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lunedì 5 settembre 2016

Stefy & Amica di Stefy

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"pront..."
"prontooooo"
"pronto, buongiorno, mi dica."
"sei tu Stefy??"
"no sono Trantor, Stefy oggi non è in tu..."
"Stefy Stefy Stefy ti devo assolutamente dire una cosa!!!"
"sì ma io..."
"è nata! È nata! È nata!"
"ok, però io..."
"è natamianipotesonodiventatanonnaaaa"
"estiqatsi, solo che io..."
"è nata con due mesi di anticipo Stefy pazzesco pensa che la volevano blablablabla poi allora blablablabla invece blablablabla però Stefy devi assolutamente venirla a vedere perché blablablabla"
"mm, a-ha"
"...lablablablattro chili e nove di blablablabl..."
"a-ha"
"...lablablablepiduraleblablabl"
"a-ha. Ma dai. A-ha."
"Stefy guarda è un angelo"
"no beh, che altro?"
"un angioletto che assomiglia tanto a blablabl"
"straordinario"
"mia figlia è al settimo cielo, Stefy."
"il mio cuore scoppia"
"...eh?"
"tantissime congratulazioni"
"grazie Stefyyy ti voglio bene"
"a-ha"
"venerdì vengo in biblioteca a portarti delle foto da vedereeeee"
"e io farò certamente in modo di essere in turno"
"perfettissimo ciaooooohh"
"cia..."
clic.


Prendiamola così: grazie a Stefy & #amica di Stefy ora sappiamo che esiste una band che si chiama Stefy che fa canzoni di plastica (l'entusiasmo causato da ciò nel mio ipotalamo è appena superiore a quello provato per "Stefy guarda è un angelo", perché amo molto dire "canzoni di plastica"), io nel frattempo ho avuto tempo sufficiente per battere a scacchi il computer, prenotare un tavolo per uno nel migliore ristorante di Induno Olona e soprattutto abbiamo finalmente un alibi per googlare "a-ha" e raggiungere indisturbati questo o questo.

Il trash anni '80 salva sempre.


PS a Induno Olona andateci. Andate a vedere lo stabilimento della Poretti, e successivamente andate a mangiare nel ristorante migliore dei vostri ultimi 4 anni, quello con la V (chissà che ne direbbe Freud).

Se poi ci andate venerdì, I'll be there.

martedì 3 novembre 2015

Il Mastro di Chiavi (aka Il fratello scemo di Sherlock Holmes)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

Mi servono le chiavi della cancelleria, aka uno sgabuzzino in cantina con n. 3 armadi fatiscenti in cui vengono stipate derrate di biro secche, pile di fogli perforati a modulo continuo compatibili solo con IBM 1401 (amarcord), 80 milioni di etichette per la stampa unione, preziosi e ambìti cancellini per queste, spore, muffe e funghi.

Insomma, devo ravanare nel regno delle nutrie alla ricerca di buste trasparenti e come faccio ormai da anni mi reco nell'ufficio di #collegaContabile, un bradipo antipatico iscritto a cielle abitualmente coadiuvato dall'impareggiabile #GiovaneGaloppinoTonto, per chiedergli la chiave.

"permesso?"
"[nessuna risposta]"
"permesso? Posso?"
"...mpf." [si toglie le cuffie dell'iPhone]
"oh ciao #GiovaneGaloppinoTonto di #collegaContabile, non c'è #collegaContabile?"
"kn."
"eh?"
"no, è uscito."
"fa niente. Mi passi per favore le chiavi della cancelleria?"
"... come?"
"le chiavi della cancelleria."
"..."
"sai, per andare giù a prendere le buste."
"mi spiace, ma non so se posso dartele, non ti conosco."
"ma se lavoriamo qui tutti e due da anni"
"eh."
"sono Trantor della Biblioteca! Mi conosci benissimo!"
"eh ma non c'è #Contabile, mi spiace."
"ma cosa...! Mi servono le buste, so benissimo dov'è la cancelleria, ci vado da anni, mi servono semplicemente le chiavi"
[sospettosissimo] "allora perché ce le chiedi, se è vero che ci vai sempre?"
"perché nel suo cassetto #Contabile ne ha milioni e non so se le riconosco in mezzo alle altre, imbecille"
"A-HA!, ma se dici che ci sei già stata allora dovresti sapere come sono fatte quelle chiavi!"
"so benissimo come sono fatte nel momento in cui me le danno, ma non mi piace ravanare nei cassetti delle scrivanie degli al..."
"eh no mi spiace." [fa per rimettersi le cuffie dell'iPhone]
"ma che cazzo..."

Casualmente mi cade l'occhio su di un ripiano e vedo in bella vista le chiavi della cancelleria.

"sai cosa? Le chiavi sono quelle, adesso me le prendo da sola e vado giù a cercare quelle cazzo di buste che mi servono per lavorare, ok? Ma porca puttana"
"..."

Agguanto le chiavi ed esco prima che possa replicare.
Mentre chiudo la porta sento che ha già riattaccato la musica.
Ma vaffanculo.

Bonus.

martedì 8 settembre 2015

La frase della settimana! Spoiler: contiene animali cotti

E' settembre, qui riaprono le gabbie per cui torna finalmente la rubrica "Vota la frase della settimana!", l'unico modo per sopravvivere a questa gente.

Come sempre siamo nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, ma non solo.

Vi invito a fare una classifica dalla più assurda a quella meno (se così si può dire, o se in questo universo può avvenire, ma non credo) assurda, poi un ingegnere assegnerà più punti alla prima eccetera, avete capito.


#1 - fai quel cazzo che ti pare

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"pronto, qui è la biblioteca dei pazzi di conservatorio, mi dica"
"pronto pronto pronto, è la biblioteca dei pazzi di conservatorio?"
"...sì, esatto, mi dica"
"è che non riesco a parlare, sono impegnata con un cliente."
"...o-"
clic.

[non chiamerà mai più]


#2 - SIAE

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"buongiorno, posso aiutarla?"
"sì, può dirmi una cosa?"
"certo."
"cercavo una cosa."
"sì, prego, dica"
"l'autore de Il pulcino Pio."
"... scherza?"
"perché?"
"..."


#3 - ENPA

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

#utenteBambino1 tossisce tantissimo.
#utenteBambina2, rabbiosa: "uffa sembri un cane"


#4 - ENPA #2

"sai cosa mi piace?"
"dimmi"
"rompere la testa degli animali cotti"
"."


#5 - il numero di fax di Oscar Wilde

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"buongiorno, qui è la biblioteca dei pazzi del conservatorio "Gioachino Rossini", posso aiutarla?"
"sì buongiorno, premetto che non chiamo per una vendita telefonica di antani ma volevamo comunicarle che la partita IVA del titolare, il signor Gioachino Rossini è appena stata selezionata per bl..."
"guardi, e se il signor Gioachino Rossini è un compositore ed è morto secoli fa?"
"...ah."
"buongiorno"
"anta..."
clic.


#6 - sì tu comunque mandamelo che bla

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"pronto, biblioteca"
"eh sono #collega della segreteria. C'è mica lì #allievo?"
"dunque, aspetta che controllo nelle sale. ... No, non c'è"
"ok mandamelo per favore"
"...no, ma non c'è"
"se me lo mandi, no perché abbiamo un problema con una retta blablabla, devo parlargli di blablabla. Mandamelo"
"ma ti ho detto che qui non..."
"ok allora lo aspetto grazie ciao!"
clic
"..."

Allora quindi votate in ordine di assurdità: Fai quel cazzo che ti pare, SIAE, ENPA 1, ENPA 2, Il numero di fax di Oscar Wilde, Sì tu comunque mandamelo che bla.

Noi qui per stamattina saremmo anche a posto.

sabato 11 luglio 2015

Buongiorno (manca solo un fantastico cane)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, ore 9.14, entra L'Idiota.

Per la cronaca, L'Idiota (donna, bianca, classe 1978) ha un diploma di conservatorio in canto, è carina, canta in un gruppo pseudo-jazz, ha partecipato alla raccolta di canzoni di questo (peraltro con un pezzo proprio niente male), siamo stati bene finché era a studiare al conservatorio di Madrid, invece tempo fa si è iscritta nella sede staccata del nostro conservatorio per pagare meno tasse ma furba come una faina veniva a far lezione nella sede centrale - solo che poi com'è come non è l'han vista in corridoio ed epic fail -, è hipster a livelli cosmici.

ore 9.14

L'Idiota: "ciao. Vorrei andare su internet"
"ok, lì c'è la postazione. Servono però le credenziali, le hai?"
"eeee ihihihihi eeehhm nooo..."
[fa approssimativamente questa faccia]
"...mm. Ma le avevi?"
"sììì..."
"e quindi? Non le hai scritte da qualche parte?"
"nooo... ihihihi ehmmmm ihihi"
"... ok. Facciamo [l'ennesimo, andiamo avanti così da eoni] recupero password. Ti verrà inviato un sms sul cellulare, ce l'hai?"
"eh? No è che ihihih non me lo ricordo... boh non lo sooo"
"... no, ma dico. Il cellulare. Ce l'hai con te adesso o no?"
"..."
"HAI UN CELLULARE"
"aaaah! sì sì sì scusa!"
"eh. Ok. Allora faccia..."
"no ma un attimo, dici ehm il mio cellulare?"
"secondo te?"
"no ma non ce l'ho"
"non hai il cellulare qui?"
"no."
"ma cosa... vabbé. Allora niente internet, mi spiace."
"[faccia]"


ore 9.18

"mmmm"
"..."
"psssst"
"eh?"
"ehm."
"sì, dimmi."
"cercavo #pezzo"
"ok, cerca pure sul catalogo, no?"
"è che non so se c'è"
"ma finché non cerchi..."
"e se non c'è?"
"ma perché non dovrebbe esserci?"
"beh perché è spagnolo"
"..."


ore 9.19

"ma ehm, per cercarlo?"
"il catalogo è lì [indico il pc]"
"qui? [indica gli schedari cartacei]"
"[facepalm]"
"[imbecille]"
"ma no. Sul pc, no?"
"aaah okkei!"
"uccidimi"
"come?"
"lascia stare"
"ok!!!"
"..."


ore 9.20

"sì, ma come faccio."
"apri il browser di internet"
[guarda il monitor con la scintilla di vivacità tipica dello sguardo di Pizzarotti, nel frattempo sempre faccia, poi schiaccia il ditino al centro del desktop, sullo stemma del conservatorio]
"qui?"
"... ma secondo te? Quello è il desktop"
"ah sì sì scusa scusa scusa."
"apri il browser di internet. Lo so che lo sai, deficiente."
"questo. Mozilla."
"sì. Porca puttana."
"eh?"
"niente."
"..."
"ecco, adesso nel campo titolo metti il titolo, nel campo autore metti autore"
"sì lo so!!"
"ah, pensa te"
"eh?"
"niente."
"..."


ore 9.21

Ritorno alla scrivania, ma mi accorgo ben presto che sta guardando la pagina del catalogo della biblioteca [una cosa come questa] con la verve di un bradipo particolarmente scemo.

"e adesso?"
"clicca su CATALOGHI"
"..."
"..."
"dove?"
"è lì davanti a te..."
"..."
"..."
"dove?"
"santo cielo, LI'. [mi avvicino e le clicco la parola 'cataloghi', che era a un millimetro dalla punta del mouse]. Cataloghi. Era lì, no?"
"aaaaah!"
"..."


9.24

"oddio aiuto dove sono cosa come perché si è impallato tuttooooo!!!"
"è perché hai usato le frecce avanti-indietro del browser"
"MA IO COME FACEVO..."
"lo vedi #enormecartello a fianco del monitor? #enorme cartello? Sì, quello. Bisogna usare le frecce interne al catalogo, non quelle del bro..."
"oddio oddio non lo sapevo"
"sì, ma c'è #enormecartello. Comunque adesso lo sai"
"sìì. Le frecce dici queste??" [indica il combo "cd/lp/partiture/libri" - giuro]
"... ti sembrano frecce?"
"no."
"ma non vedi che quello è un combo dove selezioni il materia..."
"aaaah no, QUESTE frecce!"
"sì, quelle sono frecce"
"HO CAPITO!"
"..."


9.26

"aiuto. Non lo trovo."
"cosa"
"Evocation di Albeniz"
"fammi vedere ... sì ma è con la T."
"e io come l'ho scritto?"
"è lì davanti a te idiota maledetta. Hai scritto Evocacion, con la c. Ma non vedi?"
"ah! ihihihihihi"
"ihihihi un cazzo"
"come dici?"
"niente"
"...ok. Adesso torno indietro e..."
"usa le frecce del catalogo, non quelle del browser, mi raccoma..."
[e mentre fissa lo schermo con #faccia indovinate cosa fa]
"ma che cazzo, se ti ho appena detto di non usarle!"
"ah nonononononono scusa! Oddiocazzo!!!!"
"beh mica scoppia tutto a parte i coglioni, adesso però devi rifare tutta la ricerca perché si è impallato. Te l'avevo appena detto però"
"... m."
"sì, mm."
"m"
"eh, mm."
"okgrazieciao."
"... ciao."

Con "ciao" significa semplicemente che si è voltata verso il catalogo escludendomi dal suo mondo fatato per nuove, entusiasmanti ricerche.
Erano le 9.26.
E' andata via nel pomeriggio.

Potete andare avanti voi, tipo Raymond Quenau, tanto qualsiasi cosa inventiate ci andrete sempre fottutamente vicino.

La volete sentire la canzone di Caterpillar in cui lei canta? Eh?

venerdì 5 settembre 2014

Gìsas ìnfans

Nella biblioteca dell'Augusta Città di X, dove io e il mio corista #tenoreOne (quello con cui amo condividere il sushi nei non luoghi dopo le sconfitte elettorali) cataloghiamo libri antichi - pattume, come ha elegantemente chiosato una collega locale -, è arrivata una nuova #stagista.

Diciottenne, fresca di patente, iscritta all'ultimo anno del Classico, bionda, camicina benetton, la faccia di quella che si iscriverà a Lettere.

Discorriamo di libri antichi pattume. Ma che bel lavoro, da quanto lo fate, che bello catalogare, io sono solo una stagista ma ho grandi progetti, amo il classico, adoro il greco, che bello il latino, historia magistra vitae, bla.

#tenoreOne tira fuori dal libro antico pattume che sta catalogando un santino del '700.

Fa schifo, uno stile tipo ex voto di campagna, per cui ridiamo tutti, #stagista compresa.

Poi #stagista lo guarda.

"beh, e perché è in inglese?"
"..."
"..."
"come, inglese"
"inglese. C'è scritto Gìsas Infans"
"..."
"non è inglese"
"voglio morire."
"non è inglese cazzo, è latino!"
"...ah"
"ma non facevi il classico?!"
"..."
"voglio morire"
"latino cazzo!"
"sì vabbè ok, ok!"
"..."
"..."
"..."
"muoio."
"."

Poi gelo.
Come vedete anche io ho i miei stragisti, diamine!

venerdì 10 gennaio 2014

007 missione geova

Buon anno.
Mi piace iniziare così.
 
#1 007

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, entra utonta I Maestri Del Sospetto.

#collegaF la serve.

Io rientro dall'altra sala e come la vedo, dato che fra l'altro viene sempre in biblioteca e di vista ci si conosce, la saluto.

io: "buongiorno #utonta IMDS!"
IMDS: "..."
"buon anno!"
"..."

Mi guarda di sottecchi aggrottando la fronte come farebbe un furetto impaurito che si rannicchia in fondo alla tana mentre gli buttate addosso delle castagne bruciate.

(Vorrei sottolineare che utonta IMDS viene in biblioteca almeno due volte a settimana.)

"scusa, ma ci siamo conosciute all'università di #città?"
"...no. Lavoro qui. Ti auguravo solo buon anno."
"ah no, ero convinta che ci conoscessimo"
"no. Era solo per dire buon anno."
"..."

Esce.
Niente, basta.




#2 tautologica

Testimone di Geova incontrata in condominio

"oh salve, buon anno!"
"sì."


#3 essere o avere

Biblioteca dell'Augusta Città di X, lavoro buona buona nella postazione che condivido con Aristide, Collega fissato coi concorsi.

(Aristide è attualmente disoccupato perché a gennaio non gli hanno rinnovato il contratto, lui sostiene per congiura, i più perché tipo si perdeva i libri da inviare in interbibliotecario sotto pile di roba e poi telefonavano per reclamare, ma tipo).

Entra Aristide (probabilmente in biblioteca per prendere delle cose), spalancando la porta teatralmente.

Aristide: "buon anno!"
"oh Aristide, ciao, bentrova-"
"IL COMPUTER E' TUO."
"..."
"..." 
"no vabbé, mica era una gara"
"sìsìsìsìsì guarda che scherzavo, eh."
"vabbé."
"ok."
"sì, buon anno."
"ciao."
"ciao."

Esce.
Fine.

venerdì 22 novembre 2013

Il Pazzo Della Paglietta (aka Il Grande Equivoco)

Bene, ora che ci conosciamo è giusto che sappiate che nella biblioteca dei pazzi di conservatorio in cui lavoro più o meno due volte all'anno abbiamo in visita Il Pazzo Della Paglietta.

Il decorso è tipo herpes, che ti viene due volte l'anno / una e nel frattempo tu te ne dimentichi, ma quando ce l'hai bestemmi finché non viene già una delle statue di S. Pietro.

Il tutto comincia la sera del famoso folle concerto delle palline (un panettone speciale a chi si ricorda), nell'ormai lontano giugno 2012.


sera del concerto delle palline, ore 23.10

Al termine del concerto delle palline, nel quale ho diretto uno dei miei cori in situazioni improbabili, mentre smonto i leggii e gli ultimi spettatori lasciano la sala (i coristi superstiti sono già al rinfresco a gozzovigliare da 75 anni) mi avvicina un tizio con una paglietta, apparentemente normale, bianco, italiano, tipo 45 anni, un po' timido stile uomo che non ha mai avuto una donna: è il PDP.

PDP: "complimenti, molto bello"
"grazie, molto gentile!"
"che bello, veramente. Lei è bravissima."
"ma grazie!"
"ancora complimenti, davvero."
"...lei è davvero gentilissimo"
"siete voi che siete bravi"
"io, beh. Grazie" [sorrido - PRIMO GROSSO ERRORE]
"che bravi, che brava. Quando cantate ancora?"
"presto, tenga d'occhio il sito internet del coro e..."
"ma non mandate mailing list?"
"mi dimentico a causa della mole di cose da fare purtroppo non riesco mai a..."
"sa che sono regista?"
"ah dai, complimenti, interessa..." [SECONDO GROSSO ERRORE]
"mi piacerebbe molto tornare a sentirvi."
"sì, per questo le dicevo, abbiamo il sito aggiornato e la pagina faceb"
"devo rivedervi."
"sì, sul sito trova tutte le date."
"bisogna assolutamente che io vi riascolti!"
"... sì, ok. Ma il sito. Sul sito ci sono le date, ok?"
"facciamo una cosa. Lei - bravissima! - mi dia il suo cellulare, così io la chiamo quando voglio sapere se fate un concerto."
"come, prego?"
"mi dia il suo numero. Poi sa, se mi dà - mi dai - massì, mi dai - diamoci del tu! ;) - dunque se tu mi dai il tuo numero di cellulare io ti chiamo così puoi venirmi a vedere quando faccio teatro."
"..."

Non mi lascia più la mano (è anche sudaticcio) e io la sfilo via immediatamente.
Non accenna a togliersi dai maroni e mia madre, allarmata, si avvicina.

"non do il mio numero di telefono così, e poi è sufficiente che lei controlli sul nostro sito se vuole risentirci."
"allora dammi il tuo numero di casa"
"cosa?! Ma proprio no, ok?"
"ma allora come fai a sapere quando io faccio uno spetta..."
"MI INFORMO IO, se mai. Grazie e arrivederci."

Mi volto e torno a chiudere i leggii mentre mia madre dice ad alta voce "Trantor ora andiamo", più chiaro di così si muore ma lui no.

Sta ancora lì mezzo minuto incerto sul da farsi a mezzo metro da me, io e mia madre raccogliamo tutto e ce ne andiamo di fretta.
Lui ci segue lentamente a coda bassa.

Raggiungiamo la macchina guardandoci le spalle.


Il giorno dopo, ore 10.31, nella biblioteca dei pazzi di conservatorio

Entra qualcuno, alzo gli o...

PDP: "salve buongiorno!"
"... ...ma cosa..."
"ho chiesto a #maestroBifono [l'organizzatore del concerto] dove lavoravi e lui mi ha detto che lavori qua."

Lo guardo.
Somiglia ad un cane che ha appena riportato il fagiano e aspetta tremolando una pacca sulla testa, mentre io farei volentieri fare la fine del fagiano a #maestroBifono e butterei il PDP nel radon.

"sì, a quanto pare lavoro qua. Posso aiutarla?"

Non sorrido più, se no questo chissà cosa capisce.
Bofonchia due tre nomi di compositori estinti nel Rinascimento moldavo e alla fine si fissa su di una song di Purcell, bellissima eh la song di Purcell solo che ovviamente l'abbiamo solo in vinile e quelli non li prestiamo.

Ora, di solito questa cosa del vinile scoraggia gli utenti: noi diciamo "glielo cerco in cd in un'altra biblioteca" e loro si rassegnano, e nessuno chiede di ascoltare i vinili in biblioteca.

Ovviamente lui sì.

#collegaF vede che lui mi fissa insistentemente e allora lo serve lei, gli accende piastra e impianto, mette su il vinile con questa benedettissima song di Purcell e gli dà delle grosse cuffie lasciandolo al suo destino.

Alle 10.44 il PDP si mette le cuffie SOPRA LA PAGLIETTA.

Non si toglie nemmeno la giacca, non so se mi spiego.
Ogni tanto guarda verso il nostro front office, mentre noi riprendiamo a catalogare con un'occhiata di intesa.

Tempo 3 minuti e l'importantissima song di Purcell è finita, quindi torna da me e si ferma davanti al front office, fissandomi col vinile in mano.

"ha fatto? Tutto a posto?"
"sì. ..." 

Bofonchia qualcosa e inizia a tirare fuori dal borsone un cartoccio tipo Louis Winthorpe III decaduto che tira fuori il salmone dalla giubba sporca.

"..."
"ecco, questo. L'ho preso per voi. Ne volete?"

Tenta di darmi in mano il cartoccio con una vistosa macchia di unto trasudato e sia io che #collegaF ci ritraiamo istintivamente, "è un bombolone" "ma sta scherzando?!" "...no, grazie." "...ah.".

Se ne va mentre diciamo "arrivederci", molto mogio.

Un po' spiace ma santo cielo, questo mica è un bar dove ci provi con la tipa scosciata che beve whisky da sola offrendole la tartina salmonata - che poi vorrei dire a tutti che non succede mai, in Emilia, 'sta cosa del bar americano.


dicembre 2012

Come l'herpes torna, sei mesi dopo.
Entra in biblioteca, mi vede e fa un sorrisone che fa quasi pena, io saluto e mentre sto parl--

"ti ho portato 4 dvd miei in cui faccio le regie!"
"... ah. Ma chissenefrega. Beh, grazie, li controlliamo e se sono conformi al nostro patrimonio o di interesse musicale li inseriamo nel catalogo della biblioteca"
"no, li avevo portati per te. Li guardi e poi mi dici cosa ti sem..."
"mi spiace ma non sono interessata, e poi non ho tempo. Grazie per il dono alla biblioteca dei pazzi di conservatorio, arrivederci."
"nmflh."


giugno 2013

Come l'herpes torna, sei mesi dopo.

Per fortuna io sono in ferie e se lo sciroppano le colleghe per tipo 5 giorni di fila, povere.

giorno 1, entra, non mi vede, chiede quando ci sono e se ho guardato i dvd dell'anno scorso.
giorno 2, chiede quando ci sono.
giorno 3, chiede quando ci sono.
giorno 4, chiede quando ci sono e se le colleghe hanno guardato i dvd dell'anno scorso.
giorno 5, dona altri dvd a me alla biblioteca.
giorno 6, entra ma non chiede niente. Poi non resiste e chiede quando ci sono. Le colleghe mi scrivono allarmate mentre io sono a Rodi. Io dico di buttare i dvd nel vulcano di Mordor. Lui esce, mogio.


nowadays

Fra 8 giorni è dicembre e tornerà, me lo sento.

Ora, diciamolo tutti in coro (Mika, so che mi capisci): voglio che il Grande Equivoco venga finalmente chiarito, che diamine!

Su, tutti in coro! Pronti? Via!

Caro PDP e cari Analoghi di Cui è Pieno il Mondo (Ad-CEPIM), non è che se sono gentile in conseguenza al fatto che voi siete stati gentili, o meglio non è che se io sono di mio civilmente cortese SIGNIFICA CHE VI AUTORIZZO A PROVARCI INSISTENTEMENTE QUANDO ANCHE UN BOTOLO DEL BORNEO CAPIREBBE CHE NON E' NE' IL CASO NE' LA SITUAZIONE NE' VOI PROBABILMENTE MI INTERESSATE, OK?

Tutti in coro, su, da bravi, ancora una volta per scrupolo. Caro PDP eccetera, one more time!
Ecco, bravissimi.

Il Grande Equivoco ha stracciato il cazzo.





(non ero morta, ma ho un concerto importante con gli sparaventose domani e gli impegni si sommano sempre di più. Ma torno, eh. Non andate via!)

lunedì 21 ottobre 2013

Quelli che I commercianti

Ci si stupisce del perché certi negozi chiudano, ma insomma.

#1

Sabato sera, enoteca fighetta della #cittàdicuinontrovoilcentro, siamo io, Zicchi, #coristaSirCornista, #coristaRinascimentale e un collega di musicologia (CM).

[Tralascio il fatto che nel primo locale in cui eravamo entrati c'era un tavolo libero e quando abbiamo chiesto di sederci ci hanno risposto dispiasenti "eh no è tutto pieno", giustamente un po' scocciati perché volevamo proprio essere clienti loro invece di andare da un'altra parte, ma certo, eh.]

Insomma quindi entriamo in #enotecafighissima e il collega di musicologia ordina "un passito con cantucci".
Gli portano un passito e una ciotolina con cinque cantucci cinque, di cui uno mangiato da lui e 4 sbafati da me e #coristaSirCornista a passito finito.

Al momento del conto ci fa lo scontrino un cinquantenne lampadato magrissimo capello grigio al vento che vuol fare il giovane imprenditore delle enoteche milanesi nei quartieri fighi, solo che nessuno gli ha detto che non siamo a Milano e che se mai ha la bocca a culo di gallina.

Culo di Gallina (CG): "sono 78 euro."
"pagheremmo separati"
"no qui purtroppo noi non lo facciamo", con voce finto-affettata e come se avessimo chiesto un'eliografia di 15 metri x 20 ad un venditore di carote.

Comunque interdetti mettiamo sul bancone la nostra parte mentre lui ci guarda ancora credendosi milanese dei navigli quando invece ha solo la bocca a culo di gallina.

"senta, ma qui sono segnati due piatti di formaggi ma noi ne abbiamo preso uno"
CG: "ah. ... [chiede alla cameriera] va beh, allora sono 68."
"ok. ... [scorriamo la lista e qualcosa non torna] senta, ma come 'passito con cantucci' 10 euro? La tartare di carne costa 9 e il passito con cantucci 10?!"
CM: "io avevo ordinato un passito che costava 5 euro, pensavo che i cantucci fossero inclusi!"
[scocciatissimo] "no beh allora dovremmo smettere di far l'enoteca, eh!"

Nessuno coglie il senso logico della frase, CM protesta perché la cosa non era chiara (non so, 1 euro a cantuccio, e io per lezioni di solfeggio dovrei prendere 600 euro l'ora), CG si altera.

Paghiamo per farla breve e usciamo sentendoci salutare con un "ma guarda che roba" di Culo di Gallina quando i primi ad aver sbagliato i conti erano loro, ma vabbè.

#coristaRinascimentale, che vive in quella città lì, decide definitivamente di trasferirsi in un'altra provincia.


#2

Stamattina vado in città per cercare un fotografo che mi stampi una foto.

Il primo è registrato su google senza aver indicato gli orari ma una volta lì scopro che tiene chiuso tutto il lunedì, un genio.

Il secondo (un bugigattolo che non viene pulito dal '74 tappezzato di belle stampe fotografiche) è aperto ma è deserto.
Alle 12.08 entro; sul bancone campeggia un cartello "SUONARE" scritto probabilmente da un utente di asilo nido destro costretto a scrivere con la sinistra, io aspetto buona buona e da brava suono il campanello, fiduciosa nel mondo e nel futuro.

Passa un minuto, risuono.
Ore 12.13, risuono.
Ore 12.14, suono.
Ore 12.15, suono.
Ore 12.17, suono tenendo premuto per un cazzo di eone.
Ore 12.18, prendo il numero di telefono del negozio e chiamo il negozio da dentro il negozio.
Il telefono squilla da qualche parte in un comodino al piano di sopra, nessuna risposta.

Potrei prendere quel Nikon 50 1.4 e andarmene, ma dato che sono stupida suono di nuovo.

Ore 12.20, sento scalpicciare e arriva un tizio sciupatissimo con un cappello da pescatore in testa che alle 12.20 di un lunedì mattina mi dice "buonasera", io faccio "buongiorno, dovrei stampare questa fo..." "eh noi non facciamo stampe" "ma co..." "vada da #altroFotografo" "ok".

Allora esco e chiamo #altroFotografo (una donna che si rivelerà una bertuccia grassa con felpa di pile infeltrita e il negozio tappezzato esclusivamente di foto di prime comunioni contenenti cinni sdentati) per assicurarmi che alle 12.23 sia ancora aperto e mi aspetti.

"eh prontooo."
"ehm, pronto, è il fotografo?"
[stupita] "sì, perché?"

La prenderei e la soffocherei nell'acido della camera oscura.

"beh, chiedevo. Siete ancora aperti? Quando chiudete?"
"beh all'una, no?"
"all'una un cazzo, tutti chiudono alle 12.30 e se tu chiudi all'una dimmi per quale cazzo di motivo io dovrei darlo per sicuro maledetta sfigata devota bene. Dove siete esattamente, che vengo subito?"
[sempre scocciata come se chiedessi in che anno siamo] "prima del ponte X, no?"
"senta, non ci sono mai stata e chiedevo, ok?"
"..."
"vabbé, arrivo subito"
"..."
"BUONGIORNO"
"...sì."

Giuro.
Insomma sarei andata lì solo per ucciderla nell'acido bevendo passito mentre muore nel contempo riprendendo la scena con una full frame in vetrina che avrei successivamente rubato - e poi ovviamente andare a farmi fare la stampa da qualcun altro -, solo che avevo fretta.

Dopo 5 minuti passati dietro una punto euro 0 guidata da un mediorientale che sgasa andando avanti indietro ad un incrocio senza togliersi dai maroni bloccando il traffico da lì a Piacenza (lui l'avrei ucciso collegandolo alla batteria, ma dopo avrei comunque usato l'acido), parcheggio ed entro in questo cazzo di FOTTUTO NEGOZIO.

Vengo accolta dalla bertuccia cosparsa di croci e dalle 6 milioni di foto di prime comunioni, allora le passo la pennetta con su la foto e commetto l'errore di chiedere "mi dica lei, che ha occhio, se magari è da sistemare un po' prima di stamparla".
Mi guarda come se avessi detto "sono di scientology e ora le spacco tutta la vetrina per il gusto di farlo" e risponde farfugliando qualcosa di completamente illogico, una roba tipo "fsgfhse voleva il formato 35x40 doveva dirlo", che oggettivamente non c'entra un cazzo.

Insomma, dopo 10 minuti ho in mano questa CAZZO DI FOTO e torno a casa.
Nessuno si stupisca se poi certa gente chiude.
End.

mercoledì 2 ottobre 2013

Vorrei una ragazza con gli occhi verdi (aka Grosso guaio a Chinatown)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, Festival della Logica V edizione (oppure Un mondo di idioti, come meglio si intona ai vostri occhi).

Splendido carteggio via mail fresco fresco fra l'utente #Ibrahim Achzem'g'hamal (o quello che è) e le mie colleghe.

mail 1 da Ibrahim:

"Salve un'informazione per entrare alla conferenza del 5 ottobre corrisponde un cifra per entrare oppure basta solo la presenza e la passione"

[proprio così, senza punto interrogativo, come a Roma antica]

risposta da #collegaT:

"Gentile utente,
l'incontro di sabato 5 è a ingresso gratuito.
La aspettiamo. Cordialmente, 
#collegaT."

risposta da Ibrahim:

"Lei sa dirmi come si chiama la bibliotecaria con gli occhi azzurri vicino alla signora mora"

risposta da #collegaF:

"Ma WTF Gentile utente,
non abbiamo tra il nostro personale una collega dagli occhi azzurri. Per sua informazione riguardo ai nominativi del personale può far riferimento alla relativa pagina all'interno del sito della biblioteca.
Cordialmente, #collegaF"

risposta da Ibrahim:

"Mi scusi la curiosità allora non volevo violare nessuna per via del nome e cognome in senso di privacy spero quindi non ne abbiate avuto a male visto il mio ricordo circa una ragazza le pongo le mie scuse e la ringrazio per l'informazione e i requisiti per i consigli da lei proposti nei miei confronti"


Ora, le colleghe sono convintissime che intendesse me (occhi castano sporco-verdi, ma i più chiari di tutti).

Dopo il Pazzo con la Paglietta che continua imperterrito a donare DVD di teatro e ascolta i vinili mettendosi la cuffia sopra il cappello (prossima puntata) li attiro tutti io, mi pare di capire.
Se il 5 non torno entro mezzanotte chiamate il presidente (o Jack Burton - o Bauer - o entrambi, non ho mai deciso bene quale sposare).

sabato 14 settembre 2013

FUF #3 (il giorno della Grande Ironia Femminile)


Continuano le disamine sulla gente che popola facebook senza autocancellarsi inavvertitamente (Fenomenologie dell'Utonto Facebook).

Le puntate precedenti sono qui e qui, tesori.


Le Adorabili Vecchie Canaglie dello Stato Enigmatico

Le Adorabili Vecchie Canaglie dello Stato Enigmatico (AVeCSE - ma si può dire anche AVeXe, che fa tanto virus ebola) sono innanzitutto donne.

Esse, a quanto pare ogni santo anno, amano divertirsi sentirsi grandi fighe ironiche (GFI) pubblicando sul proprio status facebook del giorno frasi come "ho il reggiseno giallo", "mi piace farlo sui campanili", "stamattina le porto bianche a pois ;)" o, come nel caso dell'epidemia di quest'anno, "andrò in Florida 10 mesi!!!!!". 

Chiariamo subito, onde evitare spiacevoli disguidi, che NON ME NE FREGA UN CAZZO SE ALLA BASE DI QUESTO C'E' L'ALIBI DI UNA BUONA AZIONE, perché anche io sono contro il cancro e ossessionata dal cancro e sovvenziono a mio modo la lotta al cancro e non vedo l'ora che gente che conosco e non conosco smetta di morire di cancro, ma capite anche voi che mettere in 6 miliardi di donne su facebook una frasetta del tipo "mi piace farlo sulla lavatrice ;)" e dopo 1,3 millisecondi tornare indenni alle proprie attività senza aver concluso proprio un cazzo contro il cancro ma potendo dire "ah ma l'ho fatto per sensibilizzare il mondo sulla lotta al tumore all'utero" beh, fa ridere, no? Ma proprio letteralmente, mi fa ridere.

(se non capite di cosa sto parlando, foto - o link [adoro quando si arriva a "teneteli sulle spine ^^"]).

Insomma, nel giro di due giorni dalla comparsa del virus la popolazione di facebook si sarà divisa in 1) gente (femmine, le AVeXe) che ovunque avrà scritto "andrò in Germania 64 mesi!!" o "andrò a pArIgi 13 mesi" o "andrò in Papua Nuova Guinea 92 mesiiihh!!!!" et similia, 2) gente del tutto ignara del fatto e che basita sta lì a commentare "eh?" "ma quando?", "eh?", "ma veramente?", "ma perché partite tutte???" "ma dai anche tu in Germania come la Paola!", "oh ma bravissimaaaa!!!!", "sìsìsì sono stata in Papua Nuova Guinea l'altr'anno per cui vacci che ti dico dove mangiare", "yea!", "eh?", 3) voi.

Voi, nella fattispecie, potrete immediatamente dividervi in quelli che a) dopo lunghe disamine e attente considerazioni arrivano alla difficile e sofferta soluzione di iconizzare tutto e uscire nel mondo reale, b) quelli che comunque non stanno aprendo facebook dal 2009, c) quelli che commentano immediatamente con argomentazioni logiche scegliendo di rigettare questa ingiusta visione che relega gli uomini a bizzarri animali stupidi disorientati come cani con la lingua fuori a cui si getta una scatola di ciappi per poi svaligiare la casa mentre quelli slappano via tutto e voi gli fate pure il pat pat sulla testa mentre portate via l'argenteria, il tutto sotto senso metaforico, mentre appunto il gruppo di AVeXe sgamate ironiche e ah! sensibilizzate contro il cancro sorride divertito per cotanta adorabile canagliata nei confronti di "uomini che ci cascano" - no dico, il tumore all'utero a un uomo non dovrebbe interessare? No? Perché non ha l'utero? Ah ma pensa, scema io, dove sono vissuta tutti 'sti anni, nel Borneo?

Ed è a questo punto che - vedrete! - una delle massime ideatrici/suffragette/adepte/entusiaste/teoriche delle AVeXe nei commenti risponderà, col piglio di Donna in Carriera Adorabilmente Intelligente, l'illuminante "è una cosa contro il cancro ;)", oh yea, con l'occhiolino, uei mica pizza e fichi qui, mica come quelli che comprano le arance, qui c'è Grande Ironia Femminile, man!.

Insomma.
Ora voi direte, ma mica fanno qualcosa di male, no?
Ma infatti no, chi dice qualcosa.
Sono contro il cancro, no?
Perché, c'è qualcuno che non lo è?

E' però buffo pensare di stare sensibilizzando la gente su qualcosa di molto importante di cui però non si parla, non si forniscono links a - chessò - notizie di qualche interesse, articoli di enciclopedia, semplici regole per difendersi, prevenire o autoesaminarsi (che - mi dicono - a volte salvino la vita, visto quanta gente sia sostanzialmente ignorante e poi va a finire che per sapere come abortire scrive alla posta di Cioè) e per la quale non si invita nessuno - dico, nessuno - a FARE I CONTROLLI, e nello stesso tempo pensare di sostituire tutto questo con lo stato "oggi le porto viola di pizzo ;-)".

Appunto, fa ridere.
E infatti siam qua apposta.

(Poi voi direte che siamo qui a parlarne e quindi hanno raggiunto lo scopo. E invece no, perché qui mica stiamo parlando di come prevenire il cancro; se mai stiamo parlando del fenomeno delle catene di sant'Antonio, mi sa).

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Q-FS #2

Cazzo, nonostante il mio post c'è ancora della gente che scatta foto storte.

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I Bizantini delle Notizie (aka i Giornalisti della Domenica, aka Oh no, more lemmings!)

I Bizantini delle Notizie (aka i Giornalisti della Domenica [GD], aka Oh no, more lemmings! [OHnml!]) insomma, si sentono così fighi quando succede qualcosa. 

Cioè hanno eletto il papa e si chiama Francesco, vacca oh dammi il telefono che lo scrivo subito sulla bacheca di facebook così do la notizia prima di tutti, estiqaatsi!

Nel senso, 'sta gente sente una notizia tipo il terremoto e subito, invece di mettersi al riparo sotto i muri portanti o tipo pensare a come sta il figlioletto a scuola, per prima cosa prende lo smartphone e condivide la notizia finché la bacheca di facebook non diventa una nenia ininterrotta di "il terremoto!" "terremotoooo" "terremoto!!!" "ecco ci risiamo, il terremoto :( :( :(" "il terremoto noooo" "aridaje il terremotoooo" "TERREMOTO" "ehi il terremoto!" "ho sentito il terremotoooo" "terremoto" "terremoto!" e "tErrEmOtO… O_o". 

(Gli altri non compaiono perché nel frattempo si sono salvati).

Stessa cosa con l'elezione del papa, basta guardare com'era messa la home di facebook di quel giorno là per trovarsi di fronte a Francesco Francesco Francesco Francesco Francesco Francesco! Francescoooo Francesco Francesco Francesco Francesco Francseco francesco Francesco!!! Francesco. E' Francesco! Francesco :)))))) Francesco Francesco Francesco Farncecso FRANC3SC0 Francesco Francesco Uh mi piace Francesco! Francesco Francesco, Francesco.

Nel senso, quando l'ansa ha recepito la notizia basta, grazie.

E in tutto questo c'è ancora gente che scatta e condivide foto storte.


Nella prossima puntata!
Quelli che ti Aggiungono a Gruppi del Cazzo (GAG-c), Quelli che Paventano la Perdita di Privacy stile Watergate (Q-PPP-W) ed il relativo sottoinsieme Giulia&Michele: Coloro Che Ti Avvisano Di Quanto E' Cattivo Facebook E Sono Su Facebook, i Kriptici, i Taggatori Folli.

Insomma adesso però devo andare a studiare che più tardi suono ad un matrimonio, capitemi.
(Mi pagano).

mercoledì 28 agosto 2013

Siamo già in troppi su questo pianeta aka FUF #2 (Fenomenologia dell'Utonto Facebook #2)

Continua la dolorosa disamina degli Utonti Facebook (la puntata precedente, quella con l'Idiota dei Puntini, Quella della Roba da Donne, i Regrediti ai Cartoni, è qui).

Come sempre vi invito a fare il vostro patriottico dovere di delatori segnalandomi altri casi, affinché i nostri lettori sappiano mettersi in guardia da tali drammatiche insidie e si salvino, almeno loro.


I Grandi Filosofi della Vita 

I Grandi Filosofi della Vita (GFV) non si capisce come facessero a vivere prima di facebook, visto che è solo da quando si sono iscritti a questa cosa che Zuckerberg creò fondamentalmente per scoparsi delle tipe che capiscono tutto del mondo.

La loro bacheca è impreziosita ogni giorno da splendide fotografie di piedi in primo piano (lui&lei) che camminano sulla spiaggia di Ostia al tramonto corredate da una infinita ricombinazione delle parole "se trovi l'aquilone della tua fantasia legalo con l'intelligenza del cuore vedrai sorgere giardini incantati", che un tempo era Alda Merini ma che a me sembra pattone lo stesso soprattutto se si toglie punteggiatura, da illuminanti citazioni de "Gli Aforismi Dei Filosofi" (ed è a questo punto che vi chiedete se con tutte quelle cazzo di maiuscole siete per caso stati trasferiti ubriachi in Baviera la notte scorsa su di una Skoda bucata - ecco perché sapete di crauto), da stati come "oggi ho capito che il vero equilibrio non sta nella" yaaaawn, di solito legittimati da un punto finale oppure tre oppure quattro oppure cinque o seimila, più ce ne sono più è vera, da travolgenti condivisioni tratte da "passione mediterranea" ("bisogna stare attenti ad aiutare gli altri. Il confine tra l'essere utili e l'essere usati a volte è impercettibile.", essì, col punto finale, me cojoni, mica stiamo qui a pettinar le bambole), et similia.

Un mio grandissimo GFV poi posta anche edificanti storielle su asini gentili che escono da un pozzo mentre contadini cattivoni vogliono fare stufati con il brodo della vecchia gallina dalle uova d'oro del migliore amico dell'Uomo Focaccina (13 mila e 700 caratteri spazi esclusi), ma credo sia un caso isolato.

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I cit.

I cit. (segnalati da Zicchi Ztardust olim Mike) costituiscono un sottoinsieme dei precedenti.

Non è facile vederli, a volte bisogna alzarsi prima dell'alba e recarsi in Appennino come fanno i fotografi non pigri come me interessati ad un cazzo di fiore che fiorisce sulla Cisa dalle 5.53 alle 6.12 in maggio negli anni bisestili; insomma, potete ritenervi molto fortunati se fra gli amici ne avete uno.

Loro niente, in pratica passano i pomeriggi a sfruculliare le pagine dei GFV alla ricerca della frase che più di tutte racchiuda il vero significato dell'esistenza ("vai piano che ho i tacchi. cit."), la copia-incollano su uno sfondo giallino stile iuta grezza - sapete, la vera semplicità delle cose semplici e vere - e poi si firmano con "cit.".

Cit. chi? Ma citabile in giudizio (che carini, si sono anche già costituiti!).

Comunque la cosa della iuta avviene più o meno ogni 25 minuti.

(Intendevo dire che io sono una di quelli pigri, tanto è vero che preferisco fotografare i fiori appassiti, pensa te.)

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Quelli delle foto storte

Rimanendo in tema fotografico, Quelli delle foto storte (Q-FS) scattano continuamente foto storte.


Non vedono che sono storte.
Il mare, l'orizzonte, il tavolo, il mondo, l'oceano, il bosco, la scrivania, l'orizzonte, il mare, il tavolo, l'oceano, tutto è storto.

Niente, basta.
Dopo un po' rompe molto i coglioni che non se ne accorgano.

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Il Metereologo Wannabe

L'insopportabile Metereologo Wannabe (MW, segnalato da Gama) in realtà se ne frega del tempo atmosferico.

Egli è interessato solo ad una cosa, ossia far sapere che in questo esatto momento ehi, yea, grande vecchio!, io mi trovo a Brisighellafigataaaah!.

La pagina del MW si compone quindi di un tetris di immagini costituite automaticamente attraverso un rivoluzionario software che combina i dati atmosferici del momento con sullo sfondo, alternativamente, Rovato con pioggia mista a neve (2 gradi), la periferia di Metanopoli con tempo coperto (17 gradi), via Garibaldi a Case di Sant'Eufemia Sul Mare (167 abitanti, tutti già morti) con tempo variabile (26 gradi), il pratino di casa di Lambertini Giamberto di fianco al barbecue dietro la suocera grassa dello zio Pino con tempo yaaaawn, et similia.

Non è grave, ma fa un po' pena.

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La spmamma

La spmamma (segnalata da JaneDoe e comunque ringraziamo tutti La Folle, che l'ammazzerebbe con un bastone nel gaudio generale più o meno già al secondo post) è una vostra vecchia compagna di classe delle medie, o anche dell'università - ma è più raro.

La spmamma non sempre ha mostrato le avvisaglie di quello che stava tragicamente per succedere (i.e. perdere improvvisamente l'uso della lingua italiana in presenza di un neonato e iniziare a esprimersi come un buffo pappagallo americano, per far seguire il tutto da vaneggiamenti del cazzo dedicati a quanto sarà inutile la vostra vita senza figli), per cui a volte è dannatamente abile a farvi questa sorpresa così, su facebook, di martedì mattina, ex abrupto.

Tutto inizia con una specie di foto sottoesposta e pasticciata con robe bianche messe a casaccio tipo graffi del gatto di mia nonna su lavagna, la quale si rivelerà solo ad una più attenta analisi UN'ECOGRAFIA.

Si continua con ecografie di feti, elettroni, atomi, ovuli, morule, embrioni, bosoni, coni, bastoncelli finché non vi laureate in medicina per sfinimento, ma è solo in procinto della nascita del pargolo che vi renderete conto, con orrore, che il peggio non l'avete nemmeno minimamente intravisto.

Tipicamente, i prossimi 25 anni su facebook sono un prosieguo infinito di foto di a) neonati con bavaglino rosa e minestra sulla testa, b) neonati con bavaglino blu e roba verde sulla testa, c) neonati con bavaglino giallo e pentole sulla testa, d) neonati con bavaglino union jack e caviale avariato nelle orecchie, e) neonati in passeggino, f) neonati in braccio, g) neonati in treno, h) neonati in spalla, i) neonati al CERN, j) neonati, k) neonati a Bucarest avvolti in un k-way sfigatissimo, l) neonati al Pordoi e m) neonati sulla tastiera del mac che infastidiscono la tastiera del Mac, n) neonati dentro pianoforti con bavaglini rosa e marmellata di fichi sui martelletti, o) neonati sulla cintura di Orione, p) neonati. 

(E non ho nemmeno detto che io tipicamente odio la parola 'bavaglino'.)

Volete un altro sottoinsieme, che fa figo? Lo volete? Sì?
Ok, allora tenete d'occhio le spmamme spmogli (i.e. spmamme che continuano a taggare il nome del marito nei post con neonati in bavaglino tartan e succo di pera fra i piedi. In pratica lei tagga "#Tizio #Caio" e mette il cuore, lui risponde subito altrettanto mentre chatta con la ex. End.)

Tutto questo finché non nascondete la spmamma dagli aggiornamenti, ovviamente. 
Ma a volte conoscere il lato oscuro ha il suo perché: siamo già in troppi su questo pianeta.

lunedì 12 agosto 2013

Siamo sempre le ultime a scendere dall'aereo (pat-pat sulla spalla)

"#cugina Lurker Lucy, vedi anche tu quello che vedo io?"

Una cabina d'aereo.
Una cabina d'aereo ormai vuota, la gente che sciama goffamente fuori.

Gente con camicie fiorate, orrendi panama comprati senza l'insindacabile giudizio di una persona onesta e sulla pelle il colore della settimana a Rodi.

In fondo due bionde con lo chignon, divisa surrealista gialla-blu disegnata da un pazzo e sorriso da arancia meccanica che salutano meccanicamente come arance. Arance irlandesi.

(Sì, ho ceduto e ho prenotato di nuovo con i bastardi del coltellino da parmigiano, f*ttuto [quinto emendamento]!)

"vedo, sì."
"non capisco perché va a sempre finire così."
"che c'abbiamo scritto in fronte, 'imbecilli'?"
"a questo punto forse."
"ti rendi conto che siamo sempre le ultime a scendere dall'aereo?"
"ma che cazzo, sempre"
"le ultime a scendere dall'aereo, io mi sarei anche stufata"
"ma cazzo."

L'ultima coppia di bergamaschi ci passa davanti con la caratteristica fretta di chi sta per perdere l'ultimo taxi a Parigi e invece fra due metri si ritrova guarda te ad aspettare per ore la valigia al nastro trasportatore di Malpensa peraltro dietro di me - valigia che nel frattempo si trova a Formentera con un cocktail nella tasca laterale, sia chiaro.

"io mi son rotta di questa cosa"
"dobbiamo smetterla di far passare tutti"
"ma, e come si fa?"
"boh."
"ci deve pur essere un mo..."

Io intanto faccio facepalm e tiriamo giù faticosamente i nostri trolley dalle cappelliere numero 14 e 97, dopo aver occupato per tutto il viaggio i posti 1 e 65.

Poco prima un tipo spagnolo seduto di fianco a me al posto finestrino aveva vinto la palma d'oro a Cannes come miglior attore neorealista, dato che anche se subito dopo l'atterraggio il corridoio si era riempito di gente in piedi che ravanava disperata nelle cappelliere quando l'aereo era tipo ancora sulla pista, lui ha avuto anche il coraggio di farmi pat-pat sulla spalla, farmi alzare e sussurrarmi tutto piccato "schiusmi, ai mast go", "ma ai mast go dove che non si passa e l'aereo non è neanche fottutamente fermo, stramaledetto deficiente mpf."

(non serve sottolineare che né la logica né l'mpf l'hanno fermato, dato che prima mi pesta i piedi, poi si butta nella fila di gente al centro della cabina con il grande risultato di rimanere bloccato lì 25 minuti con un trolley in bilico sulla testa e il gomito nella mia bocca, e meno male che avevo i jeans se no mi inseminava).

"dici che c'è?"
"un modo per smettere di essere sempre così gentili?"
"sì e nel frattempo ecco, si fottano! Siamo le ultime di nuovo, hai visto?! Di nuovo, ma cazzo!"
"porca paletta"
"odio questa cosa!"
"dai scendiamo."
"sì, scendiamo."
"ehi gʊdˈbaɪ g3ːls!"
"sì, goodbye Lenin"
"ciao."
"baaaai!"
"bai tu e il tuo coltellino del parmigia..."
"scendiamo."


Comunque, nella prossima puntata FUF (Fenomenologia dell'Utonto Facebook) avremo i Grandi Filosofi della Vita (GDF), i cit. (sottoinsieme dei precedenti, segnalato da Zicchi Ztardust olim Mike che se avesse ancora un blog magari io anche ti linkerei), la spmamma (segnalata da JaneDoe e odiata circa da tutti oltre che da La Folie, che l'ammazzerebbe con un bastone) e l'insopportabile Metereologo Wannabe (MW, segnalato da Gama).

Gli altri (siete fantastici!) nella prossima prossima puntata.

(Che magari esce prima di questa, non lo so perché dipende se domani trenitalia funziona e da cosa ho voglia di scrivere fra Casalpusterlengo e Melegnano.)

Detto questo, riparto per il paese del formaggio e delle banche in compagnia della solita adorabile #cugina Lurker Lucy.

Perdonate queste continue assenze, ma è stato un anno pesante e le ferie ad un certo punto sono proprio il punto.
VVB e se avete dei vecchi franchi svizzeri da cambiare sappiate che loro non sono come noi, loro li prendono fino al 2020.
Smack.

martedì 6 agosto 2013

Fenomenologia dell'Utonto Facebook (FUF)

Dato che prima di rimettermi sul divano a guardare Kurt Russell ho 5 minuti liberi mi sembra giunto il momento di dare un nome ai fenomeni che popolano facebook, il mio personale, consapevole e compiaciuto viaggio nel regno di Cthulhu.

(no, ho facebook perché mi serve e sì, criticare chi ci scrive è ugualmente possibile anche se ce l'ho e non ho nessuna intenzione di togliermici, questo tanto per mettere le mani a Piacenza).

(e no, non arrivo alle vette insuperate del Maestro).


L'Idiota dei Puntini

L'Idiota dei Puntini (IP), oltre ad essere convinto che quello che scrive ricopra un ruolo chiave nell'interesse nazionale degli Stati Uniti d'Europa, di norma posta su facebook frasette di 7-10 parole l'una ad una frequenza di 1, massimo 2 ore l'una dall'altra.

Sorvolando sul fatto che usare più di tre puntini di sospensione nello scrivere qualcosa di pubblico andrebbe vietato per legge, caratteristica che lo distingue da tutti gli altri idioti è il gruppo di 4, 5, 6, 12, 24 puntini che ama apporre alla fine della frasetta importantissima, immaginando probabilmente di avere così creato un insopportabile clima di suspense e tensione nella folla di lettori tutti lì assiepati davanti al video come cani di fronte a una scatola di ciappi, ma quando ciappi è dietro il vetro.

Ecco dunque un saggio delle caratteristiche frasi che vi permetteranno di stanare l'Idiota dei Puntini e arricchire il vostro pericoloso safari:

"a cena......."
"tornando a casa....."
"accendendo la macchina.........."
"di ritorno dalla tabaccheria......"
"girando la chiave nella toppa di casa tornando dalla tabaccheria...."
"mettendo il pigiama...."
"la pasta bolle....."
"stanchissima.........."
"ecco...."
"daje....."
"stasera stanchissima cucinando pasta che bolle dopo aver girato la chiave nella toppa di casa di ritorno dalla tabaccheria daje ecco........"

et similia.


Quella della Roba da Donne

Quella della Roba da Donne (QuRDo) è innanzitutto un esemplare femmina.

Orgogliosissima di questo fatto, fra la costruzione di una casetta di barbie e l'altra posta su facebook solitamente una qualsiasi di queste meraviglie in ordine casuale ad un intervallo di 4, 5 ore (più frequenti se lavora nella pubblica amministrazione):

- foto di amiche appena sposatesi con il tipico corredo di "baciottiii perché l'amore dura per sempreee <3 <3 <3 <3 <3 non osi l'uomo separare quello che Dio unisceee!!!!! <3 viva l'amore eterno baciiiiii voglio il bouquet!!!";
- foto fintissime di tizie immaginarie appena sposatesi con il tipico corredo di "baciottiii perché l'amore dura per sempreee <3 <3 <3 <3 <3 non osi l'uomo separare quello che Dio unisceee!!!!! <3 viva l'amore eterno baciiiiii voglio il bouquet!!!";
- foto vere di bravi fotografi pagati un fracco di soldi con modelle pagate un fracco di soldi per sembrare appena sposate con un bouquet mentre fanno finta di baciare l'amato con il tipico corredo di "baciottiii perché l'amore dura per sempreee <3 <3 <3 <3 <3 non osi l'uomo separare quello che Dio unisceee!!!!! <3 viva l'amore eterno baciiiiii voglio il bouquet!!!";
- foto fintissima con lui&lei abbracciati contro il tramonto ed il solito corredo di "l'amore è Et3rNo <3 <3 <3 <3 <3";
- foto di tramonti sul mare della riviera adriatica (...);
- foto fintissime di tizie vestite di rosa che tutte serie e compunte stile harmony ma senza sesso accarezzano un fiore rosa contro un cielo rosa con sotto un cuore rosa con al centro la scritta rosa "xchè io t amerò x sEmPre......." e a seguire voi che vomitate sul Devoto-Oli, et similia.

Tutto ciò che rimane è il vomito da pulire.


I Regrediti ai Cartoni 

I Regrediti ai Cartoni (iRegCart) si distinguono innanzitutto per il curioso potere con cui riescono a sopportare indenni l'assenza totale di corretteza grammatical-ortografico-sintattico-linguistica all'interno di orrende fotografie che amano postare ogni giorno allo scadere dei periodi che - in effetti - compongono il giorno.

So che così sembrano molto più fighi di quello che sono, quindi diciamo che è semplicemente gente che sul far del mattino, del meriggio, della sera, della notte, dei passaggi delle comete e di tutto questo ogni giorno (lunedì, martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, venerdì sera, sabato, domenica) posta una foto proveniente dal coltissimo gruppo "ACCIDENTI !!! chè LINK." (guardate), o dal coltissimo gruppo "** LA CONTESSA RuBa CUORI **" (nessuno ha ancora sciolto il vero significato degli asterischi), et similia.

L'immagine del profilo è, di norma, un bambi che bacia un altro bambi, Bubu, oppure Sebastian, lo scampo della sirenetta (che comunque è molto meglio di bambi).

(Bubu ha la maiuscola perché è più simpatico. Inoltre un mio corista lo imita benissimo).

Le immagini postate sono invece cose à la titti che bacia Silvestro augurando BUONA NOTTE!!! *_* a tutti, bugs bunny che sgranocchia sputacchiando una carota insieme a paperino augurando EHI!!! BUON SABATO A TUTTI VOI AMICICI!!! a tutti, Bubu che giace esausto su di una panchina di Yellowstone sotto alla scritta PANT PANT E' DI NUOVO LUNEDI'........... stimolando così la vostra immediata compartecipazione psicologica a questo grande dramma contemporaneo, oppure la sirenetta che cucina un pollo insieme a Sebastian tutti pimpanti con l'ape maia e un sorriso a trentadue denti che filosofeggia sulla vita da spiaggia mentre uno scienziato pazzo urla EUREKA!!! distillando roba da un alambicco, boh.

I più profondi sceglieranno invece un intenso snoopy che cammina sulla spiaggia sorridente verso il sole della vita con sopra la scritta "Nella vita, non contano i passi che fai, nè le scarpe che usi........ contano le IMPRONTE che lasci".

Applauso.


Mi fermo qui, ma siete pregati di segnalare altri spassosi cliché tipo quelli che credono di essere spiritosissimi ma non hanno mai visto un programma di satira (Q-sat) o i Grandi Filosofi della Vita (GFV), oggetto di prossima trattazione, tipo qui nei commenti.
Vi direi di farlo sulla posta gmail, ma odio talmente tanto la posta gmail che tendo ad aprirla il meno possibile (ma appena riesco rispondo alle mail inevase, giurin giurello).
Dio stramaledica la posta gmail.
Un giorno vi racconterò di quando vidi l'interno del grattacielo di google dal decimo piano di quello di yahoo a Londra, sapevatelo.

Bubu vi bacia.

sabato 27 luglio 2013

7.65 (Alla fiera dell'Est #2)

Un bel giorno nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.
In turno con #collegaG.

Apriamo alle 9.45 e alle 9.45 entra Utonto Mike!.
Maschio, bianco, camiciola, polemico, 84 anni (sì guardiamo sempre l'anagrafica quando ci pare perché è una figata, ok?).

"buongiorno!"
"'giorno. Mi chiamo Utonto Mike!."
#collegaG: "ottimo; posso aiutarla? Desidera un libro in prestito? Un cd? Uno spartito?"
"sì. Volevo il controfagotto di Verdi."

Silenzio.
Rumore di Emilia sullo sfondo.

Silenzio.

Rumore di...
Silenzio.

"prego?"
"il controfagotto di Verdi!"

Silenzio.
Rumore di pale di ventilatori di Emilia sullo sfondo.

"senta, ma in che senso?"
"signorina, ho detto il con-tro-fa-go..."
"se vabbè."

42 minuti 25 pagine di google 4 telefonate 2 opera omnia 95 bestemmie in gergo bibliotecario e 7 chili di entropia dopo si scoprì che Utonto Mike! non cercava un cd, non cercava un libro, non cercava uno strumento a fiato a doppia ancia, non cercava Verdi non cercava il gatto e non si era perso.

Quello che - nell'ordine - si scoprì poi è che nell'Italia del 1955 Mike Buongiorno durante una puntata di Lascia o raddoppia chiese al signor professore di matematica Lando Dègoli di Carpi, Modena quale fosse l'unica opera scritta da Giuseppe Verdi in cui è previsto il controfagotto in orchestra al che il signor Lando Dègoli di Carpi, Modena preparatissimo sull'opera lirica italiana il quale aveva nel frattempo accumulato una cifra fottutamente considerevole dopo un gustoso siparietto al di fuori della cabina entrò in cabina e disse "Falstaff" risposta che invece era sbagliata per cui perse tutto perché l'opera purtroppo era Don Carlos ma allora qualcuno controllò se era vero il che fece poi venir fuori che anche in alcuni rifacimenti di Macbeth c'era il controfagotto dunque il signor Lando Dègoli di Carpi, Modena fece ricorso anche se Falstaff non aveva alcun cazzo di controfagotto scusa #amico fagottista Giulio! e il signor Lando Dègoli di Carpi, Modena venne quindi riammesso ma poiché decise di prendersi i soldi e bona lì, lasciò! allora si intascò la cifra fottutamente considerevole la quale a seguito del suo suicidio avvenuto nel 1991 per mezzo di una pistola calibro 7,65 che non so nemmeno cosa cazzo vuol dire comunque a seguito del suo suicidio per mezzo di una pistola calibro 7,65 nel '91 a causa della morte prematura dell'amata moglie insomma 'sta cifra venne lasciata dal signor Lando Dègoli di Carpi, Modena per testamento a favore dell'amministrazione comunale di Carpi, Modena indi per cui utilizzata per il restauro dell'ala nord del maestoso palazzo dei Pio DOVE COLLEGA#G HA LAVORATO.

I controfagotti della vita.


[courtesy of #collegaG.]

[Sì sono tornata dalla Grecia e ho trovato la vasca piena di gremlins, ma cazzo, ve l'avevo detto!]

mercoledì 17 luglio 2013

Does it mean anything?

[Vi ricordate la sigla-jingle di Does it mean anything? suonata da Shaffer e band nel Late show di David Letterman? Ecco cazzo non riesco a trovarla per cui se ve la ricordate vai, questo è il momento: Does it mean anythiiiing?]


Situazione #1

Un mese fa, ore 20.20, in una delle piazze di #città senza fiume.
Sono sola prima delle prove del coro, compro un tramezzino e lo mangio buona buona su di una panchina, con l'ipod nelle orecchie e il duomo negli occhi.

Mentre mi siedo sulla panchina noto due tizi sulla panchina a fianco: lui che attiva compulsivamente l'orologio che recita le ore ad alta voce tipo zono le ore. quattro! e. cinquaantad-ue-e. minuti, lei bionda, giovane, vestita malissimo (zeppe, jeans con l'acqua in casa, maglia di hello kitty o similare e truccata come Moira Orfei).

Si voltano, lui smette per un attimo di attivare l'orologio, lei mi fa vistosamente l'occhiolino.

Continuo ad ascoltare l'ipod e faccio finta di niente, entro nel mio mondo fatto di duomo-Rundgren-salsa ai funghi e mi guardo bene dall'osservarli.

Alle 20.47 ho finito e loro si alzano.

Lui mi guarda e sorride, lei mi guarda e sorride, lei fa l'occhiolino e poi "ehi guarda che carina, [occhiolino], dai chiediamole il numero, eh eh eh [occhiolino, dà di gomito al tizio]", altro occhiolino divertito, io li guardo come se stessero crudelmente strappando il basilico di mia madre e compongo mentalmente il numero del regista di Hellzapoppin' insieme a quello della guardia costiera finché non si allontanano, lui sempre sorridendo ebete e lei ammiccando verso di me.

Niente, basta.

Sigla (Does it mean anythiiiing?).


Situazione #2

Sul treno, un mese fa, sto tornando da Venezia.
Sono una persona normale, vestita normale e noiosa, una borsa per computer e una valigia, scarpe basse, una faccia che tutti hanno sempre definito da brava ragazza tranne una volta uno che... vabbè.

Sto per arrivare, mi sposto vicino alle porte con il trolley e due occhiaie (ho fatto quasi sempre le 5 a parlare con uno spagnolo dagli occhi a mandorla, tipo), e aspetto.

Un tipo magro vestito ordinario, faccia ordinaria, sguardo grigio che è lì in piedi con me mi guarda senza dire nulla, io lo ignoro e invece penso all'Emilia-Romagna lì fuori.

137 secondi così. Il treno decelera.

Di colpo lui, serissimo: "lei sta facendo qualcosa di losco"

Lo guardo come se mi avessero appena detto che la terra ha cambiato verso di rotazione a seguito di un rutto di calderoli.

"come, prego?"
"ho detto che lei sta facendo qualcosa di losco. Sì."

Lui è incolore, serissimo. No non era una cazzo di spiritosata, era serissimo e io stavo tornando da un corso di alta musicologia specialistica, non da un rave party.

Non trovo alcuna parola diversa da "ma che cazzo" ma non gli dico neanche quello, il treno si ferma, apro la porta e scendo solo io con una cordiale fretta e uno strano sentore di freddo alla bocca dello stomaco.

E quindi niente, basta.

Sigla (Does it mean anythiiiing?).

Ora aiutatemi.
Aiutatemi a capire. Chi avrà ideato la spiegazione più assurda (id est quella che sicuramente era alla base di queste cazzo di boh, cose) vince qualcosa, ma non so ancora cosa.
Grazie.


[PS in questo esatto istante - e in questo - e in quest'altro - mentre leggete sono su un'isola greca a caso scelta a caso buttando il dito sulla cartina con una benda sugli occhi con #cugina Lurker Lucy, sempre se dopo aver scritto e programmato questo post ryanair non mi ha fatta fuori. Il latte è nel frigo. Date da bere ai fiori, soprattutto al basilico. Niente croccantini al mogwai dopo mezzanotte. Se invitate gente cambiate la tovaglia e ogni tanto girate i vasetti di pesto in frigo, perdio. Torno il 23. Baci bizantini (sempre uguali, ma d'oro).]

Bonus #1, #2, soprattutto #3.

sabato 22 giugno 2013

La logica è morta #3 (attenzione, contiene FDL formato convenienza in sconto!)

Continua la serie.

Ho 87 milioni di post in lavorazione e non ho tempo di lavarmi i capelli, damn.


#1 Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio

"pronto, biblioteca?"
"sì, mi dica"
"mio figlio ha ricevuto un sollecito per un libro scaduto, lui è xyz."
"sì, vedo. Il libro è scaduto da 76 giorni" [non scherzo]"
"ah. Beh, non possiamo riportarlo adesso."
"no, lo deve portare. Potrebbe servire ad altri utenti per gli esami"
"ma gli serve."
"lo deve portare, è scaduto da più di due mesi"
"gli serve."
"questa è una biblioteca, e la cosa si chiama prestito"
"gli serve."
"..."


#2 Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio

"ciao, riporto questo libro."
"sì, però è scaduto da un mese e più. Lo dovevi riportare il 27 aprile"
[scocciatissimo] "avevo il saggio il 4 giugno"
"e se avevi il saggio il 31 dicembre 2024 lo tenevi 11 anni?"
"..."


#3 Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio

"salve Trantor. Posso consultare internet dalle postazioni di navigazione pubblica?"
"certamente, #ricercatoreUniversitarioMaledettamentePignolo (RUMP). Prego, deve solo inserire il nome utente e la password nella maschera rossa"
"..."
"..."
"fatto."

Dopo 120 secondi è ancora lì che fissa paziente lo schermo su cui è comparsa una cosa tipo questa, solo con più V verdi e "ORA PUOI NAVIGARE!" in verdana 75.
Sarebbe stato carinissimo come esperimento tipo vediamo se in gabbia prima o poi il tacchino si accoppia con l'ameba, invece al 180esimo secondo mi alzo e vengo lì.

Mi guarda.

"ho fatto. E adesso?"
"secondo lei?"
"..."


#4 [conversazione riportata]

[esemplare di figadilegno formato convenienza (aka esemplare di Nommelodammelo [© non mio]) (aka una FDL cosmica con upgrade all'ultimo firmware ma senza driver per Linux e con porta floppy intasata) a #mioamicochetuttisannoesseremoltomioamicoechequalsiasicosavengadettaaluiècomeselodicesseameeviceversa]:

"blablabla sai mi vorrei tanto scopare #tizio e blablabla quanto mi eccita #tizio blablabla lo vedo sempre parliamo un sacco e blablablabla solo che non capisco perché #tizio parli continuamente di Trantor! e blablabla non capisco perché quando è con me ancora non ci provi ma soprattutto perché parli sempre di Trantor ma blablabla e blablabla però sono arrivata alla conclusione che se parla tanto di Trantor quando è con me è perché quella è una scusa per parlare con me."
"..."

Quest'ultima la seppellirà una risata, temo.

Forse anche una scopata.

Mia.

sabato 8 giugno 2013

La logica è morta

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

#1. Torna subito

"ciao"
"ciao!"
"posso prendere questo libro solo in prestito giornaliero?"

E' sulla porta, tiene il libro in mano senza passarmelo e minaccia di uscire di corsa.

"certo. Devi darmi il libro così registro il codice a barre"
"ma torno subito, eh"
"sì, ma devo registrare il prestito"
"sì, ma torno subito"
"sì, ma se non me lo dai come faccio a sapere che inventario è?"
"...ma ho detto che torno subito."
"non mi interessa, se esci da qui lo devo pur sempre registra..."
"ma torno subito."
"..."


#2. Sinestetica

"ciao!"
"ciao!"
"posso entrare?"
"certo. Dovresti però cortesemente depositare la borsa con i libri nell'armadietto, per favore, non abbiamo l'antitaccheggio"
"...ma è di tela."
"..."


#3. Banca

"ciao!"
"ciao!"
"posso entrare?"
"certo. Dovresti però cortesemente depositare lo zaino con le tue cose nell'armadietto che si chiude a chiave, per favore"
"...ok. ... fatto. E la chiave?"
"come, e la chiave?"
"la lascio lì nella toppa?"
"ma no. Ma secondo t..."
"ah ho capito! La tieni tu!"
"..."


#4. Il Percussionista (nuovo temibile antagonista di Batman, nTAB)

Vado nel settore della musica per percussioni e trovo Il Percussionista che sta tirando fuori tutti gli spartiti dal faldoncini, li guarda e li sparpaglia sui tavoli.

"ehm,  posso consultare i libri di percussione qui direttamente a scaffale?"
"sì, certo, non preoccuparti. Dopo però non rimetterli a posto tu che troviamo continuamente Dante al posto di Bach e D'Annunzio fra le gambe di ruby, di grazia. Lasciali pur lì che ci pensiamo noi, ok?"
"quindi non li rimetto negli scaffali?"
"non tranquillo, guardali pure e lasciameli così come li lasci tu"
"ma sei sicura?"
"sì. Non. rimetterli. negli. scaffali."
"ma perché?"
"perché nel settore delle percussioni troviamo sempre gli spartiti rimessi dentro i faldoni completamente a caso, perché voi utenti fate così e dell'ordine numerico di solito ve ne fottete ve ne infischiate ve ne fottete."
"ah, ok."
"ok."
"niente scaffali?"
"niente scaffali."
"ok."
"ok."

Torno dopo, quando ha finito di guardare ed è andato via, e trovo questo.
Indovinate come erano messi gli spartiti dentro i faldoni.


#5. Borgo medievale

"pronto, #collegadell'ufficioamministrativocontesseradiCL?"
"sì ciao Trantor, dimmi"
"ciao. Senti, non sai quanto spende il Comune di #nostraCittànongrandecomeMilanomanemmenofottutamentepiccolacomebrisighella per spedire i nostri pacchi in raccomandata? Ci servirebbe per un prestito interbibliotecario da spedire attraverso il Comune"
"ah, non so se c'è"
"certo che c'è, il Comune ha la convenzione con TNT, volevo solo sapere la cifra"
"ah ma il Comune non credo spedisca pacchi."
"..."
"..."
"scusa. Mi stai dicendo che secondo te nessun ufficio del Comune di #nostraCittàmaledettamentegrandeperunacazzatadelgenere non ha mai dovuto spedire in giro un pacco di qualcosa a qualcuno? E' questo che mi stai dicendo?"
"sì."
"..."


Capite il mio dramma?
Vivo in una città di >200 mila persone il cui Comune non spedisce pacchi e ho la casa piena zeppa di chiavi di armadietti per utenti.

Devo andarmene da qui.