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domenica 1 aprile 2012

Milanese connection

Come sapete sabato sera c'è stato il primo conclave dello staff pro dittatura Valeren - in pratica giro a Milano, aperitivo e pizzata fra blogger, commentatori e lurker.

Presenti io, Bitmover e signora, Alessandro e signora, Julia Sui Tubi, Bosk, Seamus, Il Pulcino, svariati cani tesori, Mika Ela e moroso, Gama e signora, e ovviamente Valeren e la sua da lui definita Amara Metà.

Innanzitutto diciamo che io adoro Milano.

Sì, Milano è l'inferno, un posto dove è possibile stazionare a velocità comprese fra gli 0 ed i 25 km orari per ore e ore senza mai uscire da viali alberati, un posto di schizzati pignoli che usano l'accento per ferirti e un centro storico che mi sembra sempre dannatamente poco italiano, l'antipodo della piccola-media cittadina emiliana ed un livello di inquinamento vicino al nucleare.
Ma mi piace.

Ho sempre bei ricordi che mi legano a Milano - anni di abbonamenti a teatro, chiese in mattoni rossi, un concerto andato inaspettatamente bene e non ultimo un convegno in cui riuscii a sgraffignare gratis cinque atti di convegno normalmente costosissimi, anche se per lo stesso motivo Murphy poi mi punì con trenitalia.

Ma andiamo con ordine.


Sera precedente, ore 20.52

"mamma, allora domani vado a Milano coi bloggers"
mamma: "..."
papà: "...ok. Vieni, guardiamo insieme la cartina, perchè a Milano ci si perde."
"stai attenta"
"sì. Allora, tangenziale es..."
"ho detto stai attenta"
"mamma, sì. Dunque, Lodi, Melegnano, tangenziale, uscita cinquantu..."
"dammi il nome della pizzeria!"
"ok, #pizzeria. Quindi esco a san Dona..."
"ma... ma... E' nella zona della moschea! Da sola! Di sera! Buio! Morirai!"
"mamma, ci sono Valeren e Amara Metà, ok? Non sono da sola, e poi arrivo di giorno."
"sì ma..."
"santo cielo, quando avevo 14 anni mi avete mandata in Finlandia!"
"sì ma sapevamo con chi andavi!"
"senti, vado con gente che guarda Star Trek, cucina blob alle patate e si accapiglia solo se si parla di Mac, non possono essere pericolosi!"
"è intollerabile che tu non conosca il cognome di quelli con cui vai a cena!"
"non puoi pretendere che tenga nascosto il mio e conosca il loro, ok?"
"comunque prendi su il salino con dentro il pepe"
"ma cos..."
"uhm, sarebbe meglio uno spray al peperoncino"
"già, ma dove si compra?"
"aspetta, cerco su internet"
"forse il ferramenta di #paesucolo?"
"uhm sì, aspetta che tele..."
"finitela immediatamente"


ore 20.53

[sms > Valeren] "partirò alle 9"
[sms da Valeren > me]: "perfetto!"


ore 20.54

"decidiamo una frase in codice"
"una che?"
"una frase in codice. Nel caso tu ci telefoni ma ti costringano a dire che stai bene"
"mamma. Non. Succederà. Niente."
"decidiamola e basta!"
"...ok. Bello, ripensandoci, come ne La casa Russia"
"la casa che?"
"lascia perdere. Vediamo... tipo ci vediamo domani a Parma, ok? Se dico ci vediamo domani a Parma chiama la polizi..."
"Parma?"
"Parma"
"perchè proprio Parma?"
"perchè ho scelto Parma"
"già, perchè Parma e non Ferra..."
"sentite, è la prima città che mi viene in mente e adesso finiamola con questa storia, ok?!"
"ok"
"ok"

Sospiro e l'unico modo è uscire con gli amici e tornare quando sono già andati a letto.

[sms > Valeren] "ripensandoci partirò alle 10"
[sms da Valeren > me]: "perfetto!"


Sabato, giorno del ritrovo, ora ignota

[sms > Valeren] "Mi sono arrotolata nella trapunta. Non so che ore siano ma non partirò mai alle 10. 11? Calcola 1 h e 45"

Peccato che Valeren, in pieno sbattimento per ogni dettaglio organizzativo, abbia capito arrivo alle 13.45.
Rischiata per mezz'ora di equivoco crisi coniugale con Amara Metà la quale invece aveva capito benissimo.
Non è normale che il futuro dittatore del mondo abbia un pessimo rapporto con le telecomunicazioni.


ore 13.12

Murphy è in credito con me di un mondo di roba, visto che il viaggio è andato liscio e ho pure trovato parcheggio (gratuito) già nella via del ritrovo.
A Milano.
Parcheggio.
Via del ritrovo.
Gratis.
Milano.
Righe bianche.
Parcheggio.
Milano.
Parcheggio.
Milano.
Via del ritrovo.
Parcheggio.
Gratis.
Milano.

(Sì, ho passato 45 (quarantacinque) minuti in un cazzo di viale per fare 5 semafori, ma ho detto che adoro Milano, quindi facciamo che adoro Milano e non me la prendo con Milano.)


ore 13.13

Comunque riconosco immediatamente il dittatore Valeren e Amara Metà, e loro riconoscono me; e da uno che scrive surreale quanto me, ha mezza libreria in comune con me e divide il banco degli inferi con me potevo forse non aspettarmi che avesse una macchina identica alla mia, stesso modello e stessi optional?

Lui ha veramente tanti capelli, è elegante, tratti in parte indiani, magro e non altissimo (caratteristica comune a molti dittatori, oltre che ai direttori di coro tascabili come me), a tratti dark e ha l'ottimo vizio di usare la parte del vocabolario che ormai sembra scomparsa.

Amara Metà invece di amaro (sinceramente) non ha proprio nulla.
Dolce e pugliese, se mai. Val, cazzo, prendi nota.


ore 13.36

Conosco anche Il Pulcino, il responsabile del blob alle patate, uno che parla 5 lingue, ha gli occhi castani più belli che abbia mai visto, fa il programmatore e porta invariabilmente calzini a righe fucsia verdi e gialle.

Poi però si chiedeva come mai non è stato preso come commesso da calzedonia.


ore 14.00

Un giro a Milano, il duomo, la gente, sole e vento, parliamo di musica.
Val mi conquista intellettualmente parlando di giardini nascosti dentro la città dei palazzi, io tento di distrarlo discorrendo di antichi templi mentre cerco di offrirgli il pranzo, solo che lui è più furbo, e più veloce.

Inoltre scopro che si ciba solo di dolci, e mentre io bruco un'insalata e un'enorme omelette al formaggio lui pranza con lo sciroppo d'acero.

Non è normale.


ore 17.00

Conosciamo gli altri.

Julia Sui Tubi ha pure lei occhi incredibili, umorismo caustico e un imminente esame in malattie infettive.
Vuole diventare oncologa e fuma, ma lo fa con grandissimo stile.

Mika Ela è come scrive, ride ed è frizzante come la giornata.
Un [bel] "fenicottero coi tacchi" è la parallela descrizione di Valeren, solo che io adesso non riesco più a togliermi quest'immagine dalla testa.


ore 17.41

[sms > mia madre] "sono viva, tutto bene, mi sto divertendo"
[sms > me] "non fidarti! Non farti riaccompagnare alla macchina! Tieni d'occhio il tuo bicchiere! Sta' atte..."
[poi ho venduto l'iphone ad un ambulante]


Aperitivo, ore 18.20

A forza di ridere agli aneddoti scolastici e lavorativi del Gama mi è venuto il singhiozzo.

I cani di Alessandro e signora sono adorabili, abbaiano e sgusciano continuamente da sotto il tavolo drammaticamente simili ai miei coristi prima del concerto.

Julia Sui Tubi ha l'intuizione di scattare foto che comprendano me per provare a mia madre che sono viva veramente e che non sono tutti terribili assassini.


ore 18.46

[sms > mia madre] "sono viva, tutto bene, tutti simpatici"
[sms > me] "è proprio quando sembrano simpatici che si abbassano le dife..."
[poi ho dato il cellulare in pasto ai cani]


ore 19.13

Grasse risate, Valeren continua a spiegare quale fosse il suo lavoro precedente ma nessuno lo ascolta poi lo interrompono i cani abbaiano e poi glielo richiedono i cani sgusciano Mika Ela lo sommerge di foto di gatti vuole i nachos al formaggio risate Amara Metà gli fa notare che ha perso il conto dei commensali e dopo che nessuno di nuovo ha capito che lavoro faccia lui si gira verso di me, stremato:

Val: "la mia dittatura è finita prima ancora di cominciare"
io: "mi sembra del tutto evidente"
"che cazzo di seguaci mi sono scelto?"
"solo io ho un senso nel tuo futuro regno, come maestro di cerimonie"
"sto valutando l'ipotesi di passare alla mia stessa opposizione"
"se una tavolata come questa ti sembra folle immagina com'è tutti i mercoledì con i miei coristi"


Cena, ore 21

Con Seamus e #signoraDelGama si parla di psicologia della musica, ed è proprio bello quando qualcuno ti butta lì una citazione asimoviana, con raffinata e disinvolta eleganza.

Tralascio il livello di decibel raggiunto dalla voce di #signoraDelGama, non è carino.
Lei è bellissima, ma io adesso devo fare un controllo dell'udito.


ore 22.13

Seamus e #signoraDelGama tentano di leggermi la mano, poi discutiamo dei parallelismi fra le varie tradizioni musicali indoeuropee nei secoli delle guerre gotiche, infine io mi eclisso quando la conversazione tocca i tarocchi.

Comunque il responso della mano è che sono una persona lineare, c'è un fottuto casino nel punto che riguarda la matematica e che anche nella musica dovrei essere tutto sommato semplice, complessa, ricca, ma semplice.

Mika Ela intanto stramazza dentro la pizza ridendo nel leggere la cronologia dei messaggi della OAFP del concerto lirico, stampata e distribuita per l'occasione.


ore 00.02

Insomma non c'è verso, devo aggiungere a Milano un altro bel ricordo.

Soprendentemente non c'erano nerd, anche se ad un certo punto metà del tavolo si è ritrovata con le mani a forma di saluto vulcaniano.

(E qui confermo la mia teoria, le donne riescono sempre a farlo mentre sono sempre uomini quelli che non riescono a tenere uniti mignolo e anulare).

Registro l'estrema delusione di tutto il tavolo per l'assenza di #collegaV, idolo dei commentatori, ed il curioso effetto per cui in mezzo alle grasse risate ci si gira prima se ci si sente chiamare con il nick del blog, mentre il nome di battesimo fondamentalmente non interessa a nessuno.

E si registra la clamorosa assenza di Astro, che ci è mancato molto, anche se sappiamo che fondamentalmente, virtualmente, spiritualmente tra noi c'era lo stesso.

(Infatti ha preso una quattro stagioni.)

lunedì 26 settembre 2011

Potrei andarci io

A quanto pare è sufficiente avere un velato interesse per la fisica nucleare, leggere Asimov e guardare Star Trek per capire di neutrini e bosoni molto più della gelmini.
Probabilmente basterebbero anche per fare il ministro dell'istruzione.

venerdì 17 giugno 2011

Cronache dell'ufficio delle entrate - E non è che il mondo sia cambiato poi così tanto, eh

anno 12068 dell'Era Galattica

Gaal si trovò la strada sbarrata da una ringhiera.
Un altro piccolo cartello indicava l'ufficio informazioni.
L'uomo cui la scritta si riferiva non sollevò nemmeno gli occhi dal tavolo.

Disse: - Dove volete andare?

Ma Gaal non fu pronto nella risposta e quei pochi istanti di esitazione bastarono perché dietro di lui si formasse una fila.
L'impiegato dell'ufficio informazioni alzò gli occhi: - Dove volete andare?

Le risorse finanziarie di Gaal erano piuttosto scarse, ma sarebbe stato solo per una notte; poi avrebbe avuto un lavoro.

Cercò di sembrare naturale: - Un buon albergo, per favore.
L'addetto allo sportello rimase indifferente: - Sono tutti ottimi. Quale preferite?
Gaal si guardò in giro disperato. - Il più vicino, per favore.

L'uomo schiacciò un pulsante. Una sottile striscia luminosa si formò sul pavimento, aggrovigliandosi ad altre di differenti colori e gradazioni.

Venne consegnato a Gaal un tagliando. Anche questo era luminescente.

L'impiegato disse: - Uno e dodici.
Gaal si frugò in tasca per trovare le monete. - Da che parte devo andare?
- Seguite la luce. Il biglietto rimarrà luminoso se manterrete la giusta direzione.

Gaal osservò il tagliando e cominciò a camminare.

C'erano centinaia di persone che a testa bassa attraversavano la sala, ciascuna seguendo la propria pista, ondeggiando e fermandosi ai punti di intersezione.

La sua traccia cessò.
Un uomo in splendente uniforme gialla e blu di fibra plasto-tessile antimacchia, si chinò a raccogliere le sue valigie.
- Linea diretta per il Luxor - disse.

Lo sconosciuto che seguiva Gaal sentì questa frase. Udì anche Gaal rispondere: - Bene - e lo osservò mentre saliva sul veicolo dal muso schiacciato.


anno 2011 dell'Era Antica

Trantor si trovò la strada sbarrata da 3 avvocati e una porta di vetro sporco.

Un altro piccolo cartello indicava l'ufficio informazioni.
La donna cui la scritta si riferiva non sollevò nemmeno gli occhi dal tavolo.

Disse: - Dove devi andare?

Ma Trantor non fu pronta nella risposta e quei pochi istanti di esitazione bastarono perché dietro di lei si formasse una fila.
L'impiegata dell'ufficio informazioni alzò gli occhi: - Eh allora non è che stiamo qui tutto il giorno a pettinar le bambole, si può sapere dove deve andare?!

Le conoscenze finanziarie di Trantor erano piuttosto scarse, ma sarebbe stato solo per pochi minuti; poi avrebbe potuto sbattersene fino alla prossima dichiarazione dei redditi.

Cercò di sembrare naturale: - Un funzionario per i rimborsi XYZ, per favore.
L'addetta allo sportello rimase indifferente: - Sono tutti ottimi. Quale preferite?
Trantor si guardò in giro disperata. - Il più onesto, per favore.

La donna schiacciò un pulsante.
Una sottile striscia colorata era incollata sul pavimento, aggrovigliandosi ad altre di differenti colori e gradazioni.
Venne consegnato a Trantor un pass unticcio. Anche questo era colorato.

L'impiegata disse: - Stanza 465 ala 41 giù di là complesso B svolti a destra corridoio K  ho-detto-K-non-H piano 7 dottoressa X.

Trantor aveva voglia di piangere. - Da che parte devo andare?
- Seguite la striscia. Il pass fondamentalmente non serve a un cazzo.

Trantor osservò il pass e cominciò a camminare.
C'erano centinaia di persone che a testa bassa attraversavano la sala, ciascuna seguendo la propria pista, ondeggiando e fermandosi ai punti di intersezione.

La sua striscia cessò.

Un umarell in golfino color vomito e tartan di misto-lana infeltrita le si buttò addosso per attaccar discorso.

- Ma anche lei è qui per l'irpef? Eh signorina ma che mani sottili che ha!, mi ricordano quelle di mia moglie che non c'è più, ma sa che lavorava in fabbrica e blablabla? E però non c'è più, e qui non funziona mai nulla e questi statali rubano lo stipendio io sì che ai miei tempi sapevo fare i conti e comunque io devo tornare a casa a farmi la minestra ma comunque sa, il pane l'ho già preso, ma mia moglie non c'è più, signorina, e blablabla - disse.

L'altro umarell in golfino infeltrito che seguiva Trantor sentì questa frase.

Udì anche Trantor rispondere: - Mi dispiace per sua moglie MA ORA MI LASCI CORTESEMENTE PRENDERE L'ASCENSORE - e la osservò mentre veniva inghiottita dall'ascensore di formica schifosa.

martedì 30 giugno 2009

Oggi è una buona giornata #2

Ho trovato un libro di Asimov che ancora non avevo letto.

E due suoi racconti che pure non avevo letto in un'antologia di fantascienza.

Bisognava andare nella libreria di usato "L'Orlando Curioso".
Solo in una delle emiliane città senza fiume potevano pensare ad un titolo così.
Tra l'altro, bellissimo.

Il proprietario, che non ho ancora capito se si chiami Orlando (delitto perfetto), in ogni caso è pazzo.

lunedì 9 marzo 2009

Per via di scrivere la tesi

Ok.
Grazie a Jhack (trovato fortunosamente grazie ad Isaac*), il capitolo di introduzione alla tesi è stato prontamente sacrificato per questo.

Al momento sono a quota 22 su 33... Non ci dormirò, stanotte.

Enjoy ;-)







* come chi è Isaac?!

giovedì 10 luglio 2008

Lasciatemi con la mia bruciante passione per la vanità esteriore

Oggi ho passato il pomeriggio con la Trantormamma alla Diffusione Tessile, per i saldi (per la cronaca, una specie di outlet dove hanno scartellinata la collezione del gruppo MaxMara e sottomarche dell'anno prima).

Ho trovato 2 vestiti deliziosi a 40 euro l'uno. Mia mamma ne ha comprati 3, veramente belli.

E ho preso la mia decisione. Se potessi, vestirei solo di shantung.

Lo shantung per me è senza dubbio il kyrt di Asimov ne "Le correnti dello spazio".

So di essere suonata, non temete.
Forse i più di questo post e soprattutto del kyrt non capiranno molto.

Sappiate solo che "Le correnti dello spazio" non è il migliore libro di Asimov, ma merita.
Oh, se merita.



Se siete curiosi e volete sbirciare la quarta di copertina...

domenica 15 giugno 2008

Serenità

Trantor è sotto le coperte, a casa sua. A fianco ha il moroso che quella notte dorme da loro.
Mentre Trantor legge un libro, il moroso l'abbraccia e probabilmente dorme già.
Trantor ascolta il respiro regolare di lui e sente il calore del suo corpo contro il suo.
La luce è soffusa. Le uniche occupazioni di Trantor sono mettersi il burro di cacao, perdersi nello spazio con Elijah Baley* e accarezzare dolcemente la testa del moroso. I suoi di Trantor dormono, giù.
Ecco; in questi momenti Trantor è felice.
E ha l'impressione che nulla di brutto possa succederle.












* Insomma se vi ostinate a non leggere Asimov non capirete mai le citazioni di questo blog

sabato 10 maggio 2008

The End of Eternity

Trantor ha pianto.
Chissà perchè, ma si commuove sempre quando finisce un libro di Asimov.
Questa volta era il turno di La fine dell'eternità, regalatole dal moroso:* assolutamente meraviglioso.
(Trantor sa bene di aver detto la stessa cosa di ogni libro di Asimov, quindi non è in fondo molto attendibile come critico letterario.)

Però ha apprezzato una maggiore caratterizzazione del protagonista rispetto agli altri romanzi, anche se avrebbe voluto sapere di più sui Secoli Nascosti, e sul personaggio di Noys.

Ora il numero di romanzi che le mancano da leggere di Asimov è quasi a zero; e questo è un problema.


* A dirla tutta, Trantor e moroso erano in libreria; Trantor, che talvolta dimostra di essere logica quanto un lemming che si butta da una rupe, guardava sospirosa e combattuta il libro e commentava fra sé "accidenti, se fossimo da feltrinelli avrei la cartapiù, ma se lo compro qui perdo i punti...!".
Il moroso, superiore a queste boiate, ha preso in mano la situazione, cioè il libro, e l'ha regalato a Trantor, che ha reagito come una pupattola che finalmente ha il suo ciucio.

martedì 29 aprile 2008

Le correnti dello spazio

Ho appena divorato Le correnti dello spazio di Asimov; come mi capita sempre per i libri divorati in 1-2 giorni, non so resistere al senso di vuoto che mi attanaglia subito dopo averli finiti. Vorrei ricominciare, esserci ancora dentro, non sapere come va a finire. Ehh.

Comunque, non è il mio libro preferito in assoluto di Asimov, però mi è piaciuto tanto lo stesso. Peccato non aver approfondito di più i personaggi... Ma bello.

Ora sigh che mi rimane? Ormai ho letto quasi tutto di Asimov... Ma no, il moroso mi ha regalato ieri La fine dell'eternità. Mi mancava. Anche se ancora per poco: ora spengo il pc e clic, accendo la lampada del comodino.
Chissà se riesco furbescamente ad andare avanti fino alle 3 a leggere come l'altra sera.
Peccato invece l'effetto collaterale occhiaie-mal di testa-fuori come un balcone del giorno dopo.

Ma ci dev'essere un prezzo da pagare.

lunedì 28 aprile 2008

Scelte

Ecco. Ce l'ho fatta: anche io ora ho il mio blog!

Interessante il momento della scelta dell'URL: da buona asimoviana, provo con "Neanche gli Dei", che poi sarebbe il titolo.
Geniale, mi dico: è uno dei miei libri preferiti, ed il significato dell'intera frase si adatta perfettamente ai tempi di oggi.
Ma anche no, l'URL non è disponibile. Legge di Murphy docet. Delusione. Dato che non mi fido delle macchine, addirittura riprovo ("non è possibile... DEVE essere libero!").

"Trantor", mi dico: ma certo, è sempre stato il mio nick! Ma anche qui cado male, URL già preso.
Quindi, parte la ridicola quanto sterile ricerca nei siti dedicati alla fantascienza, a caccia di un nome evocativo che non sia già stato preso. Lo so, è un po' patetico, ma tant'è.

Quasi per sbaglio o per il gusto di provare a vedere se la legge di Murphy funziona, digito "plutonio186". Sì, Murphy funziona: ebbene sì, è libero.
A volte in effetti so essere pesante, come il plutonio186.
In più non esiste: mi piace.