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venerdì 19 aprile 2019

L'Incredulo

Ci sono dei rischi a lavorare nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, e uno di questi è rappresentato da L'Incredulo, un utonto che disgraziatamente coincide anche con Il Melomane.

L'Incredulo si presenta quotidianamente proprio travestito nei panni de Il Melomane: egli è pensionato la moglie lo scopa fuori di casa, ma dato che lui disprezza i cantieri (è Melomane, mica cazzi bassi come tubi e fognature) il suo appuntamento fisso siamo noi per cui viene in biblioteca tutti i giorni alle ore 14.00 GMT Oslo-Roma-Parigi per ascoltare dischi della triade Scotto-Tebaldi-Di Stefano.

Alle 14.00 mette la bisaccia negli armadietti, alle 14.01 chiede la solita cuffia ("signorina mica la numero 4 che ha degli squilibri nei bassi della cuffia destra gne - mai nessuno in 10 anni di lavoro in conservatorio l'ha notato, ndr - lo sa che io voglio la numero 5 gne"), alle 14.02 è alle postazioni audio in celeste compagnia di Scotto-Tebaldi-Di Stefano.

Alle 18.15 se ne va, non prima di aver riconsegnato la cuffia numero 5 - se non gli abbiamo prestato la 5 perché impegnata, invariabilmente seguono 15 secondi di recriminazioni sulla qualità audio della cuffia-non-numero-cinque, in cui la mente di noi bibliotecarie di solito vola selvaggia a rimembrare quanto si stava bene quando si portava da casa le cazzo di cuffie sue, prima che scoprisse quanto si sente bene dalla cuffia numero 5.

Ma esiste una variante hegeliana a tutto ciò: quando il CD ("ah, erano molto meglio i vinili gne") salta, e allora seguono 125 secondi di "signorina segni però che le tracce 5, 9 e 10 saltano, non si riescono ad ascoltare, insomma fate qualcosa perché non è possibile che Cavalleria rusticana blablabla e poi qui c'è José Carreras che blablablabla, gne".

Così, ogni santo giorno da ormai 10 anni. 
Eppure, come nei migliori fumetti della Marvel, c'è un momento dell'anno in cui il superpotere del Nostro si risveglia ed egli diviene >>>>> L'Incredulo!

È sufficiente che ci si approssimi ad un periodo di chiusura vacanziera che zac, ecco la telefonata de L'Incredulo!

"pronto, biblioteca dei pazzi di conservatorio, sono Trantor mi dica"
"pronto signorina, sono Il Melomane travestito da L'Incredulo"
"buongiorno, mi dica"
"senta, ma volevo sapere. Domani, che è sabato santo, sarete aperti?!"
"sì, come abbiamo scritto ovunque mandato mail tappezzato di cartelli la biblioteca avvisato a voce messo sul sito ricordato anche a te de visu l'altro ieri sì, siamo chiusi solo da Pasquetta a X, quindi sabato santo siamo ape..."
"no perché sa, ho letto la mail arrivata ieri ma pensavo aveste sba... eh, no, di aver letto io male"
"non è un errore, se abbiamo mandato la mail e così c'era scritto, vuol dire che domani saremo aperti"
"ah, ma come mai?"
"... perché il direttore ha deciso così"
"ma è sabato santo."
"lo sappiamo anche noi."
"ma perché tenete aperto??"
"perché così è stato deciso"
 "ma verrà qualcuno?"
"senta non lo so, anche noi vorremmo stare a casa qualcuno (certamente lei) verrà di certo"
"...ah. Che strano."
"eh."
"... ma insomma la biblioteca comunale però chiu...."
"LO SAPPIAMO"
"ok, allora domani vengo"
"sì, l'aspettiamo"
"bene"
"bene"
"gne."


Ora sono le 14.37, e questo significa una cosa sola: alle 14.00, puntuale come la scenetta finale della Marvel, è venuto. Nell'interstizio fra gli armadietti e la cuffia numero 5 prego ripetere da capo il copione, identico ma con ancora maggiore incredulità e, a latere, la fintamente cortese e acidissima aggiunta "beh io mi metto di là, sempre se non disturbo eh, gne".

Al 31 luglio dunque per una nuova avventura de L'Incredulo!, il supereroe anziano che con una grossa I sulla maglietta gira per le biblioteche a controllare l'esattezza degli orari di apertura comunicati online!!!

martedì 27 marzo 2018

come Vasco

Sono sempre io
Sono ancora qua
Faccio sempre lo stesso lavoro

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

#1 - quella che ha visto troppi film nell'high school americana

ore 9, abbiamo appena aperto.
Antefatto: la biblioteca è dotata di alcuni armadietti in cui riporre le borse, dato che non abbiamo sensori antitaccheggio. WOAH. ARMADIETTI.

"chao."
"ciao, #utontadeficiente"
"xao. Prendo dall'armadietto la mia roba che ho lasciato ieri, ochei?"
"ok, cer... scusa, in che senso lasciato ieri?"
[sorrisone] "ieri. Oh sì. E anche l'altro ieri."
[voce alla Carlo Verdone] "scusa, in che senso"
"beh, sono settimane che faccio così. Tanto si chiude a chiave, no? Ci lascio tutte le mie cose." [sorrisone]
"ah."
"perché? [occhi a cartone animato giapponese] Che problema c'èèè?"
"beh l'armadietto non è tuo, teoricamente a fine giornata dovresti liberar..."
"ma cosa cambia? Di notte nessuno li usa."
"sì, ma mica è un garage in affitto in cui stipi roba tua"
"sì, non siamo negli Stati Uni..."
"NON CAPISCO"
"non è tuo, l'armadietto. Va liberato e la roba te la porti a casa"
"NON CAPISCO"
"DEVI SAPERE CHE L'ARMADIE..."
"Trantor, è inutile, lascia perdere."
"ok vabbè, niente."
"bene allora ciaooooo"
"ciao."
"."


#2 - quella che ha visto troppe metafore della sinistra italiana aka Tafazzi


Antefatto: in biblioteca gli utenti che stampano fogli dalle postazioni internet pagano ciascuna stampa 10 cent. Se però ne fanno meno di 4, al giorno, fino a 4, allora quelle eccezionalmente non le pagano. Ma essendo un'eccezione, e dovendo esistere da qualche parte nel panorama filosofico odierno l'odioso concetto metaforico, simbolico e fottutamente concreto di "SOGLIA" (aka "nun t'allargà"), se ne stampano 5 ne pagano 5.
Per cui sì, teoricamente potreste venire da noi e stamparvi 4 fogli gratis tutti i santi giorni. Sì. Potete.

"ciao, sono #utontaTafazzi"
"ciao Tafazzi, dimmi"
"devo stampare delle pagine dalla chiavetta"
"ok, accomodati lì alle postazioni libere"
"ok. ... fatto. Sono 16 pagine"
"sono un'euro e 60"
"eh eh eh sì, però [ammicca] c'è lo sconto di 4 fogli, quindi... ehehe uno e 20."
"no, un euro e 60, non hai letto tutto il cartello? Lo sconto vale solo se ne stampi poche e solo quelle, la regola è che le fotocopie costano dieci cent..."
"MA CHE CAZZATA!"
"ma Cristo d'un Dio prego?!"
"CHE CAZZATA IMMANE"
"scusa, Tafazzi, ti veniamo incontro se stampi poco e tu ti lamenti?"
[veemenza alla marco travaglio quando ancora faceva seconde domande] "ma insomma che logica è blablabla dite che fate degli sconti e poi invece blablabla antani blablablae allora io scusa adesso vengo ogni giorno e e e e e e e eeee stampo 4 fogli per sempre!!!! GNE!"
"sì. Esatto. Puoi. Fallo. Cazzo. Fallo. Ti aspettiamo. Ogni mattina alle 9. Prego. Stampa pure i tuoi cazzo di 4 fogli al giorno. Ne hai facoltà e sai cosa?, non ce ne frega un fottuto  c a z z o, vuoi lamentarti anche di questo?"
"...nu."
"bene. Allora sono un euro e 60."
"mpf. gnæckø."
"prego?"
"ecco."
"30, 40, 50, 60... Perfetto. Grazie."
"..."
"..."
[mette via il borsellino con la verve di un cane bastonato che medita sul teorema di Arrow] "comunque tutto questo non ha senso."
"brutta imbecille non ha senso che critichi la possibilità di avere uno sconto dimostrando la stessa agile logica di un Bertinotti che fa cadere il primo governo di sinistra dai tempi di Anco Marzio "per il bene del Paese", se mai"
"vabbè. ciao."
"Tafazzi."
"eh?"
"niente."
"."

E domani sarà un nuovo giorno.

lunedì 26 settembre 2016

wwwww.ilGiornalista.it (Ma così? Così come? Ma a voce? Ma quindi? E perché?)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, entra Il Giornalista.


"ehi ciao, sai chi sono?"
"... no"
"sono Il Giornalista, figlio di tuo #excorista."
"ah ma dai! Piacere, salutami tanto #excorista"
"piacere mio"

Mi dà una mano completamente bagnata.

"vorrei ascoltare questi cd"
"benissimo, te li prendo"
"ma come funziona?"
"tu mi hai dato i titoli, io ho trovato la collocazione, ora vado a prenderli nelle cassettiere e te li porto"
"ah."

Mi asciugo la mano da qualche parte.
Ha i capelli lunghi e ricci, i baffetti da sparviero medievale, ma non è bello.
1 minuto dopo torno con i cd.

[sospettoso] "ma scusa, ma così, senza fare richieste?"
"ma se me l'hai chiesto tu ora"
"sì, ma nessuna richiesta scritta?"
"perché?"
[sarò scema?] "perché questa è una bibliotecaaa"
"ed è una biblioteca in cui funziona come ti ho detto prima, che io vado a prendere i cd nei cassetti e te li porto"
"ma tutto a voce? Così?"
"sì, così, ma perché?"
[scocciato] "ma senza schede, senza richieste scritte, senza consegna di documenti??"
"ti ho detto di no, è più sem..."
"ma perché non fate come #GrandeBiblioteca?!"
"perché facciamo quel cazzo che ci pare perché quella è una biblioteca storica, perché questa è a scaffale aperto e perché io non capisco dove sia il problema"
"ah"
"eh"
"..."
"i tuoi cd. Non li vuoi più?"
"no no, ok, li prendo"
"bene"
"..."

Il Giornalista ha stracciato il cazzo.
C'è sempre un motivo se i coristi diventano ex.

lunedì 5 settembre 2016

Stefy & Amica di Stefy

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"pront..."
"prontooooo"
"pronto, buongiorno, mi dica."
"sei tu Stefy??"
"no sono Trantor, Stefy oggi non è in tu..."
"Stefy Stefy Stefy ti devo assolutamente dire una cosa!!!"
"sì ma io..."
"è nata! È nata! È nata!"
"ok, però io..."
"è natamianipotesonodiventatanonnaaaa"
"estiqatsi, solo che io..."
"è nata con due mesi di anticipo Stefy pazzesco pensa che la volevano blablablabla poi allora blablablabla invece blablablabla però Stefy devi assolutamente venirla a vedere perché blablablabla"
"mm, a-ha"
"...lablablablattro chili e nove di blablablabl..."
"a-ha"
"...lablablablepiduraleblablabl"
"a-ha. Ma dai. A-ha."
"Stefy guarda è un angelo"
"no beh, che altro?"
"un angioletto che assomiglia tanto a blablabl"
"straordinario"
"mia figlia è al settimo cielo, Stefy."
"il mio cuore scoppia"
"...eh?"
"tantissime congratulazioni"
"grazie Stefyyy ti voglio bene"
"a-ha"
"venerdì vengo in biblioteca a portarti delle foto da vedereeeee"
"e io farò certamente in modo di essere in turno"
"perfettissimo ciaooooohh"
"cia..."
clic.


Prendiamola così: grazie a Stefy & #amica di Stefy ora sappiamo che esiste una band che si chiama Stefy che fa canzoni di plastica (l'entusiasmo causato da ciò nel mio ipotalamo è appena superiore a quello provato per "Stefy guarda è un angelo", perché amo molto dire "canzoni di plastica"), io nel frattempo ho avuto tempo sufficiente per battere a scacchi il computer, prenotare un tavolo per uno nel migliore ristorante di Induno Olona e soprattutto abbiamo finalmente un alibi per googlare "a-ha" e raggiungere indisturbati questo o questo.

Il trash anni '80 salva sempre.


PS a Induno Olona andateci. Andate a vedere lo stabilimento della Poretti, e successivamente andate a mangiare nel ristorante migliore dei vostri ultimi 4 anni, quello con la V (chissà che ne direbbe Freud).

Se poi ci andate venerdì, I'll be there.

venerdì 24 giugno 2016

La FOTTUTA SINDROME DELL'ATTEGGIAMENTO DA TELETUBBY

Il Nerd Rockettaro Pulitino (NRP) è ormai un ospite fisso della biblioteca dei pazzi di conservatorio in cui lavoro, diciamo da 17 giorni a questa parte.

Maschio, bianco, 38 anni, grado di pericolosità 3/10, grado di insofferenza delle bibliotecarie (GIB) 10/10, barbetta e capelli alla Nino d'Angelo, intenso odore di borotalco che copre sudore vecchio che si sparge immediatamente nella sala in cui da tempo, ormai, si accomoda col suo #belportatile alle 9 per uscirne alle 18.30.

Attenzione: l'alto GIB dell'NRP non è dovuto ai 35 dvd che ogni giorno ci fa tirare fuori dalle cassettiere per masterizzarseli in silenzio mascherando la faccenda da #cosaseria ("mi sto occupando di arie d'opera, sa", un po' come dire "sto studiando il terriccio eurasiatico" se sei geologo), no.

Non è neanche dovuto al tanfo da abiti non completamente insozzati dal sudore ma nemmeno puliti che probabilmente riutilizza per mesi prima di buttarli in lavatrice (senza detersivo), no.

Non è dovuto allo splendido siparietto in cui, mentre in biblioteca sono (letteralmente) percepiti 43 gradi, il vento solare entra dalle vetrate senza speranza e il sudore ti si appiccica addosso lui ha fatto una scena greca perché nell'altra sala a 15 metri di distanza uno scalcagnato ventilatore di plasticone sposta faticosamente aria calda ("signorina può spegnerlo per favoreee?").

Non è dovuto ai frizzanti dialoghi di altissima dialettica logica (ad esempio "salve, posso aiutarla?" "sì, cercavo materiale su #compositoreignoto" "ok ... mm, purtroppo non abbiamo nulla, mi spiace." "h." "vediamo, #compositore ignoto è un contemporaneo?" "vede, io lo studio perché mi interessa." "..." "..." "..." "..." "ok, ma nel senso. E' contemporaneo?" "eh?" "insomma, è morto?" "beh, nell'800 credo" "MA COSA CAZZO..." "eh?" "niente." "h."), no.

Ma nemmeno al prosieguo del dialogo, per dire ("ma quindi non lo conosceva??" "no, confesso la mia ignoranza" "aaaahh!!! Ma quindi, lei non si intende di musica?!" "guardi che sono laureata in musicologia, ma non posso conoscere tutti i #compositoriignoti del mondo, specie se mi sono laureata sul Rinascimento" "hhhhhh interessante..." "..." "[guarda in alto e finge di richiamare qualcosa alla memoria] ri-na-sci-men-to." "..." "ma, Rinascimento in che senso?" "MA COSA CAZZO..." "eh?" "niente." "h.").

E non è nemmeno dovuto ai capelli alla Nino d'Angelo, anche se so che la cosa potrà destabilizzare i più impressionabili.

No, l'altissimo GIB del NRP è dovuto alla FOTTUTA SINDROME DELL'ATTEGGIAMENTO DA TELETUBBY porca puttana, una cosa che se possibile ha il potere di scatenare i più bassi istinti miei e di #collegaG ben oltre il viso di bruno vespa, vaffanc*lo!

Comunque, andiamo con ordine.

La FOTTUTA SINDROME DELL'ATTEGGIAMENTO DA TELETUBBY è qualcosa di malvagio, oscuro. Probabilmente non è di questo mondo, come il polpo Paul; la sindrome si manifesta con un DEFICIENTE che, credendosi simpatico ed essendo probabilmente caduto nel paiolo da piccolo ha bisogno di riempire i vuoti nelle conversazioni con gli atteggiamenti tipici di chi fa le vocine stupide ai bambini nel tentativo di farli crescere scemi, un comportamento peraltro ben diffuso se si escludono le persone che frequento, voi (naturalmente) e alcuni protozoi verdi dei paraggi di Rho.

Esempio: siamo davanti alle vetrine dei dvd e deve sceglierne 16 da consultare masterizzare col suo #belportatile? Ecco che l'NRP inizia a ondeggiare la testa canticchiando prima "lallallà, lallallà, lallallà" e "zan-zan-zan, zan-zan-zan, zan-zan-zan" poi, picchiettandosi teatralmente la tempia come a dire "su su su pensa pensa pensaaa" e infine toccandosi la barba alla Sherlock Holmes fischiettando come se stesse davvero deducendo qualcosa, nell'irresistibile tentativo di mimare, porca puttana, il fatto che sta scegliendo dei fottuti dvd.

La cosa prosegue per all'incirca 125 secondi (125 anni, secondo il vostro #tempodiBergson, lasso di tempo nel quale l'Inghilterra ha frattanto votato per uscire dall'isola e l'isola ha votato per uscire dall'Inghilterra, così che la famiglia reale si è ridotta a vivere su di un frangiflutti al largo delle Falkland), quando finalmente sceglie questi cazzo di dvd.

Ma non lo fa normalmente, no: la FOTTUTA SINDROME DELL'ATTEGGIAMENTO DA TELETUBBY gli impone di emettere un simpatico suono ogni volta che prende un dvd dallo scaffale (ZAC!) (OPPALALA'!) (ECCOTI QUA!) (FLUPP!) (SHCKLOCK! [schiocco con la lingua]) (FLÜSSSSS [rumore del risucchio di spaghetto]) ([gesto con cui si mima il furto con destrezza di qualcosa con conseguente risatina complice verso di voi]) e altre amenità moltiplicate per 16 18 (perché cambia pure idea), finché voi, stremati, finalmente non chiudete la maledetta vetrina.
E' allora che vi segue (ZANZANZAN, ZANZANZAN) per fare il prestito di tutto ciò (SHCKLOCK!), e francamente è meglio se sorvoliamo (FLÜSSSSSSSSS).

Ma perché nerd, perché rockettaro, direte voi?

Molto semplice: nel fornirvi la tessera il primo giorno avete subito notato che l'NRP possiede, come ovvio, un nome assurdamente ridicolo (Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio).
I passi successivi sono quindi stati: 1) googlarlo immediatamente insieme a #collegaG 2) scoprire che l'NRP suona in un gruppo rock carichissimo, tipo la coverband dei Kiss.

Epilogo:
Dopo aver faticosamente sopportato lo scollamento fra l'immagine reale dell'NRP e quello che ricordate voi dei Kiss, la soluzione appare semplice: è metaforicamente un nerd (suona come i Kiss - magari un gradino sotto, eh - ma riesce a comunicare in modo proprio e acconcio solo mentre fa quello) (per non parlare della faccenda del ventilatore), e SHCKLOCK!.



*.

venerdì 19 febbraio 2016

"Is it a star?" "It "is" a star, very good!"

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, entra #utonta.

"buongiorno, mi dica"
"eee sono venuta per i libri."

Mi guardo intorno.
Siamo in una biblioteca.
Indico con un vasto gesto le sale intorno a noi.

"siamo in una biblioteca, esattamente quali libri intende?"
[basita & scocciata] "eeeh ma come, avevamo parlato per telefonoh!!"
"dunque. Sa se aveva parlato con me?"
"no."
"ecco, infatti siamo in 4 colleghe e turniamo continuamente. Se vuole gentilmente dirmi A QUALI LIBRI si sta riferendo magari ricostruisco la cosa"
"gne."

Vi risparmio il resto.
Buongiorno a tutti dalla biblioteca specializzata in lettura della mente e parapsicologia.
Che fare in questi casi? Come sempre, aprire il tubo e guardare Bill Murray.

venerdì 25 dicembre 2015

47 sfumature di regolah

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

#1

donna, bianca, caucasica, perenne sguardo da pesce lesso, folle chioma di ricci tinti, 29 anni, concertista, insegnante di conservatorio (insegnante-di-conservatorio. Prendete carta e penna e ripetete con me, moltiplica-per-3-il-tuo-stipendio-dividendo-per-3-le-ore-che-lavori).*

"ciao, ti riporto questo libro"
"ok. ... Scusa, ma il libro conteneva anche un fascicolo aggiunto [la parte staccata del violino solista, ndr], qui manca"
"eh ce l'ha #utontaTroppeCertezze"
"sì, ma #utontaTroppeCertezze gira il mondo."
"infatti credo che la parte del violino sia attualmente a Rabat, ahahaha!"
"che ridere. Beh io non posso segnare come rientrato un volume incompleto, quindi non scarico il prestito e me lo riporti quando hai riavuto la parte staccata"
"stai scherzando?"
"ti sembra che stia scherzando?"
"scusa, non è colpa mia se la parte proprio adesso non c'è"
"infatti è colpa tua solo perché l'hai data ad una violinista pazza in perenne tournée smembrando il libro"
"sì no ma #gneeeee #fuffa #piagnistei #teletubbies"
"ssshh guardami, ora cercherò di farti capire come funziona una biblioteca. Il libro l'hai preso in prestito tu?"
"sì."
"e allora la responsabilità sull'integrità del libro è tua. End."
"SI' MA..."
"se la parte del violino viene persa in un postribolo di Marrakech il libro va ricomprato intero, e ce lo ricomprerai tu"
"SI' MA..."
"ma un cazzo, io non posso riprendere in biblioteca un libro incompleto solo perché tu e quell'altra stordita ve lo siete diviso, lo capisci questo, vero?"
[#leinonsachisonoio] "spero tu stia scherzando"
"no, sto solo facendo il mio lavoro"
"umpf"
"."

se ne va sbattendo la porta
buio
sipario


#2

diciassettenne, bianco, già schedato in 5 stati per insubordinazione, barbetta, fa di tutto per vestirsi in modo da sembrare musicista consumato invece non ha nemmeno la patente, percussionista, probabilmente l'unico caso nel Nord d'Italia di percussionista sotto i 48 anni privo di qualsivoglia attrattiva sessuale, sovrappeso.

"ciao, prendo a noleggio questo libro"
"beh se vuoi lasciare qui dei soldi sei gentile, comunque questa è una biblioteca e si dice prestito"
"... ah" [attività neuronale assente, lo stiamo perdendo]
"comunque, ecco fatto. Il prestito dura un mese, come sempre"
"ok. Poi se lo voglio tenere due mesi lo tengo due mesi."
"prego?"
[fa per andarsene con la sufficienza e la sicurezza di un avvocato di Law & Order che non accetta il patteggiamento] "sì, dico che se lo voglio tenere due mesi lo tengo due me..." 
"senti, ma col cazzo!"
"ma co..."
"se ti dico che è un mese tu entro un mese lo riporti, ok?"
"ehi ehi calmati, stavo scherzando eh"
"no che non scherzavi. Questa non è casa tua e ci sono delle regole"
"..."
"ci vediamo entro un mese. E buon Natale."
"... BEH ALLORA CIAO."
[brrr che paura] "ciao"
"umpf."
"."


#3

 utente abituale, bianco, caucasico. Nulla da segnalare, non è nemmeno ricercato dall'Interpol.

"ciao!"
"ciao!"
"ecco, vorrei prendere in prestito #librochenonvaninprestito."
"beh, #librochenonvaninprestito come sai non va in prestito, quindi..."
"ahahah! No è che vedi, domani voi chiudete per le vacanze, no?"
"sì."
"quindi siete chiusi, giusto?"
"sì."
"quindi non lo prenderebbe nessuno, no? Se lo prendo io a nessuno #librochenonvaninprestito mancherà, capisci?"
"capisco. Io non posso farlo perché si creerebbe un #precedentedelcazzo, però se vuoi puoi sentire direttamente da #capo su in ufficio, decide lui"
"ahaha ok grazie!"
"prego"
"vado subito!!"
"."

[va in ufficio da #capo, poi torna]

"allora niente da fare?"
"eh no"
"mi spiace, ma noi non possiamo fare niente, sono le regole"
"no no ma certo, capisco :-) Allora pazienza, prendo questi 5 #librichevannoinprestito"
"ok, solo che come sai il limite dei #librichevannoinprestito è quattro"
"ah, ma dai, ma state per chiudere, no? Sai, se chiudet..."
"sì lo sappiamo che chiudiamo, ma c'è sempre #precedentedelcazzo di prima, ok?"
"ok ok, no ma capisco benissimo, figurati, è il vostro lavoro!"
"già."
"già. Dai ne scelgo 4 allora." [fa un altro giro per le sale poi torna]
"e senti, questo #periodicochenonvaninprestito non lo prestate, giusto?"
"vedi, è un #periodicochenonvaninprestito... Significa che non prestiamo i periodici..."
"ma come, quindi non avete mai fatto eccezioni?"
"sai, per il motivo di cui sopra, il #precedentedelcazzo"
"sì certo. Ma proprio mai?"
"è il senso di tutto"
"quindi mai??"
"ma che differenza fa?"
"non lo so, ma proprio mai? Anche se adesso chiude..."
"NO"
"ah ah ok ok, no ma capisco! Dai allora buon Natale, a tutte voi!"
"anche a te."
"a presto!"
"sì"
"ciao!"
"...sì"
"ciaone!"
"sì, ok, ciao!"
"ciao!"
eccetera.

Io e #collega al termine ci siamo fatte un caffé corretto.
Poi abbiamo chiuso la biblioteca, lasciando la moka al suo destino.

Buon sol invictus, miei cari.
Che la regolah sia con voi.


________________________
* sono contenta che quelli di ruolo prendano tanto, ma cazzo, non assumerei per forza delle oloturie stupide

venerdì 16 ottobre 2015

Utonta del Cazzo aka Appropriazione indebita di scimmie di giada

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"..."
collegaF: "... mm. a-ha. ... ok. ... capisco. ... comunque è sicura?"
"..."
"a-ah. Benissimo, dottoressa. ... Accidenti, che brutto arrivare a questo. ... m-mh. Certo, certo. ... Non è da noi, ma lo faremo. Grazie, salve, salve."
clic.
"cazzo!"
"eh? Chi era al telefono?"
"era il direttore amministrativo!"
"era per quella pazza che ha in prestito #libropreziosissimodicuiesistono2copieinItaliaeintrovabilesulmercatodell'usato da 259 giorni e ci prende per il culo ogni fottuto giorno dicendo che lo riporta?"
"sì. Possiamo farlo."
"stai scherzando"
"ti dico che ora possiamo farlo!"
"cazzo fighissimoooo"
"potremo farlo!!!"
"è tipo come quando Michael Keaton urla quella cosa in quel film davanti alle rotati-"
"SI'"
"ti rendi conto?"
"potremo dire 'se non riconsegna immediatamente il libro provvederemo a denunciarla in questura per il reato di appropriazione indebita', tooop!!!"
"non vedo l'ora cazzo!!!"
"tooop!"
"e adesso signori, il precedente. Datemi quel telefono e il numero di quella str*!"
"eccellente!"
"Smithers, libera i cani."
"eccellente"
"eccellente!"

Piccole soddisfazioni in biblioteca.
Ah per la cronaca, 12 ore dopo la telefonata l'utonta del cazzo che ama prenderci per il culo tenendo #libropreziosissimodicuiesistono2copieinItaliaeintrovabilesulmercatodell'usato da 259 giorni ha richiamato e, com'è come non è, #librointrovabile ha misteriosamente segnalato la sua presenza in un armadietto della non meglio identificata scuola media di X, circondato da piccoli topi fanatici.

"che sbadata non ricordavo proprio di quell'armadietto della scuola media di X", mi dice la str* tutta flautata.
"ma pensa, guarda te."
"è che non sapevo il titolo del libro che dovevo cercare", con la voce rotta dell'attrice consumata.
"signora, per quel libro del cazzo ha ricevuto 8 solleciti via mail, 72 telefonate, 6 messaggi sulla segreteria telefonica, 2 raccomandate e una minaccia di denuncia in questura, vuole veramente continuare a sostenere questa ridicola posizione del titolo (RPT)?"
"... fgh."
"ecco."
"."

Come probabilmente diventeremo.

mercoledì 16 settembre 2015

Strapparsi le pellicine a morsi nuda

Volevo scrivere un post con i risultati del contest precedente e relativa classifica, ma a parte che i miei conti di ieri notte non collimano con Morbido (grazie per l'aiuto Morbido :) ) perché io ho tipo ammesso in classifica dei voti inclassificabili (aka Zicchi), a parte che per come sono ridotta faccio veramente queste cose di notte e ormai non dormo mai prima dell'una e 28, sì proprio 28, credo sia un complotto, a parte tutto questo dico è appena capitata una perla che degna di essere raccontata in diretta.

Siamo nella Biblioteca dei pazzi di conservatorio, 5 minuti 5 fa, entra il vincitore annuale per la categoria IMM (Insopportabile Melomane Misogino), il buon (...) vecchio utonto M-SCUD-CS.

[per una trattazione definitiva relativa all'utonto M-SCUD-CS cfr. qui]


"buooongiorno"
"buongiorno a lei, #Melomane Sospettoso Come Un Dingo Che Sputa"
"bfff."
[va di là nell'emeroteca]
"prendo questo fascicolo di rivista"

Me lo sfarfalla davanti alla faccia come si fa con la busta di ciappi davanti al muso di un cane nel tentativo di nascondermi il più possibile il titolo, poi bello (...) come il sole fa per uscire.

"eh no un attimo, devo registrare il prestito!"
[accomodante] "oh ma no, ma fa lo stesso, non si preoccupi, non serve" [fa per uscire]
"no, ma io devo registrarlo, capisce?"
"boff bum bla buh no ma se esco solo un attimo!"
"senta, ogni cosa che esce dalla biblioteca va registrata, no? Se no non sarebbe una bibl..."
"okokokokok ufffff."

Resisto alla tentazione di tagliargli la faccia con l'angolo della copertina di #rivistadelcazzo, non so come. Nel frattempo lui si sporge sopra la mia scrivania per leggere cosa sto scrivendo su #cosechenonsonofattisuoi.

"[bofonchiamento indistinto]"
"..."
"...ha fatto?"
"un attimo!"
"..."
#collegaG: "Trantor, intanto che fai il prestito vado a prendermi un qualcosa di fresco da bere alle macchinette"
"ok figu..."
[sarcasticissimo] "beh ma non lo prenda fresco, meglio caldo, no?!"
"... beh NO, io lo voglio fresco fottuto idiota, ok?"
"okokokok. Boff buh brrromm bum uff. Ha fatto?" 
"SI'"
"bene. Vado"
"affanculo"
"eh?"
"niente."
"..."

Adesso vado alle macchinette, piuttosto di prendere qualcosa di caldo mi strappo le pellicine della mano sinistra a morsi nuda

martedì 8 settembre 2015

La frase della settimana! Spoiler: contiene animali cotti

E' settembre, qui riaprono le gabbie per cui torna finalmente la rubrica "Vota la frase della settimana!", l'unico modo per sopravvivere a questa gente.

Come sempre siamo nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, ma non solo.

Vi invito a fare una classifica dalla più assurda a quella meno (se così si può dire, o se in questo universo può avvenire, ma non credo) assurda, poi un ingegnere assegnerà più punti alla prima eccetera, avete capito.


#1 - fai quel cazzo che ti pare

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"pronto, qui è la biblioteca dei pazzi di conservatorio, mi dica"
"pronto pronto pronto, è la biblioteca dei pazzi di conservatorio?"
"...sì, esatto, mi dica"
"è che non riesco a parlare, sono impegnata con un cliente."
"...o-"
clic.

[non chiamerà mai più]


#2 - SIAE

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"buongiorno, posso aiutarla?"
"sì, può dirmi una cosa?"
"certo."
"cercavo una cosa."
"sì, prego, dica"
"l'autore de Il pulcino Pio."
"... scherza?"
"perché?"
"..."


#3 - ENPA

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

#utenteBambino1 tossisce tantissimo.
#utenteBambina2, rabbiosa: "uffa sembri un cane"


#4 - ENPA #2

"sai cosa mi piace?"
"dimmi"
"rompere la testa degli animali cotti"
"."


#5 - il numero di fax di Oscar Wilde

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"buongiorno, qui è la biblioteca dei pazzi del conservatorio "Gioachino Rossini", posso aiutarla?"
"sì buongiorno, premetto che non chiamo per una vendita telefonica di antani ma volevamo comunicarle che la partita IVA del titolare, il signor Gioachino Rossini è appena stata selezionata per bl..."
"guardi, e se il signor Gioachino Rossini è un compositore ed è morto secoli fa?"
"...ah."
"buongiorno"
"anta..."
clic.


#6 - sì tu comunque mandamelo che bla

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"pronto, biblioteca"
"eh sono #collega della segreteria. C'è mica lì #allievo?"
"dunque, aspetta che controllo nelle sale. ... No, non c'è"
"ok mandamelo per favore"
"...no, ma non c'è"
"se me lo mandi, no perché abbiamo un problema con una retta blablabla, devo parlargli di blablabla. Mandamelo"
"ma ti ho detto che qui non..."
"ok allora lo aspetto grazie ciao!"
clic
"..."

Allora quindi votate in ordine di assurdità: Fai quel cazzo che ti pare, SIAE, ENPA 1, ENPA 2, Il numero di fax di Oscar Wilde, Sì tu comunque mandamelo che bla.

Noi qui per stamattina saremmo anche a posto.

lunedì 31 agosto 2015

Del curioso effetto per cui una pallina di fronte a una salita e una discesa scelga di andare spontaneamente in salita violentando Newton

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, 10 minuti fa.

Entra utonta UND (Utonta Nonna Deficiente) con al guinzaglio cinna piccola (età: 5) e cinna grande (età: 9).


"salve, vorrei vedere dei volumi di pianoforte per bambini"
"certo, ecco, lo scaffale è #questo. [le due cinne iniziano subito a tirarne fuori milioni] Guardate con calma. Vi chiedo solo di *non ricollocare* i volumi a scaffale, ma di lasciarli semplicemente sui tavoli"
"ah ok benissimo!"
"...ok. Così poi li sistemiamo noi in ordine. Grazie."
"ci mancherebbe!"

[passano 15 minuti]

"senta e ora vorremmo vedere i volumi di fiabe musicali per bambini."
"certo, ecco, lo scaffale è #questo. [le due cinne iniziano subito a tirarne fuori milioni] Guardate con calma. Vi chiedo come prima di *non ricollocare* i volumi a scaffale, ma di lasciarli semplicemente sui tavoli"
"anche se ne guardiamo tanti?"
"certo, anzi soprattutto se ne guardate tanti"
"ah ok benissimo!"
"...ok. Grazie."

Passano 10 minuti, loro scartabellano, buttano libri per terra e saltellano per tutta la sala, poi il mio sesto senso (sono stata morsa da un ragno in biblioteca) mi fa intuire la tragica verità: STANNO RICOLLOCANDO.

"scusate, ma vi avevo chiesto espressamente due volte di *non ricollocare* e di seguire la strada più fottutamente facile porca puttana."
"ah scusi! ahahah in effetti sa, li stavo ricollocando a caso" [giuro]
"... come a caso?"
"sì, io ho - ahahah! che buffo - problemi con il mettere a posto i libri in ordine. Anche a casa. Eheheheh"
"ehehehe tua sorella"
"come?"
"niente. Ve lo richiedo, per favore NON ricollocate."
"oh certo! ok."
"ok."

Mentre mi guardano tutte giulive come animaletti buffi appesi alle liane vado a scaffale e inizio a sistemare i circa 40 libri che avevano rimesso via stuprando l'ordine alfabetico e buttando nel cesso secoli di calcolo matematico con cifre arabe, Occam e il concetto di cifra decimale.

Poi vogliono registrare il prestito, al che per prima cosa la cinna piccola si mette a piangere perché la UND vuole fare la tessera solo alla cinna grande, la quale a sua volta rompe i coglioni pestando i piedi con paroloni di cui non conosce il significato perché sta dalla parte della cinna piccola ("nonnaaaaaa anche #cinnapiccola deve avere la tessera così si prende le sue responsabilitààààà uffiiii" - età: 9), avanti così per 7 minuti, poi quando hanno finalmente deciso cosa fare - tesserare solo la cinna grande - la cinna piccola passa direttamente alle urla (e a tempestare di colpi la parete che copre la mia scrivania), allora mi eclisso per andare a prendere i circa 67 cd che sono allegati al libri lasciando la UND con la semplice consegna di cercare nel portafoglio i documenti della cinna grande per la tessera, ovviamente torno e lei ops! non ce li ha, per cui violiamo deliberatamente circa 6 procedure interne pur di fare questa cazzo di tessera e levarcele dai coglioni, registro i libri, i 67 cd, una cassetta audio ("senta ma voi fate anche riversamenti per gli utenti delle cassette su cd, vero?" "non so, poi vuole anche una Napoli d'asporto?"), si lamentano perché non hanno preso da casa una borsina, le diamo una borsina dal nostro celebre reparto "Borsine Per Idioti" (BPI) e infine se ne vanno.

Non so voi, io vado a farmi un caffè.

sabato 11 luglio 2015

Buongiorno (manca solo un fantastico cane)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, ore 9.14, entra L'Idiota.

Per la cronaca, L'Idiota (donna, bianca, classe 1978) ha un diploma di conservatorio in canto, è carina, canta in un gruppo pseudo-jazz, ha partecipato alla raccolta di canzoni di questo (peraltro con un pezzo proprio niente male), siamo stati bene finché era a studiare al conservatorio di Madrid, invece tempo fa si è iscritta nella sede staccata del nostro conservatorio per pagare meno tasse ma furba come una faina veniva a far lezione nella sede centrale - solo che poi com'è come non è l'han vista in corridoio ed epic fail -, è hipster a livelli cosmici.

ore 9.14

L'Idiota: "ciao. Vorrei andare su internet"
"ok, lì c'è la postazione. Servono però le credenziali, le hai?"
"eeee ihihihihi eeehhm nooo..."
[fa approssimativamente questa faccia]
"...mm. Ma le avevi?"
"sììì..."
"e quindi? Non le hai scritte da qualche parte?"
"nooo... ihihihi ehmmmm ihihi"
"... ok. Facciamo [l'ennesimo, andiamo avanti così da eoni] recupero password. Ti verrà inviato un sms sul cellulare, ce l'hai?"
"eh? No è che ihihih non me lo ricordo... boh non lo sooo"
"... no, ma dico. Il cellulare. Ce l'hai con te adesso o no?"
"..."
"HAI UN CELLULARE"
"aaaah! sì sì sì scusa!"
"eh. Ok. Allora faccia..."
"no ma un attimo, dici ehm il mio cellulare?"
"secondo te?"
"no ma non ce l'ho"
"non hai il cellulare qui?"
"no."
"ma cosa... vabbé. Allora niente internet, mi spiace."
"[faccia]"


ore 9.18

"mmmm"
"..."
"psssst"
"eh?"
"ehm."
"sì, dimmi."
"cercavo #pezzo"
"ok, cerca pure sul catalogo, no?"
"è che non so se c'è"
"ma finché non cerchi..."
"e se non c'è?"
"ma perché non dovrebbe esserci?"
"beh perché è spagnolo"
"..."


ore 9.19

"ma ehm, per cercarlo?"
"il catalogo è lì [indico il pc]"
"qui? [indica gli schedari cartacei]"
"[facepalm]"
"[imbecille]"
"ma no. Sul pc, no?"
"aaah okkei!"
"uccidimi"
"come?"
"lascia stare"
"ok!!!"
"..."


ore 9.20

"sì, ma come faccio."
"apri il browser di internet"
[guarda il monitor con la scintilla di vivacità tipica dello sguardo di Pizzarotti, nel frattempo sempre faccia, poi schiaccia il ditino al centro del desktop, sullo stemma del conservatorio]
"qui?"
"... ma secondo te? Quello è il desktop"
"ah sì sì scusa scusa scusa."
"apri il browser di internet. Lo so che lo sai, deficiente."
"questo. Mozilla."
"sì. Porca puttana."
"eh?"
"niente."
"..."
"ecco, adesso nel campo titolo metti il titolo, nel campo autore metti autore"
"sì lo so!!"
"ah, pensa te"
"eh?"
"niente."
"..."


ore 9.21

Ritorno alla scrivania, ma mi accorgo ben presto che sta guardando la pagina del catalogo della biblioteca [una cosa come questa] con la verve di un bradipo particolarmente scemo.

"e adesso?"
"clicca su CATALOGHI"
"..."
"..."
"dove?"
"è lì davanti a te..."
"..."
"..."
"dove?"
"santo cielo, LI'. [mi avvicino e le clicco la parola 'cataloghi', che era a un millimetro dalla punta del mouse]. Cataloghi. Era lì, no?"
"aaaaah!"
"..."


9.24

"oddio aiuto dove sono cosa come perché si è impallato tuttooooo!!!"
"è perché hai usato le frecce avanti-indietro del browser"
"MA IO COME FACEVO..."
"lo vedi #enormecartello a fianco del monitor? #enorme cartello? Sì, quello. Bisogna usare le frecce interne al catalogo, non quelle del bro..."
"oddio oddio non lo sapevo"
"sì, ma c'è #enormecartello. Comunque adesso lo sai"
"sìì. Le frecce dici queste??" [indica il combo "cd/lp/partiture/libri" - giuro]
"... ti sembrano frecce?"
"no."
"ma non vedi che quello è un combo dove selezioni il materia..."
"aaaah no, QUESTE frecce!"
"sì, quelle sono frecce"
"HO CAPITO!"
"..."


9.26

"aiuto. Non lo trovo."
"cosa"
"Evocation di Albeniz"
"fammi vedere ... sì ma è con la T."
"e io come l'ho scritto?"
"è lì davanti a te idiota maledetta. Hai scritto Evocacion, con la c. Ma non vedi?"
"ah! ihihihihihi"
"ihihihi un cazzo"
"come dici?"
"niente"
"...ok. Adesso torno indietro e..."
"usa le frecce del catalogo, non quelle del browser, mi raccoma..."
[e mentre fissa lo schermo con #faccia indovinate cosa fa]
"ma che cazzo, se ti ho appena detto di non usarle!"
"ah nonononononono scusa! Oddiocazzo!!!!"
"beh mica scoppia tutto a parte i coglioni, adesso però devi rifare tutta la ricerca perché si è impallato. Te l'avevo appena detto però"
"... m."
"sì, mm."
"m"
"eh, mm."
"okgrazieciao."
"... ciao."

Con "ciao" significa semplicemente che si è voltata verso il catalogo escludendomi dal suo mondo fatato per nuove, entusiasmanti ricerche.
Erano le 9.26.
E' andata via nel pomeriggio.

Potete andare avanti voi, tipo Raymond Quenau, tanto qualsiasi cosa inventiate ci andrete sempre fottutamente vicino.

La volete sentire la canzone di Caterpillar in cui lei canta? Eh?

venerdì 26 giugno 2015

Aborti & telefoni

Biblioteca dei pazzi di conservatorio.

Alzo la cornetta.
Compongo il numero di MIUR (Madre Idiota di Utente Ritardata).

Suona libero, aspetto.

Un pensiero fugace mi attraversa la testa.

meglio non dire da dove chiamo, se no poi magari sbatte giù ahahah
"tu... tu... tu..."
cazzo se sono maldisposta però, mica il mondo fa necessariamente così schifo eh
"tu... tu... tu..."
mica deve per forza essere l'ennesima idiota lobotomizzata che cerca di evitare le proprie responsabilità
"tu... tu... tu..."
forse dovrei avere un po' di fiducia nel prossimo
"tu... tu... tu..."
il mondo mi ha cambiata
"tu... tu... tu..."
mi faccio schifo
"tu... tu... tu..."
non sono una bella persona
"tu... tu... tu..."
diamine facciamo le persone corrette, chiamo io quindi mi presento per prima, sarà sicuramente una signora gentile e ben dispo...
"EH PRONTO."
"ehm pronto buongiorno, sono Trantor e chiamo dalla #biblioteca dei #pazzi di #conservatorio per un prestito di un cd preso da sua figlia #minorenne e scaduto OTTANTUNO giorni fa, parlo con la signo..."
"umpf!"
CLIC.
"ma porca puttana! torna qui brutta s*za!"
"tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-tu-t---"
"STRONZA INFAME!"
collegaG: "ehi cosa diamine..."
"quella puttana mi ha buttato giù il telefono!"
"ma fottuta deficiente!"
"il mondo è morto"
"il mondo fa schifo"
"lo dicevo io che ci meritiamo l'estinzione"
"mi ha fatto lo stesso scherzo la settimana scorsa quella tr*a di m*a"
"non ci posso credere"
"che puttana"
"adesso rintraccio questa [omissis] e le citofono finché non esce di casa"
"falle male!!!"
et similia.


A seguire, io e #collegaG abbiamo sviscerato google in lungo in largo nel tentativo di scovare i più infimi segreti di MIUR, la madre che, pur di non diventare adulta e ammettere che sua figlia di 11 anni prende in prestito cd a cazzo, sbatte in faccia la cornetta a chi chiama dall'istituto dove la cinna studia, peraltro riuscendo a eliminare preventivamente ogni possibilità di essere avvisata in caso che ne so, di nausea, storte, sbucciature, cadute dalle scale, meningite e morte della suddetta.

Ella fa l'avvocato che difende donne vittime di abusi, è spesso sui giornali locali, ha un centro di aiuto per donne gravide, fa parte del movimento per la vita, è pro-sentinelle in piedi, sbatte giù il telefono.

Quindi io non solo non posso abortire, ma nemmeno dirle che un cd in prestito da 81 giorni va riportato.
Che vita del cazzo.
(la sua).

lunedì 18 maggio 2015

Pronto Raffaella? La cazzata della settimana!

E torna anche la rubrica "Vota la frase della settimanah", che diamine!
Che poi frase è troppo poco, facciamo "cazzata" che va sempre bene.

Torna dunque l'amato contest La cazzata della settimana, nel quale VOI potete dare un voto a ciascuna cazzata e sistemarle in ordine descrescente di assurdità.

Poi era sempre molto carino, come alternativa ai commenti entusiastici sulle tibie, procedere al conteggi sotto la guida di un ingegnere e vedere quale #cazzata riscontrasse maggior consenso fra voi.


#1 filosofica

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"buongiorno ciao, posso aiutarti, #giovane utonta quindicenne hipster (GUQH)?"
"sì"
"bene, dimmi"
"vorrei un libro di saggistica."
"un libro di saggistica? Quale?"
"un libro di saggistica"
"sì, ma quale. Ne abbiamo 30 mila, sai?"
"un libro di saggistica, uffa non so quale"
"... ma per cosa? Di che ambito? Su che argomento?"
"boh."
"..."
"scelga lei"
"..."


#2 io sono io perché io valgo e tu non conti proprio un cazzo gne

A pranzo con #cuginaFolleeBellissima (chi è - è pazza).
Siccome canta abitualmente in tutto il mondo le chiedo di raccontarmi i suoi ultimi viaggi.

"e quindi tornando dal Giappone..."
"tornando da Giappone una paura folle!!! L'aereo ha perso quota e blablabla credevamo tutti di moriblablablabla mi è passata davanti tutta la mia viblablablabl"
"ah ma cazzo"
"terribile!"
"terribile!"
"non hai idea"
"in effetti la prossima volta che volo sarò molto meno tranqui..."
"beh e tu quand'è che prendi aerei scusa?!"
"... scusa?"
"..."
"se per favore ti togli dalla faccia quell'espressione schifata del cazzo veramente viaggio anche io, sai, non sei l'unica a prendere aerei al mondo, anche se io lo faccio più che altro per visitare posti e non sono famosa come te"
"..."
"credi che solo i cantanti prendano aerei?"
"..."
"..."
"... oh no no no certo certo certo. ... Ma, scusa. [sinceramente incuriosita] E quindi dove vai?"
"..."


#3 crusca cruscae busilli busillis (aka tentare di non farsi sospendere dal prestito improvvisando un registro alto aprendo a caso un vocabolario a caso)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.
E' lunedì (oggi. Buongiorno), apriamo l'email della biblioteca e troviamo questo.

"Salve, guardi mi sono accorto di dover ancora riconsegnare una raccolta di spartiti da qualche tempo. Purtroppo nell'ultimo mese l'ho lasciato a casa del mio insegnante di pianoforte il quale adesso è a Roma blabla per #fuffa. Appena ritornerá a casa, mi prodigherò presso la sua abitazione per riappropriarmi della suddetta raccolta e tempestivamente riconsegnarla alla biblioteca. Con le più sentite scuse, a presto.
X"

(X perché è un primate)

(il primate era già stato sollecitato più e più volte per quel fottuto volume, ma X invece è astutissimo e pensa di poterci fregare tramite l'uso di "il quale", una nocciolina, un avverbio e una concordanza a cazzo)


#4 il peggior sordo di questo ramo della galassia

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

"pronto biblioteca del conservatorio di #cittàsenzafiumecheperbrevitàchiameremoChiozza, buongiorno, posso aiutarla?"
"è la scuola di musica?"
"no. E' la biblioteca del conservatorio di #Chiozza."
"beh senta mio figlio deve iniziare a studiare violino."
"... quindi gli servono libri? Vuole iscriversi?"
"no, deve iscriversi proprio a scuola"
"allora le passo la segreteria dida..."
"ma no, a scuola a #cittàcompletamentediversacheprebrevitàchiameremoRho!"
"ma qui siamo a #Chiozza"
"beh comunque che corsi ci sono a che età può cominciare quanto costa il propedeutico che cosa devo compra--"
"sì, ma questa è sempre la biblioteca del conservatorio di #Chiozza. Non siamo a #Rho."
"ah"
"..."


#5 weekend nel Medioevo

Parlando con #collega.

"e allora mi dicevi che tuo figlio ha finalmente comprato l'auto?"
#collega: "sì, pensa che però non è riuscito a ritirarla anche se era pronta"
"perché?"
"perché era venerdì."
"e allora?"
"e allora al mio paese il concessionario e il meccanico non danno mai fuori le auto il venerdì."
"..."
"sai, di Venere e di Marte"
"cosa cazzo boia vacca di cosa..."
"non ci si sposa e non si parte"
"stai scherzando?"
"no no"
"ma anche se uno paga e dice che è urgente?"
"certo"
"... MA E' ABERRA..."
"perché, da te non è così?"
"ma cosa cazzo, no!"
"beh da noi sì"
"..."

Via al televoto!

- per uffa scegli tu tanto è uguale  >> numero 1!
- per non capisco perché mi sto abbassando a pranzare con te che neanche sai volare >> numero 2!
- per il primate X Crusca Cruscae >> numero 3!
- per l'appassionante dilemma spazio-temporale Chiozza/Rho >> numero 4!
- per tornare al Medioevo >> numero 5!

Punto moltissimo sul primate X.
Per i paraggi di Rho, qui.

venerdì 20 marzo 2015

Escher (bobine dentro altre bobine)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.

Nell'attesa di scrivere il post richiestomi da Autumn in quanto miglior solutrice del rebus del 1897, rinfranchiamo lo spirito (e il pancreas).

Propongo di sostituire il tormentone mmmmbuti con bbbbobine.


#1 dagherrotipi & magnetofoni

"pronto, Biblioteca."
"pronto, pronto, pronto, sì dunque volevo sapere, c'è il volume 3 di #cazzo di metodo per viola? Eh?"
"dunque, buongiorno. Un attimo che cerco. ... mm no purtroppo, abbiamo solo il volume 1"
"eh? Ma dico il volume 3, quello con le bobine"
"le bobine? Ma cosa..."
"ma sì, le bobine, le bobine! Quei nastri, sa...!"
"... le AUDIOCASSETTE"
"sì, eh, ecco, quelle, le bobine. Allora ce l'avete?"
"no. Le ho detto infatti che, in tutti i casi, abbiamo solo l'1"
"ah peccato. Ma è sicura"
"cazzo sì"
"ha capito quale intendo"
"ma sì, il #cazzo di metodo per viola"
"ecco, quindi non l'avete"
"NO"
"ok, ok."
clic.


#2 scheletro della coda di paglia nascosto nell'armadio

Utonto Fresco Di Patente: "xao"
"ciao buongiorno, dimmi, posso aiutarti?"
"sì. Vorrei la Quinta di Beethoven."
"ok. CD, partitura...?"
"CD, CD."
"hai delle preferenze sugli esecutori?"
[mi guarda come se l'avessi beccato a rubare] "nonononono, guardi che mi ha soltanto detto il maestro di prenderla!"
"..."
"..."
"... sì, ok. Ma io con quella frase ti chiedevo se preferivi un CD eseguito da tizio piuttosto che un altro."
"ah, no, no."
"..."
 

#3 protesi di complotto (cit.)

oggi, ore 9.21

"pronto, biblioteca dei pazzi di conservato..."
Rompicazzo Anziano Romano: "biblioteca??"
"beh, sì"
"ah ecco. Che edizioni avete del Requiem di Verdi di Mozart."
"mi perdoni, ma le chiederei la cortesia di richiamare gentilmente fra 10 minuti quando avremo acceso i cataloghi visto che la biblioteca formalmente apre alle 9 e tre--"
[scoglionatissimo] "beh e chi è che arriva alle 9.30?!"
"... nessuno, porca puttana. Ci sono già io, ma devo aspettare che questa merda di pc si accenda e carichi tutte le cartelle"
"mi faccia parlare col direttore!"
"eh? La responsabile della biblioteca, se mai, #dottoressaX, non è in ufficio al mome..."
"HA! [trionfante incazzato] chissà perché quando vi telefono a voi dei conservatori tutti i direttori sono sempre fuori ufficio!!!"
"... senta. Questa è una biblioteca. Le sto solo chiedendo di chiamare fra DIECI MINUTI. Ok?"
clic.


#4 magnetofoni & dagherrotipi

"pronto, biblioteca?"
"ecco sì biblioteca, sì ecco, avevo chiamato qualche giorno fa, si ricorda?"
"... scusi, ma come posso ricordare se non mi dice il no..."
"beh volevo sapere se nel frattempo avete preso quel volume con le bobine."
"..."
"..."
"intende le audiocassette."
"eh, le bobine"
"no, le audiocassette. No, sono passati solo 3 giorni e no, non l'avevamo ordinato e comunque no, non fanno più AUDIOCASSETTE allegate ai volumi, se mai cd. E comunque guardi no, non ce l'abbiamo"
"ah."
"mi spiace."
"ah beh niente"
"eh, se lo può se mai compra..."
"è sicura"
"SI'"
"ok, ok."
"..."


#5 londonoilemburg

oggi, ore 11.45

"pronto, biblioteca, buongio--"
Rompicazzo Anziano Romano: "biblioteca??"
"sì"
"ECCOVI"
"sì, siamo qua, come le dicevo."
"che edizioni avete del Requiem di Verdi di Mozart."
"di Verdi o di Mozart"
"di Mozart!"
"ah, eh, ha detto Verdi. Comunque abbiamo X, Y, Z, W..."
"no ma guardi che a me serve la Oilemburg [Eulenburg, ndr]"
"eh allora se me lo diceva. Comunque sì, ce l'abbiamo, solo in partitura piccola"
"in parti staccate?"
"no, ho detto solo in partitura piccola."
"ho chiamato Londra [oh sì come no!] e mi hanno detto che devo sentire Bärenreiter per avere le parti singole"
"... ecco, allora chiami Bärenreiter"
"eh ma non ho il numero."
"ok, glielo cerco su google, un attimo"
"su che?"
"google. Lo potrebbe comunque fare anche lei"
"io e intennette no, no"
"ah. Beh non c'è l'ufficio italiano, il numero di Bärenreiter tedesca è zero tr--"
"no ma BREITKOPF, BREITKOPF, non Bärenreiter!"
"ma lei ha detto Bärenre..."
"BREITKOPF"
"[googlo] senta, il numero è 044 #numero, ufficio di Londra"
"ho già parlato con Londra."
"sì ma questo è Breitkopf"
"ma ho già parlato con Londra Oilemburg, mi hanno detto [AHAHAHAHAHAHAHAHAH, ndr] di cercare le parti d'orchestra Bärenreiter"
"voglio morire mi spiace ma non possiamo fare altro, questa è una biblioteca"
"ah, occhei."
"arrive---"
clic.

Vaffanculo.

mercoledì 18 febbraio 2015

Non c'è problema (un caffè per stalking)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, oggi.

Entra Utonta Mania Di Persecuzione (UMDP), donna, bianca, 57 anni, frustrata, 2 lauree di cui una in musicologia, bella, ricca.

Scartabella per una buona mezz'ora nella sala consultazione, poi viene al front office già tutta stizzita:

"beh sentite, com'è che non c'è la Quarta di Mahler nell'opera omnia?"
"allora, 1 innanzitutto non lo so a memoria, 2 adesso ci guardiamo, ok?"
"umpf."
"... ... oh porca... effettivamente manca."
"ma se a catalogo c'è"
"eh lo so. No, manca. Mi dispiace guardi, purtroppo deve esserci un bu..."
"%&£$%&(/=@#]çè!"
"..."

Caso ha voluto che, per un affascinante bug del programma di catalogazione, l'ormai fantomatica Quarta di Mahler compaia nel nostro catalogo ma non sia fisicamente qui, e la finisco subito perché se mi mettessi a spiegare il misterioso fatto nei dettagli chi di voi non è bibliotecario probabilmente spegnerebbe il computer direttamente dal pulsante bestemmiando di noia perdendo tutti i dati, quindi niente, diciamo che è così e basta.
(Non che noi ne abbiamo capito il motivo, sia chiaro).

Io e collegaG tentiamo di spiegarlo a UMDP, ma ormai è tardi per salvare il Titanic.

[sarcastica] "uh uh uh ma che strano!: ogni volta quello che cerco io qualcosa in una biblioteca non c'è mai, vado nella biblioteca di #cittàColFiume e sembra che #quella roba ci sia ma non me lo prestano, vado a #cittàSenzaFiume2 e si scopre che proprio io non posso entrablablabla, vengo qui da voi cerco la Quarta di Mahler sembra ci sia e invece no e quindi insomma!, comunque non c'è problema, non c'è problema sapete ad allungare la mia lista di denunce per stalking, NESSUN PROBLEMA!"
"stalking?!"
"ma cosa ca..."
"NON C'E' PROBLEMA!"
"ma cosa!"
"i carabinieri ormai mi offrono il tè quando vado da loro, sapete?" [è seria, ndr]
"ma lo stalking che c'entra, scusi?"
[esasperata] "non è che per me è un problema denunciarvi, ha capito?!"
"sì ma..."
"basta!"
"..."

Tutta infuriata se ne va nella sala di là, ci resta circa 2 ore e poi si volatilizza da sola.

Memorabile.
E' già storia.


(lo so che sparisco, ma lo sapete torno sempre. Grazie per i commenti, vi voglio bene.
Visto che ho il cervello sempre più pieno e furbescamente aggiungo sempre più cose da fare nei ritagli di tempo, accetto volentieri il suggerimento di Morbido per cui mi perdonerete se qualche post sarà telegrafico, vero? Pensavo di far parlare direttammente gli idioti, tipo una collezione di mirabilia tratti dalle bacheche facebook dei miei contatti più scemi e cose così, insomma. Poi se ho tempo espando e scrivo il post sulla corista pazza col porto d'armi, sì. Quello verrà, non temete. Baci.).



sabato 29 marzo 2014

dardenlindenbaum (sciuberth. - Salute!)

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, entra Utonta Bovgotavo - questa.

(inoltre sarebbe meglio che i deboli di cuore - o i razionalisti - non aprissero questa foto. Il surrealismo involontario non è per tutti, credetemi.)

UB: "ciao"
"ciao, possiamo aiutarti?"
"sì, cercavo un libro di Sciubert, o Sciuman, non mi ricordo."
"...mm. Ma il titolo?"
"non lo so, tipo danderdenlindenbaum"
"l'avevi già preso, così guardo lo storico prestiti?"
"no."
"..."
"Sciubert o Sciuman, boh."
"è un po' difficile cercare così, comunque ci provo"
"beh, o Sciubert o Sciuman, tipo dandrenlinden, baum, lindenbaum. Dar der lindenbaum. Ecco."
"sì ma non è che..."
"insomma c'è una D, dentro"
"ah. Beh io comunque non trovo nulla di simile; non è che sono i Maerchenbilder?"
"no."
"le Davidsbundlertaenze?"
"no."
"i Frauenliebe und -Leben?"
"no."
"senti, allora io non saprei proprio cosa fa..."
"vado a scaffale, forse lo trovo"
"cercando a caso?"
"cercando a caso"
"uahuahuahuhauhauh beh, accomodati pure"
"ok."
"..."

Sta di là tipo 35 minuti, poi torna trionfante.

"eccolo!!! Ho riconosciuto la copertina!"
"ah, e che cos'era?"
"KLAVIERWERKE"
"vedo che c'è la D, dentro"
"eh? cosa?"
"niente. Ti faccio il prestito?"
"sì."
"danderdenlindenbaum."
"eh?"
"niente, niente."
"ok."
"ok."
"ciao."

domenica 23 febbraio 2014

II concorso La Frase della Settimanah!

Rieccoci, dopo il primo concorso andato splendidamente (69 commenti, accuse di brogli elettorali, conteggi errati, colpi di scena finali - a sorpresa vince VOGLIO IL LIBRO DI MOZART per un errore di sbaglio, sapevatelo! - sbarchi in Normandia, capelli di malgioglio, vittorie del Milan al 97esimo).

Visto che me ne sono capitate di splendide mi sembra d'obbligo continuare.

Se siete bravi e votate il prossimo post sarà il famoso com'è-andata-a-finire della storia della corista che tira al poligono col nipotino di 8 anni "perché tanto già spara nei videogiochi", una frase che andrebbe incorniciata sul comodino di chiunque e che non inserisco qui perché ha già moralmente stravinto, se no che votiamo a fare.


#1 ho i collant quindi c'è caldo

A Bologna, in giro con #cugina Folle e Bellissima (FB), il 31 gennaio.

(Prima di leggere immaginatevi Bologna il 31 gennaio 2014: non c'è caldo.
Piove e c'è un'umidità folle. Ho le mani gelate mentre l'aspetto in stazione, non riesco a stare senza guanti. Ripeto, c'è freddo. E' il 31 gennaio. Piove. C'è. fottutamente. freddo.)

"uella ciao Trantooor!"
"ciao #cugina Folle e Bellissimaaa"
"come stai?! ma blablablablabl..."
"blablablabla, mi ero messa dentro casa Italo ad aspettarti per non prendere freddo"
"... freddo?"
"beh, ho freddo"
"..."
"..."
"ma se ci sono 17 gradi."
"ma cosa...?!"
"17 gradi, l'ho letto sul treno"
"forse era la temperatura inte..."
"17 gradi, non senti?"
"scherzi."
"no."
"scusa, ma come fanno ad esserci 17 gradi che piove ed è gennaio? Non hai le mani gela..."
"no"
"è perché sei appena scesa dal tre..."
"no ma vedi, ho i collant, i collant, capisci? E non ho freddo. Se ho i collant e non sono morta di freddo, avendo i collant, vuol dire che 17 gradi ci sono eccome, se no morirei senz'altro. Ecco, quindi è così."
"..."


#2 ma il 4 o il 5? Aka tamarri travestiti da pubblico colto (TTPC)

Sempre a Bologna, sono a sentire il concerto di questi meravigliosi due (video, video).

Fra il pubblico c'è praticamente tutto il conservatorio, tutti ridono di gusto e tutti capiscono le battute a volte finissime sugli stili musicali contemporanei eccetera - cioè, fanno spaccare dal ridere, ma con una finezza che non è quella di boldi e de sica, per dirne una, e anche il pubblico non è esattamente costituito dalle sorelle dei Simpson che fumano mentre si fanno la ceretta, capite.

Eppure.

Insomma, ad un certo punto c'è la gag del navigatore.
Igudesman tira fuori il cellulare, un iPhone, e fa una battuta che fa venire giù il teatro.

pubblico: "[risate]"
tizio davanti a me urlando e dando di gomito alla moglie: "ahahah aha... NO MA l'iPhone è il 4 o il 5?!?!"

Proprio fondamentale, eh. No perché è importante ed è proprio la sede in cui chiederselo. Sì.


#3 legno impressionista

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio.
Entrano due giovani cantanti.

Disclaimer: forse quasi nessuno di voi, a meno che non pratichi o ascolti la musica classica, avrà mai sentito nominare l'opera di cui si parla; vorrei comunque sottolineare che 1) *siamo in un conservatorio* e che 2) le cantanti in questione chiedevano il cd dell'opera *appena ascoltata a lezione*, ecco.

"ciao, #cantanti, possiamo aiutarvi?"
#cantante 1: "sì."
#cantante 2: "sì. Cercavano, mm, qualcosa e palissandre"
"... qualcosa "e palissandre"?"
"sì."
"sì."
"palissandre? Ma cosa..."
collega: "che..."
"ma sì, qualcosa et Palissandre, roba francese."
"roba francese."
"...forse Pelléas et Mélisande"
"sì, ecco."
"quelli."
"quelli."
"..."
"..."


#4 zitta, donna!

Al telefono con #organizzatore di concerti siculo.

"ciao Trantor, ti ho chiamato per organizzare meglio il concerto del tuo coro blablabla per cui adesso ti dirò tante cose tutte di fila bla."
"ok."
"tu non interrompermi, ok?"
"beh, ok"
"no nel senso, non interrompermi. Perché ho un problema."
"oddio. Cosa"
"no, niente. Vado pazzo per l'accento di voi emiliane, ok? Per cui se parli io perdo la testa e non capisco più un cazzo, non capisco più un cazzo"
"..."
"mi succede solo con voi e le altoatesine"
"come battuta non fa ridere un cazzo beh, ok."
"sono fatto così amen per cui blablabla comunque la toccata e fuga un re minoblablabl..."
"ok però guarda che la toccata e fu..."
"non interrompermi."
"..."


#5 il bidet, vetusto relitto dell'età romana

Chiacchierando con un #amico di famiglia svizzero molto colto che parla italiano, che per brevità chiameremo #amico di famiglia svizzero molto colto che parla italiano.

mio padre: "...e poi questa cosa del bidet."
io: "già!"
[facendo l'esperto] "mah, sapeeete, in Italia oramai io krede che non lo usa più nessuno."
"..."
"..."
"!"
"wtf"
"?!"
"MA STAI SCHERZANDO"

[continua in loop per ore]

________
Votate:

- ho i collant quindi c'è caldo, frase #1
- devo assolutamente sapere se uno dei migliori violinisti del mondo ha l'iPhone 4 o il 5, frase #2
- qualcosa e palissandre roba francese, frase #3
- non interrompermi se no col tuo accento mi entrano le rane nel cervello, frase #4
- il bidet in Italia non lo usa più nessuno, frase #5

Come sempre mettete le cinque frasi cazzate in ordine di preferenza, alla prima assegneremo qualcun altro laureato in ingegneria o similare assegnerà 5 punti, alla seconda 4 eccetera, all'ultima 1.

Guardate che è dura votare, questa volta, mica come quell'altra!

venerdì 10 gennaio 2014

007 missione geova

Buon anno.
Mi piace iniziare così.
 
#1 007

Nella biblioteca dei pazzi di conservatorio, entra utonta I Maestri Del Sospetto.

#collegaF la serve.

Io rientro dall'altra sala e come la vedo, dato che fra l'altro viene sempre in biblioteca e di vista ci si conosce, la saluto.

io: "buongiorno #utonta IMDS!"
IMDS: "..."
"buon anno!"
"..."

Mi guarda di sottecchi aggrottando la fronte come farebbe un furetto impaurito che si rannicchia in fondo alla tana mentre gli buttate addosso delle castagne bruciate.

(Vorrei sottolineare che utonta IMDS viene in biblioteca almeno due volte a settimana.)

"scusa, ma ci siamo conosciute all'università di #città?"
"...no. Lavoro qui. Ti auguravo solo buon anno."
"ah no, ero convinta che ci conoscessimo"
"no. Era solo per dire buon anno."
"..."

Esce.
Niente, basta.




#2 tautologica

Testimone di Geova incontrata in condominio

"oh salve, buon anno!"
"sì."


#3 essere o avere

Biblioteca dell'Augusta Città di X, lavoro buona buona nella postazione che condivido con Aristide, Collega fissato coi concorsi.

(Aristide è attualmente disoccupato perché a gennaio non gli hanno rinnovato il contratto, lui sostiene per congiura, i più perché tipo si perdeva i libri da inviare in interbibliotecario sotto pile di roba e poi telefonavano per reclamare, ma tipo).

Entra Aristide (probabilmente in biblioteca per prendere delle cose), spalancando la porta teatralmente.

Aristide: "buon anno!"
"oh Aristide, ciao, bentrova-"
"IL COMPUTER E' TUO."
"..."
"..." 
"no vabbé, mica era una gara"
"sìsìsìsìsì guarda che scherzavo, eh."
"vabbé."
"ok."
"sì, buon anno."
"ciao."
"ciao."

Esce.
Fine.