Rieccomi, come promesso dopo l'estinzione dei cervi e l'accensione di Giove.
Intanto grazie a tutti per aver risposto al quiz sociologico, in parte avete confermato che avevo ragione io (nel gioco-indovinello Se fosse... è GIUSTO rispondere "razzo spaziale" o "missile Saturn V" per descrivere The final countdown, per ovvi motivi di testo), in parte che aveva ragione Zicchi (a quanto pare del testo di quella canzone non è mai fregato molto a un sacco di gente, per cui alla domanda "se fosse una capigliatura" abbiamo appurato che è AMMESSO rispondere "i capelli di Tina Turner nel video di We don't need another hero", come ha fatto RBone, descrivendo più un gruppo di tamarri durante i tamarri anni '80 che l'argomento del pezzo).
Per chi non lo sapesse di voi, la canzone parla di un viaggio nello spazio verso Venere (Venere) ((Venus (((Venus)))).
Fantascienza, ok?
Quindi capite bene che se al largo di Lisbona hai un moroso che continua a ripetere "NON CAPISCO LA TUTINA DA ASTRONAUTA" o "NON CAPISCO I CAPELLI ALLA MILITARE" o "NON CAPISCO IL COLORE BLU SCURO MISTO A NERO CON SPRAZZI DI VIOLA BRILLANTE E VERDE" poi il cervello ti esplode.
E faceva così dopo avergli spiegato il testo.
In più odia gli Europe, quindi possiamo anche chiuderla qui e dimenticarci di lui.
Siccome però sono sempre stata brava nell'analisi andiamo a vedere cosa avete scritto voi, divisi nelle seguenti categorie:
a) conoscevate già la canzone con relativo testo, come me
b) conoscevate la canzone ma non il testo, come Zicchi
c) avete dovuto ascoltarla su youtube e avete capito il testo
d) avete dovuto ascoltarla su youtube e ve ne siete sbattuti del testo.
Categoria a (COlei, Morbido, Fabio13, LionOtherwiseLamb, Verzasoft?)
Ammetto che il conoscere il testo non sembra aver modificato molto le risposte rispetto a quelle di categoria b, però è anche vero che siete solo 4; nel 50% dei casi (COlei e Verzasoft, ammesso che sia della categoria a) il mezzo di trasporto dimostra la conoscenza letterale del testo e collima con quello che avevo detto io (razzo interstellare), gli altri 2 invece hanno descritto più le proprie sensazioni e, perché no, forse qualcosa di sé.
Categoria b (CollegaG, JaneDoe, Autumn, cuginaLurkerLucy, KidPix, RBone, iWally, Pipes):
Prevale la descrizione dello stile musicale e delle paturnie notturne dello stilista di dei Twisted Sisters.
Molto evidente il trauma soprattutto in chi ha vissuto e operato negli anni '80, costretto a dividere il pianeta con i Thompson Twins, spalline, leggins leopardati, tutù, capelli alla cazzo e soprattutto a intercettare periodicamente questo.
(una delle mie canzoni preferite, nonostante quel maglione a 2.06).
Categoria c: non pervenuta
Categoria b: non pervenuta
In sostanza mi danno ragione (pciù): JaneDoe (mezzo di trasporto: "razzo spaziale (lo so, sono ovvia)", beccati questo Zicchi), COlei (mezzo di trasporto: "Il proiettile del cannone di J.Verne nel 'Dalla Terra alla Luna'", ingoia questo, Zicchi), Verzasoft (mezzo di trasporto: "Un missile saturn V o simili", così impari, Zicchi), iWally (mezzo di trasporto "Un missile a forma di tav" e colore "blu oltremare", ma porca puttana, Zicchi).
Loci communes: il colore blu o azzurro, i capelli ipercotonati / riccioli alla cazzo, lo stato d'animo eccitato (io avevo risposto voglia di scoprire l'ignoto, fiducia, entusiasmo spasmodico e una lieve apprensione - probabilmente lo stato d'animo di molti astronauti quando le cose stanno funzionando, ma qualcuno continuava a blaterare NON HA SENSO e così abbiamo perso l'autobus per Sagres), e i mezzi di trasporto d'antan, a metà fra Indiana Jones, Duel e i Jefferson Airplane che fumano su un T2 ("una jeep Renegade (quella vecchia) scoperta" di Fabio13, "Il pulmino wolkswagen" di CuginaLurkerLucy che per poco non ci fa un incidente, "Deltaplano old line, rattoppato" di Morbido, "un camion americano di quelli cha attraversano il Texas in un giorno, con aerografato sulla motrice una scena di Braveheart" di RBone, "volo cargo dirottato e sparito in una giungla durante una notte buia e tempestosa" di LionOtherwiseLamb e "Un Bus Greyhound Americano stile anni 70, tutto metallo lucido" di Pipes)
Gettano la spugna: Alan, KidPix, l'Anonimo delle 10:40
Polemici per il gusto di farlo: Zicchi
Premio della critica: PianistaPugliese2 (l'anonimo delle 21:18) e Autumn per la splendida, adorabile e acuminata satira sociale (mezzo di trasporto: "un trenino di Trenitalia con massimo due vagoni orgoglioso di non essere in ritardo" e "treno")
Premio Isola di Wight: JaneDoe ("sicura di me e pronta ad iniziare una rivoluzione più o meno pacifica contro l'establishment conservatore")
Premio Strega: RBone ("lo stato d'animo di quando bollisco le uova e trovo il giallo ancora liquido: vendetta") e PianistaPugliese2 ("un'acconciatura: sarebbero dei capelli lunghi che cercano di coprire la parte vuota, facendo i conti inesorabilmente con il finale conto alla rovescia").
Per concludere, grazie a tutti, vi voglio bene vestita da astronauta su una Harley Davidson col manubrio particolarmente incurvato, versione custom (cit. CollegaG).
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domenica 17 aprile 2016
mercoledì 2 gennaio 2013
Su questo no.
Mentre scrivo il resoconto della visita a Mamikazen, mentre scrivo il resoconto della visita a mia cugina Folle e Bellissima (FB), mentre scrivo il resoconto della visita a #collegaV nella sua Mantova tra una Cambridge e l'altra, mentre non so decidermi sulla graduatoria di assurdità spaziale delle tre suddette esperienze (ma come sempre vince V, e io che ci sto anche a pensare) (e poi comunque Mamikazen più che assurda se mai vince il premio "adorabile"), qualche simpatica vignetta in tema.
#1 Logica
In stazione; cerco di prendere un biglietto per la città delle arance.
"salve, vorrei un biglietto sul frecciargento delle x per la città delle arance"
"ok."
"quant'è quello che costa meno?"
"70 euro la seconda classe"
[la tizia fa per stampare il biglietto senza che dica niente] "scusi, ma non c'era un'offerta a 39?"
[stupita] "AH. Lei prima non me l'ha chiesto."
"le ho chiesto qual era il biglietto più economico"
"non mi ha chiesto se c'erano offerte."
"sta scherzando"
"no."
"ho capito, ma se ha le opzioni lì dava..."
"non possiamo comunicare spontaneamente le offerte a meno che lei non ce le chieda"
"ma se le ha lì dava..."
"lei non me l'ha chie..."
"ma se le ha lì dava..."
"lei non me l'ha chie..."
[ho interrotto il loop solo perché Leibniz mi stava rovinando la giacca vomitandoci sopra]
#2 Imponderabilità
Sul frecciargento; cerco di collegarmi ad internet.
"#controllore, scusi: ma non c'era il wi-fi anche su tutti i frecciargento?"
"sì"
"e allora perché non mi colle..."
"su questo no."
#3 Satira
"il treno regionale veloce uno sette nove tre di Trenitalia virgola delle ore quindici e cinquantatré virgola arriverà con un ritardo previsto di venticinque minuti. Ci scusiamo per il disagio"
Sapete, dopo tutti questi anni io voi di trenitalia ormai vi conosco abbastanza bene.
Avete veramente rotto il c*.
#1 Logica
In stazione; cerco di prendere un biglietto per la città delle arance.
"salve, vorrei un biglietto sul frecciargento delle x per la città delle arance"
"ok."
"quant'è quello che costa meno?"
"70 euro la seconda classe"
[la tizia fa per stampare il biglietto senza che dica niente] "scusi, ma non c'era un'offerta a 39?"
[stupita] "AH. Lei prima non me l'ha chiesto."
"le ho chiesto qual era il biglietto più economico"
"non mi ha chiesto se c'erano offerte."
"sta scherzando"
"no."
"ho capito, ma se ha le opzioni lì dava..."
"non possiamo comunicare spontaneamente le offerte a meno che lei non ce le chieda"
"ma se le ha lì dava..."
"lei non me l'ha chie..."
"ma se le ha lì dava..."
"lei non me l'ha chie..."
[ho interrotto il loop solo perché Leibniz mi stava rovinando la giacca vomitandoci sopra]
#2 Imponderabilità
Sul frecciargento; cerco di collegarmi ad internet.
"#controllore, scusi: ma non c'era il wi-fi anche su tutti i frecciargento?"
"sì"
"e allora perché non mi colle..."
"su questo no."
#3 Satira
"il treno regionale veloce uno sette nove tre di Trenitalia virgola delle ore quindici e cinquantatré virgola arriverà con un ritardo previsto di venticinque minuti. Ci scusiamo per il disagio"
Sapete, dopo tutti questi anni io voi di trenitalia ormai vi conosco abbastanza bene.
Avete veramente rotto il c*.
lunedì 28 novembre 2011
The sunshine band
Nel giorno in cui io e il mio coro di sparaventose avevamo in programma per tutto il pomeriggio una mega prova generale di #concertomaledettamentecomplicato con L&M (i due miei amici musicologi specializzati in musica antica che avete già conosciuto), nel giorno per il quale stresso i coristi da mesi arrivando a fare terrorismo psicologico onde assicurarmi la loro presenza alla prova, nel giorno in cui L&M devono arrivare nella nostra città emiliana senza fiume in treno da Cremona (e già qui potete iniziare a ridere) con il liuto sulle spalle, ebbene in questo giorno del c**** trenitalia e trenord hanno fatto sciopero.
Ora io sono di sinistra cazzo, per cui faccio sempre un po' fatica a condannare gli scioperi, ma questa volta proprio sai anche no, cazzo!
In breve.
ore 11.56
E' domenica mattina, sto dormendo beatamente da 9 ore e non avrei nessuna intenzione di alzarmi prima delle 12.30, visto che devo andare a prendere L&M in stazione alle 14.45.
Ma in uno spasimo di scrupolo, con in testa l'immagine orrenda di Murphy che si frega le mani, urla Cthulhu fhtagn e mi morde sul collo, decido lo stesso di accendere il cellulare.
L'arrivo di 8 angosciati sms e 17 chiamate perse di L&M (impietriti davanti al tabellone di trenitalia con gli occhi lucidi [di rabbia]) mi avrebbe dovuto forse far capire subito che quel giorno non sarebbe andato affatto secondo i piani.
ore 11.58
Spendo circa 14 euro fra sms e telefonate per chiedere a tutti i coristi se si può spostare giorno.
Dato che metà coro ha giustamente il telefono spento e l'altra metà si trova ancora dentro Cartoonia diviene evidente che no, non si può spostare giorno.
ore 12.02
Bestemmio.
ore 12.05
L&M sono bloccati a Cremona e non avendo l'auto non sanno come raggiungere la mia città senza fiume.
(Non che in condizioni normali il collegamento ferroviario possa rendere lecito l'uso del verbo raggiungere, eh.)
Non so come riescono a rimediare un passaggio fino a Fidenza su di una specie di diligenza piena di badanti, ma da lì in poi non sanno come muoversi.
ore 13.24
Corro dunque a Fidenza per andare a prendere L&M (e bestemmio).
In un'autostrada semivuota grazie ad una giornata bellissima in cui le persone normali di solito non fanno il lavoro di trenitalia scorrazzando qua e là per la regione (ma obiettivamente non si chiudono nemmeno in una chiesa gelida per provare per ore antiche laude), batto il mio recordo personale [miacittà]-Fidenza, una cosa come 18 minuti.
Ah ma rispettando i limiti, come Valeren.
Vabbè, limiti filosofici.
Vabbè, non saprete mai da dove sono partita, ok?
ore 16
Iniziamo la prova.
Già il fatto di essere tutti lì vivi e in orario costituisce motivo sufficiente per festeggiare con lattine di birra.
La prova va via liscia, anche se constato drammaticamente quanto segue: qualsiasi corista trova intollerabile smettere anche solo per un attimo di parlare di gnocca con #coristaMax, i tenori hanno insegnato ai bassi a mascherare gli interminabili minuti di confabulazioni e chiacchiere da domande serie (poi rivoltemi più o meno con la stessa faccia di bronzo di capezzone), molti soprani si dimostrano distratti dall'avvenenza di L&M, qualcun altro ha insegnato ai tenori a non ascoltare una mazza di quello che sto dicendo per poi ripetere ad alta voce le mie ultime tre parole, come a scuola, credendo di infinocchiarmi.
ore 19
Il momento in cui proviamo alcuni movimenti scenografici con in mano candele e lumini suscita inspiegabile ilarità, e soprattutto una serie di dubbi ed estenuanti disamine sulla migliore posizione dei lumini ai lati dell'altare che farebbero diventare verde Kafka.
Credo inoltre che all'asilo avrei trovato un ambiente più professionale.
ore 19.35
Io sono devastata, #coristaMax ha seccato tutte le lattine di birra che avevo portato, L di L&M è diventato dipendente da chinotto e #coristaSirCornista ha sbafato tutti i grissini.
Peccato che andare alla fine della giornata manchino ancora 170 km, dato che devo riportare L&M a Cremona, e magari tornare a casa.
ore 20.36
Arriviamo a Fidenza, per scrupolo controlliamo se trenitalia ha rimesso in circolazione qualche treno.
AHAHAHAHAH.
L'ultima diligenza trainata da mufloni per Cremona ci passa davanti agli occhi e non si ferma.
A questo punto l'unico modo per dare un senso alla giornata è andare a mangiare torta fritta e salume in qualche bettola del ducato farnese.
Sparlando come matti di vecchi compagni di corso, ovviamente.
ore 00.35
Dopo aver portato a Cremona L&M arrivo finalmente a casa.
Grazie ad una nebbia del cazzo - ininterrotta da Cremona a casa - batto il mio record personale di velocità minima in autostrada.
Ma in auto avevo i KC & TSB, per cui non è stato affatto male.
(Li avevo proprio liberi nell'abitacolo.)
Ora io sono di sinistra cazzo, per cui faccio sempre un po' fatica a condannare gli scioperi, ma questa volta proprio sai anche no, cazzo!
In breve.
ore 11.56
E' domenica mattina, sto dormendo beatamente da 9 ore e non avrei nessuna intenzione di alzarmi prima delle 12.30, visto che devo andare a prendere L&M in stazione alle 14.45.
Ma in uno spasimo di scrupolo, con in testa l'immagine orrenda di Murphy che si frega le mani, urla Cthulhu fhtagn e mi morde sul collo, decido lo stesso di accendere il cellulare.
L'arrivo di 8 angosciati sms e 17 chiamate perse di L&M (impietriti davanti al tabellone di trenitalia con gli occhi lucidi [di rabbia]) mi avrebbe dovuto forse far capire subito che quel giorno non sarebbe andato affatto secondo i piani.
ore 11.58
Spendo circa 14 euro fra sms e telefonate per chiedere a tutti i coristi se si può spostare giorno.
Dato che metà coro ha giustamente il telefono spento e l'altra metà si trova ancora dentro Cartoonia diviene evidente che no, non si può spostare giorno.
ore 12.02
Bestemmio.
ore 12.05
L&M sono bloccati a Cremona e non avendo l'auto non sanno come raggiungere la mia città senza fiume.
(Non che in condizioni normali il collegamento ferroviario possa rendere lecito l'uso del verbo raggiungere, eh.)
Non so come riescono a rimediare un passaggio fino a Fidenza su di una specie di diligenza piena di badanti, ma da lì in poi non sanno come muoversi.
ore 13.24
Corro dunque a Fidenza per andare a prendere L&M (e bestemmio).
In un'autostrada semivuota grazie ad una giornata bellissima in cui le persone normali di solito non fanno il lavoro di trenitalia scorrazzando qua e là per la regione (ma obiettivamente non si chiudono nemmeno in una chiesa gelida per provare per ore antiche laude), batto il mio recordo personale [miacittà]-Fidenza, una cosa come 18 minuti.
Ah ma rispettando i limiti, come Valeren.
Vabbè, limiti filosofici.
Vabbè, non saprete mai da dove sono partita, ok?
ore 16
Iniziamo la prova.
Già il fatto di essere tutti lì vivi e in orario costituisce motivo sufficiente per festeggiare con lattine di birra.
La prova va via liscia, anche se constato drammaticamente quanto segue: qualsiasi corista trova intollerabile smettere anche solo per un attimo di parlare di gnocca con #coristaMax, i tenori hanno insegnato ai bassi a mascherare gli interminabili minuti di confabulazioni e chiacchiere da domande serie (poi rivoltemi più o meno con la stessa faccia di bronzo di capezzone), molti soprani si dimostrano distratti dall'avvenenza di L&M, qualcun altro ha insegnato ai tenori a non ascoltare una mazza di quello che sto dicendo per poi ripetere ad alta voce le mie ultime tre parole, come a scuola, credendo di infinocchiarmi.
ore 19
Il momento in cui proviamo alcuni movimenti scenografici con in mano candele e lumini suscita inspiegabile ilarità, e soprattutto una serie di dubbi ed estenuanti disamine sulla migliore posizione dei lumini ai lati dell'altare che farebbero diventare verde Kafka.
Credo inoltre che all'asilo avrei trovato un ambiente più professionale.
ore 19.35
Io sono devastata, #coristaMax ha seccato tutte le lattine di birra che avevo portato, L di L&M è diventato dipendente da chinotto e #coristaSirCornista ha sbafato tutti i grissini.
Peccato che andare alla fine della giornata manchino ancora 170 km, dato che devo riportare L&M a Cremona, e magari tornare a casa.
ore 20.36
Arriviamo a Fidenza, per scrupolo controlliamo se trenitalia ha rimesso in circolazione qualche treno.
AHAHAHAHAH.
L'ultima diligenza trainata da mufloni per Cremona ci passa davanti agli occhi e non si ferma.
A questo punto l'unico modo per dare un senso alla giornata è andare a mangiare torta fritta e salume in qualche bettola del ducato farnese.
Sparlando come matti di vecchi compagni di corso, ovviamente.
ore 00.35
Dopo aver portato a Cremona L&M arrivo finalmente a casa.
Grazie ad una nebbia del cazzo - ininterrotta da Cremona a casa - batto il mio record personale di velocità minima in autostrada.
Ma in auto avevo i KC & TSB, per cui non è stato affatto male.
(Li avevo proprio liberi nell'abitacolo.)
lunedì 14 novembre 2011
Bionda, mela, sella per il drago della gilda
Fare viaggi in treno abbassa la soglia di intolleranza alle altre persone, però è sempre divertente.
Nel senso etimologico del termine, dico.
Sono lontani i tempi in cui, sul treno per Cremona, incontravo tizi che leggevano 'Paperi galattici' (massima stima), scimmie urlatrici con la R di Fidenza (nessuna stima) e collaboratori storici di Topolino - buffo che io e lui ci siamo trovati seduti per caso di fronte, non ricordo come attaccammo discorso, ma alla fine scoprii che aveva scritto almeno metà delle storie che avevo letto, o se volete che mi ricordavo benissimo almeno metà delle storie che aveva scri...
Ma questa è un'altra storia.
L'altro giorno, invece, mi sono imbattuta in questi tizi.
Andata, incontro 1
Una giovane e vistosa bionda che parla da ore al telefono esattamente come Nucleo e Capsula dopo pochi secondi ha veramente rotto i maroni.
Ma un po' di giustizia divina esiste, perché alla seconda telefonata ormonale in cui si vanta del 30 preso in economia (ricordiamo, con l'accento di nucleo e capsula e soprattutto sentendosi irrimediabilmente figa) il tizio di fianco a me la gela con "eh scusa ma PUOI PARLARE PIU' PIANO, per favore?".
Yeah.
Ritorno, incontro 2
Spero che quel *** di *** di *** finisca alla svelta quella *** di mela prima che il suo biascicamento compiaciuto mi faccia commettere un reato penale.
Ritorno, incontro 3
Cambio posto, e mi siedo in mezzo a due tizi.
Uno è costellato di almeno 25 spille circolari fra cui quella di Avatar appuntate su di un panciotto di feltro grigio topo morto, l'altro essere è una tizia apparentemente normale.
(Preciso che è venerdì sera, sono di ritorno da un esame di lavoro, ho un arretrato di ore di sonno pari a un terzo dello spread di mercoledì per cui era fisicamente e psichicamente impossibile fare qualcosa che non includesse *vegetare passivamente sulla poltrona ascoltando le conversazioni altrui*.)
[...]
"ma credi che lui abbia abbastanza capacità?"
"non so, non mi è sembrato"
"boh, l'ho sentito dire che si doveva comprare una sella"
"una sella! Ma per la cerca?"
"non so, forse per il drago"
"io ancora non capisco perchè non si vesta adeguatamente! Lui e il suo cappuccio...!"
"ma è ricercato?"
"non so."
"sabato bisogna che ragioni sulla gilda"
"già." [sospiro]
"già." [sospiro]
[...]
Capii un po' dopo che si trattava con ogni probabilità di nerds.
Lui obiettivamente collimava col cliché, lei no.
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mercoledì 28 settembre 2011
Che fatica
Ritorno in treno con 2 colleghe. Cerchiamo ovviamente 3 posti vicini.
L'unica soluzione consiste in 2 posti già liberi e uno occupato dalle borsette di una settantenne in gamba e ben vestita che legge Repubblica e siede proprio di fronte.
"signora, è libero quel posto?"
"ah. eh. sì, sì. beh, un attimo."
"ragazze, si è liberato un posto anche qui [al di là del corridoio centrale], non è necessario che la signora si scomodi"
[la settantenne intanto libera l'altro posto]
"signora, non si preoccupi, se vuole lasci pure le sue bors..."
"ma come, non mi direte che mi avete fatto fare tutto questo lavoro e adesso non vi sedete, eh?!"
Il punto è che non capisco come una così potesse leggere Repubblica.
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martedì 21 giugno 2011
Si sono estinte le cartine
Non è normale che una persona di 30 anni che vive dalla nascita in Emilia Romagna e viaggia in treno più volte alla settimana all'interno della linea retta Piacenza-Rimini mi dica, andando in treno a Bologna e passando in quel momento sul torrente Secchia,
"ah, questo dev'essere il Po".
Non è normale.
"ah, questo dev'essere il Po".
Non è normale.
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mercoledì 15 luglio 2009
Scimmia, Ramarro, Obesa
Oggi, reduce da un viaggio meraviglioso a Londra / Cambridge da cui sono tornata ieri, mi sono imbarcata alla volta di quel di Milano, gettandomi nelle braccia di trenitalia.
Pessima idea.
Comunque, la giornata è cominciata con la sveglia che è suonata alle 7 invece che alle pattuite 6.
Il treno era alle 7.20.
Indovinate chi ha dimenticato di riportare il cellulare all'orario italiano da quello di Londra.
Al ritorno, a parte il fatto che sono più pesante di cinque atti di convegni di 500 pagine l'uno presi gratis al convegno di musicologia, l'intercity che devo prendere non sarebbe un intercity se non avesse almeno 20 minuti di ritardo.
E infatti.
Nell'attesa, il numero di malvestiti/e che intercetto in stazione supera forse il numero di quelli visti a Londra.
Ci sono 40 gradi a Milano oggi, e ben due italiane hanno avuto la geniale idea di mettersi i collant neri coprenti. Eppure non siamo alla Malpensa, agli arrivi da Edimburgo. Mah.
Comunque, il mio cesso-city arriva in ritardo mentre la voce di trenitalia annuncia che "il treno alta-velocità-freccia-rossa-siamo-fighi-perchè-andiamo-a-50-milioni-di-chilometri-orari ha 150 minuti di ritardo" ed è fermo a Parma, rotto. Ma complimenti.
Noto con gioia che mio scompartimento è vuoto, ma poi arrivano 3 brasiliani la cui peculiarità risiede nell'articolare 56 parole al secondo, con un simpaticissimo volume di 975 decibel ciascuno.
La brasiliana isterica che ho di fianco, che per brevità chiameremo Scimmia, trova buffissimo urlare come una caricatura cretina di una brasiliana isterica col brasiliano di fronte, che a quanto pare ha conosciuto proprio in questo istante e che per brevità chiameremo Ramarro.
Dopo 2 minuti e 45 secondi i due si scambiano i numeri di telefono.
In compenso la brasiliana di fronte a me, che per brevità chiameremo Obesa, continua a toccarsi la pancia e a biascicare con una smorfia di autocommiserazione "je soiii insciiintaaaa".
Cerco di stabilire se ciò corrisponda effettivamente a verità, o se si tratti piuttosto di rotoli di ciccia.
Comunque dev'essere per quello che ritiene evidentemente irrinunciabile stendere tutte le gambe contro le mie impedendomi di mantenere una postura umana
Sei incinta? Cazzo, te lo sei voluta da sola. Io, fino a prova contraria, non c'entro.
Dopo 12 secondi mi riesce pressochè impossibile concentrarmi sul manoscritto Modena alfa.11.F.
Oriento dunque i miei pensieri sul dilemma se sia meglio viaggiare con Scimmia, Ramarro e Obesa o con 3 signore urlatrici di Fidenza con l'erre moscia.
Non riesco a decidermi.
Scimmia ama particolarmente pronunciare ad intermittenza la locuzione "aaaah! Che calorreeee!!".
Inutile tentare di spiegarle che smettere di sbracciarsi di qua e di là buttandomi in faccia il biglietto come una scimmia ammaestrata potrebbe contribuire a ridurre l'entropia dell'universo.
Oddio, adesso si toglie pure le scarpe.
Scimmia dimostra ulteriore classe nell'aprirsi con raffinatezza la maglia, apparentemente per schiacciarsi dei brufoli sul seno.
Sospetto invece voglia far vedere le sue incommensurabili grazie a Ramarro, che comunque al momento rappresenta la forma di vita più civile dello scompartimento, se escludiamo i cinque atti di convegni e se consideriamo che io sono ormai sostanzialmente uno straccio semovente.
Ad un tratto, ho un'illuminazione: forse...
Sbircio sul loro biglietto.
Cazzo no, scendono a Rimini.
______________
PS: dopo 20 minuti ovviamente ho cambiato carrozza
Pessima idea.
Comunque, la giornata è cominciata con la sveglia che è suonata alle 7 invece che alle pattuite 6.
Il treno era alle 7.20.
Indovinate chi ha dimenticato di riportare il cellulare all'orario italiano da quello di Londra.
Al ritorno, a parte il fatto che sono più pesante di cinque atti di convegni di 500 pagine l'uno presi gratis al convegno di musicologia, l'intercity che devo prendere non sarebbe un intercity se non avesse almeno 20 minuti di ritardo.
E infatti.
Nell'attesa, il numero di malvestiti/e che intercetto in stazione supera forse il numero di quelli visti a Londra.
Ci sono 40 gradi a Milano oggi, e ben due italiane hanno avuto la geniale idea di mettersi i collant neri coprenti. Eppure non siamo alla Malpensa, agli arrivi da Edimburgo. Mah.
Comunque, il mio cesso-city arriva in ritardo mentre la voce di trenitalia annuncia che "il treno alta-velocità-freccia-rossa-siamo-fighi-perchè-andiamo-a-50-milioni-di-chilometri-orari ha 150 minuti di ritardo" ed è fermo a Parma, rotto. Ma complimenti.
Noto con gioia che mio scompartimento è vuoto, ma poi arrivano 3 brasiliani la cui peculiarità risiede nell'articolare 56 parole al secondo, con un simpaticissimo volume di 975 decibel ciascuno.
La brasiliana isterica che ho di fianco, che per brevità chiameremo Scimmia, trova buffissimo urlare come una caricatura cretina di una brasiliana isterica col brasiliano di fronte, che a quanto pare ha conosciuto proprio in questo istante e che per brevità chiameremo Ramarro.
Dopo 2 minuti e 45 secondi i due si scambiano i numeri di telefono.
In compenso la brasiliana di fronte a me, che per brevità chiameremo Obesa, continua a toccarsi la pancia e a biascicare con una smorfia di autocommiserazione "je soiii insciiintaaaa".
Cerco di stabilire se ciò corrisponda effettivamente a verità, o se si tratti piuttosto di rotoli di ciccia.
Comunque dev'essere per quello che ritiene evidentemente irrinunciabile stendere tutte le gambe contro le mie impedendomi di mantenere una postura umana
Sei incinta? Cazzo, te lo sei voluta da sola. Io, fino a prova contraria, non c'entro.
Dopo 12 secondi mi riesce pressochè impossibile concentrarmi sul manoscritto Modena alfa.11.F.
Oriento dunque i miei pensieri sul dilemma se sia meglio viaggiare con Scimmia, Ramarro e Obesa o con 3 signore urlatrici di Fidenza con l'erre moscia.
Non riesco a decidermi.
Scimmia ama particolarmente pronunciare ad intermittenza la locuzione "aaaah! Che calorreeee!!".
Inutile tentare di spiegarle che smettere di sbracciarsi di qua e di là buttandomi in faccia il biglietto come una scimmia ammaestrata potrebbe contribuire a ridurre l'entropia dell'universo.
Oddio, adesso si toglie pure le scarpe.
Scimmia dimostra ulteriore classe nell'aprirsi con raffinatezza la maglia, apparentemente per schiacciarsi dei brufoli sul seno.
Sospetto invece voglia far vedere le sue incommensurabili grazie a Ramarro, che comunque al momento rappresenta la forma di vita più civile dello scompartimento, se escludiamo i cinque atti di convegni e se consideriamo che io sono ormai sostanzialmente uno straccio semovente.
Ad un tratto, ho un'illuminazione: forse...
Sbircio sul loro biglietto.
Cazzo no, scendono a Rimini.
______________
PS: dopo 20 minuti ovviamente ho cambiato carrozza
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venerdì 10 aprile 2009
trenitalia non è fatta per gli insofferenti
10 giorni fa sono dovuta andare a Monaco per la tesi.
Partendo da Reggio Emilia, dopo che sei arrivato a Bologna ti aspettano come minimo 7 ore di treno.
Se sei su di un eurostar, hai con te il portatile e devi lavorare per la tesi, non hai problemi.
Se sei stata ingenua e ti aspetti un treno post 1990 e invece ti ritrovi una ciofeca di amianto del 1975 senza prese per l'elettricità, è decisamente un casino.
ore 11.00
Parto da Bologna. A parte il fatto che sono arrivata in stazione da Reggio diverse ore prima a causa dello sciopero dei treni regionali, che sarebbe inziato alle 9, e quindi mi sono già sciroppata 3 ore in sala d'attesa, salgo sul treno.
Orrore e raccapriccio nell'appurare che non ci sono le prese elettriche.
Un tizio sciccosissimo vestito da donna con la bocca uguale a valeria marini puzza tantissimo, e si è seduto al mio posto. Dato che non mi dà fastidio la marcia al contrario del treno lascio perdere, ma faccio comunque notare la cosa, dato che mi ha fregato il posto vicino al finestrino.
Ovviamente lui/lei non si alza, a me non interessa, e lui/lei si mette a leggere novella 3000.
ore 12.00
Ho "letto" tutto glamour, comprese le didascalie idiote alle foto idiote di abiti in cui in realtà non si vede un c**** del vestito.
ore 13.30
Ho consumato tutta la batteria del computer.
ore 14.00
Mangio un panino di gomma e ho già visto tutto quello che c'era da vedere sul treno, compresi una cosa che si ostinano a chiamare "bagni" e la prima classe, la cui unica differenza dalla seconda consiste nel diverso colore dei sedili.
ore 14.30
"che schifo di treno"
"eh già, dev'essere dei tardi anni '70"
"secondo lei è ancora uno di quelli fatti d'amianto?"
"...forse sarebbe meglio non farsi certe domande"
ore 15.00
Salgono sul treno 4 tizie americane sovrappeso, nella loro idea sono fighe ma sono solo sovrappeso.
Però mi aiutano con la valigia, quindi onore e gloria.
ore 15.04
Le tizie americane si tolgono tutte le scarpe e si addormentano, andando a costituire un groviglio di ciccia che blocca ogni possibile uscita dallo scompartimento sia a me che alla signora dell'amianto.
ore 17.00
Io e la signora dell'amianto dopo due ore di buona coscienza ce ne freghiamo e svegliamo le americane per andare in bagno.
Quando torniamo, si sono riaddormentate di nuovo, da capo con la storia della sveglia e degli inciampi vari nella ciccia eccetera.
ore 18.00
Arrivo. C**** che freddo.
RITORNO
ore 9.00
Parto.
Con mia somma gioia, il treno è lo stesso dell'andata.
Comunque ho comprato 2 settimane enigmistiche e, nel dubbio, prendo seriamente in considerazione l'idea di iniziare un romanzo.
ore 11.56
Se quel maledetto tizio austriaco non la pianta di biascicare con la saliva giuro che lo butto fuori al Brennero.
ore 13.00
Panino di gomma.
ore 14.07
Sale una signora grassa romana, ossessionata dal dover prendere la coincidenza per l'eurostar che va a Roma.
ore 14.08
"senta, secondo lei checce la faccio a prendere 'a coincidenza perroma?"
"purtroppo non lo so signora.. Non saprei dirle se siamo in ritardo o meno"
"ellimortacci, io c'ho l'eurostarre da prendere, mica posso rimanere a Bologna stanotte! Maddove siamo?!"
"non lo so signora.. Provi a chiedere al controllore"
"ah"
ore 14.32
"senta, secondo lei dove siamo? Io devo andare arroma!"
"non lo so signora.. Non saprei, non conosco la linea"
"limortacci, io c'ho l'eurostarre da prendere!!"
ore 15.00
"ma dove siamo? Siamo in ritardo!?"
"..."
"signorina scusi, che lo sa dove siamo?!"
"[tolgo le cuffie dell'ipod] no signora, non lo so!"
"io c'ho l'eurostarre però!!"
"lo so, chieda al controllore, io purtroppo non so aiutarla!"
"ah"
ore 15.26
"Limortacci, io devo andare arroma, speriamo di farcela"
"[apro gli occhi, nella mia idea stavo riposando, nella sua deduco di no] ... eh sì"
"siamo in ritardo? Che ore sono? Io devo andare arroma! Su che binario è il treno a Bologna? e..."
"SIGNORA NON LO SO"
"ah"
ore 16.08
Arrivo.
La signora grassa ha ucciso il controllore con valanghe di ansia e domande e resoconti sulle importantissime cose che l'attendono a Roma.
Lei prende la coincidenza, io perdo la mia.
Simpatia.
Sul treno dopo, almeno incontro Frau D. e posso avere una conversazione normale.
Partendo da Reggio Emilia, dopo che sei arrivato a Bologna ti aspettano come minimo 7 ore di treno.
Se sei su di un eurostar, hai con te il portatile e devi lavorare per la tesi, non hai problemi.
Se sei stata ingenua e ti aspetti un treno post 1990 e invece ti ritrovi una ciofeca di amianto del 1975 senza prese per l'elettricità, è decisamente un casino.
ore 11.00
Parto da Bologna. A parte il fatto che sono arrivata in stazione da Reggio diverse ore prima a causa dello sciopero dei treni regionali, che sarebbe inziato alle 9, e quindi mi sono già sciroppata 3 ore in sala d'attesa, salgo sul treno.
Orrore e raccapriccio nell'appurare che non ci sono le prese elettriche.
Un tizio sciccosissimo vestito da donna con la bocca uguale a valeria marini puzza tantissimo, e si è seduto al mio posto. Dato che non mi dà fastidio la marcia al contrario del treno lascio perdere, ma faccio comunque notare la cosa, dato che mi ha fregato il posto vicino al finestrino.
Ovviamente lui/lei non si alza, a me non interessa, e lui/lei si mette a leggere novella 3000.
ore 12.00
Ho "letto" tutto glamour, comprese le didascalie idiote alle foto idiote di abiti in cui in realtà non si vede un c**** del vestito.
ore 13.30
Ho consumato tutta la batteria del computer.
ore 14.00
Mangio un panino di gomma e ho già visto tutto quello che c'era da vedere sul treno, compresi una cosa che si ostinano a chiamare "bagni" e la prima classe, la cui unica differenza dalla seconda consiste nel diverso colore dei sedili.
ore 14.30
"che schifo di treno"
"eh già, dev'essere dei tardi anni '70"
"secondo lei è ancora uno di quelli fatti d'amianto?"
"...forse sarebbe meglio non farsi certe domande"
ore 15.00
Salgono sul treno 4 tizie americane sovrappeso, nella loro idea sono fighe ma sono solo sovrappeso.
Però mi aiutano con la valigia, quindi onore e gloria.
ore 15.04
Le tizie americane si tolgono tutte le scarpe e si addormentano, andando a costituire un groviglio di ciccia che blocca ogni possibile uscita dallo scompartimento sia a me che alla signora dell'amianto.
ore 17.00
Io e la signora dell'amianto dopo due ore di buona coscienza ce ne freghiamo e svegliamo le americane per andare in bagno.
Quando torniamo, si sono riaddormentate di nuovo, da capo con la storia della sveglia e degli inciampi vari nella ciccia eccetera.
ore 18.00
Arrivo. C**** che freddo.
RITORNO
ore 9.00
Parto.
Con mia somma gioia, il treno è lo stesso dell'andata.
Comunque ho comprato 2 settimane enigmistiche e, nel dubbio, prendo seriamente in considerazione l'idea di iniziare un romanzo.
ore 11.56
Se quel maledetto tizio austriaco non la pianta di biascicare con la saliva giuro che lo butto fuori al Brennero.
ore 13.00
Panino di gomma.
ore 14.07
Sale una signora grassa romana, ossessionata dal dover prendere la coincidenza per l'eurostar che va a Roma.
ore 14.08
"senta, secondo lei checce la faccio a prendere 'a coincidenza perroma?"
"purtroppo non lo so signora.. Non saprei dirle se siamo in ritardo o meno"
"ellimortacci, io c'ho l'eurostarre da prendere, mica posso rimanere a Bologna stanotte! Maddove siamo?!"
"non lo so signora.. Provi a chiedere al controllore"
"ah"
ore 14.32
"senta, secondo lei dove siamo? Io devo andare arroma!"
"non lo so signora.. Non saprei, non conosco la linea"
"limortacci, io c'ho l'eurostarre da prendere!!"
ore 15.00
"ma dove siamo? Siamo in ritardo!?"
"..."
"signorina scusi, che lo sa dove siamo?!"
"[tolgo le cuffie dell'ipod] no signora, non lo so!"
"io c'ho l'eurostarre però!!"
"lo so, chieda al controllore, io purtroppo non so aiutarla!"
"ah"
ore 15.26
"Limortacci, io devo andare arroma, speriamo di farcela"
"[apro gli occhi, nella mia idea stavo riposando, nella sua deduco di no] ... eh sì"
"siamo in ritardo? Che ore sono? Io devo andare arroma! Su che binario è il treno a Bologna? e..."
"SIGNORA NON LO SO"
"ah"
ore 16.08
Arrivo.
La signora grassa ha ucciso il controllore con valanghe di ansia e domande e resoconti sulle importantissime cose che l'attendono a Roma.
Lei prende la coincidenza, io perdo la mia.
Simpatia.
Sul treno dopo, almeno incontro Frau D. e posso avere una conversazione normale.
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martedì 16 dicembre 2008
Una giornata bolognese
Impressioni da una giornata di studio misto a shopping nella bella Bologna.
1. Evidentemente c'è qualcuno che le compra, quelle fontanelle zen con fumi e cascatelle labirintiche che stanno consumando rapidamente tutta la riserva idrica della regione.
2. Possesso di un colbacco di vero pelo [alfa] gentilezza di eventuale commessa str**** in negozio [alfa] probabilità che venga inserito almeno un -ino nella conversazione [1/alfa] tutto questo se però per il resto sei vestita da studentessa.
3. Ho imparato finalmente a inserire il microfilm nel visore senza srotolarlo tutto buttandolo per terra e soprattutto senza impiegarci 35 minuti.
4. "Il treno 5478 ad alta velocità per Milano è in arrivo in ritardo al binario 6"
(ma come, solo 3 giorni di lavoro a 300 km l'ora su un binario tutto vostro e siete già in ritardo? Complimenti, non è facile!)
1. Evidentemente c'è qualcuno che le compra, quelle fontanelle zen con fumi e cascatelle labirintiche che stanno consumando rapidamente tutta la riserva idrica della regione.
2. Possesso di un colbacco di vero pelo [alfa] gentilezza di eventuale commessa str**** in negozio [alfa] probabilità che venga inserito almeno un -ino nella conversazione [1/alfa] tutto questo se però per il resto sei vestita da studentessa.
3. Ho imparato finalmente a inserire il microfilm nel visore senza srotolarlo tutto buttandolo per terra e soprattutto senza impiegarci 35 minuti.
4. "Il treno 5478 ad alta velocità per Milano è in arrivo in ritardo al binario 6"
(ma come, solo 3 giorni di lavoro a 300 km l'ora su un binario tutto vostro e siete già in ritardo? Complimenti, non è facile!)
venerdì 3 ottobre 2008
Una giornata in università - Highlights
Regionale Fidenza – Cremona.
Un tizio legge “Paperi galattici”.
Biblioteca di facoltà.
bibliotecaria: “ma oggi pioooveeeee?”
Trantor: “no… per ora no”
bibliotecaria: “beeeene… Perché non ho l’ombreeelloo!”
(moltiplicare la scenetta per 365 giorni l’anno, tolti Natale e Pasqua)
Biblioteca di facoltà.
Tre amene studentesse si interrogano ad alta voce ridacchiando per 14 minuti su “ma interferire regge con, tra, o in?”, senza sospettare di essere divenute oltremodo moleste già dopo i primi 45 secondi.
Stazione di Fidenza.
Esemplare di “anna tatangelo dei poveri” sfoglia una rivista riuscendo ad essere più rumorosa di un reattore e, non paga, mastica la cicca a bocca aperta.
Al telefono: “amò.. so’ a Fidenza. Sono in ritardo… hoppperso la coincidenza… Evvero, ci devi cràdere, non ti sto mentendo!” (festival della fiducia reciproca XV edizione).
Regionale Fidenza – Parma.
Avvistato temuto esemplare di “scimmia urlatrice quarantenne sine erre” (signora quarantenne di Fidenza che urla al cellulare con volume a 598 decibel e soprattutto con accento fidentino, brrrrr vabbvividiamo).
La scimmia urlatrice apostrofa con volume 598 decibel Trantor, l'unico essere umano del vagone (inclusa la scimmia), che sta beatamente studiando:
"seeenta, qual'è la pvossima fevmata??!"
"AAAH!! [infarto miocardico]... Mi ha spaventata.. Beh, siamo dopo Fidenza e Castelguelfo, è Parma"
"ah... Ma seeeenta, è allova pevchè il tveno è fevmo?"
"boh.. ci sarà un semaforo rosso!"
"Eh? Ah..." [faccia di sufficienza come per dire "fiii, ma che stupidaggini, figuvati se esistono semafovi qui sui binavi"]
A fine giornata l’unico che ha ancora la mia approvazione è il tizio che legge “paperi galattici”.
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giovedì 3 luglio 2008
Scatolino
Oggi, in stazione, di ritorno dall'università, sul binario per Fidenza.
Tutta accaldata, il cuore ha un sobbalzo: ad aspettarmi c'è Scatolino.
Scatolino è il valoroso "chiamiamolo treno" a diesel composto da una sola scatola*, solitamente impiegato su certe linee considerate da trenitalia sottosviluppate (roba tipo Piacenza-Cremona o Parma-Brescia, noti paesucoli disabitati del Congo profondo).
Scatolino, come io e l'amica Elaine l'abbiamo affettuosamente ribattezzato al primo anno di università (quando ancora scrivevamo i ricorsi a trenitalia per i ritardi e la sporcizia, ah gioventù idealista! Ma questa è un'altra storia), Scatolino dicevo non solo sospettiamo sia uno dei residuati bellici della guerra di Crimea, ma è anche uno dei responsabili più illustri e orgogliosi del buco dell'ozono.
Il capotreno non lo accende appena prima di partire, ma 45 minuti prima, affinché la carrozza interna si trasformi in una camera a gas; i ridenti interni ricordano le diligenze pre-indipendenza americana, ci sono tracce di frecce apache sotto i sedili e questi sono popolati da colonie di amiche cimici.
Scatolino oggi era sempre lui, ma rimesso a nuovo: vernice fiammante completamente rifatta, sedili ricoperti di tessuto nuovo, tende nuove, pavimento stranamente lindo, nuove anche le targhette Belle Epoque con scritto "prima classe - seconda classe" (eh, ci sono le caste anche in una carrozza sola, che credete).
Ora, io mi chiedo: siamo atterrati su Marte, è possibile clonare pecore, hanno inventato l'auto che va a vino, esiste una cosa chiamata fastweb, ma non è venuto in mente a nessuno che al posto di spendere soldi per rimodernare uno scatolame a diesel forse sarebbe stato meglio comprare una carrozza elettrificata? No, eh?
* leggi "carrozza"
Tutta accaldata, il cuore ha un sobbalzo: ad aspettarmi c'è Scatolino.
Scatolino è il valoroso "chiamiamolo treno" a diesel composto da una sola scatola*, solitamente impiegato su certe linee considerate da trenitalia sottosviluppate (roba tipo Piacenza-Cremona o Parma-Brescia, noti paesucoli disabitati del Congo profondo).
Scatolino, come io e l'amica Elaine l'abbiamo affettuosamente ribattezzato al primo anno di università (quando ancora scrivevamo i ricorsi a trenitalia per i ritardi e la sporcizia, ah gioventù idealista! Ma questa è un'altra storia), Scatolino dicevo non solo sospettiamo sia uno dei residuati bellici della guerra di Crimea, ma è anche uno dei responsabili più illustri e orgogliosi del buco dell'ozono.
Il capotreno non lo accende appena prima di partire, ma 45 minuti prima, affinché la carrozza interna si trasformi in una camera a gas; i ridenti interni ricordano le diligenze pre-indipendenza americana, ci sono tracce di frecce apache sotto i sedili e questi sono popolati da colonie di amiche cimici.
Scatolino oggi era sempre lui, ma rimesso a nuovo: vernice fiammante completamente rifatta, sedili ricoperti di tessuto nuovo, tende nuove, pavimento stranamente lindo, nuove anche le targhette Belle Epoque con scritto "prima classe - seconda classe" (eh, ci sono le caste anche in una carrozza sola, che credete).
Ora, io mi chiedo: siamo atterrati su Marte, è possibile clonare pecore, hanno inventato l'auto che va a vino, esiste una cosa chiamata fastweb, ma non è venuto in mente a nessuno che al posto di spendere soldi per rimodernare uno scatolame a diesel forse sarebbe stato meglio comprare una carrozza elettrificata? No, eh?
* leggi "carrozza"
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