidPix, RBone, iWally, Pipes):

Prevale la descrizione dello stile musicale e delle paturnie notturne dello stilista di dei Twisted Sisters.
Molto evidente il trauma soprattutto in chi ha vissuto e operato negli anni '80, costretto a dividere il pianeta con i Thompson Twins, spalline, leggins leopardati, tutù, capelli alla cazzo e soprattutto a intercettare periodicamente questo.
(una delle mie canzoni preferite, nonostante quel maglione a 2.06).

Categoria c: non pervenuta

Categoria b: non pervenuta

In sostanza mi danno ragione (pciù): JaneDoe (mezzo di trasporto: "razzo spaziale (lo so, sono ovvia)", beccati questo Zicchi), COlei (mezzo di trasporto: "Il proiettile del cannone di J.Verne nel 'Dalla Terra alla Luna'", ingoia questo, Zicchi), Verzasoft (mezzo di trasporto: "Un missile saturn V o simili", così impari, Zicchi), iWally (mezzo di trasporto "Un missile a forma di tav" e colore "blu oltremare", ma porca puttana, Zicchi).

Loci communes: il colore blu o azzurro, i capelli ipercotonati / riccioli alla cazzo, lo stato d'animo eccitato (io avevo risposto voglia di scoprire l'ignoto, fiducia, entusiasmo spasmodico e una lieve apprensione - probabilmente lo stato d'animo di molti astronauti quando le cose stanno funzionando, ma qualcuno continuava a blaterare NON HA SENSO e così abbiamo perso l'autobus per Sagres), e i mezzi di trasporto d'antan, a metà fra Indiana Jones, Duel e i Jefferson Airplane che fumano su un T2 ("una jeep Renegade (quella vecchia) scoperta" di Fabio13, "Il pulmino wolkswagen" di CuginaLurkerLucy che per poco non ci fa un incidente, "Deltaplano old line, rattoppato" di Morbido, "un camion americano di quelli cha attraversano il Texas in un giorno, con aerografato sulla motrice una scena di Braveheart" di RBone, "volo cargo dirottato e sparito in una giungla durante una notte buia e tempestosa" di LionOtherwiseLamb e "Un Bus Greyhound Americano stile anni 70, tutto metallo lucido" di Pipes)

Gettano la spugna: Alan, KidPix, l'Anonimo delle 10:40

Polemici per il gusto di farlo: Zicchi

Premio della critica: PianistaPugliese2 (l'anonimo delle 21:18) e Autumn per la splendida, adorabile e acuminata satira sociale (mezzo di trasporto: "un trenino di Trenitalia con massimo due vagoni orgoglioso di non essere in ritardo" e "treno")

Premio Isola di Wight: JaneDoe ("sicura di me e pronta ad iniziare una rivoluzione più o meno pacifica contro l'establishment conservatore")

Premio Strega: RBone ("lo stato d'animo di quando bollisco le uova e trovo il giallo ancora liquido: vendetta") e PianistaPugliese2 ("un'acconciatura: sarebbero dei capelli lunghi che cercano di coprire la parte vuota, facendo i conti inesorabilmente con il finale conto alla rovescia").

Per concludere, grazie a tutti, vi voglio bene vestita da astronauta su una Harley Davidson col manubrio particolarmente incurvato, versione custom (cit. CollegaG).

venerdì 16 ottobre 2015

Utonta del Cazzo aka Appropriazione indebita di scimmie di giada

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"..."
collegaF: "... mm. a-ha. ... ok. ... capisco. ... comunque è sicura?"
"..."
"a-ah. Benissimo, dottoressa. ... Accidenti, che brutto arrivare a questo. ... m-mh. Certo, certo. ... Non è da noi, ma lo faremo. Grazie, salve, salve."
clic.
"cazzo!"
"eh? Chi era al telefono?"
"era il direttore amministrativo!"
"era per quella pazza che ha in prestito #libropreziosissimodicuiesistono2copieinItaliaeintrovabilesulmercatodell'usato da 259 giorni e ci prende per il culo ogni fottuto giorno dicendo che lo riporta?"
"sì. Possiamo farlo."
"stai scherzando"
"ti dico che ora possiamo farlo!"
"cazzo fighissimoooo"
"potremo farlo!!!"
"è tipo come quando Michael Keaton urla quella cosa in quel film davanti alle rotati-"
"SI'"
"ti rendi conto?"
"potremo dire 'se non riconsegna immediatamente il libro provvederemo a denunciarla in questura per il reato di appropriazione indebita', tooop!!!"
"non vedo l'ora cazzo!!!"
"tooop!"
"e adesso signori, il precedente. Datemi quel telefono e il numero di quella str*!"
"eccellente!"
"Smithers, libera i cani."
"eccellente"
"eccellente!"

Piccole soddisfazioni in biblioteca.
Ah per la cronaca, 12 ore dopo la telefonata l'utonta del cazzo che ama prenderci per il culo tenendo #libropreziosissimodicuiesistono2copieinItaliaeintrovabilesulmercatodell'usato da 259 giorni ha richiamato e, com'è come non è, #librointrovabile ha misteriosamente segnalato la sua presenza in un armadietto della non meglio identificata scuola media di X, circondato da piccoli topi fanatici.

"che sbadata non ricordavo proprio di quell'armadietto della scuola media di X", mi dice la str* tutta flautata.
"ma pensa, guarda te."
"è che non sapevo il titolo del libro che dovevo cercare", con la voce rotta dell'attrice consumata.
"signora, per quel libro del cazzo ha ricevuto 8 solleciti via mail, 72 telefonate, 6 messaggi sulla segreteria telefonica, 2 raccomandate e una minaccia di denuncia in questura, vuole veramente continuare a sostenere questa ridicola posizione del titolo (RPT)?"
"... fgh."
"ecco."
"."

Come probabilmente diventeremo.

lunedì 6 luglio 2015

Pac-man dentro Tron (mirabilia #3)

Odio un sacco di gente ma non ho abbastanza tempo per odiarla scrivendo, nel frattempo però segnalo ai più un prezioso mirabilia ecclesiastico, sempre appartenente al pregiato filone dei deliziosi arredi sacri comprati con i nostri 8x1000.
Si accettano prenotazioni per visite guidate.

In sostanza veniamo chiamati col coro dei pazzi sparaventose a tenere un concerto nella ridente chiesa in oggetto, che per brevità chiameremo Tron, e che già da google maps si presenta malissimo.

La facciata, per quanto semi-antica, consta infatti di un rettangolo + triangolo disegnati all'asilo da un bambino sinistrorso costretto a usare la destra che in realtà voleva disegnare la casa dello stegosauro Gnappy, probabilmente gli hanno rubato il foglio e poi l'hanno passato a quelli dell'ufficio tecnico, non so:

 

("vabbé oh, che ci vuole, fai un rettangolo, il tetto una finestra a cazzo e boh, a posto così, progetto fatto chiesa fatta e tutti a casa mia che ho delle costine in frigo e poi giochiamo a Monkey Island").

Comunque, sopravviviamo ai 2 mesi di ironia sulla facciata precedenti il concerto, arte in cui i miei coristi modestamente eccellono, l'ironia dico, e arriva il giorno fatidico.

Alle 20.01 entro e scopro che i coristi sono già lì, in preda a convulsioni.
Ne trovo 5 per terra con la sindrome di Stendhal, 17 che fotografano ossessivamente le pareti, 8 al telefono che ridono come pazzi urlando "ti dico che è tutto vero!!!" con gli occhi iniettati di sangue e soprattutto 4, quelli laureati in filosofia, che cercano di riabilitare il fenomeno dal punto di vista delle anticipazioni sixties dell'estetica pixel art.

Alle 20.02 facebook è saturo di foto in cui mille coristi si taggano a vicenda in post dal testo "DENTRO TRON!!", "ci mangerà pac-man", "stasera Trantor dirige in un videogioco anni '90", "rivoglio il mio commodore 64 aaaaaaahhh", "EHI C'E' PAC-MAN!!!!!", "solo Trantor ci può portare a cantare in una chiesa 8-bit", "se non mi vedete sono in sagrestia a cercare Super-Mario", eccetera.

Il tutto viene arricchito da un corista che durante le prove rovescia per terra le candele piene di olio untuoso dell'altare (come è logico sceglie di farlo contestualmente all'ingresso del parroco in chiesa), viene aiutato dai più e appena dopo aver pulito ne rovescia un'altra, col risultato che per tutto il concerto in 16 cantano annusandosi le mani e sulle parti rimarrà per sempre odore di nafta.

Comunque per venire al punto la chiesa si presentava completamente tappezzata di questo:




 








Fino alle 23 del giorno dopo la chat del coro su whatsapp è un ininterrotto chiacchiericcio eccitato sulla storia del parroco che negli anni '60 pare abbia perso la testa per Bisanzio e abbia quindi voluto ricrearne i fasti da noi mettendo al lavoro dei giovani scout completamente traviati, implorandomi di organizzare a tutti i costi un concerto anche nell'altra chiesa ridotta così in cui il suddetto parroco pare abbia operato.

Tutto questo ovviamente dopo che 6 coristi sono scivolati su grumi di tessere che gli scout traviati avevano molto probabilmente incollato con lo sputo, e dopo che i coristi rimasti sani si sono messi a giocarci divertendosi a comporre figure nuove (sempre con lo sputo), amabile gioco cui ho posto fine immediatamente.

E anche dopo che in 3 si sono accapigliati sul significato del mosaico con D'Artagnan a cavallo cercando contemporaneamente di riaccendere la croce fatta di lampadine, ma sempre dopo che uno di questi 3 ha cercato il bagno e si è messo a fotografare il water.

Sospetto anche che qualcuno si sia portato a casa tessere blu e rosse per ricordo, ma forse non lo sapremo mai.

Venendo a noi ripeto, si prenotano visite guidate dai 4 coristi laureati in filosofia.
Il dettaglio chic? Al tramonto la luce far brillare tutto (nel senso di tutto) d'oro.
TOP.

mercoledì 13 maggio 2015

Mi piace molto la parola Commonweaaaaaahh (Quelli Che Al Ristorante Non Parlano)

"pronto?"
"ehi."
"#collegaV!"
"Trantor!"
"sei in Italia?"
"sì. Ci vediamo?
"ok. Il 3?"
"il 3."
"nel tuo mantovano?"
"sì ti prego, sono stufo di pudding e cazzi vari"
"conosco un bel posto, Saltini a Pomponesco"
"è una trattoria tipica, voglio sperare"
"cazzo più tipico di così credo ci sia solo mangiare te"
"allora sia"
"non litigherai con l'oste, voglio sperare"
"ma cazzo! Per chi cazzo mi hai preso"
"per te."
"ma cazzo. Cazzo! No, ok? Cazzo, wtf"
"mm. A venerdì darling"
"ok dear"
"ok."
"cazzo non ci sarà folla? Odio le folle"
"venerdì 3 aprile sera a Pomponesco, chi cazzo vuoi che ci sia?"
"hai ragione. tivibì."
"tivibì too."
"ok. Cià."
"cià."
"cià."


addì venerdì 3 aprile 2015, h 20.34

È una serata fredda. [Manine di Lucarelli]

Siamo in ritardo, come sempre, sia io che lui [chi è - la faccenda del mangiare cigni - pipe nei cimiteri (pipe, non pippe)].
Lui riesce comunque sempre ad essere di gran lunga più in ritardo di me, e infatti.

Arrivo di corsa a Pomponesco, il cui centro storico in condizioni normali è peraltro assolutamente innocuo e delizioso.

Ma c'è qualcosa che non va.

In un paese che alle 20.35 dovrebbe essere pieno come la testa di sallusti ci sono milioni di macchine, cartelli e transenne grazie alle quali parcheggio a circa un miglio nautico dal ristorante di traverso sull'argine addosso ad un pesce siluro (che comunque era già morto).

Mentre scendo dalla macchina una panda bianca arriva sgommando a velocità curvatura 8 e si infila davanti a me in un parcheggio a S tipo come la bionda del colpo italiano all'inizio del film, solo che invece della gnocca scende una suora che sembra un uomo e che mi guarda di traverso, sbatte la portiera senza chiuderla e corre trafelata verso il centro, una cosa proprio tipo questa.

"ma cosa cazzo" è l'unica cosa che la mia mente riesce a concepire, comunque cerco di raggiungere la piazza ed è lì che mi si presenta questa scena.

Siccome sono idiota non mi viene in mente proprio un cazzo di spiegazione se non tirare fuori la reflex e iniziare a fotografare legionari seminudi, fanciulle con rami di ulivo fra i capelli e gente che si finge papa, il tutto condito da suore che scorrazzano a caso.

Proprio nel momento in cui intuisco la verità #collegaV mi telefona perché ovviamente si è perso nella sua stessa provincia.

"dove sei"
"ma che ne so"
"ma non sei mantovano, porca puttana?"
"sbidigudasupercalifragilistiantani"
"ma che cazzo!"
"sì però antani, in che cazzo di posto mi hai portato"
"non agitarti e vieni verso Viadana, poi parcheggia appena puoi che qui sono in mezzo ai legionari romani seminudi"
"stacce"
"ok"

Dopo che Cristo è crocifisso, morto e risorto arriva e possiamo finalmente andare a mangiare.

Alle 21.07 ha già litigato con l'oste per via della composizione chimica del tortello di zucca.

Alle 21.08 chiede tutto sospettoso cos'è il luadel, causando un improvviso peggioramento nell'umore dell'oste e allargando di qualche metro la faglia di S. Andrea.

"ma allora come CAZZO è possibile che tu sia mantova..."
"lu-a-del, mai sentito, ma che cazzo!"
"prendilo e basta, è buonissimo"
"n..."
"tu prendilo e basta"
"..."


Dopo che mi ha regalato un volume sul canto fratto e io sono completamente brilla (le due cose non sono collegate), diamo fondo alla scorta di cazzate ("ancora non ti sei scopato un'inglese?" "eh cazzo no, ma un'australiana, sì" "vabbè è pur sempre Commonwealth" "infatti"), mentre una grigia coppia di cinquantenni con ogni probabilità industrialotti di provincia dal regime fiscale poco chiaro è dalle 21.03 che ascolta tutte le nostre conversazioni senza proferire parola guardando proprio verso di noi come loro stessi la domenica davanti a barbara d'urso, solo che metà delle parole che usiamo non le capiscono (yes I'm a snob!).

Non appena il nostro io prende mentalmente nota della cosa, cioè di queste due oloturie che ci fissano senza vergogna con i pop-corn in mano dalle 21.03, scatta l'ormai annoso dibattito psico-sociologico dal titolo "QUELLI CHE AL RISTORANTE NON PARLANO" (Qu-CARNoP), immediatamente seguito dal corollario obbligato "QUELLI CHE ASCOLTANO LE CONVERSAZIONI DI ALTRI PERCHE' HANNO UNA VITA VUOTA" (I'm a snob!), due nostri grandi classici, dovreste proprio venirci a vedere perché siamo bravissimi.

Quelli Che Non Stavano Parlando Fra Loro dal 2005 tossicchiano imbarazzati e fanno finta di chiedersi "come va" nel tentativo di fingersi come noi, poi tornano ad ascoltarci uguali a prima ma fissando lo stracotto d'asino.
V pontifica.
Io mi vergogno un po'.
V no.


Ci alziamo, solita scenetta ("pago io, darling" "no, io" "cara mi oppongo, è giusto che paghi l'uomo soprattutto se studia e lavora a Cambridge" "che scemo dai non sei obbliga..." "OK paga tu" "..."), pago, usciamo e giriamo.

Sono senza calze, sempre perché sono un'idiota, ma cerco lo stesso di fermarmi a fotografare cose.

Non facile, quando un dottorando di Cambridge ti salta continuamente davanti all'obiettivo mentre scatti urlando AAAAAAAAAAAAHH.

Niente più suore, niente più finti Pilati.
Parliamo per ore, poi entriamo in auto perché piove e parliamo per ore, poi lo accompagno alla macchina (24 metri) poi parliamo per ore.

Lo prendo in giro perché ha un nokia tipo così che ha comprato apposta #daqualcheparte per rimpiazzare il precedente del '92 con lo schermo rotto, i tasti completamente cancellati e 3 numeri che non andavano (un po' mi manca non ricevere più sms privi delle lettere L, T e A), lui offende il mio iPhone dicendo che siamo tutti e due collusi con Expo e venduti al consumismo imperante della peggior risma, poi bello come il sole cinguetta che vuole usarlo per guardarsi google maps controllare la posta rispondere a una tipa e tracciarsi la strada di casa con Waze.

"compratene uno tuo"
"forse potrei andare da Guastalla, eh, che ne dici?"
"prima lo disprezzavi, adesso ti fa comodo"
"ehi aspetta forse da Dosolo?"
"sei un incoerente schifoso"
"...antani..."
"peggio di un broker del cazzo che si mette la felpa del Che per andare a rimorchiare le sfattone"
"cazzo non vorrai mica avermi sulla coscienza se poi mi perdo!"
"dio santo"
"antani!"
"uff."

venerdì 8 maggio 2015

Adorabile tricinium pugliese

A volte ritornano, per fortuna.


"ehi pronto Trantor! Oggi [dopo una tournée negli Stati Uniti, ndr] torno dalle tue parti dopo 53 ore di treno, ci vediamo stasera?"
"ehi ma sei #pianistapugliese [chi è - cosa fa - la vicenda dei pantaloni]! Ti voglio bene cazzo, ma stasera non posso. Avevo detto a #pianistapugliese2 che andava bene vederci tutti e 3 domani alle 19 dato che tu a quell'ora eri lib..."
"ma no ma no #pianistapugliese2 è fuori, io domani alle 19 sto facendo il sound check in #altra regione con #grandissimacantantesoul e poi riparto per #lontanissimo #subito"
"cazzo, e quindi?"
"facile, vieni stasera."
"stasera dopo il lavoro ho prove dalle 20 alle 23 con il coro dei pazzi sparaventose in #altraprovincia e poi devo riportare #coristafigo a #cittàa30kmdacasamiaeritorno perché sai che #solo io chiamo sempre pianisti o coristi aggiunti che non guidano"
"sì lo so che fai così. Vabbè, quindi?"
"colazione domani mattina presto?"
"AHAHAHAHAHAHAH"
"no, seriamente."
"ah ok."
"ora?"
"7.30"
"PORCA PUTTANA"
"sì?"
"sì."
"ahahahaera un test"
"ti odio"
"tanto per me le 8.30 sono le 2.30, che problema c'è" 
"ti odio"
"a domani"
"ok"
"o..."
clic.


Ovviamente no, non ci siamo visti alle 8.30 del giorno dopo, siete pazzi?

Alle 00.18, mentre con la faccia di una cinquantenne denutrita sto riportando #coristafigo a #cittàa30km eccetera, arriva un messaggio contenente grafemi a caso ("siamo a scla vien .").

Allora li raggiungo a scuola di musica e li trovo nella mia vecchia aula di pianoforte, #pianistapugliese1 ad un pianoforte e #pianistapugliese2 all'altro, che improvvisano su qualsiasi cosa suonando così (#pianistapugliese1 sa suonare veramente sulle nocche, ndr) ridendo come spiritati ubriachi e con un lieve sentore di alcol nell'aria.

#pianistapugliese1 per l'occasione indossa un cappellino tipo Pluto con due misteriosi asciughini di pile rossi stile Lawrence d'Arabia infilati sotto, probabilmente per raggiungere questo risultato, non so, non ho capito, e racconta di quando a New York si è infilato a suonare in una messa battista e ha fatto ballare tutti con un gospel imparato per me e il mio coro (un giorno ritroveremo anche lui in video così, sapevatelo).

#pianistapugliese2 non ha cappellini ma ride come un matto accartocciato sul pianoforte e riesce misteriosamente lo stesso a improvvisare su Oh happy day, una scena imbarazzante, imbarazzante perché gli viene tutto ovviamente, e al contempo mi sgrida perché il sushi che ha preparato per me il giorno prima a pranzo l'ho tagliato col coltello sbagliato, cazzo, eppure lo sapevo che quello seghettato era sbagliato, eh, che ci vuoi fare cazzo, eh.

Il chitarrista Django in un angolo fa il sornione come sempre e continua a suonare come se fosse fra gente normale, mentre il coinquilino di #pianistapugliese2, Jigen, pugliese anche lui, vestito mezzo hipster e mezzo gabber nonché mio nuovo corista nell'Altro Coro, quello di paese, si gode tutta la scena e, chiaramente, non può fare altro che ridere.

Andiamo avanti così per troppo poco tempo, poi dobbiamo chiudere prima che scatti l'allarme della scuola.

Prima di lasciarci tutti orgogliosi mi fanno sentire un adorabile tricinium (google it!) che hanno registrato per me prima che arrivassi:

http://www.mediafire.com/listen/g6h1d3vqnm3dm1u/tricinium_blog.mp3

Poi abbraccio #pianistapugliese1, Jigen beve ad una fontana bagnandosi tutta la felpa e io torno a casa, con il cellulare pieno di 3 nuovi giga di video che un giorno convertirò e vi mostrerò e soprattutto senza più alcuna traccia di sonno.



Addendum oggi, ore 12.43

Nel frattempo, anche #pianistapugliese2 pare che voglia ripartire.

Io sto solo faticosamente cercando ignorare il fatto che tutti i miei più cari amici emigrino uno dopo l'altro nel Commonwealth.

Nel dubbio, per il momento mi cucino un uovo emiliano.

mercoledì 18 marzo 2015

Pagina 46

Ed eccoci, scusate il ritardo, siete curiosi, eh? eh? eeh?

Sapete che ultimamente questo blog viene aggiornato con tempistiche a caso, ma ogni promessa è debito (anche la storia della corista col porto d'armi, sì).

Prima che vi buttiate sulla soluzione sono felice di annunciare che la vincitrice del contest di cui al precedente post è AUTUMN!

Questa la sua proposta di soluzione arrivatami per mail:

"Pel novel anno esprimere
io vo... (e qui presumo sia vorrei) con tutt'el core
possan sol gaudir di esistere (e qui c'è di sicuro qualche errore)
per te gentil lettore"


Innanzitutto complimenti a tutti perché io mi ero arenata ben prima di voi, fissando con occhio smorto i disegnini e il cervello nel solito runtime error di quando guardo un rebus.

Inoltre complimenti per aver salvaguardato la rima anche con il tuo commento fra parentesi ;)

In realtà anche sapendo la soluzione bisogna un po' lambiccarsi per capire come quegli strani uomini di fine secolo ci potessero arrivare senza cocaina, ma vista la bellezza della N fatta di tibie credo che possiamo perdonare proprio tutto a questa sagoma di periodico del 1897.

Autumn, a questo punto decidi l'argomento di un mio prossimo post e (a meno che non verta su carpenteria, brugola, ingegneria gestionale, legge, anatomia patologica, spore, muffe o funghi) posso provarmici.

Non so, magari odi una categoria di persone in particolare e scopriamo che le odio anch'io, sarebbe davvero bellissimo.
Non so, robe così.

Buon 1897 a tutti!

lunedì 9 marzo 2015

Ah ma non è capodanno


Allora, visto che ho aperto la sezione mirabilia (qui) oggi vi auguro buon anno (cosa che non avevo obiettivamente fatto) con un rebus trovato su di una rivista di fine '800.

Non erano normali (infatti si curavano con le sanguisughe).

Io non ho mai amato i rebus (preferisco gli altri giochi di classica, e qui non ho risolto quasi un cazzo), ma è oggettivamente difficile per il nostro modo di pensare. Tuttavia molto divertente.

Mi piace molto la lettera disegnata con le ossa.

Chi indovina la porzione più estesa del rebus vince qualcosa, non so ancora cosa, boh, una registrazione audio di qualche utonto pazzo, come 911? Scegliere la categoria del prossimo post e quindi sfidarmi?
Può essere; ne riparliamo. 

Potete mandare le soluzioni per email (Alan, non l'ho ancora aperta, io odio gmail e tendo a far finta che non esista) a mionomeakanomedelpianeta titolodelblog (entrambi attaccati senza punti o trattini) at caselladipostacheodio dot com. (La soluzione vera ce l'ho, eh.)

Gli altri commentino con me quanto sono carine le ossa della N.
Buon 2015.


(La soluzione è a p. 46)

mercoledì 5 marzo 2014

L'ora blu

E' l'ora blu; c'è freddo.

Io e #collegaV passeggiamo per Cambridge, dove lui, il mio più caro amico, sta facendo il dottorato in alta musicologia specialistica nel college dove i fellows pare mangino i cigni.

Abbiamo già visitato tutti i college migliori, soprattutto quelli misconosciuti che non si fila nessuno, e già preso in giro un discreto numero di volte i giovani studenti della triennale che tipicamente si atteggiano a piccolo-Harry-Potter-impegnatissimo-che-sta-scoprendo-la-fusione-fredda - gente che con la gown d'ordinanza cammina spedita a caso in mezzo ai cortili con un cioppo di matite in mano e la faccia di Higgs che non può tardare neanche un minuto al Grande Appuntamento con la Storia.

(La sera prima, nel pub del college migliore di Cambridge (quello in cui studia questo tipo, ovviamente allo scopo di imparare a vangare meglio la terra di sua maestà) ad un certo punto ci siamo voltati.
Un tizio travestito da Elliott il drago invisibile ci sta fissando chissà da quanto, con in mano un grosso boccale di birra e in faccia stampato un sorriso giulivo.
Non avevamo bevuto.)

Comunque adesso è l'ora blu, c'è freddo.

"vieni, ti faccio vedere una cosa".

Giriamo dietro una chiesetta ed entriamo in un minuscolo cimitero pieno di rampicanti.
Il cancelletto è vecchio ma non cigola.
Ogni vecchia tomba ha la sua collinetta, è tutto un intrico di verde.
I vialetti sembrano lasciati allo stato brado, ma in realtà è più ordinato di quello che sembra.

V girovaga in mezzo alle tombe e si china.

"toh guarda. Un pezzo di antica pipa d'osso."
"una pi..."
"vengo qui e ne trovo sempre tante. In questi vecchi cimiteri è tipico, quando rivoltano la terra per seppellire la gente vengono su degli oggetti. La pipa sarà dell'800, tipo."
"fighissimo!"
"oh, eccone un'altra" 
"..."
"ecco, un altro pezzo. Questa è bianca, di schiuma incisa."
"ma come..."
"no, è che le trovo e poi prima di andarmene le rimetto tutte vicine su una tomba che mi ricordo, così poi posso fare la scena figa che le trovo a caso. Tipo con le ragazze, sai"
"molto astuto"
"sì."
"poi le lasci sempre qui?"
"quello che è dei morti inglesi deve rimanere dei morti inglesi"
"capisco"
"sai, le inglesi è impossibile portarsele a letto"
"me l'hai accennato"
"gli stranieri non li guardano neanche"
"già. Forse questo è il posto sbagliato"
"forse."
"forse. Quanto starai ancora qui?"
"un anno e mezzo, finisco il dottorato poi si vedrà"
"mi manchi"
"anche tu."
"torniamo, ho freddo"
"aspetta. Devo lasciare qui le pipe." 
"..."
"per la prossima volta"
"ok"
"ok"
"ok."


Potete andarci; in un anfratto sul retro dell'antica abside c'è anche un piccolo fregio normanno, incastonato nelle pietre nuove.

Forse è il resto più antico di Cambridge, o comunque è molto bello pensarlo.

Andateci, ma lasciate là le pipe.

mercoledì 9 ottobre 2013

Devi guardare la madre

Chat su facebook fra tre direttrici di coro.

Io, Puffetta e Ape Maia.

"carissime Trantor e Ape Maia, vorrei organizzare un concerto-rassegna con i nostri tre cori il giorno X. Ci sareste?"
"certo!"
"yeah!"
"bene. Mi darete poi l'elenco dei pezzi. Dobbiamo pensare al minutaggio totale. Inoltre dovremo decidere l'ordine. Poi serviranno locandina e programma di sala, ma ci pensiamo. Ah, poi mettiamo l'evento su facebook e scriviamo ai giornali. Servirà il comunicato stampa, ma c'è tempo. Mi direte anche se vi serve il pianista e quanto pagarlo. Ci vestiamo tutti uguali? Vabbé, ne parleremo. Ah, ma chi registra? Comunque mancano due mesi. Nel frattempo, organizziamo il rinfresco?"
"sìììì"
"sono sicura che i miei coristi non avranno problemi a preparare tor..."
"sìììì!"
"sìììì"
"sìììì!"
"sìììì"

[ad libitum]
[intervallo temporale di circa 36 ore] 

"ciao a tutte, scusatemi, ma in sostanza chi fa la locandina?"

[nessuna risposta]
[intervallo temporale di circa 3 giorni]

"rieccomiii. Ho prenotato il pullman, e tutti sanno del rinfresco!"
"yea!"
"yea!"
"yea!"
"yea!"
"yea. Però ecco, se decidessimo tipo la scaletta."
"..."
"..."
"nel senso, noi faremmo 5 pezzi, X Y Z W e J"

[nessuna risposta]
[intervallo temporale di 53 ore]

"vi mando foto di mia figlia a 2 mesi, è trooooppo bellaaaaa"
"ma cosa f*ttuto cazzo sì, bella."
"uuu che amore!!! Cucciolaaaaaah"
"guarda quest'altra foto! Con la cuffietta azzurrina sul litoralino del laghetto di Como!!"
"cucciolaaaaah!"
"e guarda questa mentre sbauscia sul passeggino sul vialetto della casetta delle fatine!"
"nuuu cucciolaaaaah!"
"e guarda que"
"scusate se interrompo, ma il pianista c'è o no?"
"noi porteremo del salame milanese!"
"ho già contattato i miei contralti, avremo delle torte salate"
"sì, ma dovrei saperlo perché a me serve il pianista se non tutti i pezzi sono a cappella"
"beh meglio portare anche torte dolci, se no c'è solo salato"
"OVVIO"
"anche piccoli panini"
"dolci"
"dolci e salati"
"ottimo, ottimo."
"sì, ma il pianista."
"vabbé al massimo suona mio marito"
"figo, tuo marito!!!"
";) ;) ;) ;)"
"uuu ma hai anche il filmino del matrimonio??"
"sìììì!"
"sìììì!"
"sìììì!"
"adoro i filmini dei matrimoniii!"
"sìììì!"
"..."

Non lo so, ho come il sospetto che anni di direzione di coro alla lunga non facciano bene.


(chi indovina chi dei tre direttori sarà l'autore di locandina comunicato stampa programma di sala scaletta fotocopie mail ai giornalisti registrazione audio ed evento su facebook vince un kindle)

sabato 27 luglio 2013

7.65 (Alla fiera dell'Est #2)

Un bel giorno nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.
In turno con #collegaG.

Apriamo alle 9.45 e alle 9.45 entra Utonto Mike!.
Maschio, bianco, camiciola, polemico, 84 anni (sì guardiamo sempre l'anagrafica quando ci pare perché è una figata, ok?).

"buongiorno!"
"'giorno. Mi chiamo Utonto Mike!."
#collegaG: "ottimo; posso aiutarla? Desidera un libro in prestito? Un cd? Uno spartito?"
"sì. Volevo il controfagotto di Verdi."

Silenzio.
Rumore di Emilia sullo sfondo.

Silenzio.

Rumore di...
Silenzio.

"prego?"
"il controfagotto di Verdi!"

Silenzio.
Rumore di pale di ventilatori di Emilia sullo sfondo.

"senta, ma in che senso?"
"signorina, ho detto il con-tro-fa-go..."
"se vabbè."

42 minuti 25 pagine di google 4 telefonate 2 opera omnia 95 bestemmie in gergo bibliotecario e 7 chili di entropia dopo si scoprì che Utonto Mike! non cercava un cd, non cercava un libro, non cercava uno strumento a fiato a doppia ancia, non cercava Verdi non cercava il gatto e non si era perso.

Quello che - nell'ordine - si scoprì poi è che nell'Italia del 1955 Mike Buongiorno durante una puntata di Lascia o raddoppia chiese al signor professore di matematica Lando Dègoli di Carpi, Modena quale fosse l'unica opera scritta da Giuseppe Verdi in cui è previsto il controfagotto in orchestra al che il signor Lando Dègoli di Carpi, Modena preparatissimo sull'opera lirica italiana il quale aveva nel frattempo accumulato una cifra fottutamente considerevole dopo un gustoso siparietto al di fuori della cabina entrò in cabina e disse "Falstaff" risposta che invece era sbagliata per cui perse tutto perché l'opera purtroppo era Don Carlos ma allora qualcuno controllò se era vero il che fece poi venir fuori che anche in alcuni rifacimenti di Macbeth c'era il controfagotto dunque il signor Lando Dègoli di Carpi, Modena fece ricorso anche se Falstaff non aveva alcun cazzo di controfagotto scusa #amico fagottista Giulio! e il signor Lando Dègoli di Carpi, Modena venne quindi riammesso ma poiché decise di prendersi i soldi e bona lì, lasciò! allora si intascò la cifra fottutamente considerevole la quale a seguito del suo suicidio avvenuto nel 1991 per mezzo di una pistola calibro 7,65 che non so nemmeno cosa cazzo vuol dire comunque a seguito del suo suicidio per mezzo di una pistola calibro 7,65 nel '91 a causa della morte prematura dell'amata moglie insomma 'sta cifra venne lasciata dal signor Lando Dègoli di Carpi, Modena per testamento a favore dell'amministrazione comunale di Carpi, Modena indi per cui utilizzata per il restauro dell'ala nord del maestoso palazzo dei Pio DOVE COLLEGA#G HA LAVORATO.

I controfagotti della vita.


[courtesy of #collegaG.]

[Sì sono tornata dalla Grecia e ho trovato la vasca piena di gremlins, ma cazzo, ve l'avevo detto!]

mercoledì 3 luglio 2013

Maccartismo

"mamma, ci vediamo domani notte. Vado a Verona a sentire Paul McCartney"

Le brillano gli occhi, effettivamente.
Lei che mi aveva passato tutti gli album dei Beatles su n cassette con n tendente a infinito delle quali avevo subito consumato quella con su Octopus's garden.

"vai con i tuoi amici?"
"sì, Pipes, Sofy, Chiara, iWally"
"state attenti"
"certo."
"e salutami Paul!"
"sì, mamma, da lontano"
"certo. Però salutamelo."
"beh, farò come se."
"tu salutamelo."
"... mamma."
"eh beh!"
"..."
"…"
"…"
"…"
"io..."
"ah beh, ovviamente salutami anche i tuoi amici."
"certo, è chiaro."
"è chiaro."
"sì."
"comunque salutami Paul."


Insomma, nel giorno in cui #collegaV (vi ricordate di lui? Chi è - cosa fa - mi manca) era a Verona tutto il pomeriggio a fotografare neumi dell'ottavo secolo nel tentativo (già avvenuto) di riscrivere la storia della musica occidentale andando via con il treno alle 18, io alle 18 arrivavo a Verona in auto sotto la pioggia con un vestito troppo lungo, nessun impermeabile e nessuna maglietta dei Beatles per ascoltare un polistrumentista inglese magrissimo e ancora dopotutto molto scopabile.

Mentre mia madre mi scrive nuovamente affinché io tenga bene a mente la raccomandazione principale della giornata ("baci a Paul") scrivo a quel pistola di #collegaV.

(sms, non whatsapp. V ha ancora un nokia del 2002 in bianco e nero con il muso scrostato e lo cambierà solo perché ha visto che con WA può chattare con le tipe fino a tarda notte, voglio che si sappia).

"#V, ma eri a Verona?"
"sì. Dovevo fotografare dei neumi beneventani in un processionale manoscritto dell'Alto Medioevo di attribuzione geografica incerta ma io credo verosimilmente nonantolana per confrontare la forma del pes subbipuntis vergato dal secondo dei cinque copisti identificati e quella del podatus di ascendenza franca visibile nel manoscritto Modena alfa quattro venticinque, e vedere una tipa."
"io sono in fila per PMcC"
"piove."
"già."
"non serve che dica che nella MIA Mantova c'è il sole, OVVIAMENTE."
"fottiti"
"ahahaha."
"Here comes the sun"
"ah dai, bene. Sono contento! :)"
"... ma no. Cazzo, no. Here comes the sun cazzo, non è che c'è il sole, è una canzone"

Nessuna risposta

"una canzone dei Beatles cazzo!"

Nessuna risposta.

Supero la cosa e mangiamo una pizza sotto la pioggia in fila in piedi tagliandola direttamente sul cartone sostenuto dall'amico iWally con delle posate di carta, poi entriamo in arena e, dopo che il nostro cancello di ingresso è stato chiuso esattamente nel momento in cui ci siamo arrivati davanti costringendoci ad aggiungerci ad un'altra fila per un altro cancello con della gente completamente fuori, ci sediamo.

La verità è che siamo circondati da fauna poco raccomandabile.

1) un rompicazzo fanatico di anni 50, bianco, veneto, con al seguito moglie e una macchina fotografica del menga che ammorba tutti con battute idiote per far sapere che ah, lui sì che se ne intende, so perfino di che anno è Abbey road, me cojoni!
2) un ottantenne in impermeabile marrone (l'impermeabile è degli anni '60) completamente immobile e con lo spirito di una lucertola imbottita di barbiturici esposta al sole invernale
3) una tizia che si è lamentata per tutto il concerto perché si è seduta sull'unico gradino dell'arena con buco e relativa pozzanghera
4) un bambino di 5 anni che conosce a memoria la discografia di Paul McCartney e che quasi subito si mette a discutere con iWally sull'usus scribendi degli Wings nei primi anni '80
5) sempre la solita tizia della pozzanghera che si è scocciata tantissimo quando Paul McCartney ha chiesto al pubblico di cantare Ob-La-Di Ob-La-Da al suo posto ("ma figurati se canto, seeh!").

Ma sopravviviamo anche a questo, anche perché il fatto che PMcC abbia cantato proprio quella sera per la prima volta live in Italia Lovely Rita ossia una delle mie canzoni preferite di quando ero piccola beh, lo considero un grande regalo.

Mi commuovo 5 o 6 volte, non ricordo. 

Saluto Paul da lontano, sotto l'effetto di una sindrome di Stendhal paragonabile solo a quella che mi obbligò a stare 45 minuti davanti ai cavalli di bronzo bizantini conservati nel Museo di S. Marco, prima che mi portassero via sotto minaccia.

Alle 00.23 il motivo degli inspiegabili 200 posti liberi delle ore 18 nel parcheggio interrato vicinissimo all'Arena diviene chiaro, visto che ne usciamo solo alle 01.23 abbruttiti, polemici e litigandoci un pacchetto di chipster.

Un'altra ora viene spesa in coda in circonvallazione o cosa diavolo era, quelle cazzo di luci rosse e gialle, boh.

La vita è bella, comunque; l'ho sempre detto che amici e musica la salvano, anche se iWally è ancora offesissimo perché non sono andata con lui a sentire Springsteen.

Ma insomma, si fa quel che si può.

sabato 11 maggio 2013

Il treno ha fischiato (niente di che, davvero)

Siccome quello #pugliese e quello #calabro non bastano questa è la storia di #pianistaRomano.


E' riccio come #pugliese, più basso di #calabro e meno compagnone. Non è bello.
Non l'ho mai visto senza camicia, ha gli occhi intelligenti, gli piace raccontare.

E' il terzo giovane pianista migliore al mondo, ha 26 anni e insegna in conservatorio in #grande isola; ha vissuto in Olanda, fa concerti in tutto il mondo e non sta matematicamente più di 5 giorni nello stesso posto.

Ogni volta che viaggia dimentica un capo di vestiario in un taxi, o nella mia auto.

Siccome ha perso un aereo, è dalle mie parti e vuole approfittare della mattinata per studiare su di un pianoforte mezza coda alle 22.34 del 30 aprile mi telefona, chiedendomi se posso aprirgli la scuola di musica il mattino dopo.

"certo, amico mio. A che ora arrivi a #mioPaesucolo?"
"9."
"...hh."
"scusa."
"tranquillo."
"ti rovino il Primo maggio"
"non importa, tranquillo. Alle 11 faccio comunque lezione"
"bel Primo maggio"
"già. A che ora vai via?"
"riparto alle 15.41 per Milano"
"ok, io e #cugina Lurker Lucy - che è ospite da me - prendiamo lo stesso treno e ci fermiamo a #città per un giro. Dove hai l'aereo?"
"boh."
"come boh?"
"o Linate o Malpensa, chi si ricorda"
"proprio uguale"
"no, ma tranquilla. Vedrò domani, ho tempo. Mi arrangio."
"..."

Insomma la mattina dopo arriva, il treno è in ritardo io sono in ritardo quindi lo rintraccio faticosamente al bar "Puccio" della via della stazione con la sua camicia a quadretti, un bombolone e 7 baffi di cioccolato sulle guance mentre è impegnato in amabile conversazione con accento romano con il coloratissimo gestore campano "Sabatino".

Lo lascio quindi al suo destino al mezza coda della scuola in vista di non so quale concerto importantissimo in Russia, corro a far lezione di solfeggio e alle 12 torno da #cugina Lurker Lucy, la quale nel frattempo ha potuto godere dei privilegi di una di quelle giornate in cui gli altri di solito riposano. Tipo dormire.


Ore 15.20, in macchina, io #romano e Lurker Lucy andiamo tutti in stazione

"sei riuscito a studiare bene?"
"sì benissimo, grazie Trantor"
"e quindi sei proprio pianista di lavoro?"
"sì, infatti"
"che bravo. Quindi avrai studiato solo quello"
"mah, ho anche una lauretta, ma robetta"
"ah dai! Complimenti, cavolo!"
"no, è robetta. Solo una triennale, niente di che."
"a me veramente risulta che tu sia laureato con la lode"
"sì, ma niente di che, davvero!"
"beh, e in cosa ti sei laureato?"
"fisica."
"..."


Ore 15.30, siamo sul binario

"ho fame. Vado a prendermi un trancio di pizza al bar qui nella via"
"..."
"il treno è ai 40, lo sai, vero?"
"sì sì, non preoccuparti. Torno subito."
"ok."
"ok."



Ore 15.34

np.

Ore 15.35

np.

Ore 15.36

np.

Ore 15.37

Il treno per la prima volta nella storia della repubblica viene annunciato in orario.

Ore 15.38

"ma dove cazzo è"
"ma cosa..."
"ma, e le sue valigie?!"
"se lo perde che facciamo?"
"ha un aereo a Milano Dio santo"
"se lo perde salta il concerto in Russia"
"non sa neanche se a Linate o Malpensa"
"il prossimo treno è tra un'ora"
"dove cazzo…"
"ma cazzo!"
"cazzo!"

e simili.


Alle 15.39 e 35 secondi un puntino riccio con un oscuro cartone bianco di dimensioni approssimate 40x40x7 cm in mano compare alla distanza di circa 700 metri in avvicinamento a velocità costante.

Alle 15.40 e 22 secondi, proprio mentre il treno ferma al binario, mentre Lurker Lucy sta ridendo di gusto e mentre io sono divorata dall'ansia #romano sudatissimo si butta sul binario, raccoglie al volo il trolley e salta sul predellino, contemporaneamente ringraziando perché gli sto tenendo il maglione e la borsa e commentando stupito "quello che non capisco è perché non ha fischiatooo!".


2 minuti e 4 settimane di vita in meno dopo, sul treno.

Lui apre il cartone con la pizza fumante con lo sguardo di Yoghi davanti a un cestino del pranzo dimenticato da un senatore democratico in una radura di Yellowstone, Lurker Lucy lo guarda sorniona e io non ho ancora deciso se sciogliermi i capelli.

"credevo che fischiasse, cazzo"
"?"
"..."
"facevo affidamento su quello, se avesse fischiato avrei saputo che stava entrando in stazione"
"mica sempre fischia, sai"
"ma poi scusa, anche se avesse fischiato entrando in stazione non avresti comunque avuto il tempo di prendere la pizza e fare 700 metri di corsa"
"era psicologico"
"ah."
"..."
"alle 15.30 vado al bar, alle 15.31 ordino, alle 15.32 Sabati' inizia a fare la pizza, alle 15.36 è pronta, alle 15.37 pago, alle 15.38 corro, alle 15.40 il treno fischia rassicurandomi mentre arrivo sul binario e saliamo tutti e 3 sul regionale come da programma"
"sei proprio un fisico" 
"lo so"
"non mi aspettavo ti facesse la pizza vera, però."
"e io che non fischiasse."

E' ancora il Primo maggio, dopotutto. Guardo fuori dal finestrino e stringo gli occhi per la luce.

"il treno ha fischiato, Pirandello"
[#romano sbocconcella la margherita con gusto ma più educatamente del previsto] "mmh?"
"Il treno ha fischiato, è una novella di Pirandello"
"ah."
"..."
"solo che lui non viaggiava mai"
"eh?"
"il protagonista. Stava sempre chiuso in casa o in ufficio, e non viaggiava mai"
"poi una sera sente il fischio del treno e cambia tutto"
"e poi esce?"
"no."
"..."
"il contrario di te"
"il contrario di me"
"il contrario di te."

Sorridiamo come tre idioti seduti in un frutteto dello Utah.

Lui alle 15.46 è già a metà della margherita, sorride soddisfatto ma gli si sente cervello ronzare.

"insomma, io pensavo che fischiasse."

giovedì 25 aprile 2013

La seconda volta, assenzio

Non fa freddo.
Siamo a pranzo, ad un tavolino.

Lui è in ritardo, mette via la reflex e si accende una sigaretta.

Gli ho raccontato delle cose, lui fuma e guarda la strada. 

"sai che non ho mai provato?"
"cosa"
"quelle."
"non è tutto questo gran che. Canne?"
"nemmeno. Sono noiosa, quando tutti andavano in Erasmus io ero a Cremona a studiare"
"una volta ho provato la cocaina"
"..."
"tipo 15 anni fa, l'ho fatto solo una volta"
"e com'è?"
"ero a Milano, un palazzo di gente ricca, avevo suonato. Era pieno di strisce, ho pensato ora o mai più. Ero lucido"
"si rimane lucidi?"
"lucidissimi, e nessun effetto collaterale. Galattico, capisco perché la gente se la fa"
"poi basta?"
"basta, basta. Solo l'oppio, una volta"
"l'oppio?!"
"buffo. Diventi leggero"
"e l'assenzio?"
"naa."
"una droga antica"
"una droga decadente."

Mi guarda.

"dov'eri, Trantor?"
"...?"
"sarebbero bastati pochi anni"
"ma io non…"
"dov'eri?"
"mentre provavi la coca?"
"mentre ero a Colonia"
"a #cittàSenzaFiume, amico mio"
"sarebbero bastati pochi anni. Non ti avrei lasciata scappare"
"io…"
"pochi anni, Trantor. Ma pazienza, è andata così. Ricorda sempre una cosa, però"
"dimmi"
"le fotografie dei grandi fotografi, quelle eccezionali, quelle delle riviste"
"sì."
"sono tutte fatte con il banco ottico"
"il banco…"
"costa troppo. Tu però prima o poi comprati una full frame, d'accordo?"
"ci provo."
"secondariamente, per quello che ho visto di te, credo che nessuno a questo tavolo riesca a farsi qualcuno se manca attrazione intellettuale"
"..."
"la prima volta si può anche finire a letto per caso, la seconda no"
"..."
"la seconda volta sia io che te ci scopiamo il cervello dell'altro, mica il corpo"
"..."
"la seconda volta io voglio una a cui pensare quando torno a casa, non quando la vedo"
"è così anche per me"
"lo so. Ricordatelo. Infine,"
"infine?"
"quando giochi a biliardo ricorda, mira in basso per avete il rétro, al centro per un colpo naturale, di lato per l'effetto curvo"
"proverò anche questo"
"sai, lo snooker mi piace"
"sì, anche a me."

Sorride. 

E' finita la sigaretta.