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mercoledì 22 maggio 2013

Potrebbe piovere


Loro sono in tre, e sono le 8.42 di mattina.

Interno di un cortile spoglio degli anni '60, tutto intorno il Pio Istituto di Santa Maria Correttrice del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo Re dei Giudei, al centro un palco per i concerti all'aperto.

Intorno frotte di suore grasse in maniche di camicia, frotte di cinni urlanti di età anni 6, frotte di preti gobbi senza una mazza da fare.

Un enorme telo disegnato con ogni probabilità da gen verde ubriaco con colori a caso avanzati a caso da una tintoria sotto la ragione sociale di un daltonico copre la statua di Santa Maria Correttrice del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo Re dei Giudei nell'adorabile tentativo di meglio pubblicizzare Santa Maria Correttrice del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo Re dei Giudei presso le masse.

Sono in tre, e sono ancora le 8.42 di mattina.

"suor Cannella, vuole cortesemente mostrare alla direttrice Trantor il palco del concerto di sabato con il suo coro?"
"sì, don Sughero. E' là. Porteremo il nostro mixer e le nostre casse e blablablabla rinfresco di torte blablabla processione e blablabla pubblico delle grandi occasioni blablabla se dico che è sacro vuol dire che è sacro! ma comunque blablabla prega per noi peccatori blablabla cavi jack santa beretta molla bla. Avete un pianista?"
"sì suor Cannella, il nostro #pianista Puglie…"
"bene, attaccheremo la tastiera al mixer allora"
"splendido"
"splendido."
"sì, ma in quanti siete?"
"20"
"splendido"
"splendido"
"splendido!"
"splendido."

Sono le 8.43. 

In circa 56 secondi i tre - di cui uno con la gobba, una più simile a suor Germana che impasta la sfoglia picchiando Totti con un mattarello e una con lo stato psichico di una banana - hanno già finito di organizzare il solito #complicatissimo concerto col coro all'aperto che solo io posso trovare (CCCC-ASIPT).

"bene ottimo cara la mia ragazza io torno al lavo…"
"e se piove?"

Caccia due urla a un cinno che scorrazza allo stato brado e a don Scontrino che gironzola sguinzagliato intorno alla fontana particolarmente interessato ad un tombino.

"eh?"
"se piove."
"ma non piove"
"però potrebbe piovere"
"no."
"ma sì."
"se dico che non piove!"
"allora non piove"
"se non piove non piove."
"…sì. Ma nel senso, (attenzione!), seguitemi: e se la sera del concerto piove?"

Mi guarda come le mie ballerine rosa guardavano venerdì scorso l'acqua alta a Venezia in piazza San Marco e si tira su le maniche.
Sbuffa.
Non si arriva a 14 gradi.

"non piove."
"…"
"…"
"…"
"suor Cannella…"
"suor Cannella"
"suor Cannella."
"Santa Maria Correttrice del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo Re dei Giudei non fa mai piovere, il 25 maggio."
"allora non piove?"
"non piove."
"ok, ma è seria?"
"sì."
"…"



["psst se piove andiamo in chiesa", mi sussurra con fare carbonaro all'orecchio don Sughero mentre Cannella non sente.

Io boh, sono sempre stata meglio con gli uomini.]

venerdì 19 aprile 2013

Herbie Hancock

L'altro giorno, l'xy di marzo, avevo in programma un concerto con l'Altro Coro unito ad altri 4 cori della provincia nel teatro di #ridenteCittadina, accompagnati al pianoforte dal vostro amato #pianistaPugliese (chi è - cosa fa - è tutto assurdo) (sì, quello riccio e figo che dal '92 non si ricorda neanche come si chiama ma che suona come Herbie Hancock, ed è il motivo per cui tutti lo perdonano).

(sì, 115 coristi con familiari a carico, non vi dico quanto tempo è durato il rinfresco.)

Non serve che dica che al momento della fondamentale prova generale/di assestamento a mezz'ora dal concerto c'erano 115 persone sul palco e il direttore in piedi sul podio in attesa da 25 minuti di un pianista che insieme al pianoforte elettronico, l'amplificatore un set di microfoni e due miei incolpevoli coristi vagava perso nella campagna a 10 km dal teatro senza navigatore con un cane libero nell'abitacolo, no, conviene che non lo dica.

Non conviene nemmeno dire che già nel '73 ritenni altresì doveroso inviare una mail a #pianistaPugliese contenente insopportabili e dettagliate indicazioni per il teatro di #ridenteCittadina, vieppiù raccomandandomi con particolare calore di ottemperare almeno ad una delle seguenti azioni le quali si possono dunque elencare in a) essere puntuale b) munirsi di navigatore c) caricare di soldi quel cazzo di smartphone onde disporre di uno straccio di connessione dati in caso di perdita temporanea dell'orientamento topo-geo-cronografico d) seguire il corista #bassoGiulio particolarmente sgamato e) chiamare il corista #bassoGiulio particolarmente sgamato f) salire in auto con il corista #bassoGiulio particolarmente sgamato g) chiamare me o il corista #bassoGiulio particolarmente sgamato alla prima percezione di Murphy che tenta di sabotare la leva del cambio h) diventare adulto.

Tralasciando il fatto che scoprimmo solo dopo che non avevo affatto dato a #pugliese il numero di corista #bassoGiulio particolarmente sgamato bensì quello di qualcuno di completamente diverso, la scena seguente comprendeva, alle 20.36, 115 persone sul palco esasperate fra cui due coristi ottantenni già morti, il direttore incazzato nel profondo e io che cercavo di spiegare al telefono la topografia di #ridenteCittadina ad un pugliese di Bari che fino a 5 anni fa non aveva mai neanche visto la neve.

L'esito è scontato.


yz marzo, giorno dopo il concerto, ore 11.56

"hhhh. yawn, hgf. fgh. prontho Tranthor"
"uella, #pugliese! Buongiorno e grazie ancora per ieri sera! Che bel concerto, è stato davvero tutto così meraviglio…"
"ho dimenticato i pantaloni in teatro."
"ah. Capisco."
"non quelli da concerto, parlo dei jeans. Non è che tu…"
"scrivo subito agli organizzatori. Ti servono a breve?"
"non me li mettevo dalle medie"
"pensa, anche io ho vestiti che mi vanno ancora bene da quando avevo 14 an…"
"non mi si chiudevano."
"bell'immagine, grazie."
"infatti. Non te n'eri accorta?"
"sai, non è che guardo il pacco al pianista mentre dirigo"
"no?"
"c'è davanti il pianoforte"
"SONO INGRASSATO CAZZO!"
"li rivuoi o no?"
"certo"
"ok."
"yawn."


yz marzo, giorno dopo il concerto, ore 15.06

La cittadina del concerto è a 45 km da casa mia.


1 aprile, ore 08.34

La cittadina del concerto è a 45 km da casa mia.


4 aprile, ore 14.20

No, non si è avvicinata.


6 aprile, ore 16.07

Gli organizzatori mi comunicano che un fagotto avvolto in un curioso sacchetto grigio è stato rinvenuto in teatro, consegnato al fonico del concerto, portato da casa del fonico alla sede del coro locale, aperto, ispezionato, valutato, confrontato con mia preventiva descrizione fornita via mail, portato nella locale biblioteca, consegnato #bibliotecaria 1 con il preciso ordine di farlo recapitare in un cartoccio anonimo alla mia #collegaG la quale, per un paradosso spaziotemporale sorto al largo di Alpha Centauri negli attimi immediatamente successivi al Big Bang e comunemente conosciuto sotto il nome di culo il venerdì lavora a #ridenteCittadina e gli altri giorni con me nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, salvandomi così da quei cazzo di 90 km che io, essendo idiota, avrei senz'altro trovato il modo di fare.


15 aprile, ore 15.00

"pronto?"
"ueila, #pianistaPugliese! Ho i tuoi pantaloni!"
"ehi grande!"
"stasera vengo a quella jam session dove suoni con #pianistaCalabro, te li porto"
"ok. Nel frattempo..."
"nel frattempo?"
"non annusarli."




(no, il cane non c'era; mi piaceva dirlo.)
(era l'unico dettaglio perfettamente logico e invece era l'unico falso, pensa te)

mercoledì 20 marzo 2013

No ordinary what the fuck! choir (aka Il Budino In Pigiama)

Ehi, benritrovati a Le ultime fantastiche uscite dei miei coristi!

Le altre puntate di  Le ultime fantastiche uscite dei miei coristi!, quelle in cui mi fanno scherzi del cazzo, li corrompo, sono feticisti delle scarpe.


All'Altro Coro (quello di paese), ore 23.14, alla fine della prova

"Trantor, ti accompagno al parcheggio?"
"sì grazie #coristaAdorabile e Gnocca, mi fa piacere se facciamo la strada insieme"
"certo :) ..."
"..."
"..."
"..."
"sai, sotto in realtà ho il pigiama."
"... scusa?"
"sotto il vestito. Ho un pigiama."
"..."
"cioè, si potrebbe anche definire tuta."
"..."
"no, no. Ripensandoci è proprio un pigiama."
"..."


Al coro di sparaventose (quello di città), ore 22.59

"ok ragazzi, abbiamo lavorato abbastanza, per stasera basta cos..."
#coristaDina: "ehi ma non è #coristaProf?"
#coristaVigileF: "ehi ciao prof!"
"ciao!"
"ciao!"
"ciao prof!"
#coristaProf: "ehi ciao a tu..."
"scusa, ma ti sembra l'ora di arrivare?"
"perché, che ore sono?"
"le 22 e 59"
"sì, lo so, siamo a fine prova"
"per usare un eufemismo"
"Prof, SEI UN IDOL..."
"basta. Ma cosa dia..."
"no è che, cioè, ecco. Dovevo portare la ricetta del budino. A #coristaO, capisci. Il budino."
"...il budino. Certo, capisco perfettamente."
"no, seriamente. La ricetta è importante"
" la ricetta è importante, la ricetta non è la torta e la carta non è il territorio, ma tu comunque non potevi venire alle 21, [W!T!F!]?"
"no. Comunque non mettermi sugli dei, per questo"
"no, figurati"
"non come #coristaDina, ti prego"
"vai tra"
"non sugli dei, ok?"
"no, tranquilla."

giovedì 21 febbraio 2013

Le fantastiche ultime uscite dei miei coristi!

aka Domani Sposto il Coro Alle Falkland (DSCAF)

In diretta dalle prove di ieri e l'altro ieri sera ecco le fantastiche ultime uscite dei miei coristi!

Chi è interessato ad altre e più perfette fantastiche ultime uscite dei miei coristi! può recarsi qui o qui.

(a seguito dei due post citati i coristi hanno successivamente passato 3 settimane a dividersi i categorie. Scrivendomi per mail ogni volta che si erano riconosciuti. Più volte. Al giorno.)


Corista #Sono Una Signora (SUS) (aka E Io Gli Ho Creduto)

io: "corista #SUS, ciao, ben arrivata in ritardo alla prova."
"oh grazie Trantor! Grazie! Che bello essere qui e rivedervi tutti! Che bello, che gioia, che be..."
"sì. E quindi tipo all'ultima prova dov'eri, che non sei venuta e ovviamente ti sei ben guardata dall'avvisarmi, darling?"
[vocetta angelica] "che prova?"
"tipo l'ultima."
"oh quella! Ah, già, che sbadata."
"..."
"..."
"e quindi?"
"uh guarda, io volevo scriverti solo che poi mio marito mi ha detto: se non vai alla prova e Trantor non ti vede è ovvio che tu non sei lì, giusto?, perché se sei qui non puoi essere lì e se potessi essere lì saresti lì ma non ci sei perché sei qui e allora beh, io gli ho creduto, perché suonava giusto. Oh ma che bello essere di nuovo q..."
"suonava giusto."
"sì."
"e tu gli hai creduto."
"certo, è mio marito."
"..."


Sì e no, due qui due là, trentuno

io: "allora, proviamo questo pezzo, da battuta 31, un, due, tre, vi..."
#coristaO: "ah ma io questa parte mica me la ricordo!"
"ma se è dal 7 gennaio che ci siamo sopra, santo cazzo"
"ah no, mai vista. Saranno sì e no due prove."
"due prove un cazzo"
"due prove, massimo tre. Mai vista."
"mai vista massimo tre un cazzo. Ci siamo sopra dal 7 gennaio, io le prove le ho fatte tutte, non abbiamo studiato altri pezzi e quindi *non dire* che l'hai visto due volte con la faccia della contadinella che scopre come nascono i bambini tutto in una volta perché forse sei tu sei mancata alle prove, chiaro? E' chiaro?!"
"ma io verame..."
"è chiaro?"
"..."
"è chiaro?"
"sì."
"oh. E adesso battuta 31."
"31?"
"31."
"non 32?"
"31."
"31"
"31."
"probabilmente ha a che fare col fatto che sono stata in Cambogia tre settima..."
"TRENTUNO"
"okokok."


I fashion-victim

"...e dunque a battuta 64 voglio che facciate un forte crescendo in corrispondenza della parola sicu..."
"blablablabla"
"pstpstpstpspspsstt"
"bla!"
"crescendo a 64, ho detto, scrivete"
"pstpstpspspsssssssss"
"ma bla!"
"#coristaDina, di grazia. Ti spiacerebbe smetterla di chiacchierare con #coristaMedico?"
"se mi spiacerebbe? Uh no. E' che le stavo raccontando dell'ernia dello zio del compagno di banco di mio ma..."
"piantala."
"ok."
"ripetimi cosa stavo dicendo"
"..."
"..."
"EHI POSSO FOTOGRAFARTI LE SCARPE?"
"scusa?"
"[clic]"
"uh è vero Trantor sono a-do-ra-bi-liiii!"
"dimmi dove le hai prese!"
"ma le hai prese da Mango?"
"no forse da Zara!"
"adoro quel cinturino!"
"tacco 10? 12? 8? 9? 6? 11? 14? 13? 1..."
"ti prego fammele provare"
"[clic]"
"sexy... Le scarpe alte mi eccitano..."
"dove le hai prese dove le hai prese dove le hai preseeeee"
"facciamo un acquisto congiunto!"
"[CLIC]"
"piantatela. Ora."
"ok"
"ok"
"ok"
"ok"
"ok"
"ok"
"ok"
"ok"
"ok"
"[clic]"
"riprendiamo la prova. Scrivete quel cazzo di crescendo e riprendiamo. 64."
"[clic]"
"...tacco 10, direi."
"basta."
"ok."
"le ho prese da HM, comunque"
"uauuuu lo sape..."
"basta."


Il Tenore Emigrante (TE)

"pronto?"
"Trantor?"
"ciao #tenoreOne!"
"ciao. Ehm. Devo dirti una cosa. A-hm."
"ok, spara."
"no, prima siediti."
"... ok. Ho già capito. Aspetta, mi siedo. Ecco. Ah fammi prendere il valium. Fatto. Anche il lexotan, via, me lo tengo vicino. Ok. Sono sedata. Adesso dimmi."
"sai che adoro questo coro"
"vai avanti"
"beh, non verrò più"
"£$%&*°#ç%&$@zzo. Ti ha offeso #coristaVigileF con i falli di tovagliolo? #farmaCorista ti ha negato una ricetta? Hai sostenuto la superiorità del grana sul Parmigiano e i soprani ti hanno tagliato le gomme della macchina?"
"no. Ho vinto un dottorato un musicologia, come #collegaV. Solo che è a New York"
"..."
"..."
"..."
"Trantor? Ci sei?"
"ma la piantate di emigrare tutti nel Commonwealth? Da quando dirigo questo coro il primo tenore è fuggito in Australia per un'esperienza di vita, il terzo ha vinto un dottorato per 3 anni nel college migliore di Cambridge e tu, tu, tu!, il quinto tenore cazzo, tu, adesso te ne vai a New York dai 4 ai 6 anni"
"già."
"sono io? Sono le mie scarpe? E' per come urlo durante le prove? E' per quella volta che avevo promesso le chiacchiere nel dopo prova e poi non le ho portate? E' per quello?"
"non sei tu, è New York"
"domani sposto il coro alle Falkland, facciamo prima."
"ok."
"ok."
"ciao."
"bye."

giovedì 22 novembre 2012

Mellitos oculos tuos

Alle prove del mio adorabile Altro Coro, quello di paese.

#coristaAdorabileeGnocca: [occhi da fringuello piccolo caduto dal nido] "Trantor, io sono entrata nel coro il mese scorso. Non mi sento di fare il concerto."
io: [occhi da mamma fringuello piccolo che rimette fringuello piccolo nel nido] "secondo me invece potresti cantare lo stesso i brani che hai studiato dall'inizio, e gli altri li canticchi seguendo gli altri. Su, mia cara, cora..."
[occhi da fringuello piccolo spaurito]: "...no."
"..."
"..."
[occhi da mamma fringuello piccolo che vede fringuello piccolo caduto dal nido e molto nido piccolo fringuello spaurito occhi]: "#coristaAdorabileeGnocca, abbiamo bisogno. Il nostro coro ha bisogno. IO ho biso..."
"no, ti prego."
"ok."


Il giorno del concerto, ore 19.10.

#coristaAdorabileeGnocca: "pronto, Trantor?"
io: "ciao CAEG, dimmi velocemente"
"sai, ho visto i tuoi occhi l'altra sera, alle prove."
"..."
"quando mi hai detto ho bisogno."
"..."
"stasera vengo."
"IO TI ADO..."
"'spetta. Ho mia figlia malata che lascio da mia sorella, e scappo via prima del rinfresco, non so metà dei pezzi e farò il pesce in playback vergognandomi tantissimo; però sono gnocca. Mi metto un bel vestito nero, scollato, e vedrai che sarò bella. Questo è quello che ti posso offrire, se mi prendi"
"[non sono in grado di ricostruire le fasi telefoniche successive]"


C'è un solo espediente per accalappiare coristi che io come direttore di coro non uso, non ho usato e con ogni probabilità non userò mai.

Tutti gli altri sì.

domenica 18 novembre 2012

L'uomo che fa al caso mio

"pronto"
"#pianistaPugliese?"
"sì, ciao Trantor"
"ciao. Senti, che hai da fare martedì sera?"
"niente, al momento"
"bene. Ho bisogno di un favore. Dirigeresti il mio Altro Coro al posto mio, che non posso proprio spostare la prova e sono via tutta la settimana?"
"..."
"..."
"..."
"[occhi da cerbiatto un po' umidi, anche se al telefono]"
"...ma tu pensi che io sia in grado?!"
"tu suoni come Bollani e conosci il contrappunto, e i coristi ti vogliono bene. Inoltre questa risposta fa di te l'uomo che fa al caso mio a prescindere"
"..."
"ovviamente pagato"
"..."
"il pezzo da insegnare è facilissimo, su!"
"..."
"vi divertirete un sacco"
"io..."
"ho bisogno!"
"ok."
"ok?"
"ok!"
"oh grazie infini..."
"c'è solo una cosa."
"cosa?"
"una cosa."
"cosa"
"eh."
"cosa!"
"... tutto questo significa che dovrò cantare."
"...evidentemente."
"..."
"non mi dirai che è un proble..."
"odio la mia voce"
"benvenuto nel club, darling"
"...ok."
"ok."
"...hh."
"cazziali se chiacchierano."
"eh?!"
"ho detto cazziali se chiacchierano!"
"ma sono più grandi di me!"
"ma sì, ma sì!"
"...ok."
"ok. Grazie."
"..."

Ho avvisato i coristi, obbligato gli stessi ad essere presenti tutti pena orrende ripercussioni il martedì successivo, inviato le partiture a #pianistaPugliese, dato disposizioni a #coristaOrietta per tenere d'occhio #giovaneCoristaEsagitata, posizionato le partiture di scorta nella sala prove in un luogo sufficientemente sicuro ma sufficientemente accessibile da #pianistaPugliese il quale potrebbe con ogni probabilità dimenticarsi le sue partiture a casa, messo un promemoria per ricordare a #pianistaPugliese della prova, istruito #coristaAdorabileeGnocca sull'uso d'emergenza della fotocopiatrice e istruito tutti i coristi sull'uso opportuno del mio numero di cellulare.

Non posso dire di andare in ferie tranquilla, fondamentalmente perché questa settimana non vado affatto in ferie.

Ma me le prenderò, oh se me le prenderò.

lunedì 22 ottobre 2012

50 sfumature di fottuto nero (relativismo cromatico)

L'altra sera alle prove dell'Altro Coro, quello di paese.

#coristaMiriam: "Trantor, che pianista viene stasera? #pianistaPugliese aka Disordine o #pianistaCalabro aka Gnocco?"
"#calabro"
#coristaSandra: "uh quello strafigo di 21 anni?!"
"esatto"

Sciabordio confuso
Risatine complici con mano sulla bocca
Grande eccitazione generale

"io... cosa..."
"eh eh eh"
"ih ih ih"
"uh uh uh!"
"vi spiace ricomporvi per favore?"
"eh eh eh"
"oh oh oh"
"c'è qualcosa che mi sfugge"
"uh uh Trantor, devih ih ih leggere (eh eh eh) 50 sfumature di grigioouahahah!"
"veramente sto leggendo Chau..."
"NON L'HAI LETTO?!?!"

Silenzio
Facce sconvolte

"non guardatemi con quella faccia come se avessi detto che leggo Topolino mese"

Facce sconvolte

"...mentre gioco a Seven Wonders"

Facce sconvolte

"...bevendo succhini alla pera"

Facce sconvolte

"santo cielo, signora Magda, lei ha 76 anni!"

Estremo disappunto
Voci sgomente

"allora non puoi capire."
"infatti."
"c'entra con #pianistaCalabro."
"l'ho intuito. Cosa c'è di erotico in un ventunenne sempre in ritardo che non guida e che devo andare a prendere e riportare a casa in #altra città ogni volta che facciamo un concerto? Capisco il masochismo, ma non è poi tutta 'sta..."
"uh uh uh ih ih ih devi assolutamente leggerlooo!"
"piantatela"
"devi legg..."
"ho appena comprato questo."
"devi le..."
"...e adesso, guardate, basta."


Qui di 50 sfumature di grigio ci sono solo quelle dovute all'errata interpretazione del concetto "nero" all'interno della locuzione "abito nero da concerto".

(l'aver detto "uomini, sabato cravatta bordeaux" ha poi originato successivamente 8357 sfumature di rosso e [numero che esce dalla calcolatrice] sfumature di blu.)

(Ho le foto.)

mercoledì 25 luglio 2012

Mio cuggino, mio cuggino. Cuggino di Lady Godiva. Cuggino di Jon. Cuggino della sposa

Cronistoria fedele del matrimonio maledettamente complicato il cui importante e demenziale prequel è qui

Arriva dunque il giorno del matrimonio.
Ricapitolando, devo dirigere alcuni gospel cantati dal mio Altro Coro durante la celebrazione di un matrimonio di gente che non conosco, in un paesucolo della #collina senza fiume.

Al pianoforte, il ventunenne intelligente ed entropico #pianistaCalabro, di cui sopra.


ore 11.32

sms da Trantor >> #pianistaCalabro

"Calabro, [dato che hai 21 anni ma non la patente] fatti trovare alla stazione della Città Senza Fiume alle 14.40. [cazzo non capisco come tu faccia a non avere la patente e contemporaneamente a fare il musicista], comunque non perdere il treno. [quando capirò sarà probabilmente troppo tardi o sarò avvocato], comunque c'è un treno che arriva alle 14.33 e uno alle 14.16, ci vediamo là così ti passo a prendere e andiamo in chiesa per le prove"
"ok."


ore 14.25

Io e #collegaV, che per l'occasione è venuto a cantare nei tenori anche in questo coro qua, aspettiamo docilmente nelle rispettive macchine nel parcheggio della stazione.

Nessuno all'orizzonte.

C'è bisogno che vi dica che alle 13.30 siamo schizzati fuori dalla biblioteca e ci siamo precipitati a mangiare di corsa per non arrivare in ritardo? C'è bisogno?


ore 14.32

Nessuno all'orizzonte.


ore 14.40

Nessuno all'orizzonte.


ore 14.47

Nessuno all'orizzonte.


ore 14.51

Nessuno all'orizzonte.

Dato che diversi di voi leggendo il post precedente avete pensato male, sappiate che se avessi veramente preso una cotta per #pianistaCalabro (cosa che comunque è del tutto fuori luogo, oltre che inconcepibile) non avrei mai avuto la folle tentazione di schiaffeggiarlo a quel modo col plutonio.


ore 14.53

sms da #pianistaCalabro >> Trantor
"ho perso il treno. Perdonami. Arrivo alle 15.25 nella Città Senza Fiume."

Mentre sto urlando c****! in quattro lingue nelle orecchie di #collegaV stritolandogli il collo Calabro ha un momento di decenza e mi richiama.

"pronto, Trantor?"
"[sottintesi insulti a caso]"
"lo so. Perdonami."
"[schiaffi con barre di torio]
"mi sono visto partire il treno davanti agli occhi"
"[secchiata di acido muriatico] dobbiamo essere alle 15.20 nel paesucolo sulle colline con il pianoforte elettronico montato dalla Città Senza Fiume al paesucolo c'è almeno un quarto d'ora di auto tu hai perso il treno e TU, TU cazzo TU non guidi!"
"io..."
"ok. Facciamo così. Tu adesso prendi quel [fottuto] [cazzo] di [plutonio] treno, per fortuna #collegaV ha la sua auto, [torio], è una [fottuta e assurda] panda gialla, lasciamo perdere, sì cazzo lo so che è assurdo avere una panda gialla, comunque tu adesso [raggi alfa] prendi quel [maledetto e ***] treno, ok?,  poi sali in auto con #collegaV mentre io intanto [flebo di acqua pesante] vado là e scarico DA SOLA il mio pesantissimo! pianoforte! elettronico! e inizio le prove col coro e voi venite in chiesa di corsa, ok?!"
"ok. Perdonami"
"no."


ore 15.07

Ho battuto il record personale Città Senza Fiume-Paesucolo e sto scaricando il pianoforte elettronico.
Alcuni coristi sono già lì.

"pronto, Trantor?"
"ciao Calabro dimmi"
"ehm, volevo dirti che non ho preso neanche questo treno."
"... ... ... scusa?"
"no no no no no stai tranquilla, è tutto a posto. Hanno soppresso il treno. [!]. Ma ho rimediato un passaggio da un amico che casualmente passava di qua. Già avvisato V. Spiegami la strada"

Mentre i coristi mi fanno gentilmente notare che la strada a questo punto se la potrebbe trovare anche da solo e io invece gli cito a memoria le uscite di più o meno 157 rotonde, traslo il pianoforte in chiesa e mi viene improvvisamente in mente che ho dimenticato la cassa con cui amplificare il microfono.


ore 15.25

Il giovane corista quindicenne che deve cantare tipo 85 gospel da solista non è mai arrivato, dato che invece delle pattuite 15.20 ha capito di venire in chiesa alle 16.20.

Gli telefono e lo sgrido platealmente sul sagrato, ma grazie al cielo #bassoFausto parte da casa più tardi e lo può passare a prendere.

(È superfluo farvi notare che tutti i modi con cui risolvo questi casini o sono opera mia, o sono opera del fato.)
(Di solito sono opera mia.)


ore 15.45

Arrivato quasi tutto il coro, arrivato Calabro con i suoi occhiali da blues brother e il sorriso sereno di chi non ha mai diretto un coro, arrivato #collegaV col suo accento mantovano e le parti arrotolate a cazzo, più o meno puntuali ci sistemiamo nell'abside, nascosti dietro l'altare.

Per fortuna, perché cantare lì dietro permette al coro di essere più libero, a me di trafiggerli con cerbottane quando sbagliano ritornello, girare le pagine al pianista e fare battute sottovoce per sdrammatizzare, se no è un casino.

L'unico lato negativo del non essere posti in vista in mezzo alla chiesa è che nugoli di coristi continuano a sgusciare fra gli stalli dei frati per commentare acidamente la pettinatura della sposa, un dettaglio di assoluta rilevanza formale, mentre altri trovano intollerabile tenere addosso le scarpe oppure non infilare continuamente le mani nella vaschetta dell'incenso grezzo urlando "ehi qui c'è dello zucchero di canna!".


ore 16.47, stiamo provando le ultime battute prima che inizi la cerimonia, mi sciolgo i capelli.

corista settantenne sig.ra Edda: "Trantor, tesoro! Sembri proprio Lady Godiva!"
"nel senso che sono nuda su un cavallo?"
"ma nooo, nel senso che hai i capelli molto lun..."

Troppo tardi, 13 coristi stanno già vomitando dalle risate, in 4 sono venuti lì a tirarmi i capelli saltellando e #pianistacalabro sta sputacchiando sul pianoforte dopo che gli è andata di traverso l'acqua.

"so che è un'immagine ç&$%#amente buffa, io nuda su un cavallo, o meglio io su un cavallo, ma adesso ricomponetevi, Dio santo. Ok? Ricomponetevi. Ricom... Ricomponetevi, &$£%/"
"aspetta. Na na na na naaa... Na na na naaa..."
"na na naaa... like lady Godiva..."
"na na na na na naaa! Accidenti, è..."
"Killer queen?"
"Bicycle race?" 
"no, è..."
"Don't stop me now!"
"yeaaah! Senti, 10 mila punti in più per teee!"
"yeaaah! Che miti, il mio gruppo preferitoooo"
"yeaaah, altri 10 mila punti per teeeee"
"yeaa... [ad libitum, gli occhi a forma di Q]"


ore 17.03

"Calabro"
"sì, Trantor?"
 "vedo che stai usando il mio raccoglitore con le mie partiture. Preferirei usarlo io, ho su tutti i miei segni. In questi giorni ti sei fotocopiato le parti come ti avevo chiesto, vero?"
"... no."
"..."


ore 17.53

Dopo che durante il rito degli anelli Calabro mi comunica ex abrupto la notizia della morte di Dio, e nessuno si offenda, è solo una traduzione più o meno letterale, mentre lui era veramente questo (e magari, come nel caso di Guccini, basta semplicemente arrivare alla fine della canzone per capire il tutto), e io mi sono tipo dovuta sedere, e dopo che #collegaV ha esaurito i soprani a cui chiedere il numero, ebbene dopo tutto questo i due tizi finalmente si sposano.

Applauso scrosciante, i coristi si assiepano come scolaretti (o se preferite come beagle davanti a un'enorme ciotola) per commentare le particelle subatomiche del vestito della sposa, mentre Calabro si mette in bocca una paglia senza accenderla e guarda la scena con il curioso e attento distacco di chi può vivere senza patente.

"bella cazzata"
"glielo spieghi tu che convivere è uguale e che la moglie è senz'altro una folle rompic&$£ç?"
"tu la prima parte, io la seconda"
"l'importante è che ci paghino"
"bel-la caz-za-ta, proprio"
"già. Che folle rompiç@%£*, lei."
"lui un'ameba smorta succube e con un vestito di ***"
"l'importante è che ci paghino"
"l'importante è che ci paghino."
"lo è sopra ogni cosa"
"sopra ogni cosa"
"sopra ogni cosa."
"mi perdoni?"
"no." 


ore 18.27

"Trantor"
"dimmi, Calabro"
"... perdonami."
"no."


ore 19.52

Siccome ha 21 anni fa il musicista ma non ha la patente e neanche una panda gialla, lo riaccompagno a casa a #suaCittà, che per fortuna mi è di strada.
Lo ammetto, ha guadagnato qualche punto aiutandomi a scaricare il pianoforte elettronico.

"senti, siamo quasi a casa tua. Prima che tu vada toglimi una curiosità."
"dimmi."
"la mail che ti ho inviato con i pezzi da suonare in allegato."
"m-mh."
"quella della settimana scorsa che non hai mai ricevuto."
"eh."
"non mi è tornata indietro. A chi l'ho spedita, scusa?"
"uhm. Misteriosa, 'sta cosa. Senti, l'hai spedita a pianista.calabro91@libero.gov, vero?"
"quello che mi hai dato tu. pianista.calabro@libero.gov."
"manca il 91."
"cazzo."
"allora l'hai spedita a mio cugino"
"tuo cugino è tuo omonimo? Ma che diav...?!"
"sì, omonimo. Ed entrambi abbiamo la mail con libero."
"immagino che per geni del male come quelli della tua famiglia rispondermi o inoltrare la mia mail a te fosse uno sforzo troppo grande"
"già."
"già."


ore 19.56

Lo lascio al suo destino nella giungla di rotonde e suv di #suaCittà, mentre con un ringo in bocca, una lucidità pari a quella della rete vodafone in Val Camonica e il tramonto negli occhi prendo l'autostrada alla volta di Milano.

Ma mentre apre la portiera, dopo i saluti, lui si volta.

"Trantor"
"dimmi"
"tu credi che..."
"sì. Allora, promesso?"
"promesso. Da lunedì prendo la patente."
"è il caso."
"è il caso."
"allora ciao"
"ciao"
"e salutami tuo cuggino."
"certo. Ah, mi..."
"no."

Non l'ho più chiamato a suonare.

lunedì 23 luglio 2012

Ah. (Ahltro fhottuto dhisordine)

L'altro giorno ho contattato #pianistaCalabro per accompagnare il mio adorabile coro di paese, già noto come L'Altro Coro, in una serie di gospel che avremmo dovuto cantare ad un matrimonio.

#pianistaPugliese, nostro abituale pianista e idolo dei commentatori, era via, per cui ho chiamato il Calabro, che fino ad allora non conoscevo.

Come mio solito alla prima telefonata di ingaggio in cui fissiamo la data della prova con il coro segue una mia mail con i pezzi da suonare e una serie insopportabile di dettagli logistici.

Lo so che quando faccio così straccio i maroni, ma se non facessi così non sarei il direttore.

Giorno della prova con il coro, ore 13.30

"Trantor? Sono #pianistaCalabro."
"ciao! Ti avevo scritto per mail e per sms, ma non hai mai risposto. Finalmente ci sentia..."
"ti chiamavo per la prova di domani sera"
"ah. Vuoi dire la prova di stasera."
"stasera?"
"stasera."
"ah."
"ci [cazzo] sei, vero?"
"sì sì, certo, ci sono, tranquilla. Solo che non ho ricevuto le parti"
"ah. Veramente te le ho spedite una settimana fa."
"ah. Non ho ricevuto niente."
"ah. La mail non mi è tornata indietro."
"ah. Da un po' ho il pc rotto, non scarico la posta da giorni e non posso farlo adesso"
"ah. E quindi?"
"boh. Le leggerò a prima vista. Senti, le parti sono scritte con gli accordi in sigla o in partitura?"
"partitura"
"ah. Cazzo."
"proprio quello te le ho... Vabbè. Scriveremo gli accordi 10 minuti prima della prova, ok?"
"ok. Comunque dove ci troviamo?"
"come avevamo deciso: nel mio paesucolo, sede delle prove, ore 21. A do..."
"senti, c'è un problema."
"ah. Dimmi."
"non ho la macchina."
"ah."
"..."
"..."
"..."
"ma nessun mio corista passa da #tuaCittà, distante meno di 50 ma più di 10 km da casa mia."
"ah. Perdonami. Ma non guido."
"hai 21 anni, fai il musicista e non hai la patente? È così? È questo che mi stai dicendo? È questo?!"
"già."
"ah, [parola con la c reiterata fino alla nausea]. Senti, facciamo così. Fra 4 ore finisco di lavorare e dato che incidentalmente passo da #tuaCittà ti passo a prendere in stazione, tipo alle 18.45, ti squillo quando sono a 10 minuti da lì, poi vieni a casa mia, mangiamo, scriviamo questi [fottuti] accordi sulla [fottuta] partitura dei [fottuti] pezzi e [fottutamente] andiamo alle [fottute] prove per questo [cazzo] di [fottutissimo] matrimonio, ok?"
"ok. Al ritorno posso prendere il tre..."
"non c'è alcun cazzo di treno, dopo le 23. Ti riporto io."
"ah. Beh, grazie, Trantor. Perdonami."
"ok."
"ok."

Tralascio il fatto che alle 18.35 tento di fargli il famoso squillo ma il suo cellulare è staccato richiamo staccato richiamo staccato mi richiama dopo un'era geologica mentre io riesco solo a imprecare c****! in zona rimozione davanti alla stazione di #suaCittà lui dice che è in ritardo mi dà il suo civico il navigatore non lo trova guido a caso lo richiamo staccato lo richiamo occupato lo richiamo mi faccio guidare a voce lo aspetto in mezzo a una rotonda lo vedo lo trovo puttana è un figo di 21 anni con gli occhiali scuri la camicia e la voce di Roger Taylor dopo I'm in love with my car.

Poi andiamo a casa mia, è simpatico, è gentile, gli dico fai come se fosse casa tua, lui esegue e allora mangiamo pan di stelle direttamente dal sacchetto come vecchi amici mentre come vecchi colleghi sistemiamo ridendo gli accordi sulle partiture, lui prova gli accompagnamenti al mio pianoforte, altro pan di stelle, io canto.

Poi andiamo alle prove del coro, lui prima mangia un hamburger gigante con patatine al bar a fianco della sala, poi conquista il coro con una serie di battute intelligenti (e qualcos'altro), ed è bravo.
(pensa se non era bravo.)

Poi vengono le 23.20, lascio andare stremati i coristi, io e Calabro proviamo da soli gli ultimi pezzi fino ad un orario al limite dell'universo, poi con gli occhi iniettati di sangue lo riporto a #suaCittà.

ore 00.26

"Trantor, vieni a bere qualcosa?"
"il corpo dice fottiti, la mente dice sì. Perdonami, ma sono le 00.26, domani lavoro, stanotte ho dormito 4 ore e sono veramente devasta..."
"Trantor, vieni a bere qualcosa?"
"ok."

Allora mi porta (sotto metafora) in un postaccio perso in mezzo a capannoni industriali stile periferia sporca di sporca Atene, l'unico posto in cui si può ancora fumare nel locale e in cui per terra c'è questo, lui si beve una birra e fuma almeno 6 paglie mentre io ho il trucco sciolto, lo stato psichico di un procariota ubriaco e un vestito maledettamente fuori luogo.

Lui, che ha 21 anni ma ne dimostra intellettualmente 35 (poi ho cambiato idea), io che ne ho 28 e come lui sono ansiosa ma terribilmente pigra, entrambi che da adolescenti eravamo al limite dell'asociale ma che ora amiamo le persone, ed altrettanto incautamente ci fidiamo di loro, entrambi troppo gentili, entrambi sgamati ma troppo ingenui, entrambi agnostici, entrambi che mangiamo carne cruda, entrambi nati in ottobre, mi piacerebbe dire entrambi con le occhiaie invece no.

"sai, io credo molto nell'energia che emana dalle persone"
"ah?"
"vedi, quando ci siamo sentiti al telefono, la prima volta, io sapevo già che ci saremmo intesi perfettamente, come vecchi amici, e che saremmo andati d'accordo"
"..."
"sapevo già che eri magra, che sei sempre stata più matura della tua età, che sei cresciuta stando con persone più grandi e che ami fare musica per il gusto di farla, come me"
"..."
"lo sapevo già, che saremmo andati d'accordo"
"ah. Io invece per un attimo ho pensato..."
"cosa"
"...niente."

Io non ho più mascara e sorrido moltissimo, lui insiste per sapere come me l'ero immaginato, ultima paglia e poi lo porto a casa.

È proprio tardi.

Poi arriva il giorno del matrimonio, ossia ieri.
La sequela interminabile di fottuti casini (la telefonata del Calabro in confronto è niente) è qui.

Anche lui adorabile, comunque.

venerdì 15 giugno 2012

Palline, cani, mia virtù, legno verde di Lecce

Cronistoria fedele di #concertoMaledettamenteComplicato con l'Altro Coro e #Pianista Pugliese

Come sapete oltre agli sparaventose dirigo anche L'Altro Coro, coro di paese, adorabili.

L'altro giorno avevamo in programma un concerto folle, composto da tre concertini itineranti in diverse location del centro storico senza fiume più concerto serale in teatro, organizzato da un coro con cui siamo amici e dal relativo direttore, il già noto #maestroBifono (quello dalla condotta morale <eufemismo>polifonica</eufemismo>).

Ad accompagnarci al pianoforte #pianistaPugliese, idolo dei commentatori (ma solo dopo #collegaV, ovviamente).


ore 14.30 

Io e #pianistaPugliese andiamo nella sede dell'Altro Coro per prendere l'occorrente.

Entrambi conosciamo quite bene la legge di Murphy, per cui decidiamo di prendere per sicurezza due copie di tutto.

2 leggii, 2 cavi jack-jack, 2 cavi jack-cannon, 2 microfoni, 2 triple, 2 Schuko, 2 prolunghe, 2  alimentatori, 1 ciabatta sola ma dibattiamo a lungo dell'opportunità di prender su 2 amplificatori mentre lui organizza al telefono una tournée in Puglia e io chatto su whatsapp con 4 coristi diversi contemporaneamente, e 1 pianoforte elettronico del peso di kg 17 arrotondati per difetto più custodia e treppiede e pedale e alimentatore.

Il primo che indovina la cosa fondamentale che ovviamente abbiamo dimenticato vince boh, il pizzino originale dell'utonto riciclone? Sì, ecco, quello.


ore 14.53

Guido io, quindi sono in riserva. Facciamo benzina al self service.

Siccome lui è un pianista serio dopo 1 minuto e 45 secondi è ancora lì che pintrulla delicatamente alla ricerca dei guanti per non sporcarsi di benzina; io invece non essendo una pianista seria taglio corto prendendo la pistola a mani nude con la stessa foga con cui lo farebbe Stallone.
(in questi casi di solito segue la locuzione "siamo in f*ttuto ritardo c*zzo".)

Grazie ad un'ulteriore saracca espressa in sua presenza scopro - dopo 10 anni di patente - come mai a volte la pistola eroga benzina a singhiozzo:

"non devi spingerlo fino in fondo, tiralo un po' fuori"
"non è nella mia natura"
"è indubbio che tu sia fatta per ricevere, noi per dare, ma adesso tiralo un po' fuori"
"funziona! Nessuno mi aveva mai detto che andava lasciato un po' fuori!"
"ma ora ci sono io"
"è che non mi veniva proprio spontaneo, sai?"
"immagino."
"no words to thank you"
"ok"
"ok"


ore 15.03

Io e #pianistaPugliese in auto parliamo di uomini, di donne, e delle due cose insieme.
Raro trovare una persona con cui ci si capisce così al volo, nonostante lui abbia 26 anni e abbia già vissuto da mezzo hippy, mentre io ne ho 28 e sono ancora quella che in pub ordina acqua minerale.

Ma le nostre idee su come debbano funzionare le relazioni sono le stesse, semplici, chiare, franche, maledettamente semplici.


ore 16.34

Stiamo facendo le prove nella prima location, strada del centro molto frequentata.

Mentre #pianistaPugliese suona una tizia vestita di verde lo riconosce e gli si appiccica sbavando e corredando il tutto con urletti da furetto in calore.

(E' superfluo dire che lui continua comunque a suonare con la testa girata di 180 gradi ridendo con la tipa senza sbagliare un attacco.)

A pezzo finito: "chi era la figa di legno verde?"
"proprio una figa di legno verde."
"sa proprio di figa di legno"
"ed è verde"


ore 16.47

Mentre stiamo cantando e suonando davanti ad una quarantina di persone il sostegno del pianoforte elettronico cede.
Il pianoforte elettronico rovina per terra.
Il pianoforte elettronico pesa 17,4 kg.
Io rimango con le mani a mezz'aria, il coro rimane a bocca aperta, il pubblico rimane ammutolito, #pianistaPugliese controlla di avere ancora i piedi, raccoglie il pianoforte elettronico, se lo sistema sulle ginocchia, occhiolino e riprende a suonare.
Finiamo il pezzo come se niente fosse, dopodiché ci accartocciamo dalle risate sull'asfalto.
Applausi.


ore 16.51

#maestroBifono cerca in ogni modo di barattare un suo ipotetico aiuto fra i tenori nel mio coro con qualcosa che potrebbe essere identificabile con la mia virtù, ma io no.


ore 16.58

#pianistaPugliese si accorge di aver dimenticato il vestito da concerto in auto.

Corriamo a prenderlo e lui si cambia lì, così, all'aperto, in circonvallazione, mentre io mi pettino negli specchietti, chatto su whatsapp con uno sparaventose e una signora della città-bene inorridisce.


ore 17

Dopo che hanno sbagliato il mio cognome sulla gigantesca locandina che da mesi tappezza la città iniziano i tre concertini sparsi nelle tre location del centro storico.

15 minuti di concertino, 20 minuti di spostamento cavi pianoforte borse leggii coristi fra una location e l'altra.

Se non trovo concerti maledettamente complicati non son contenta.


ore 18.31

Finiti i concertini itineranti e in attesa di quello serale in teatro andiamo a rilassarci nella sede del coro che insieme a #maestroBifono ha organizzato tutto.

Disgraziatamente la sede contiene questo.

#maestroBifono cerca in ogni modo di barattare la possibilità di buttarcisi con qualcosa che potrebbe essere identificabile con la mia virtù, ma io no.

Filmo #pianistaPugliese che ci si tuffa e urla "che figata", fotografo tutti i locali cani mascotte del coro ospite mentre #pianistaPugliese parla con loro in dialetto leccese, e con loro intendo i cani, #pianistaPugliese scova un pianoforte a coda e ci suona tutti i temi western di Morricone.

Le foto di me e #bassoFausto sommersi dalle palline che ridiamo ebeti col sottofondo di Per un pugno di dollari no che non ve le mostro.

E il video, il video del tuffo lo volete vedere?


ore 20.23

La mia ansia è incommensurabile. Siamo in teatro, proviamo l'acustica.

Nessuno aveva detto al fonico che avevamo un pianoforte elettronico, dei solisti e della necessità di amplificare l'uno e gli altri.
Mancano i cavi, mancano le prolunghe, in teatro non ci sono leggii.

Indovinate chi è l'idiota che aveva fatto presente a #maestroBifono di tutte queste necessità in dicembre.

Vabbè. Fortuna che io e #pianistaPugliese ormai siamo a cena da Murphy quasi ogni sera. 


ore 23.00

Concerto finito, tutto bene.
Guadagno economico pari a zero (anzi, ci ho perso di parcheggio), guadagno nominale pari a 1 (mazzo di gigli).

Mai visti coristi così stremati.
E soprattutto coristi che rinunciano al buffet.
Ma infatti questi non sono mica gli sparaventose, eh.


ore 23.46

#bassoFausto si scuote la camicia e ritrova una delle palline infilata nel bavero.


ore 00.12

Buffet.

#maestroBifono cerca in ogni modo di barattare una tartina alle olive con qualcosa che potrebbe essere identificabile con la mia virtù, ma io no.

Ebbri di patatine (io), ciliegie (io), cani (io), strudel (io), lambrusco (lui) andiamo a casa.

E per un po' concerti complicati basta.

domenica 15 aprile 2012

Disordine

Diario del direttore ansioso, data stellare 28 febbraio 2012
sms da Trantor >> #pianistaPugliese 

"confermo matrimonio col mio coro 21 aprile, ci accompagni all'organo? 100 euro, ti mando i pezzi per mail"
"ok"
 

Diario del direttore ansioso, data stellare 15 marzo 2012
sms da Trantor >> #pianistaPugliese 

"so che non ne hai bisogno, ma ti ho mandato lo stesso i pezzi per mail"
"ok"


Diario del direttore ansioso, data stellare 2 aprile 2012
sms da Trantor >> #pianistaPugliese 

"dimmi in che date ci sei che fisso le prove con il coro"
"ci sono il 12 e 16 aprile"
"e basta?"
"e basta"
"...ok. Tieniti libero, prove confermate il 12 alle 20.15"
"per favore, scrivimi il 12 stesso per ricordarmi di venire alla prova"
"allora mi metto un promemoria per ricordarmi di ricordarti di venire alla prova" 
"yeah"


Diario del direttore ansioso, data stellare 12 aprile 2012 ore 09.36
sms da Trantor >> #pianistaPugliese 

"ciao, ti ricordo la prova delle 20.15 di stasera, ci sei?"
Nessuna risposta


Diario del direttore ansioso, data stellare 12 aprile 2012 ore 14.24
messaggio facebook da Trantor >> #pianistaPugliese 

"ciao, ti ricordo la prova delle 20.15 di stasera, ci sei?"
Nessuna risposta


Diario del direttore ansioso, data stellare 12 aprile 2012 ore 19.35
sms da Trantor >> #pianistaPugliese

"ciao, ti ricordo la prova delle 20.15 di stasera, ci [fottutamente e fra 40 cazzo di minuti] sei, vero?!"
Nessuna risposta


Poi uno squillo, e la voce di godafone "il numero X vorrebbe addebitarle la telefona..."

Pur di non sentire la voce di godafone che mi dice cosa fare dei miei soldi butto giù e lo richiamo.

"ehi."
"ehi. Hai cercato di chiamarmi?"
"sì, finiti i soldi"
"ho visto. Stasera ci sei, vero, alle prove col mio coro, vero, per accompagnarci all'organo a quel matrimonio di cui ti ho scritto periodicamente per settimane, vero? Vero? Vero?!"
"il matri... Che giorno è"
"il 21"
"in che giorno siamo"
"il 12"
"che pezzi facciamo"
"te li ho mandati per mail il mese sco..."
"...okokok. Pezzi solistici?"
"due, te li ho manda..."
"okokok. Chi dirige"
"io"
"che ore sono"
"le 19.39, la prova è alle 20.15, siamo passati all'ora legale il trota si è dimesso e Monti è ancora presidente del consiglio"
"...ok. Allora a dopo."
"...ssì."
"yawn."

E poi viene, si siede al pianoforte, gli passo uno spartito che non ha mai visto in vita sua e lo suona all'impronta senza nemmeno guardarsi le mani, improvvisa, svisa, non avvisa, mi fa l'occhiolino da sotto la cascata di ricci pugliesi quando sbaglio ritornello, cita Bergson, occhiolino, baci e poi corre via, a casa, a montare video fino alle 3 di notte.

Adorabile, in qualche modo.

venerdì 16 marzo 2012

Cane docile, molto affettuoso, è impegnativo addestrarlo in quanto (essendo un segugio) non è stato selezionato per obbedire ma per scovare le tracce olfattive e seguirle

Sapete già che è impossibile tenere uniti i coristi tra la prova di assestamento pre-concerto e il concerto stesso.

Ma ancora più assurdo è assistere alla misteriosa trasformazione che colpisce dirigenti d'azienda, avvocati, chirurghi, area manager, CEO e piccoli-medi imprenditori facenti parte del vostro coro nei 15 minuti che precedono l'inizio del concerto.

In sostanza, l'80% di loro regredisce allo stato di scolaretto.

Scolaretto insicuro e agitato.
Scolaretto con occhi da brachetto.
Occhi di brachetto insicuri e agitati.
In breve, beagle.

(Dico beagle perché di solito sono rumorosi.)
 
Assisterete inevitabilmente a scene tipo "maestraaaa, quella signora in prima fila in piedi con quel neonato ci intralcia il passaggio, falla andar viaaaa!" [giuro]
"#corista nellavitapiccoloemedioimprenditore, tesoro. Mancano 45 minuti. La signora sta solo chiacchierando, è ovvio che dopo andrà a sedersi altrove. Non sarà lì fra 45 minuti, non vi intralcerà il passaggio. La mia è una promessa. Va tutto bene, ok?"
"ma il passa..."
"basta."
"ok."
"ok"

O tipo "maestra, la cartellina da che parte la teniamo, quando entriamo?"
"come sempre, dalla parte del pubblico"
"quindi a destra!"
"#corista nellavitaaffermatochirurgo, tesoro, no. E' evidente che se entriamo da qui la cartellina vi si ritrova di qua a sinistra, come il pubblico. Ok, darling?"
"...sì. E' che io però stavo pensando a questa cosa"
"dimmi."
"no, cioè, se noi entriamo di là e passiamo di lì e poi bla e bla e quindi pensavo che si potesse operare una simpatica varia..."
"no."
"ok."
"ok."

O tipo "ok ragazzi, proviamo la disposizione del coro. Soprani contralti tenori bassi, dai. Tu Balzelli mettiti qui. Tu Grimaldi qua. Voi, tu e tu, basta. Vi divido. Tu, più avanti, sì, un po' più a destra, così, un filo a sinistra, ma no, non lì! Tu Chiari vai vicino a Guasti. Se durante il concerto chiacchierate vi sparo addosso con una cerbottana. Fini, santo cielo, metti giù quel turibolo. No non puoi portarlo a casa, va bene? Uff. Grandi, dov'è Grandi? Eh? Al bar, ma wtf...!? Bertoletti, avevo detto nero lungo. Sì, lungo. E nero. Lungo e nero. No cazzo, questo non è diversamente nero, si chiama blu, ok? Vabbè. Dorelli, ce la fai a non fare battute idiote su di me con #coristaMax per 5 minuti? Grazie. Gardini, il ritrovo era alle 19 ora di Roma, non le 19 ora di Londra. Ok. E adesso piantatela di ridere come beagle ubriachi e proviamo."

E poi viene il momento del concerto, e quindi di entrare tutti in fila indiana per andarsi a posizionare davanti all'altare, o sul palco.

Ed è qui che si rasenta il genio.

A cosa sia servito provare ingresso e uscita per 3 volte durante le prove non è chiaro, non è chiaro affatto.

Il primo dei bassi che deve entrare come capo fila prima si guarda intorno spaesato come se si fosse improvvisamente risvegliato in un'altra epoca in un'altra galassia, poi viene buttato sul presbiterio e obbligato dal secondo basso a dirigersi verso la posizione concordata, di norma tracciando UN PERCORSO COMPLETAMENTE DIVERSO.

Poi entrano gli altri, i quali ovviamente non sfilano a intervalli regolari; essi prediligono lasciare buchi di 5 metri fra alcuni coristi e altri, dando sempre l'impressione che il coro sia finito lì quando invece ce ne sono altri 13 imbottigliati dietro qualcun altro che si è attardato a fare urgentissimi e vitali commenti su qualcosa di completamente trascurabile.

Si continua con altre drammatiche incapacità di disegnare linee rette nello spazio, con qualcuno che ha l'idea geniale di fare tutto il concerto tenendo la borsetta sotto il braccio, o con gente che se si entra in processione col lumino da cimitero per far scena ci starnutisce sopra e lo spegne.

E poi, una volta sistemati - ahahahahaha. Poi, una volta sistemati - ahahahahaha. Poi, ricomponiamoci, una volta sistemati in una specie di paraboloide non euclideo entro io, e mi tocca riaggiustare la disposizione davanti al pubblico tipo fotografo davanti ai 100 invitati di un matrimonio, con loro che scalpicciano spostandosi di 4 millimetri ogni volta sgomitando come pazzi.

E quindi il risultato di solito è proprio come dice Mamika, un "emiciclo sghembo con un grosso buco in mezzo seminascosto da un po' di soprani che cmq si schiaffano in prima fila e due o tre bassi alti un metro e cinque che si ritrovano davanti otto contralti alti due metri gente che non riesce ad aprire le parti e nessuno vede il maestro".

Ecco. 

E pensate che il concerto deve ancora iniziare.

sabato 3 marzo 2012

Mio! Mio! Mio! Mio! Mio!

I due cori che dirigo sono profondamente diversi.

Da un lato ci sono gli sparaventose, coro di città, un misto di gente originale tutta giovane che si divide fra altri 2, 3, 4, 5 cori, bluesmen, musicisti, musicologi, maniaci sessuali (waaait, in senso buono), avvocati, medici, appassionati d'arte che trafugano arredi liturgici e ingordi maniaci dei rinfreschi (seriamente, cliccate sul link se volete vederli dal vivo), gaudenti, sgamati, autoironici, taglienti, incostanti, adorabili.

L'altro coro, di cui non avevo mai scritto prima d'ora, coro di paese, è composto da coristi più su d'età, pensionati e qualche bambino, gentili, volenterosi, sugoso accento della provincia, gaudenti, protettivi, costanti, genuini, adorabili.

L'altra sera stavo insegnando all'altro coro un nuovo pezzo sacro, che io stessa non conoscevo prima di sceglierlo.

#CoristaSapientino, un caro signore che all'inizio faceva decisamente il sapientino anche se non conosceva la musica ma che poi si è di molto ridimensionato anche se fondamentalmente lui è sempre lui, interviene:

[basito] "maestra, ci sta dicendo che non aveva mai sentito questo pezzo?"
"esatto, non lo conoscevo, l'ho scoperto l'altro giorno e poi ho pensato di studiarlo con voi"
"io lo conoscevo già, invece"
"mi fa piacere!"
"ma lo cantano sempre, in chiesa!"
"immagi..."
"tutte le domeniche"
"eh. Già."
[con disappunto misto a bonaria ramanzina] "eh si vede che lei non va molto in chiesa, maestra!"


A quel punto, risate.
Alcuni rotolano dalle sedie, altri inizio a temere che si stiano perforando la laringe, mentre li guardo sorniona e sorridendo li adoro.

Dovete infatti sapere che in un coro di paese emiliano (leggi rosso) tutti vanno più o meno in chiesa anche se hanno comunque un pesante retaggio emiliano (leggi rosso) che sulla religione li rende sgamati e autoironici; per cui una battuta come quella di #CoristaSapientino genera sempre un'irrefrenabile e liberatoria ilarità.

"si vede che ci va solo quando c'è bisogno!" dice #coristaSignoraDeliziosaIngenua&Generosa.

"si vede che ci va solo quando deve dirigere noi!" dice #coristaPureDeliziosa-MaGiàPiùSgamata.

"si vede che ci vado solo quando mi pagano", dico io.

Da capo, loro si strozzano dalle risate.
Li adoro.

venerdì 17 febbraio 2012

Manuale di zoologia fantastica #2. Il corista...

...che deve dare forfait #2 (continua).

Come avrete intuito la casistica del corista che deve darmi forfait prima delle prove è più ricca di una coltura in vetrino.

Mi vedo quindi costretta a proseguire il post precedente - anche e soprattutto PERCHE' QUALCUNO SI E' LAMENTATO della recente piega che pare abbia preso questo blog negli ultimi tempi due giorni (da raffinato documentario di quark con squisiti doppi sensi non rivelati a sboccato servizio di studio aperto con nani da giardino travestiti da giornalisti, e come potremmo noi mai dar torto a un dittatore, eh).

Il corrotto

"senti Trantor, martedì prossimo non posso venire alle prove"
"ah. Beh, ti perderai gli intrigoni di mia madre"
"... ah. uhm. ... ah. Ma..."
"pazienza, faremo senza di te. A pre..."
"un attimo un attimo un attimo, mi stai dicendo che è già martedì grasso?"
"ti sto dicendo che se non vieni perdi gli intrigoni di mia madre. Vabbè, ce ne sarà di più per no..."
"no è che sai alla fine tutto è relativo e non ricordavo fosse proprio martedì grasso ma anzi perché non l'hai detto subito!, e comunque quindi qualunquemente in fondo può anche essere che last minute mi liberi e..."
"..."
"ok vengo."
"mi pareva."


Il prolisso

[invio una mail con la data della prossima prova, giovedì. Dopo 4 minuti e 35 secondi squilla il telefono:]

"Trantor ciaoooo scusa se ti disturbo ma bblablablabla neve ghiaccio e blizzard e blablablabla preferivo chiamarti per dirti a voce questa cosa importantisssima e bl"
"sì, ok, ciao, cosa c'è? Sono al lavoro"
"no senti ti ricordi che ti avevo parlato di quel calzino bucato del corredo di mia nonna Adalgisa e..."
"dimmi velocemente!"
"certo scusa scusa scusa faccio prestissimo ma blablablabla e poi nel '25 quando mio zio emigrò in Arkansas io blablabla e poi ti avevo già raccontato di..."
"SENTI, sono. al. lavoro. Scrivimi un sms o per mail o su facebook o su skype o su viber ma c**** dimmi immediatamente cosa c..."
"ah. eh. no, è solo che..."
"DIMMI!"
"giovedì non ci sono."
"...ok!"
"o..."
Clic.


I geografi

"ok ragazzi, prossima prova mercoledì ore 21, chiesa di Little John - e non, sottolineo non, S. Ferdinando, ok?"
"ok"
"ok!"
"ok, certo"
"ma non c'è neanche bisogno di dirlo, Trantor"
"ok, ma è ovvio, no?"
"yeah, tutti in S. Little John!"
"Little John tutta la vita!"
"ok, segnato."

[Due settimane dopo un piccolo capannello di coristi morti viene rinvenuto davanti al portone rinascimentale di S. Ferdinando]


Il timido [via sms]

"ciao #corista, stasera c'è la cena del coro! Spero davvero che tu ci sia :-)"
"non credo. Non sto bene. Non sono in forma."
"mi spiace... Davvero non te la senti? Starai meglio, in compagnia"
"non credo. C'è freddo, fuori"
"il ristorante è vicino"
"sì ma c'è neve"
"ti passo a prendere io"
"no, starò da solo"
"mi spiace molto"
"non me la sento"
"ok, allora ci vediamo martedì alle pro..."
"OK STASERA VENGO"


L'assuefatto (tanto smetto quando voglio)

"Trantor. Ascolta. Ti devo dire una cosa."
"dimmi"
"stavo rivalutando la mia presenza nel coro"
"mm"
"ho paura di non riuscire più a continuare come prima"
"mm."
"sai, quest'estate dovrò andare in Sardegna a vendere un cabinato a vela"
"...?"
"vabbè, lascia perdere il cabinato a vela, comunque il punto è che starò là due mesi e poi ora che sono in pensione ho un sacco sacco sacco di cose da fare, seguire qui, andare là, brigare lì, pintrullare qua e blablablabla e poi vorrei tanto imparare a suonare il violino!, e quindi già da mercoledì prossimo ho paura che dovrò abbandonare e blablabla"
"m-mh"
"...blablablabla, e quindi capiscimi, non posso continuare a prendere in giro te e gli altri!, e blablabl..."
"...capisco. A mercoledì prossimo?"
"certo, a mercoledì."
"ok"
"ok."


Il pazzo

"ciao Trantor"
"ciao! Dimmi!
"stasera non vengo alle prove: c'è sanremo!"
"ahahahahah!" [pacca sulla spalla]
"ahahahahah!"
"ahaha. Dai, allora ci vediamo stase..."
"ahaha. No, seriamente. Stasera non vengo."
"mi spiace. Non stai bene? Macchina rotta? Domani consegni la tesi? E' il tuo compleanno? Tuo marito è gelo..."
"no, te l'ho detto; c'è sanremo."
"tu scherzi."
"no."


Il corista perfetto (#variante C) [via sms]

"prova annullata, troppa neve. Alla settimana prossima. Ciao, Trantor"
"...nnnnnoooooooooo!!!!"
"eh spiace anche a me. Buona serata!"
"...nnnnnoooooooooo!!!!"
"I miss u too, lo sai benissimo. Soprattutto quando sarai in quella cazzo di Australia"
"... eh eh."

sabato 7 gennaio 2012

Manuale di zoologia fantastica. Il corista...

...che deve dare forfait

Legenda: quei 4 coristi che mi leggono sappiano, prima di cercare spasmodicamente di capire chi è chi, che ho attinto anche da cori passati.
Se vi siete riconosciuti in una o più categorie sappiate che vi ho perdonato (momentaneamente).
Ad eccezione della commercialista.


L'impegnato

"ragazzi, prossima prova mercoledì"
"io non ci sarò"
"mi spiace. Sarebbe meglio che ci fo..."
"devo dare da mangiare al cane lavare la macchina portare mio figlio al tiro al piattello fare un salto nell'altro coro rinnovare la patente scrivere 23 biglietti di auguri e ti preeeego, la mia passiflora sta morendo!"
"fa' quello che ritieni giusto"
"ok ottimo grazie ciao!"


Lo scambista

"ragazzi, prossime prove martedì e giovedì"
"ehm. coff coff. Io martedì non ci sono, giovedì forse pure."
"al concerto del 3 aprile però ci sei?"
"ehm."
"e a quello del 7?"
"sarei da mia madre"
"e il 15 maggio?"
"coff. Ma ci sarei il 23 dicembre"
"il 23 non ho bisogno. Facciamo che vieni martedì, fai uno sforzo il 3 aprile che non ho contralti, per il 7 chiamo io tua madre ma ti lascio a casa il 15"
"cosa mi dai se vengo giovedì, il 3 aprile, forse il 7, non il 15, sì martedì tra due settimane e per il 23 chiedo a mio marito?"
"cioccolatino?"
"torta"
"ok."
"ok."


L'indeciso

"ragazzi, prossima prova lunedì, importantissima"
"ehm. io nncsn."
"eh?"
"nncsn. coff."
"..."
"..."
"sicuro?"
"no."
"ah, ecco."


Il sapientino

"ragazzi, prossima prova martedì"
"maestro, scusi, solo martedì non è un po' poco?"
"...?"
"trovo che solo martedì sia poco, eh"
"..."
"sarebbe auspicabile una doppia prova questa settimana e un'altra prima del concerto, a ridosso, e poi magari un'altra lunedì a sezioni separa..."
"il maestro sono io e metto le prove quando c**** mi pare"
"ok"
"ok"


La promessa

"ciao, lunedì proviamo. Se vuoi tornare a cantare con noi, ora che sei nuovamente in Italia e come da tua richiesta, noi ti aspettiamo"
"ma certo, lunedì vengo senz'altro!"
"ottimo!"
"ottimo!"

[va avanti così dal 2006]


La commercialista

"ragazzi, ci vediamo al concerto domenica pomeriggio ore 17"
"io non vengo."
"scusa?"
"ho un cda." [= non condivido le tue scelte agogiche, dinamiche, musicali, programmatiche, contrappuntistiche, musicologiche, gestionali, economiche, le battute in cui hai messo le corone e quelle in cui hai cambiato le alterazioni nonostante io riesca a malapena a distinguere una chiave di basso da un chiusino del cukigelo, non capisco il tuo gesto, il tuo modo di condurre la prova e soprattutto quel maledetto vestito verde. Ma mi ucciderei piuttosto di parlare chiaro, anche se ho 40 anni un marito 3 figli e due società]
"di domenica?" [= tu pensi di essere veramente furba, isn't it?]
"sgrfnfsì."
"ma dai. Pensavo fosse perchè non condividi le mie scelte agogiche, dinamiche, musicali, programmatiche, contrappuntistiche, musicologiche, gestionali, economiche, le battute in cui ho messo le corone e quelle in cui ho cambiato le alterazioni perchè io mi ci sono laureata cazzo sulle cadenze frigie, o magari perchè non capisci il mio gesto e il mio modo di condurre la prova. Ma mai avrei detto che fosse per il mio vestito verde. Di domenica."
"umpf."
"umpf."


Il redento

"ragazzi, concerto sabato prossimo, ritrovo in chiesa ore 20"
"io non ci sarò"
"c****!"
"lo so. Scusa. Mi cospargo il capo di cenere."
"ok, non preoccuparti. Allora a mercoledì prossimo."
"ok. Scusami."
"ok."
"scusami."

[al concerto]:
"ma che fai qua? Mi avevi detto che non saresti venuto!"
"ho fatto uno sforzo. :)"
"non so come ringrazia..."
"eh manoncisaròmercoledì, coff coff."
"...ma io ti perdono."
"ok!"
"ok."


Il burlone

"allora ragazzi, mi raccomando il concerto di venerdì, importantissimo, saremo in pochissimi quindi guai a voi se vi fate male o vi si ferma la macchina o..."
"eh?! Che concerto?"
"[infarto]"
"scherzavo, ahahahahah, era solo per vedere la tua faccia, ahahahahah"


Il marito metaforico

"allora ragazzi, prossima prova mercoledì e..."
"Trantor, c'è un problema. Scusami."
"non puoi venire?"
"no no, mercoledì ci sono; è fra 3 mesi, non potrò esserci il 30 giugno. Ho impegno con l'altro coro. Scusami."
"non preoccuparti. Non sono gelosa; puoi tradirmi, saltuariamente. Basta che io rimanga quella più importante, per te."
"ok. Ma certo. Ora che ci penso anche fra 2 settimane potrei..."
"o forse no"
"in effetti no."
"ok."
"ok."


Il corista perfetto

"ragazzi, prove separati lunedì, tutti insieme mercoledì e prova generale venerdì, concerti sabato e domenica sera, messa domenica mattina. Abito nero e vi scongiuro, puntuali."
"ok."
"ti amo."


Il corista perfetto variante B

"ragazzi, prove separati lunedì, tutti insieme mercoledì e prova generale venerdì, concerti sabato e domenica sera, messa domenica mattina. Abito nero e vi scongiuro, puntuali."
"ok."
"ti a..."
"beviamo qualcosa?"
"sì."
"offro io."
"ti a..."
"dammi il leggio, che pesa."
"ti a..."
"sì, lo so."

[di solito questi qui prima o poi partono.]