Visualizzazione post con etichetta tesi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tesi. Mostra tutti i post

mercoledì 22 aprile 2009

Tomorrow

Domani alle ore 16 Trantor si laurea.
O almeno ci prova.
Le uniche certezze sono l'ansia galattica che la attanaglierà, e il fatto che non saprà rispondere alle domande del correlatore.

Pensatemi.

baci ansiogeni

venerdì 10 aprile 2009

trenitalia non è fatta per gli insofferenti

10 giorni fa sono dovuta andare a Monaco per la tesi.
Partendo da Reggio Emilia, dopo che sei arrivato a Bologna ti aspettano come minimo 7 ore di treno.
Se sei su di un eurostar, hai con te il portatile e devi lavorare per la tesi, non hai problemi.
Se sei stata ingenua e ti aspetti un treno post 1990 e invece ti ritrovi una ciofeca di amianto del 1975 senza prese per l'elettricità, è decisamente un casino.

ore 11.00
Parto da Bologna. A parte il fatto che sono arrivata in stazione da Reggio diverse ore prima a causa dello sciopero dei treni regionali, che sarebbe inziato alle 9, e quindi mi sono già sciroppata 3 ore in sala d'attesa, salgo sul treno.

Orrore e raccapriccio nell'appurare che non ci sono le prese elettriche.

Un tizio sciccosissimo vestito da donna con la bocca uguale a valeria marini puzza tantissimo, e si è seduto al mio posto. Dato che non mi dà fastidio la marcia al contrario del treno lascio perdere, ma faccio comunque notare la cosa, dato che mi ha fregato il posto vicino al finestrino.
Ovviamente lui/lei non si alza, a me non interessa, e lui/lei si mette a leggere novella 3000.

ore 12.00
Ho "letto" tutto glamour, comprese le didascalie idiote alle foto idiote di abiti in cui in realtà non si vede un c**** del vestito.

ore 13.30
Ho consumato tutta la batteria del computer.

ore 14.00

Mangio un panino di gomma e ho già visto tutto quello che c'era da vedere sul treno, compresi una cosa che si ostinano a chiamare "bagni" e la prima classe, la cui unica differenza dalla seconda consiste nel diverso colore dei sedili.

ore 14.30
"che schifo di treno"
"eh già, dev'essere dei tardi anni '70"
"secondo lei è ancora uno di quelli fatti d'amianto?"
"...forse sarebbe meglio non farsi certe domande"

ore 15.00
Salgono sul treno 4 tizie americane sovrappeso, nella loro idea sono fighe ma sono solo sovrappeso.
Però mi aiutano con la valigia, quindi onore e gloria.

ore 15.04
Le tizie americane si tolgono tutte le scarpe e si addormentano, andando a costituire un groviglio di ciccia  che blocca ogni possibile uscita dallo scompartimento sia a me che alla signora dell'amianto.

ore 17.00

Io e la signora dell'amianto dopo due ore di buona coscienza ce ne freghiamo e svegliamo le americane per andare in bagno.
Quando torniamo, si sono riaddormentate di nuovo, da capo con la storia della sveglia e degli inciampi vari nella ciccia eccetera.

ore 18.00
Arrivo. C**** che freddo.


RITORNO

ore 9.00
Parto.
Con mia somma gioia, il treno è lo stesso dell'andata.
Comunque ho comprato 2 settimane enigmistiche e, nel dubbio, prendo seriamente in considerazione l'idea di iniziare un romanzo.

ore 11.56
Se quel maledetto tizio austriaco non la pianta di biascicare con la saliva giuro che lo butto fuori al Brennero.

ore 13.00
Panino di gomma.

ore 14.07
Sale una signora grassa romana, ossessionata dal dover prendere la coincidenza per l'eurostar che va a Roma.

ore 14.08
"senta, secondo lei checce la faccio a prendere 'a coincidenza perroma?"
"purtroppo non lo so signora.. Non saprei dirle se siamo in ritardo o meno"
"ellimortacci, io c'ho l'eurostarre da prendere, mica posso rimanere a Bologna stanotte! Maddove siamo?!"
"non lo so signora.. Provi a chiedere al controllore"
"ah"

ore 14.32
"senta, secondo lei dove siamo? Io devo andare arroma!"
"non lo so signora.. Non saprei, non conosco la linea"
"limortacci, io c'ho l'eurostarre da prendere!!"

ore 15.00
"ma dove siamo? Siamo in ritardo!?"
"..."
"signorina scusi, che lo sa dove siamo?!"
"[tolgo le cuffie dell'ipod] no signora, non lo so!"
"io c'ho l'eurostarre però!!"
"lo so, chieda al controllore, io purtroppo non so aiutarla!"
"ah"

ore 15.26
"Limortacci, io devo andare arroma, speriamo di farcela"
"[apro gli occhi, nella mia idea stavo riposando, nella sua deduco di no] ... eh sì"
"siamo in ritardo? Che ore sono? Io devo andare arroma! Su che binario è il treno a Bologna? e..."
"SIGNORA NON LO SO"
"ah"

ore 16.08
Arrivo.
La signora grassa ha ucciso il controllore con valanghe di ansia e domande e resoconti sulle importantissime cose che l'attendono a Roma.
Lei prende la coincidenza, io perdo la mia.
Simpatia.
Sul treno dopo, almeno incontro Frau D. e posso avere una conversazione normale.

giovedì 9 aprile 2009

Mi raccomando

"buongiorno"
"buongiorno! vedo che ha portato il malloppo!"
"eccolo!"
"...l'ha fatto?"
"temo di sì"
"grande errore, non lo faccia più! ...e ha trovato subito un errore, immagino"
"esattamente"
"non lo rifaccia. Lei non la deve più aprire da qui al 23, ha capito?"
"sì sì"
"dorma, vada a spasso, esca"
"sì, ha ragione"
"a Pasqua danno brutto tempo, ma lei esca, esca comunque, ha capito?"
"senz'altro, professore"
"...mi raccomando"
" "


Ho consegnato la tesi ieri.
Il relatore dagli occhi color sabbia e la correttezza di un uomo d'altri tempi ha capito subito, dalla mia faccia e sospetto dalle mie occhiaie, cos'è che devo fare io, in queste due settimane che mi separano dalla discussione del 23 aprile.

Dormire.

E soprattutto, piantarla di aprire a caso la tesi e trovare errori ovunque.

martedì 7 aprile 2009

Organizzazione

"Buongiorno, curia di P., centralino, mi dica"
"Buongiorno, telefono perchè dovrei consultare una stampa musicale antica conservata presso l'archivio capitolare. Il numero segnalato era quello della curia, a chi mi posso rivolgere?"
"... mah, boh signorina, a dire il vero non ne ho la più pallida idea.. Boh, proviamo con questo numero. Stia in linea!"
"Ok grazie"
MUSICHETTA IDIOTA
"Buongiorno, curia di P., sono il dott. X. Mi dica"
"Buongiorno, telefono perchè dovrei consultare una stampa musicale antica conservata presso l'archivio capitolare. Il centralino mi ha passato quest..."
"No no no no signorina, non sono io che mi occupo di questo. Non saprei, riprovi a chiedere al centralino"
MUSICHETTA IDIOTA
"Buongiorno, curia di P., centralino, mi dica"
"Buongiorno, ho appena parlato con lei per quella stampa nell'archivio capitolare, il dott. X. dice che non se ne occupa lui.. Può suggerirmi un altro numero?"
"boh... proviamo qui"
MUSICHETTA IDIOTA
"Buongiorno, curia di P., sono il dott. Y. Mi dica"
"Buongiorno, telefono perchè dovrei consultare una stampa musicale antica conservata presso l'archivio capitolare. Il centralino mi ha passato quest..."
"Uhm, mi spiace ma non me ne occupo io.. Non saprei proprio che numero darle.. Magari però può provare con l'organista del duomo"

Chiamo maestro W., l'organista del duomo.

"Buongiorno maestro, telefono perchè dovrei consultare una stampa musicale antica conservata presso l'archivio capitolare. In curia ho avuto questo numero..."
"Sì, però non ho io le chiavi dell'archivio..
"Ah. A chi mi posso rivolgere?"
"Provi con il parroco, monsignor G."
"La ringrazio moltissimo!"
"Sì però aspetti, il parroco si è appena rotto una gamba e deve essere operato. Deve chiamare tra un mese, non prima"

Un mese dopo.

"Buongiorno, parlo con monsignor G.? Telefono perchè dovrei consultare una stampa musicale antica conservata presso l'archivio capitolare. Il maestro W. mi ha dato il suo num..."
"Eh?! Ma veramente, cara la mia signorina, io ho già il mio bel daffare qui, se mi mettessi anche a tenere l'archivio sarebbe finita, non doveva mica chiamare me!"
"Mi scusi, è che l'organista mi ha dato il suo numero...!"
"Beh, comunque non lo faccio io, faccio già troppe cose, io"
"Sì ok, ma a chi mi posso rivolgere?"
"Direi l'archivista... il dott. H."
"Bene grazie mille.. Ha il numero, per caso?"
"No."
"..."
"Boh, in curia l'hanno senz'altro"
"Grazie... infinite" [MA VAI A FARE LA PREDICA CHE E' MEGLIO]

"Buongiorno, curia di P., centralino, mi dica"
"Buongiorno, telefono perchè dovrei consultare una stampa musicale antica conservata presso l'archivio capitolare, monsignor G. mi ha detto di chiedere a voi il numero del dott. H."
"Il dottor H.? Io non l'ho mai sentito nominare!"
"...Non può guardare sulla rubrica, per favore?"
"Sì un attimo... Ma qui non c'è nessun dott. H."
"Ah. E quindi come faccio?"
"Le passo il dott. K., chieda a lui, resti in linea"
MUSICHETTA IDIOTA
"Buongiorno, curia di P., sono il dott. K. Mi dica"
"Buongiorno, telefono perchè dovrei consultare una stampa musicale antica conservata presso l'archivio capitolare. Il centralino mi ha detto di chiamare lei per avere il numero del dott. H, l'archivista"
"Sì sì, per io non l'ho, deve chiedere qui, stia in linea"
MUSICHETTA IDIOTA
"Buongiorno, curia di P., sono il dott. J. Mi dica"
"Buongiorno, telefono perchè dovrei consultare una stampa musicale antica conservata presso l'archivio capitolare. Il dott. K. mi ha detto di chiamare lei per avere il numero del dott. H, l'archivista"
"Sì, ecco il numero del dott. H."
"NON SO COME RINGRAZIARLA"

Dopo un mese e mezzo ed un finanziamento alla telecom ho trovato l'archivista H., gentilissimo, e nel giro di 3 giorni ho visionato la stampa, senza problemi.

Rimane il mistero del perchè nessuno in curia abbia mai sentito nominare l'archivista del duomo, il quale non solo ha le chiavi della cattedrale, ma custodisce corali liturgici e stampe musicali dal valore assicurativo elevatissimo.


Non me n'ero accorta

E' venerdì 3, alle 00.47.
Sto lavorando freneticamente alla tesi specialistica, la quale simpaticamente sembra non finire mai e a cui lavoro da 2 anni circa.
Ho gli occhi a forma di schermo di notebook e le occhiaie a forma di papaya.
Devo consegnare la tesi mercoledì.

Quindi, ammesso di avere a disposizione una legatoria che è disposta a rilegare 2 volumi di pagine 200 e 400 ciascuno x minimo 5 copie, devo portare la tesi in legatoria martedì mattina, e per quell'ora la devo anche già aver fotocopiata.

Quindi deve essere finita lunedì.

Sono tutte cose che so perfettamente, e che assillano ogni minuto della mia vita da circa 4 mesi a questa parte.
Di notte sogno l'apparato critico ed i saggi di Robert Kendrick.

Dunque, dicevo, sono le 00.47 di venerdì notte, il 3 aprile.

"Trantor, tutto ok?"
"sì sì, sto finendo, sono le ultime correzioni. Notte pap..."
"ok.. ma tutto bene comunque, no?
"sì papà... scusa, sto finendo una cosa"
"ma, oggi è venerdì"
"... eh? ah sì"
"ma... ce la fai?"
"papà, sì, ce la faccio, sto finendo di correggere"
"no, perchè oggi è venerdì.. Se la discussione è il 23... dunque, vediamo, forse la devi consegnare l'8"
"..."
"lo sai, no, che la devi consegnare l'8? E se la devi consegnare l'8, allora il 7 va portata in legatoria e il 6 va fotocopiata e il 5 devi rileggerla tutta e..."
"SI' PAPA' lo so, lo so, lo so, lo so!!"
"ok.. ti lascio lavorare.."
"ok grazie..."

[4 gigabyte di ansia in più pur avendo già toccato ampiamente il limite]

venerdì 20 marzo 2009

Il mio relatore

Eh, è una brutta cosa avere una sterminata ammirazione accademica per il vostro relatore.

E' che quando lo ascolto lo guardo nei suoi occhi color sabbia, e la sintassi impallidisce.

Come se di colpo avessi catrame al posto della saliva e la competenza linguistica di borghezio.

lunedì 2 febbraio 2009

Basta poco per sorridere, per fortuna

E' bello quando il vostro contro-relatore, un genio del contrappunto simile a bud spencer ma savonese, copia dei file dalla vostra penna USB e ride come un matto nel vedere come avete personalizzato le cartelle.

Cartelle blog

mercoledì 7 gennaio 2009

Sono secoli

...che non aggiorno, scusate!
I miei coristi aspettano il resoconto demenziale dei concerti natalizi, per cui spero di tornare presto; il vortice della tesi mi sta prendendo un po' tutto il tempo disponibile.

Sorry!

domenica 7 settembre 2008

Fortuna che è musicista

















































































































































/* Style Definitions */
table.MsoNormalTable
{mso-style-name:"Tabella normale";
mso-tstyle-rowband-size:0;
mso-tstyle-colband-size:0;
mso-style-noshow:yes;
mso-style-priority:99;
mso-style-qformat:yes;
mso-style-parent:"";
mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;
mso-para-margin:0cm;
mso-para-margin-bottom:.0001pt;
mso-pagination:widow-orphan;
font-size:11.0pt;
font-family:"Calibri","sans-serif";
mso-ascii-font-family:Calibri;
mso-ascii-theme-font:minor-latin;
mso-fareast-font-family:"Times New Roman";
mso-fareast-theme-font:minor-fareast;
mso-hansi-font-family:Calibri;
mso-hansi-theme-font:minor-latin;
mso-bidi-font-family:"Times New Roman";
mso-bidi-theme-font:minor-bidi;}


Ma per voi è normale che il vostro moroso ancora non abbia capito su cosa fate la tesi?


 


Dopo strenue fatiche, Trantor è riuscita a spiegare al moroso [detto per inciso, musicista pure lui] che si occupa del repertorio sacro a tre voci di fine ‘500 in area padana; a dirla tutta sono soprattutto mottetti e messe ma non complichiamo la cosa.


 


Eppure.


 


In primavera Trantor faceva la tesi su “le lamentazioni polifoniche della Settimana Santa”.


Qualche mese fa faceva la tesi su “i responsori pasquali ferraresi”.


Qualche settimana fa faceva la tesi su “boh, sicuramente sul ‘500, roba sacra mi pare”.


Ieri faceva la tesi su “mottetti a tre voci della Settimana Santa”.


 


Santo cielo, ma è così difficile??

venerdì 25 luglio 2008

crraak

Sono stata dal mio relatore.
Non mi vedeva da mesi.
Ero agitata.
Abbiamo parlato.
In lungo e in largo.*
E' stato un signore.
Lo stimo oltre ogni dire.
Farei di tutto perchè abbia una buona impressione di me.

Finito il colloquio, ci alziamo.

CRRAAK.

Il pavimento di legno dello studio si apre sotto il mio tacco e rimango incastrata.

Solo a me, e soprattutto solo a Musicologia, succedono certe cose.




[* siete pregati di non pensare male]

lunedì 9 giugno 2008

Non voglio venderle niente

Era una delle domande che più assillavano Trantor fin da quando ha iniziato a pensare in modo vagamente sequenziale (se mai ha iniziato).
La domanda, per 154600 euro, è questa: perchè con tutti i sondaggi che ci propinano nè Trantor, nè la sua famiglia, sono mai stati intervistati?

Ebbene, oggi pomeriggio Trantor ha avuto la risposta.
O meglio, è stata chiamata per un sondaggio.
Non di quelli che salvano il mondo, sia chiaro; si trattava di "dormire e riposare", per il centro studi di Bressanone (? Ah.).

Sfortunatamente, Trantor era in uno di quei purtroppo poco frequenti momenti in cui è infervorata di studio, girando di qua e di là, confrontando saggi e messali, mettendo spasmodicamente miriadi di note a piè di pagina nella tesi, consultando febbrilmente il Grove Music Dictionary, commentando ormai invasata partiture di ogni tipo.
Ha dovuto dire "no, grazie, ora non ho tempo" alla gentile intervistatrice.
Peccato.

Ah, già che siamo qui: Trantor vorrebbe conferire pubblicamente il suo più sentito ringraziamento all'Uomo Che Ha Inventato Le Graffette.


PS: lo so che tutti gli accenti delle E sono sbagliati, ma è indubbiamente più comodo schiacciare il tasto così com'è senza shift, sono una donna pigra

martedì 6 maggio 2008

Ma perché?

Quando finii le medie, nonostante mi interessassero ma non capissi una mazza di materie scientifiche, nonostante tutti mi dicessero "classico, classico!!!", oppure "conservatorio, conservatorio!!!", io scelsi il liceo scientifico.

Tra i possibili indirizzi, scelsi il PNI (piano nazionale informatico).
Il più difficile. Quello con più ore.
Quelli del tradizionale uscivano tutti i giorni alle 12.25, se non alle 11.50.
Noi uscivamo sempre alle 13.10.
Scelsi anche l'unica classe che in più avrebbe studiato tedesco.
Ovviamente, la seconda lingua che avevo fatto alle medie era francese.

All'università, mi misi subito all'opera per inserire nel piano di studi gli esami più complessi.
Inserii due esami non obbligatori di lingua e letteratura latina, frequentati in media da 4-5 studenti, per i quali studiai mesi, e imparai quasi a memoria 2 libri dell'Eneide.
In seguito mi auto-ringraziai, ma a tutt'oggi sono gli esami per cui ho sputato più sangue (e non faccio lettere antiche, eh).

All'esame di storia della musica barocca e classica, invece dei 10 approfondimenti d'analisi che avrei dovuto portare, ne portai 14. Comprese delle sonate di Beethoven incasinate.

Quando scelsi la materia della tesi triennale, fra i 3-4 prof possibili andai direttamente da quella più severa, con la fama di essere tra le più impegnative, il capo del dipartimento.
Quella insomma che agli esami non di rado qualcuno esce piangendo (scusate l'italiano, ma se no la frase non mi veniva).
Scelsi inoltre uno studio non compilativo, dove non esisteva quasi bibliografia.
Mentre gli altri fecero ottimi lavori nelle 40-50 pagine richieste, io me ne uscii con 2 volumi, il primo di 70 pagine, il secondo di 300, con tutte le trascrizioni inedite.
Ed era una tesi triennale.
E se ho fatto la triennale a quel modo, mi viene la nausea pensando a quanto spenderò dal cartolaio per la specialistica.

E quando infatti scelsi la tesi specialistica, andai dal prof considerato uno dei più preparati e disponibili.
Ovviamente, essendo il più preparato e appassionato, la bibliografia generale da inserire nella tesi non ha fine.
La bibliografia relativa invece allo specifico del mio studio non esiste. Può essere un vantaggio.
Oppure una terribile scocciatura.

All'esame di drammaturgia antica a, oltre al resto del programma, dovetti scegliere tra due libri da portare all'esame: o "il teatro greco", di circa 100 pagine, praticamente un sunto di quello che la prof aveva ampiamente spiegato al corso.
Oppure "il teatro romano", di 550 pagine, di cui al corso avremo fatto più o meno il 2%.
Io scelsi "il teatro romano".
La prof mi guardò a metà tra la compassione ed il rispetto.
"Ma perchè ha scelto questo? Cioè, complimenti, non l'aveva mai portato nessuno! ma... perchè?"

Ecco appunto. Perchè?